Nuova ricerca

Nicola Maria DUSI

Professore Associato
Dipartimento di Comunicazione ed Economia


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Pubblicazioni

2022 - "Nella corsa del tempo. Cronofotografia e cinema" [Articolo su rivista]
Dusi, N.
abstract

L'effetto di massa continua che fluisce nell’immagine di una scia luminosa, ci permette di ragionare sulla visione e sulla percezione del movimento mediate dal dispositivo cinematografico, in stretta relazione con lo sviluppo della fotografia, fin dalle prime foto istantanee. Quando escono sui rotocalchi della seconda metà dell’Ottocento le prime cronofotografie dell’americano Muybridge o del francese Marey, ci si rende conto di non aver mai visto l’articolarsi diseguale e scomposto delle zampe di un cavallo in corsa, fino a quel momento disegnate o dipinte con stilizzazioni di estrema eleganza.


2021 - A Website for Cesare Zavattini’s Works. Digitizing and Dynamizing a Personal Audiovisual Archive [Articolo su rivista]
Capalbi, A.; Dusi, N.; Mareggini, M. D.; Salvador, M.
abstract

Digitization has been changing the methods of production, distribution and use of written and audiovisual products, according to a process of “platformization” (Van Dijck, Poell, de Waal 2018). Following the “network society” model (Castells 1996), platforms, as creative ecosystems (Montanari 2018) and medial ecosystems (Pescatore, Innocenti 2011), have introduced a new mindset that connects producers and consumers within a digital environment, breaking down space-time barriers, controlling data and simplifying the supply chain (Nasta and Pirolo, 2017). So even the audiovisual field has undergone a transition to companies with a service provider role, following a user-based model that feeds different forms of participation and spreadability through intermediality and storytelling (Abercrombie and Longhurst, 1998; Jenkins, Ford, Green 2013). The project of digitization of written material of the Zavattini Archive (Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia) starts from a productive theoretical (and methodological) intersection between platform design and game design. As we will see, the paradigm shift that platform design has brought resembles certain characteristics of the “play” experience. The concepts of collaboration and intermediation lead to a rethinking of users as pivotal and at the centre, not only regarding their user experience (as in certain types of digital games) but also in the production of various types of content (as in platforms), leading to asynchronous collective experiences, whether they are related to gaming or to participating in platforms.


2021 - Barney, Matthew [Voce in Dizionario o Enciclopedia]
Dusi, N.
abstract

Artista poliedrico, Barney fa confluire nelle sue opere le esperienze giovanili come atleta, il suo lavoro come modello e le teorie postmoderne e decostruzioniste apprese all’Università di Yale . Barney si autodefinisce uno scultore, ma produce opere polimorfe e multimediali, con performance fruite dal pubblico come video (e più tardi film) in contesti museali (e di recente teatrali), accompagnati da fotografie e disegni, sculture che richiamano gli oggetti di scena per sineddoche, o sintetizzano il racconto della performance in modo metaforico.


2021 - Figure della morte e forme della fine, a partire da CHERNOBYL [Capitolo/Saggio]
Dusi, N.
abstract

Nella prima parte di queste riflessioni ci soffermeremo su due forme di rappresentazione della morte al cinema e nelle serie tv, mettendo in contrasto la morte violenta (per arma da fuoco o per impiccagione) con quella per malattia (nello specifico per sindrome acuta da irradiazione). Tenteremo quindi di delineare alcune “figure delle morte” nelle loro rappresentazioni audiovisive. Nella seconda parte del saggio riprenderemo queste configurazioni per metterle al servizio delle forme narrative seriali, per soffermarci sul finale sospeso della serie Chernobyl (HBO, 2019) e sull’espansione intermediale della sua lunga sequenza di chiusura.


2021 - Il nome della rosa. Roghi, incendi e scintille tra romanzo, film, serie TV [Capitolo/Saggio]
Dusi, N.
abstract

I prodotti mediali contemporanei, nel gioco fra testi di partenza e testi derivati, entrano a far parte di una catena interpretativa e traduttiva tra testi, discorsi e media che nelle proposte della semiotica della cultura si definisce come una semiosfera transmediale. Proveremo a rendere pertinente un’analisi comparata di alcune sequenze del romanzo di Eco, del film di Annaud e della serie TV diretta da Battiato. Si tratta di evidenziare come alcune scelte sul piano del contenuto e sul piano dell’espressione del testo di partenza diventino linee guida anche nel caso di molteplici testi di arrivo, che si pensano tra loro poiché co-presenti nella filiera dei testi derivati.


2021 - Transmedialità [Voce in Dizionario o Enciclopedia]
Dusi, N.
abstract

La voce dell’Enciclopedia Treccani definisce la transmedialità e il transmedia storytelling ponendo nello stesso continuum semiotico i prodotti intermediali, transmediali e crossmediali. Se le pratiche crossmediali sono caratterizzate da una forte discontinuità rispetto alle fonti, l’intermedialità viene considerata come uno dei poli di un processo interpretativo e trasformativo, basato su meccanismi di traduzione intersemiotica.


2020 - "Lo intersemiótico, intercultural y transmedial en Gomorra: del espacio narrativo al mundo de las historias" [Capitolo/Saggio]
Dusi, N.
abstract

Nowadays, contemporary tv series are studied as “complex tv” or “serial medial ecosystems” (Innocenti, Pescatore 2011; Mittel 2015). the Italian Gomorra. La serie translates and reworks both Roberto Saviano’s novel Gomorra and Matteo Garrone’s movie Gomorrah. We will face some rhetorical and socio-semiotical operations that contribute to create the contemporary narrative ecosystems, focusing on the Gomorra. La serie case. We will explore items of transmedia storytelling (Jenkins 2006), intertextuality and intermediality, which work crossing the borders between media and building a larger idea of “transmediality” (Saldre, Torop 2012; Lotman 1992).


2020 - CAPIRE LE SERIE TV. Generi, stili, pratiche. [Monografia/Trattato scientifico]
Dusi, N; Grignaffini, G.
abstract

Le serie televisive oggi sono al contempo un oggetto di culto per milioni di fan e un argomento di studio che sfida le categorie analitiche tradizionali per linguaggi, modelli produttivi e forme di consumo. Il testo offre una chiave di lettura in grado di tenere insieme tutti questi ambiti e, attraverso lo strumento teorico dell’analisi testuale applicata a numerosi esempi italiani e internazionali, affronta le pratiche di costruzione (dall’ideazione alla scrittura fino al montaggio) e la maniera in cui le serie dialogano con altri prodotti mediali – dai libri ai film – attraverso adattamenti, citazioni, traduzioni e remake, fino ad arrivare alle modalità transmediali con cui il pubblico le reinterpreta. Il volume propone così un percorso dal semplice al complesso, seguendo le serie TV dall’idea di base all’espansione testuale e alla proliferazione transmediale ed è destinato a chi – studente, professionista o appassionato – vuole comprendere meglio questo mondo sfaccettato e affascinante.


2020 - Cinema e pubblicità, tra finzione e documento [Capitolo/Saggio]
Dusi, N.
abstract

Proponiamo di pensare al rapporto tra cinema e pubblicità in termini semio-pragmatici, generalizzando alcune proposte di Roger Odin (2000; 2011) per comprendere come un film produce senso in relazione con uno spettatore (modello), costruendo “assi di lettura” privilegiati su cui fondare il processo di interpretazione e, pragmaticamente, l’esperienza mediale dello spettatore.


2020 - Danser parmi les œuvres d’art. Deux créations site-specific d’Hofesh Schechter et de Saburo Teshigawara [Articolo su rivista]
Dusi, N.; Bizzarri, M. C.
abstract

We will examine two recent site-specific dance creations: Hofesh Schechter’s Coda and Saburo Teshigawara’s Pointed Peak. The description of the experience of these performances for an “ethnographer” viewer will lead us to use the semiotic theories of corporality, of “perceptive” mediality, and the theory of intersemiotic translation, as well as the socio-semiotics of risk and interactions. The inter-sensory and intermedial translatability among different systems of meaning can be analyzed “below” the manifest level of the signs, namely in the conflict zone of the figural tensions. At a more global level, socio-semiotic interaction regimes explain performance-driven micro-narratives among museum spaces, works of art, and viewers, in a dynamic and sensitive adjustment of forces.


2020 - Intermediale, transmediale, crossmediale in "Westworld" [Articolo su rivista]
Dusi, N.; Salvador, M.
abstract

In this essay we will discuss through the lens of Lotman’s “semiosphere” (1984) the media ecosystem (Pescatore, 2018) of the HBO show "Westworld" (Jonathan Nolan and Lisa Joy, 2016 – ongoing). The replicability thematized in it, between loops, repetitions, memorial overlaps, together with the problem of consciousness and empathy which distinguish a human being from a cyborg since P.K. Dick’s science fiction stories, define a constantly translating and reinterpreting fictional universe. Observing a sequence from the first episode of the first season and the mobile video game linked to the show, we propose a continuum that crosses the "Westworld" semiosphere, intended here as a complex set of relationships – inter-textual and inter-medial, trans-medial and cross-medial – that can be interpreted coherently. In this continuum we see on the one hand the intertextual and intermedial relations that retranslate the fictional universe into an intersemiotic continuity that moves from the 1973 movie “Westworld” (Michael Crichton) and its sequel, continues through the TV show “Beyond Westworld” (Lou Shaw) briefly aired in 1980, and lands in the transmedia continuity on which the HBO show "Westworld" and its promotional paratexts are built. On the other hand we propose to place crossmedia products like video games and fan works on the opposite pole of the continuum, in partial discontinuity with the original fictional world. We intend intermediality not only as a hybridization of thresholds between media (Rajewsky, 2005), but also as a bridge of continuity and a translation invariance (Dusi, 2015). In these terms, also adaptation, remake, repetition, and variation, are to be considered inter-medial products. Intermediality so becomes one of the poles of an interpretative and transformative process based on mechanisms of translation, to be always considered in their sociocultural context and constraints. On the other pole we will instead have all the cross-medial practices allowed by a strong discontinuity from their sources, as mash-ups and creative reworkings produced by the fans. In the tension between these two poles, in the middle of the semiotic continuum, we will find re-elaborations and transmedial expansions that have a continuity with the reference fictional world (like remixes). In our opinion, this idea broadens Jenkins' distinction between "adaptation" and "extension", the former taking the same narrative from one medium and telling it again in another, and the latter trying to add something to the existing story in its passage from one medium to another (2011). We will therefore talk about intermediality in front of adaptations and remakes, and about transmediality when the original fictional world is extended through inventions and new variants (like sequels, prequels, paraquels), also reaching radical transformations as in the case of cross-media products.


2020 - Introduzione. Costruire mondi complessi. La fiction televisiva contemporanea e le sue sfide semiotiche [Articolo su rivista]
Dusi, N.; Eugeni, R.; Grignaffini, G.
abstract

Il numero di Mediascape che presentiamo nasce da una giornata di studi dedicata alle serie TV di “qualità” e “complesse” (ma anche alla produzione di fiction seriale più generalista), tenutasi a Reggio Emilia presso l’Aula Magna dell’Università di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE), nel maggio 2019. La giornata, intitolata Semiotica e sociosemiotica della serialità postmediale, ha riunito ricercatori italiani e internazionali di discipline diverse: non solo semiologi, quindi, ma sociologi e storici della televisione, studiosi di media e di Big Data, accanto ad alcuni produttori e sceneggiatori. I saggi scaturiti da quella giornata e che presentiamo nelle pagine che seguono hanno finito tuttavia per privilegiare una prospettiva più strettamente semiotica.


2020 - Lavorare stanca, ma filmarlo? [Articolo su rivista]
Dusi, N.
abstract

Il cinema racconta il lavoro fin dalle sue origini, e continua a farlo nell’era postmediale. Il lavoro viene filmato come logica delle azioni o come discorso sulle competenze (tra saperi e poteri). Una esperienza raccontata che diventa (per noi) esperienza mediale.


2020 - Mondi possibili autoriali e storyworld serializzati [Capitolo/Saggio]
Dusi, N.
abstract

In questo saggio si propone un percorso teorico per mettere a confronto alcune definizioni di “mondo possibile” con quelle di “storyworld”, e provare a dimostrare che esse non sono del tutto sovrapponibili. La riflessione appare necessaria per chiarire l’attualità di uno sguardo semiotico sugli universi seriali, e per discutere termini come “storyworld” e “storytelling” diventati oggi delle parole chiave, a volte usate quasi come formule rituali, tra gli studiosi di media.


2020 - “The Name of the Rose”: Novel, Film, TV Series between Intermediality and Transmediality [Articolo su rivista]
Dusi, N.
abstract

We will consider the diverse strategies of adaptation employed in the case of the famous novel The Name of the Rose (1980) by Umberto Eco, examining the complex passage from Eco's novel to Jean Jacques Annaud’s film (The Name of the Rose, 1986) and the new Italian TV series (The Name of the Rose, 2019 - on air). We will look for some translational ‘continuities’, trying a comparative semiotic analysis of some sequences of the novel and the film and the TV series. Working on the TV series we will also explore some extensions and ‘discontinuities’ of transmedia reinterpretations. According to Mittell, transmedia storytelling could be both “centripetal” and “centrifugal”: we will analyse these logics it in the serial construction of the first season of The Name of the Rose, deepening the backstories of the characters or creating a sort of “paraquel” for totally new characters.


2019 - "Avvolti in un bozzolo. Lo spettatore tra cinema e realtà virtuale" [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Ci soffermeremo in questo articolo su alcuni film in virtual reality e su una esperienza con il corpo in movimento: come a dire su ambienti immersivi solo “scrutabili”, e su ambienti invece “percorribili”, dove i problemi di cosa è in campo e cosa è fuori campo sono molto diversi.


2019 - "Introduzione. Universi seriali: ecosistemi, forme di vita, semiosfere" [Prefazione o Postfazione]
Dusi, N.
abstract

Questo libro nasce dal dialogo tra studiosi di diverse discipline sulla serialità televisiva contemporanea, sull’ibridazione dei generi e in particolare sulla negoziazione tra reale e finzionale in serie come True Detective, House of Cards, Narcos, Orange is the New Black, The Americans. Serie tv espanse e complesse, con nuovi modi narrativi e stilistici, nuove strategie di produzione, modi diversi della fruizione e della esperienza mediale legati a network e piattaforme on line, pensati come “semiosfere” culturali, o come “ecosistemi mediali seriali”.


2019 - "La manipolazione del potere in House of Cards" [Capitolo/Saggio]
Dusi, N.
abstract

In questo saggio parleremo della serie televisiva House of Cards (Netflix, 2013 – in corso), per ragionare sulle relazioni di potere messe in scena in una fiction di successo battezzata dai critici come un genere ibrido: un political drama . In termini semiotici, si tratta di forme della “manipolazione strategica” e di forme di “aggiustamento” della flessibile gestione del potere dei protagonisti . Un aggiustamento che in House of Cards non è solo intersoggettivo, ma anche intermediale e transmediale. Se la manipolazione dell’altro, che passa dalla seduzione all’adulazione, dal ricatto alla minaccia, è il regime più abusato nelle relazioni tra il protagonista Frank Underwood e il resto del mondo, vedremo come essa si estenda fin dal primo episodio al sapere dello spettatore. Uno spettatore subito sedotto dalla possibilità di vedere il ‘dietro le quinte’ del mondo del potere legato alla Casa Bianca. Ma il regime della manipolazione cognitiva non basta a spiegare il successo del personaggio, che è un politico responsabile dei deputati democratici al Congresso degli USA (detto “Chief Whip”). Quello che rende Underwood interessante è la sua compenetrazione con l’altra protagonista del racconto: la moglie Claire. La coppia cinica e manipolatrice di Frank e Claire agisce infatti di comune accordo nel controllo strategico del mondo e nella scalata al potere, ed è retta da una forma di interazione diversa da quella manipolatoria, che Landowski chiamerebbe “regime di aggiustamento”. Una forma di alleanza sensibile all’altro, in reciproco e continuo riassestamento cognitivo e passionale, che li unisce nelle prime due stagioni, per dividerli invece in modo quasi estremo nella terza (quando Claire proverà a divenire una concorrente politica di Frank), in vista di una nuova alleanza (e nuove divisioni) nelle stagioni successive. Non siamo di fronte però solo a relazioni tra soggetti, ma anche tra dispositivi. La flessibile gestione del potere della coppia degli Underwood, che diverrà alla fine della seconda stagione la coppia presidenziale - e nelle stagioni successive cercherà a tutti i costi di restare tale -, opera nelle prime stagioni della serie una sistematica manipolazione dei media, che diventa gradualmente più raffinata. Nella campagna per le elezioni presidenziali della quarta stagione, infatti, troveremo una sorta di aggiustamento graduale ai nuovi dispositivi mediali digitali e ai social media, con analisi di big data e loro utilizzo per nuove manipolazioni.


2019 - "Tra Lynch e Bacon: visibile, sensibile e figurale" [Capitolo/Saggio]
Dusi, N.
abstract

Proveremo a dare conto del “senso di malessere” che si prova a ragionare sull’opera di David Lynch. Innanzitutto, va detto che il lavoro di Lynch appare a prima vista imprendibile, sfuggente ad ogni definizione. Forse perché, per capirlo meglio, bisognerebbe conoscere (anche) la sua produzione pittorica defigurante, spuria, a volte a metà tra fumetto e geroglifico; e certo anche le strip di fumetti, i progetti televisivi attuati (come Twin Peaks) e quelli solo tentati; la produzione di cortometraggi orrorifici e spesso tremendamente “cattivi”, urticanti, senza scampo; tutto questo assieme al suo complicato e polisemico (ma anche poliscopico e polimorfo) corpus cinematografico. Un cinema in cui domina il gusto della costruzione di situazioni narrative spesso indecidibili, a forte carica visiva e sonora, di spiazzante valenza onirica e metaforica. Nei film di Lynch lo spettatore si fa avvolgere con tutti i sensi, l’ambiente diventa “immersivo” (come si dice oggi per i mondi dei videogiochi), e lo spettatore vive un’esperienza a rischio: si immerge cioè nel racconto in modo sinestesico, e con una sensazione costante di pericolo e di spaesamento. Indice dei paragrafi: L'effetto pittorico nel primo Lynch; La visione sfocata e la narrazione "blurred"; Dall'ottico all'aptico: Velluto blu e Strade perdute; Figuralità e visione embodied; Twin Peaks tra intensità e messa in presenza; Riferimenti bibliografici


2019 - Adapting, Translating, and Reworking Gomorrah [Articolo su rivista]
Dusi, N.
abstract

This article seeks to find a balance between issues concerning adaptation and translation and issues of TV studies and film studies. Adapting a literary text for a movie or for a TV series within the same culture involves a plethora of interpretive, semiotic, and hermeneutic relationships. This case study of the Italian novel Gomorrah (2006) by Roberto Saviano considers diverse strategies of adaptation, illustrating the complex passage through different discourses, practices, and processes from Saviano’s novel to Matteo Garrone’s film (Gomorrah, 2008) and to the TV series (Gomorrah, 2014—on air). The analysis adopts a multidisciplinary methodology in order to draw attention to translational ‘continuities’ from one medium to another and to the differences and ‘discontinuities’ in transmedia reinterpretations of previous source materials.


2019 - Confini di genere. Sociosemiotica delle serie tv [Curatela]
Dusi, N.
abstract

Questo libro nasce dal dialogo tra studiosi di diverse discipline sulla serialità televisiva contemporanea, sull’ibridazione dei generi e in particolare sulla negoziazione tra reale e finzionale in serie come True Detective, House of Cards, Narcos, Orange is the New Black, The Americans. Serie tv espanse e complesse, con nuovi modi narrativi e stilistici, nuove strategie di produzione, modi diversi della fruizione e della esperienza mediale legati a network e piattaforme on line, pensati come “semiosfere” culturali, o come “ecosistemi mediali seriali”. Nei saggi del volume si trovano analisi semiotiche e socio-semiotiche delle serie tv, con riflessioni sulla mutazione dei generi nel racconto di finzione (Giorgio Grignaffini); sulla relazione tra racconto di fatti storici e racconto di fiction nelle narconovelas (Alfredo Tenoch Cid Jurado); sulla manipolazione del racconto mediale legata al potere politico e alla contaminazione tra mondo verosimile e mondo fattuale (Nicola Dusi); sulla fascinazione subita dallo spettatore, tra simpatia e relazioni empatiche, per i nuovi eroi tragici seriali (Andrea Bernardelli); sul contagio tra fiction e non-fiction dato dal native advertising (Damiano Razzoli); sul rapporto fra i documenti, strategie di invenzione e costruzione dei personaggi tra diffusione e contagio transmediale (Federico Montanari). In questi saggi e nella lunga Introduzione il volume rilancia la connessione tra teoria e pratica dell’analisi semiotica, mettendo sotto esame le forme di innovazione comunicativa e di esplorazione narrativa delle attuali serie televisive.


2019 - David Lynch: mondi intermediali [Curatela]
Dusi, N.; Bianchi, C.
abstract

Oggetto di questo libro è la disseminazione intermediale della produzione audiovisiva di David Lynch, regista eclettico e visionario. Il volume affronta i suoi film, da Eraserhead a Inland Empire, nonché serie televisive di culto come Twin Peaks, soffermandosi su aspetti specifici come il tema dell’identità, il ruolo del sonoro, la relazione con la pittura e le altre arti. Non solo, perché gli autori analizzano altre forme di sperimentazione targate Lynch, come le promozioni pubblicitarie, gli spot televisivi, i videoclip e le produzioni musicali, confrontandosi anche con i suoi cortometraggi e i film documentari. I saggi evidenziano come le produzioni visive e audiovisive di Lynch siano parte di un universo intermediale coerente, che spazia dalla pittura e dal cinema a molti e variegati media e linguaggi, comprendendo fotografia e design, musica, audiovisivi e corti animati, tutti prodotti autoriali nei quali Lynch persegue al contempo ricerca e sperimentazione costruendo mondi onirici, perturbanti, sempre originali: mondi intermediali.


2019 - Experiencing the Presence: Degrees of Closeness in the Digital Biographies of Migration [Articolo su rivista]
Razzoli, D.; Dusi, N.
abstract

Among the many representations of migration, relevant prominence has been acquired by multimedia biographic discourses and digital enriched documentaries that reproduce the direct experience of migrants and their relationship with hosting societies. This paper aims at proposing a scale of the possible degrees of proximity or closeness in the contemporary media discourses about migration. Drawing on the semiotics of media experience, we focus on how biographic theatrical video, digital artistic based VR installation, data visualization platforms and web documentaries contribute to shape the figure of the migrant and of the border, and how they challenge the dialectic opposition between presence and distance in regard of the migration experience. In this direction, contemporary discourses on migration and migrants’ digital biographies are not only characterized by recovering the so called “capture of speech” of migrants or what idea of border and Self has been produced. Indeed, they are marked by their capacity to generate effects of presence of and to the direct experience of the migrants’ lives.


2019 - Introduzione. Identità e variazione nell'universo mediale di Lynch. [Breve Introduzione]
Dusi, N.; Bianchi, C.
abstract

Tutti conoscono almeno uno dei film di David Lynch, a partire da Eraserhead (1977), The Elephant Men (1980) e Dune (1984), passando per Velluto blu (1986), Cuore selvaggio (1990), e Strade perdute (1997), per arrivare a Una storia vera (1999), Mullholland Drive (2001), L’impero della mente (2006). Per non parlare della serie televisiva Twin Peaks (1990/91 e 2017), fenomeno di culto planetario, che Lynch ha scritto con Mark Frost e che viene considerata da critici e studiosi dei media un vero e proprio apripista della serialità contemporanea . In un libro dedicato a Lynch è d’obbligo soffermarsi sulla sua produzione filmica e televisiva, e in questo volume lo faremo evidenziando aspetti specifici, come il tema dell’identità, il ruolo del sonoro o la relazione con la pittura. Abbiamo però voluto evidenziare anche altri ambiti della sua produzione artistica. Si tratta di cortometraggi, documentari, spot televisivi e promozioni pubblicitarie, videoclip, oltre a mostre di quadri, foto e sculture, musica e così via: una produzione che permea tutta la vita artistica di Lynch.


2019 - Modi del video essays, tra teoria e pratica [Relazione in Atti di Convegno]
Dusi, N.
abstract

Le pratiche di critica cinematografica emergenti nel web sono legate oggi ai video essays, brevi video di montaggio commentati dall’autore grazie a didascalie e voice over, o mettendosi in scena di persona. Sono prodotti che potremmo catalogare come “postmediali” , in particolare perché propongono un discorso meta-linguistico sull’audiovisivo, costruito tramite l’audiovisivo stesso . Per ragionare sulle forme discorsive di questa nuova critica esamineremo alcuni video essays professionali dedicati al cinema d’autore americano e francese, e nell’ultima parte del saggio ci soffermeremo invece su video essays che usano una nozione ‘spuria’ di neorealismo italiano, soffermandoci in particolare su "Stazione Termini" di De Sica (1953) per mettere a confronto le interpretazioni di un video essay con la critica sui quotidiani e con quella accademica.


2019 - Seeing is writing. Zavattini and the Van Gogh project [Capitolo/Saggio]
Dusi, N.
abstract

Zavattini's treatment about Vincent Van Gogh is one of the 160 Zavattini's treatments for never made movies. The Italian Archivio Cesare Zavattini in Reggio Emilia contains ten versions of the "soggetto", written in different periods of 1951.


2019 - Vedere per scrivere. Zavattini e il progetto Van Gogh [Capitolo/Saggio]
Dusi, N.
abstract

Quello su Vincent Van Gogh è uno dei circa centosessanta soggetti per film mai realizzati (tra cui nove scritti nel solo anno 1951) conservati nell'Archivio Cesare Zavattini . L’elaborazione arriva fino a un soggetto lungo più di sessanta pagine, catalogato come “Trattamento”, che è in realtà un perfezionamento dei soggetti precedenti. Contando anche quest’ultimo, l’Archivio di Reggio Emilia raccoglie dieci varianti del soggetto dedicato a Van Gogh, scritte tutte nel 1951, con molte annotazioni a mano e riscritture, più una traduzione in francese dell'ultimo soggetto (quello detto, appunto, “Trattamento”); inoltre sono presenti tre versioni abbozzate della scaletta, tutte con numerose annotazioni; e la traccia di una conferenza tenuta da Zavattini all'Università di Perugia nel 1951. In questo intervento privilegeremo il materiale d’archivio rimasto inedito. Vedremo in particolare alcune relazioni epistolari di Zavattini, senza addentrarci nelle due varianti del soggetto che Zavattini fa avere al produttore Graetz attorno a maggio del 1951 e poi nel giugno dello stesso anno. La struttura del viaggio, inteso come una serie di tappe nei luoghi e nella vita di Van Gogh, viene usata come scaletta delle diverse versioni del soggetto e torna come costante nel resoconto fatto nella conferenza di Perugia del 1951 e nello stralcio di diario uscito su “Cinema Nuovo” nel 1953.


2018 - Aspetti della manipolazione strategica in House of Cards [Articolo su rivista]
Dusi, N.
abstract

We will analyze the TV series House of Cards (Netflix 2013 – on air) to check how the power relations are represented in a hybrid TV fiction genre called “political drama” (Grasso, Penati 2016). In semiotic terms, we will deal with forms of "strategic manipulation" and forms of "adjustment" of the flexible management of the power lead be the main characters (Landowski 2005). In our perspective House of Cards presents “manipulation” and “ad-justment” strategies that are not only intersubjective but also intermedial and transmedia practices.


2018 - Editing is anything: pratiche di video essay, tra semiotica ed estetica [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola; Spaziante, Lucio
abstract

The article examines, through methodological references to semiotics and film studies, the textual mechanisms of video essay, placed in the perspective of an evolution of studies on remix and remake, as audio-visual practices of recombination. The essay describes the analytical will aimed at deepening and explaining, through a collective practice of commentary, and a communicative pact with the users which, through mediation dynamics, tends to make clear, using exemplification and comparison, the implicit elements of the analysed work. By placing the phenomenon in a broader selection and composition logic (Manovich), the video essay appears similar to a form of tutorial that, however, through a hybrid statute placed between educational and entertainment, calls into question the authority of the institutional figures linked to audio-visual knowledge.


2018 - “De l’espace de la narration à la construction d’un storyworld . Traduction intersémiotique et transmédiale dans Gomorra” [Articolo su rivista]
Dusi, N.
abstract

Nella prospettiva della semiotica delle culture lotmaniana, letteratura (il romanzo di Saviano), cinema (il film di Matteo Garrone), serie Tv (Gomorra La serie), proliferazioni crossmediali, nelle relative traduzioni e intersezioni intertestuali, interdiscorsive, intermediali, diventano forme traduttive di una più ampia transmedialità.


2017 - "Dai cineamatori alla street-art digitale, percorsi di ricerca su tecnologie mediali e paesaggio urbano" [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria; Ferretti, Ilaria; Razzoli, Damiano
abstract

Il paper riflette sull’evoluzione della percezione degli spazi pubblici attraverso le tecnologie, tra rappresentazione e rielaborazione delle immagini. Il nostro intervento ragiona sull’uso di diversi linguaggi mediali per la costruzione di una memoria visiva condivisa legata agli spazi e paesaggi urbani, intesi a partire dalle proposte storiche ed estetiche di studiosi del cinema come Bernardi, messe a confronto con la semiotica della cultura di Lotman, ma anche con le teorie di De Certeau, Giuliana Bruno, Manovich. La nostra ipotesi di lavoro si può sintetizzare così: se nel cambiare delle tecnologie cambiano sia le testualità e i prodotti mediali, sia le nostre aspettative, le nostre percezioni ed esperienze, allora i diversi dispositivi mediali cambiano anche la nostra memoria visiva del paesaggio urbano.


2017 - A transmedia storytelling system to transform recorded film memories into visual history [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria; Ferretti, Ilaria; Furini, Marco
abstract

The younger generations are very focused on what surrounds them and on what happens to their friends, but they are hardly interested in written-based historical contents. This creates a loss of cultural heritage passed down for generations. In the attempt of preserving memories and of intercepting the attention of the new generations, in this paper we propose a transmedia storytelling system that uses private film memories and modern communication technologies to tell the story of our past. In particular, the system allows people to explore the city through the eyes of amateur film sequences while walking in city streets: we use an archive of more than 500 h of movies shot by private citizens from 1940 to 1989 and we develop a mobile application that links film memories to city places. Through an experimental assessment, we observed that the system engaged different audiences and increased the users’ interest about history; in particular, young people, who said to be not interested in history, admitted that the system increased their interest about historical contents. In general, the obtained results showed that a transmedia storytelling system might help fostering historical consciousness, as it is able to intercept the attention of younger generations.


2017 - Bellissima nelle stratificazioni delle scritture di Visconti, Cecchi D’Amico, Rosi [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria; DI FRANCESCO, Lorenza
abstract

Il lavoro scandaglia le fasi della scrittura di Visconti, Cecchi D’Amico e Rosi, a partire dalle scalette parziali fino al confronto con il trattamento, per ragionare poi sulle diverse versioni del primo e del secondo tempo della sceneggiatura. Le varianti e le correzioni apportate dagli sceneggiatori vengono messe a confronto, criticate e analizzate. Il saggio si chiude con alcune testimonianze sul processo di lavorazione del film, convocando lettere del produttore e interviste video. Il saggio si avvale di molti materiali inediti, conservati in particolare presso il Fondo Luchino Visconti, ma anche nell’Archivio Cesare Zavattini.


2017 - Bellissima tra scrittura e metacinema [Curatela]
Dusi, Nicola Maria; DI FRANCESCO, Lorenza
abstract

Prima del film Bellissima di Luchino Visconti del 1951, prima della direzione degli attori sul set, le riprese e il lavoro di montaggio, vengono i soggetti stesi in numerose varianti, circa dieci anni prima, da Cesare Zavattini. Il suo soggetto finale diventerà, nelle mani di Visconti e di Suso Cecchi D’Amico e Francesco Rosi, un lungo trattamento, molte scalette e diverse versioni di sceneggiatura stesi - a volte - a ridosso delle riprese. La ricerca raccolta in questo volume, condotta tra l’Archivio Cesare Zavattini di Reggio Emilia e il Fondo Luchino Visconti (presso la Fondazione Gramsci di Roma), presenta un lavoro di analisi dei materiali d’archivio condivisa dai curatori con gli autori presenti nel volume: Gualtiero De Santi, Stefania Parigi, Augusto Sainati, Cristina Jandelli, Paolo Noto, Anna Masecchia, Federico Ruozzi, Monica Campanini, Silvia Pagni. Il volume contiene una preziosa Appendice di materiali in gran parte inediti come i diversi soggetti di Zavattini legati alla genesi di Bellissima e gli estratti della scaletta definitiva del film, nonché un lungo estratto del saggio dedicato a Bellissima da Lino MIcciché.


2017 - Cesare Zavattini. L’uomo che vende un occhio. Un soggetto per il film ‘Il Boom’ di Vittorio de Sica [Curatela]
Dusi, Nicola Maria; DI FRANCESCO, Lorenza
abstract

A partire da un fatto di cronaca, Cesare Zavattini inizia l'elaborazione di un soggetto cinematografico (nel 1957) che confluirà, nel 1963, nel film Il Boom di Vittorio De Sica. Pubblichiamo il soggetto inedito per il cinema "L'uomo che vende un occhio" rielaborato inizialmente nella pièce teatrale di Zavattini "Come nasce un soggetto cinematografico". Il soggetto per il film di Vittorio De Sica riprende da questo soggetto precedente, ma lo varia e trasforma per confezionarlo per il divo Alberto Sordi. Il soggetto pubblicato viene dall'Archivio Cesare Zavattini della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, che conserva molti documenti relativi al progetto Il boom: si tratta di venti varianti del soggetto (alcune anche di quaranta pagine), venticinque scalette parziali sempre più dettagliate, e tre stesure di sceneggiatura corredate da una decina di note di lavorazione. In tutto più di millecinquecento pagine.


2017 - Il Casanova di Federico Fellini: problemi intermediali [Articolo su rivista]
Dusi, N.
abstract

Parlando di intermedialità nel film "Il Casanova di Federico Fellini" (1976), quello che mi interessa è l’insieme della scena artistica e mediale, il “crogiolo” di arti rappresentato: chiamiamolo “dispositivo intermediale”. Distinguremo un Intermedialità “ristretta” come le piste intertestuali e interdiscorsive (sia per il film sia per la sceneggiatura) e diremo che non sempre in un film, quando compare un quadro, una scultura, una pièce teatrale, un balletto o un altro tipo di figurazione, si tratta di una citazioni. Ci sono regimi diversi dell’inserto pittorico o artistico, alcuni hanno funzione solo contestualizzante, compongono una rete discorsiva, altri invece vengono marcati. Ma un respiro intermediale si ritrova fin dal testo letterario, perché la "Storia della mia vita" di Giacomo Casanova risulta piena di riferimenti alle istituzioni culturali, economiche e politiche del suo tempo. L'intermedialità ristretta alle piste intertestuali e interdiscorsive si apre a una intermedialità intesa come traduzione inter e intra-semiotica a partire dalle varie versioni della sceneggiatura, di cui per comodità consideriamo solo quella scritta da Fellini e Zapponi (edita da Einaudi nel 1976, l’anno stesso del film). Qui si tratta di verificare come la scrittura (o meglio una delle versioni della sceneggiatura) per il film apra ad altre arti e altri media, a volte solo con richiami, altre in modo esplicito. Nel film di Fellini, i titoli di testa danno una prima lista di indizi intertestuali aggiunti rispetto alla sceneggiatura: i versi di Andrea Zanzotto e di Tonino Guerra, una pièce di Antonio Amurri, una cantata di Carl A. Walken, i disegni di Roland Topor. C'è poi una Intermedialità “espansa”, che nel film apre ad una continua indecidibilità tra le arti e i media, ad un “crossing of borders between media” , tra cinema e teatro, circo, baraccone da fiera, tra effetto teatro e l'uso di diagrammi figurali.


2017 - Introduzione. Bellissima tra carte d’archivio e conflitti estetici [Breve Introduzione]
Dusi, Nicola Maria
abstract

La ricerca che presentiamo tenta però di aprire lo sguardo in modo interdisciplinare, per ricostruire un complesso sistema di relazioni discorsive e intermediali, rifacendosi alle «formazioni discorsive» di Foucault , ma anche alla sociosemiotica contemporanea che nelle proposte di Eric Landowski indaga dei regimi di senso e d’interazione sociale chiamati di «programmazione» o, al contrario, di «aggiustamento», tra istanze discorsive e attori in gioco. Le varie fasi di scrittura, di realizzazione e di ricezione di Bellissima di Visconti si possono ad esempio considerare come un processo di aggiustamento e negoziazione tra le richieste del produttore, la volontà del regista, le proposte degli scrittori di cinema, le attese del pubblico, le costrizioni socio-economiche e politiche (che possono portare alla censura), in una rete discorsiva plurale e dinamica, sempre intermediale. Ad esempio, la scelta di usare per il film Anna Magnani e Walter Chiari, attori professionisti che sono anche i divi del momento, si può leggere come un «fascio di determinazioni» che funziona da catalizzatore sia per la scrittura sia per la regia.


2017 - Ligabue secondo Zavattini [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria; DI FRANCESCO, Lorenza
abstract

La pittura figurativa di Ligabue a confronto con la ricerca pittorica figurale di Zavattini; le carte dell'Archvio Cesare Zavattini sulla relazione tra i due; lo sceneggiato RAI diretto da S. Nocita (1977) a confronto con la sceneggiatura scritta da Zavattini e Bagnasco.


2017 - Scritture a confronto: Bellissima tra differenza e ripetizione, a partire da Zavattini [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Il saggio ripercorre e analizza in modo genetico i soggetti di Cesare Zavattini che precedono quello espanso e definitivo intitolato "Bellissima", passando attravero una discussione metodologica sullo studio delle varianti di soggetto e di sceneggiatura, analizzando i problemi intermediali e di autoriflessività che emergono fin dai primi soggetti di Zavattini e che si magnificano nel film di Luchino Visconti. Il saggio propone l'ipotesi di uno "spiedo" affettivo e patemico che passa dai soggetti di Zavattini fino alle varianti di sceneggiatura per arrivare al film. L'analisi si incentra anche sulla scaletta finale del film e sulle annotazioni critiche manoscritte da Zavattini e riportate in forma conversazionale a VIsconti e ai suoi collaboratori. Riportiamo l'Indice del lungo saggio: 1. Metodologie alla prova 1.1. Critica delle varianti e variazioni processuali 1.2. Tra genetica e filologia 2. Pluralità delle varianti 2.1. I soggetti di Bellissima 2.2. Autoriflessività e problemi intermediali nei soggetti 3. Sguardi critici dal soggetto al film 3.1. Sociologia, storia, filologia 3.2.1. Analisi semiotica dei soggetti 3.2.2. La scelta della diva 3.2.3. Gli archi affettivi del soggetto, lo spiedo della storia 4. Proposta metodologica: comparare i nuclei narrativi 4.1. Variazioni e varianti nel passaggio dall'ultimo soggetto al trattamento 4.2. Il marito di Maddalena e la circolazione del sapere 4.3. Altre invarianti, con espansioni, dal soggetto al film 5.1. Zavattini e Visconti 5.2. La Scaletta e gli appunti manoscritti di Zavattini 6. Dal soggetto al film: intertestuale, interdiscorsivo, intermediale


2017 - “Cavalcate intermediali dell’inafferrabile Don Q.” [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Un eroe transmediale come don Chisciotte, pone il problema non di una relazione unilaterale tra "ipotesto" e "ipertesto", come direbbe Genette (1982), ma di relazioni multidirezionali nelle quali ‘pezzi’ di un testo sembrano trasmigrare in un altro, divenire matrici intermediali che danno vita a filiere di remake e sequel. Nelle filiere di trasformazioni intermediali, il caso del “cavaliere dalla triste figura” creato da Cervantes è complicato da un romanzo che si riapre in un sequel letterario, scritto dieci anni dopo dallo stesso autore. Il romanzo di Cervantes è inoltre fitto di invenzioni metadiscorsive e di momenti potenzialmente intermediali, in cui si leggono avventure, si fa teatro, si canta o si balla, oppure dove la narrazione si inceppa.


2017 - “Dare a Cesare quel che è di Cesare” [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria; DI FRANCESCO, Lorenza
abstract

Analizzando in modo comparativo le varianti dei soggetti, e cercando di verificare le differenze e le invarianti (cioè i mantenimenti) degli snodi narrativi legati ai personaggi principali, nella loro costruzione spaziale e temporale, appare una prima sorpresa: nella prima cartella risultano legati da evidenti riprese, inglobamenti e trasformazioni coerenti tra loro solo alcuni soggetti, sparsi nel mucchio, che portano ad una nuova espansione il racconto che poi confluirà nella sceneggiatura del film "Il Boom". Un secondo gruppo di soggetti, invece, mantiene una forte coerenza rispetto al racconto "L'uomo che vende un occhio", che qui pubblichiamo, e si presenta come dedicato non solo alla storia dell’uomo che venderà un occhio per saldare i propri debiti ed accedere alla ricchezza, ma alla costruzione metadiscorsiva di una cornice che inglobi quel primo racconto in una narrazione più complessa. Quella di un regista che intende portare sullo schermo proprio quel fatto di cronaca, per un film di denuncia sociale rispetto al ricatto del denaro e al desiderio consumistico nell’era contemporanea.


2017 - “La marionetta intermediale. Pinocchio e Il Casanova di Federico Fellini” [Articolo su rivista]
Dusi, N.
abstract

Nel film di Fellini dedicato a Casanova, convivono varie forme di intermedialità, e una pista molto precisa porta a Le avventure di Pinocchio di Collodi. Siamo inizialmente dalle parti di un’intermedialità che chiameremo “ristretta”, che apre piste intertestuali e interdiscorsive a partire dalla sceneggiatura (almeno quella scritta da Fellini con Zapponi) fino al film. Il Casanova di Federico Fellini (Fellini, 1976), ma c'è anche una intermedialità più espansa nella indecidibilità tra le arti e i media e nel crogiolo tra cinema, pittura e teatro, e circo, baraccone da fiera, lanterna magica.


2017 - “Postilla” [Prefazione o Postfazione]
Dusi, Nicola Maria
abstract

I documenti conservati presso l’Archivio Cesare Zavattini della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia sono tre corpose cartelle di “Soggetti”, che vanno dalle poche pagine (solo per due soggetti) a stesure lunghe, attorno alle 50-60 anche 70 pagine l’una. Nella cassetta 11, la prima cartella contiene undici varianti di stesura e una copia, alcune col titolo "Il boom", altre "L’uomo che vende un occhio", con date che, quando presenti, vanno dal 21 marzo 1962 a tutto il mese di marzo 1962; la seconda cartella contiene tre varianti di stesura del soggetto e una copia, con il titolo "L’uomo che vende un occhio": non sono datate e portano nell’intestazione la scritta «in collaborazione con Enzo Muzii e Piero Nelli» (numerate a partire dalla lettera “O” fino alla lettera “R”), solo il soggetto “O”, che qui pubblichiamo, risulta senza intestazione e ha il titolo scritto a mano; la terza cartella presenta sette stesure del soggetto "L’uomo che vende un occhio" con varianti, anch’esse in collaborazione con Muzii e Nelli, anche queste non datate (i soggetti sono numerati dalla lettera “S” fino alla lettera “Z”, poi troviamo un “A1” e un “B1”).


2016 - Cesare Zavattini racconta Antonio Ligabue, il suo <magnifico doppio> [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria; DI FRANCESCO, Lorenza
abstract

Analisi delle carte dell'Archivio Cesare Zavattini relative al rapporto tra Zavattini e il pittore Antonio Ligabue, con approfondimenti sul poema di Zavattini dedicato a Ligabue e sullo sceneggiato televisivo diretto da S. Nocita (nel 1977) scritto da Zavattini e Bagnasco per la RAI.


2016 - La pittura e le parole. Il rapporto di lavoro e di amicizia tra Cesare Zavattini e Bruno Rovesti [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria; DI FRANCESCO, Lorenza
abstract

N. Dusi, L. Di Francesco ( 2016 ) - “La pittura e le parole. Il rapporto di lavoro e di amicizia tra Cesare Zavattini e Bruno Rovesti”, in Sandro Parmiggiani, a cura di, Bruno Rovesti “Pittore contadino celebre”, Skira, Milano, 2016, pp. 35-44. ISBN: 88-572-3382-0.


2016 - PlayTheCityRE: A visual storytelling system that transforms recorded film memories into visual history [Relazione in Atti di Convegno]
Dusi, Nicola Maria; Ferretti, Ilaria; Furini, Marco
abstract

Within social media we find many stories that tell us the world that is around us. Unfortunately, we tend to forget what happened in the past and the young generations are losing a cultural heritage passed down for generations. In the attempt of preserving memories and of intercepting the attention of the new generations, in this paper we propose PlayTheCityRE, a location-based storytelling system that merges private film memories shot from 1940 to 1989 (e.g., 8mm, super8mm) with modern communication technologies to tell the story of our past while walking in city streets. The system is provided with a mobile application that allows people to explore an unusual city through the eyes of amateur film sequences (now historic) and to select different routes that will bring them in the same city places where they were filmed. By merging film memories with modern technologies, our system engages different audiences in specific ways and on multiple levels, allowing them to walk through history. Therefore, our storytelling system may help fostering historical consciousness within our society.


2016 - Seriality, Repetition and Innovation in Breaking Bad’s Recaps and Teasers [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

In this article we face some rhetorical and socio-semiotical operations that contribute to build the serial narrative ecosystems, focusing on the Breaking Bad case. More specifically, we will analyse how the series uses recaps, understood as condensed and functional paratextual thresholds, as opposed to the innovative cold opens or teasers, designed instead as textual narrative expansions. Finally, we will propose a typology of recaps that considers seriality expanded over several seasons.


2016 - “Il cinema tra disegno e pittura: titoli di testa (e di coda), rimediazione e intermedialità” [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Il cinema digitale popular permette, a volte, visioni impreviste: un paesaggio o un volto che si congelano in un disegno in bianco e nero (titoli di testa di Sherlock Holmes, di Guy Ritchie, 2009), o una battaglia tra cavalieri medioevali che si espande e dilata grazie a grumi, pennellate e colate di colore (Robin Hood, di Ridley Scott, 2010, con i titoli "ridipinti" da Gianluigi Toccafondo). Sono casi di "rimediazione" (Bolter, Grusin 1999), nell'altalena tra ipermediazione e trasparenza, o invece riappropriazioni artigianali della materia del film, o ancora "design cinema" che inventa nuove specie mediali, in un "crossover" di stili e tecniche permesso dai software di composizione digitale dell'immagine in movimento (Manovich 2013). Si tratta, comunque, di esempi innovativi di titoli di testa e prologhi cinematografici,:soglie dei film difficilmente collocabili in termini (inter)mediali, forse perché percorse da tensioni figurali.


2016 - “Intertestuale, intermediale e crossmediale, e il gusto dell’inatteso, in Breaking Bad” [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Breaking Bad è una serie per molti aspetti indecidibile nel genere, che presenta un’intertestualità aperta e cangiante, tra serialità televisiva e cinema d’autore (ad esempio tra western e poliziesco), e si apre all’innovazione intermediale, data non solo dall’ibridazione dei generi e della fiction seriale con il cinema, ma dai modi metadiscorsivi (o 'metacinematografici') e da soluzioni che lavorano sui bordi dei media e sulla loro porosità grazie alle nuove tecnologie digitali. Passando attraverso esempi di modi traduttivi e reinterpretativi, intertestuali e intermediali, transmediali e crossmediali, cercherò di analizzare alcuni meccanismi di funzionamento degli attuali ecosistemi mediali seriali in Breaking Bad. Ad esempio nelle citazioni dirette e indirette, nelle aperture intertestuali e intermediali, ma anche nei teaser e nei recaps, nei webisode e nelle proliferazioni crossmediali delle pratiche dei remixer, distinguendo tra ripetizione e innovazione, tra modi centripeti e centrifughi dello storytelling e, per i remix, tra modi della selezione e modi della collezione.


2016 - “Play the City. Geografi a della “città amatoriale”: teorie, applicazioni, prospettive” [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria; Ferretti, Ilaria; Simoni, Paolo
abstract

Our article is divided into three connected sections. The first one discusses the image of the city in amateur movies, taking into account the cinematic urban archeology of home movies and operational practices of databases, Geographical Information Systems, maps, installations. We propose the notion of “amateur city” as the synthesis of multiple, located views collected in a long period of time projected onto a map. The second section describes the Play the City app, a digital tool to map and navigate the urban space, between the past and the present, through 120 clips of amateur filmmakers. The third part deals with the idea of mapping the “storyworld” of a city through the app and opens up some theoretical perspectives on film images and geo-located systems.


2016 - “Tradução, Adaptação, Transposição” [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

disamina dei problemi della traduzione intersemiotica: equivalenza, sincretismo dei linguaggi, approcci semiotici e culturali


2015 - Contromisure. Trasposizioni e intermedialità [Monografia/Trattato scientifico]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Il volume affronta alcune parole chiave del dibattito contemporaneo come intermedialità, rimediazione, transmedialità. Lo fa in quattro movimenti, con molti case studies sui personaggi transmediali e sul rapporto tra intermedialità e figuralità. A un prologo sugli aspetti teorici, segue una prima parte su trasposizioni e remake dalla letteratura al cinema e alla televisione (con il viatico della pittura), con Il deserto dei Tartari di Zurlini riletto grazie all'intertesto della pittura metafisica; i molti film tratti da Le avventure di Pinocchio; oppure Paranoid Park di Van Sant: tutte analisi incentrate sul legame tra modo figurativo e modo figurale. Infine, con le cavalcate intermediali di Don Chisciotte e gli innumerevoli adattamenti (spesso incompiuti) del romanzo, tra cui quelli con la regia di Pabst, Welles, Gilliam. La seconda parte del volume è dedicata ai rapporti intermediali tra cinema, teatro e musical (tra adattamenti e varianti), con le analisi di Fanny e Alexander di Bergman; di Smoking – No Smoking di Resnais; e di Jesus Christ Superstar di Jewison. Si passa quindi alle strategie paratestuali di trailer, videoclip, DVD, titoli di testa, in film come Lola corre di Tyckwer; Sherlock Holmes di Ritchie; Robin Hood di Ridley Scott, impreziosito dai titoli ridipinti da Toccafondo. Nell’epilogo, grazie alla semiotica delle culture e dei media, si torna agli aspetti teorici della traduzione intersemiotica e del transmedia storytelling rispetto all’intermedialità.


2015 - Don Quixote, intermediality and remix: Translational shifts in the semiotics of culture [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

In Yuri Lotman’s terms intertextual relationships as active dialogues among texts and cultures should be the starting point for an analysis of the concepts of intermediality, cross-mediality and transmediality. This article considers adaptations and remakes as intermedial processes and remix practices as transmedial ones. The article demonstrates how the processes of transposition, remake and remix may sometimes be only partial, or in other instances they may shift towards entirely different textual systems/levels. At metasemiotic levels, the strategies that build the narrative worlds may either conceal or emphasize the interdependent relations between source and target texts, as well as between their cultural semiotic systems and their emergent ‘metatexts’ of self-description. In the second half of the article brief semiotic analyses will be presented in order to investigate mechanisms of the intermedial and transmedial networks that start from a literary text, Don Quixote by Cervantes, and continue to cinema and new digital media.


2015 - Estetica dello smacco. Forme dell'incompiuto cinematografico [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Speciale Segnocinema sui film mai realizzati, incompiuti o rimasti sulla carta. L'introduzione ragiona sui progetti incompiuti (tra cui quelli di Fellini, Gilliam, Zavattini, Zurlini, Welles), sugli archivi cinematografici e sul riuso delle immagini.


2015 - Intersemiotic translation: Theories, problems, analysis [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

This paper draws on Jakobson’s tripartite division of the notion of translation, and Eco’s discussion of the terms in his book on translation, 'Mouse or Rat? Translation as Negotiation' (2003). It focuses specifically on the issue of intersemiotic translation, questioning and showing what it means to “translate” from one “language” to another, such as from the novel to the medium of film, and to what extent the term translation is used metaphorically or whether it is semantically extended to include a broader notion of translation than that between natural languages.


2015 - Transmediality and cultural semiotics [Recensione in Rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

In May 2015 I was invited at the University of Tartu by professor Peeter Torop and the Department of Semiotics. I was asked to discuss the thesis by Maarja Ojamaa with the title “The transmedial aspect of cultural autocommunication” for the Degree of Doctor of Philosophy, in Semiotics and Cultural Studies. Ojamaa’s work offers a coherent path through the main problems of “transmediality” and “intermediality”, exploring the current debate on the issues of “transmedia storytelling” and “transmedial narratology” in a cultural semiotic perspective devoted to Lotman’s theory (Lotman 2001).


2015 - Videorappresentazioni del lavoro. Analisi sociosemiotica e aperture interdisciplinari [Working paper]
Dusi, Nicola Maria
abstract

SOMMARIO: 1. Premessa 2. Il formato breve nel cinema di finzione e documentario 3. Il mondo del lavoro nei documentari brevi 4. Cinema espanso, tra design narrativo e regimi di senso 5. Una ‘griglia di valutazione’ per il Festival Short on Work 6. Esempi di analisi, tra soggettivante e oggettivante 7. Di alcune tendenze del documentario contemporaneo 8. Aperture epistemologiche.


2014 - DAL CINEMA AI MEDIA DIGITALI Logiche del sensibile tra corpi, oggetti, passioni. [Monografia/Trattato scientifico]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Il volume propone molteplici percorsi nei prodotti mediali contemporanei tra film e serie televisive, trailer e web partecipativo, opere di videoarte. Teorie e metodologie della sociosemiotica testuale dei media sono declinate come semiotica del sensibile e dell'esperienza, soffermandosi in particolare sulle figure legate alle corporeità e agli oggetti tecnologici. Vengono indagate, ad esempio, le trasformazioni narrative e discorsive portate nei film dai telefoni cellulari, o le invenzioni figurative degli oggetti che popolano i film di fantascienza. La sociosemiotica dei media diventa uno strumento per analizzare le "passioni sensibili" del contagio e dell'abitudine nella letteratura e nel cinema, oppure i regimi percettivi alterati nei racconti delle esperienze tossiche. Le analisi dei trailer cinematografici si aprono alle pratiche ludiche della rete e alle forme ibride di remix e fake trailer, accanto alle complesse saghe intermediali del Cremaster Cycle di Matthew Barney, o, invece, a serialità più canoniche come la prima stagione del Dr. House. Narratività, sensorialità e passioni, corpi e oggetti, entrano così a far parte di più ampi regimi di senso, e di logiche del sensibile, che intessono le diverse testualità del cinema e dei media dell'era digitale.


2014 - Remixing Movies and Trailers Before and After the Digital Age [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Up to the late 1990s, the primary purpose of the movie trailer was to give audiences a taste of the pie, the film, in order to encourage them to view the complete feature at the theater. I assume that a good movie trailer works 'like a translation' in its attempt to raise in its audience effects of meaning similar to those expected by the movie in its specific text organization. To check if this is still true for trailers made in the time of the participatory web, I will discuss some new practices in movie consumption, exploring the so-called 'sweded' short self-made remakes and some typologies of 'remix trailers' (i.e. mashup trailers, genre remix, kinetic typography, fake trailers, and so on). I will argue that these new digital trailers of the DIY age deeply transform the meanings and forms of the source movie through a rewriting operation and a creative reformulation. Through the dissemination on video and social sharing websites remix trailers use the logic of repetition as a means of supporting a logic of innovative reinterpretation.


2013 - "Passioni sensibili e regimi di senso tra film, romanzi, nuovi media" [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

I film contemporanei e l'universo audiovisivo e multimediale mettono alla prova" le proposte teoriche della socio-semiotica di Eric Landowski. Un articolato confronto con le passioni sensibili e "senza nome" (come recita il titolo di un libro di Landowski), sempre votate al rinnovamento della semiotica di Greimas. Nel saggio si tratta di "usura" amorosa della coppia al cinema, di "contagio" intermediale, della passione dell'"abitudine", nell'attesa estenuante del nemico, del protagonista de "Il deserto dei Tartari" di Dino Buzzati e della trasposizione cinematografica di Valerio Zurlini; e infine delle trasformazioni del cinema contemporaneo nelle nuove pratiche partecipative del web 2.0.


2013 - Degrees of indetermination in intersemiotic translation [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Discussing the problem of ‘"intersemiotic translation’" from literature to film Eco (2003) maintains that an adaptation inevitably explicates the unsaid, showing and therefore establishing a point of view precisely where the novel is vaguest. In my opinion a movie can create variable degrees of ‘indetermination’. Its peculiar status as a syncretic semiotic system gives the cinematic text plenty of scope for narrative, ‘"figurative’" (i.e. iconic) and discursive implications (Greimas 1984). The audiovisual image may be deliberately open to interpretations and free to not-show and not-say and can create potential elements of indetermination that enable the target text to translate the ambiguities and the semantic open-endedness of the source text. To illustrate these issues of indetermination I will use Smoke by Wayne Wang (USA 1995).


2013 - Figure del sensibile e logiche culturali. Le forme (imperfette) dell'acqua dal cinema alla videoarte. [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Riflessione sulle forme della visione a partire dalle relazioni tra acqua e modi dello sguardo nel cinema contemporaneo. Molte sono le visioni "blurred", da intendersi non solo come “confuse", ma propriamente come le operazioni tese a “rendere indistinto” e a “offuscare” la visibilità. Riflessi e onde a perdita d'occhio, ma anche cortine d'acqua (di pioggia o altro) grazie a cui l'immagine fibrilla, e si defigura parzialmente, creando una tensione ritmica che produce una "logica della sensazione" (Deleuze), più pervasiva rispetto a quella narrativa. Sono figure del movimento incostante e sfrangiato dei flussi d'acqua nei film che hanno a che fare anche con la capacità delle immagini di rendere visibili le forze al lavoro dentro le figure, assieme alle logiche seriali delle culture. Nell'indiscernibile baluginio delle onde, i barbagli di luce e i riflessi (che sono ripiegamenti dell'immagine su di sé) aprono una danza di differenze e ripetizioni. Non è solo la mirabilia del percepire la molteplicità del movimento all'interno di un film, è l'estasi del continuo progressivo spostamento, dell'inafferrabile variazione delle figure e delle forme culturali.


2013 - I Miserabili. Rubrica "Segno In Translation". [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

I miserabili di Victor Hugo è uno di quei libri-matrice cui il cinema attinge di continuo, con decine di adattamenti cinematografici e remakes francesi e americani, italiani e addirittura giapponesi o indiani, oltre a sceneggiati, serie e film per la televisione.


2013 - Rubrica "Segno In Translation". James Bond - Agente 007 (I parte) [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Rubrica Segno In Translation. Adattamenti remake e pastiche dalle fonti letterarie allo schermo (I parte, dalle origini agli anni Settanta-Ottanta)


2013 - Rubrica "Segno In Translation". James Bond - Agente 007 (II parte) [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Rubrica Segno In Translation. Adattamenti remake e pastiche dalle fonti letterarie allo schermo (II parte, dagli anni Settanta ai film più recenti della serie).


2012 - Cine bricolaje, cine remix [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

El cine contemporáneo y el futuro se desarrollará a partir de algunas difusas tendencias actuales vinculadas a las nuevas prácticas digitales que circulan en la web 2.0, come el tipo de reapropiación, a medio camino entre la reelaboración y el bricolaje, que se ha dado en llamar remix.


2012 - Comunicare il cinema. Uomini di parola, tra rischio e esperienza. [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

L'articolo riflette sulla didattica del cinema e dei media nei percorsi universitari italiani e francesi, mettendo in relazione lo studioso di cinema e il critico cinematografico.


2012 - Conversazione con Omar Calabrese su Matthew Barney e il neobarocco [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria; C., Gonzo Saba
abstract

Nell’intervista Omar Calabrese riconosce in quella di Barney “un’opera tipicamente neobarocca realizzata con mezzi contemporanei” e discute delle ideologie e dei meccanismi di costruzione della star sottese al suo lavoro. Secondo Calabrese, l’operazione di Barney è quella di un “azzeramento” e di una “dissoluzione” dell’opera secondo la vecchia architettura e la vecchia concezione per riformulare, in modo sempre autoriflessivo, la storia dell’arte


2012 - Conversazione con Paolo Fabbri: la simbologia massonica nel ciclo Cremaster [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria; C., Gonzo Saba
abstract

Nella corposa intervista Paolo Fabbri spiega come il polimorfismo dell’opera barneyana, l’ibridazione e la proliferazione delle forme siano strategie di senso che trovano una loro coerenza profonda nel voler rispecchiare nell’espressione quel che avviene nel contenuto, in modo semisimbolico e figurale. Bisogna infatti guardare alla strategia complessiva del lavoro di Barney per comprendere che polimorfismo e intermedialità veicolano soprattutto “un’ibridazione semantica, resa attraverso una ibridazione dei media.


2012 - Cremaster Cycle tra cinema e danza [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Il saggio analizza l'opera del videoartista M. Barney, CREMASTER Cycle, da un punto di vista intermediale. I cinque film d'artista e l'universo poliepressivo che li circonda (foto, oggetti di scena, sculture, esposizioni museali, performance, ecc) sono studiati come un macrotesto che mira ad una coerenza profonda, nonostante la sua multiforme visionarietà. Un insieme organizzato che presenta problemi di traduzione e di reinterpretazione, sia dal punto di vista "figurativo" sia da quello "figurale". Polimorfismo e multimodalità sono alla base del processo creativo del CREMASTER Cycle, sia nelle sue relazioni intratestuali, interne ai vari livelli, che nelle sue relazioni intertestuali, sempre giocate sulla traduzione e la reinterpretazione. Il saggio lo argomenta indagando l'esplicita operazione di rifacimento dei generi del cinema classico hollywoodiano, tra il western e il musical, l'horror e il gangster, ma anche l'uso della danza nelle sue forme più codificate. L'analisi della costruzione di un mutuo dispositivo di "attivazione" tra il cinema e gli altri sistemi artistici, permette di definire l'opera di Barney come transmediale, poiché ogni arte, o meglio ogni medium, entra in un processo di reciproca fusione e trasformazione, in una logica del rifacimento e del remix.


2012 - I tre moschettieri [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

analisi dei romanzo di A. Dumas "I tre moschettieri" e dei suoi adattamenti cinematografici più famosi, tra remake, letteratura popolare, problemi di serialità.


2012 - Introduzione [Matthew Barney. Polimorfismo, multimodalità, neobarocco] [Breve Introduzione]
Dusi, Nicola Maria; C., Gonzo Saba
abstract

Lo studio multiprospettico della pratica artistica di Matthew Barney raccolto in questo volume si articola lungo tre percorsi argomentativi intersecanti. Il primo è inerente alla dimensione estetica del suo fare artistico e pone il problema del cambiamento di statuto dell’“opera” all’interno del dominio dell’arte; il secondo percorso argomentativo riguarda il "principio traduttivo" e i dispositivi di trasformazione che informano, a diversi livelli, l’opus barneyano; il terzo mira alla definizione della complessità del processo artistico messo in campo da Barney, che abbiamo sintetizzato nei termini poliespressività e polimorfismo. Gli interventi confluiti nel volume ripercorreno l'opera di Barney innestando sullo sguardo più ampio e teorico delle prime due sezioni le analisi specifiche della seconda parte del volume.


2012 - Matthew Barney. Polimorfismo, multimodalità, neobarocco [Curatela]
Dusi, Nicola Maria; C., Gonzo Saba
abstract

Quella di Matthew Barney è un'opera ipertrofica e transmediale, che il volume affronta in modo interdisciplinare. Nelle serie DRESSING FIELD (orifill) (1989, 2007), DRAWING RESTRAINT (1987-2010) e nel ciclo di film CREMASTER (1994-2002), Barney esplora media, linguaggi e formati differenti: performance e cinema, scultura, disegno, video e installazioni site specific, ma anche fotografia, moda e design. Per questo i saggi raccolti nel volume, in dialogo tra loro, muovono da diverse prospettive epistemologiche e da diverse pratiche critiche, intrecciando la storia dell'arte, l'estetica e la semiotica, la storia del cinema e la sociologia dei media, per cercare una mappatura delle questioni più rilevanti che il lavoro di Barney introduce nell’ambito delle pratiche artistiche dagli anni Novanta ad oggi.


2012 - Pinocchio nella Balena [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Le configurazioni discorsive di Pinocchio divengono la base di partenza per moltissimi testi d’arrivo, che si presentano come legati al testo di partenza ma, al contempo, come insiemi originali e coerenti nei loro nuovi effetti di senso. Il saggio confronta la sequenza letteraria dell’inghiottimento di Pinocchio da parte della balena-pescecane con film realizzati in ambiti espressivi e socioculturali diversi.


2012 - Remaking as a Practice: Some Problems of Transmediality [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

In our contemporary media-scape, digital media offer to us new remaking and reworking opportunities, sometime even as a simple and ludic practice of consumption and re-appropriation of texts. Any film considered as a text already contains discursive strategy that will limit its interpretation (Eco 1990). But as Bazin (1952) said a remake could be useful to multiply the sense of the source text. In an æsthetic of repetition the remake becomes the "typical mutant object of the post-modern era". Remaking seems therefore to feature like an intertextual, interpretative and transforming strategy, or better a translating and transmedial strategy that, to greater or lesser degrees, can construct and maintain explicit ties with a source text using it as a storehouse or archive of structural invariants, levels of the expression and of content.


2012 - Sherlock Holmes (prima parte) [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Analisi della fortuna mediale del personaggio Sherlock Holmes di C. Doyle, tra adattamenti e remake a partire dai primi film muti fino al cinema digitale (prima parte).


2012 - Sherlock Holmes (seconda parte) [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Analisi della fortuna mediale del personaggio Sherlock Holmes di C. Doyle, tra adattamenti e remake approfondendo il periodo dagli anni Sessanta ai Duemila, con attenzione al paradigma indiziario nel cinema digitale.


2012 - “Un oggetto digitale in forma breve: il trailer d'artista” [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Analsi sociosemiotica e figurale del trailer della trilogia di Matthew Barney "Cremaster Cycle".


2011 - Alice's Adventures in Wonderland [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Analisi delle trasposizioni cinematografiche di Alice nel paese delle meraviglie e di Attraverso lo specchio di L. Carroll, a partire dai primi anni del cinema fino alle versioni digitali.


2011 - Fotografia e cinema: indagine sul movimento [Relazione in Atti di Convegno]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Il saggio si interroga sul nesso tra movimento, fotografia e cinema, soffermandosi su alcuni modi di far "divenire cinema" la fotografia fissa, grazie alla "messa in serie" dei fotogrammi. L'indagine parte dall'uso dello sfocato nelle foto contemporanee di performance, per produrre un "effetto di movimento". E si concentra sulle immagini con scie di luce e sfocature, rintracciando nelle cronofotografie di Marey l'inizio di questo meccanismo visivo-testuale.


2011 - MovieRemix: Having Fun Playing with Videos [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria; Federico, Maria; Furini, Marco
abstract

The process of producing new creative videos by editing, combining, and organizing pre-existing material (e.g., video shots) is a popular phenomenon in the current web scenario. Known as remix or video remix, the produced videomay have new and different meanings with respect to the sourcematerial. Unfortunately, whenmanaging audiovisual objects, the technological aspect can be a burden for many creative users.Motivated by the large success of the gaming market, we propose a novel game and an architecture to make the remix process a pleasant and stimulating gaming experience. MovieRemix allows people to act like amovie director, butinstead of dealing with cast and cameras, the player has to create a remixed video starting from a given screenplay and from video shots retrieved from the provided catalog. MovieRemix is not a simple video editing tool nor is a simple game: it is a challenging environment that stimulates creativity. To temp to play the game, players can access different levels of screenplay (original, outline, derived) and can also challenge other players. Computational and storage issues are kept at the server side, whereas the client device just needs to have the capability of playing streaming videos.


2011 - Remaking als Praxis: Zu einigen Problemen der Transmedialität [Relazione in Atti di Convegno]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Remaking seems to feature like an intertextual, interpretative and transforming strategy, or better a translating and transmedial strategy that, to greater or lesser degrees, can construct and maintain explicit ties with a source text using it as a storehouse or archive of structural invariants, levels of the expression and of content. In our contemporary media-scape, digital media offer to us new remaking and reworking opportunities, sometime even as a simple and ludic practice of consumption and re-appropriation of texts.


2011 - Robin Hood [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

analisi delle fonti letterarie e delle trasposizioni e remake cinematografici e televisivi del personaggio transmediale Robin Hood


2011 - You Tube/Remix [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

breve analisi delle pratiche di replicabilità e trasformazione nei media digitali e nei social network


2010 - "Le sens de la danse. Dance research et pratiques transmediales / The Sense of Dance. Dance Research and Transmedial Practices" [Curatela]
Dusi, Nicola Maria; Righi, Cristina
abstract

Contemporary dance is a field full of interpretative possibilities for a Semiotics interested in dynamic and performance open texts connected to theatre practice and/or multimedia. If dance manifests itself as a choreographic discourse/text formed through a creative process then, in order to investigate expression and contents in their narrative or plastic nature, it will be appropriate to take into consideration a series of issues related to the dimension of the senses, but also the figurative and the interpretative dimensions, from the point of view of dance main semiotic actors (dancer, choreographer, audience). Dance as a process, dance as discourse, text analysis, notation, technology, translation, arts, body, are therefore only some of the key words used in this monographic issue, together with the notions of performance - intended both as discourse and process - in the multiple semantic possibilities of a word in which spectacular conceptions and more semiotic ones, although overlapping, are all predominantly considered in virtue of live execution.Nowadays, most of live contemporary dance might be not so different from high technological dance performances, either in their video or digital versions. This requires a renewed investigation of notions such as enunciation and utterance, as referring to entities of bodies in motion whose texture can be thick and heavy or, on the contrary, light, virtual and technological. In addition, among the many visions of the dancing body offered by dance, there is that of a body wrapping identities and bearing multiple subjectivities, and there is also that of a body which is, in essence, the somatic substance of motion, characterized by variable figurative plasticity, often altered when encountering technological manipulations.-- -----La danse contemporaine représente un noyau de possibilités interprétatives pour une sémiotique intéressée aux textualités ouvertes, dynamiques et performatives, liées à des pratiques théâtrales et /ou multi médiales Si la danse se manifeste dans un discours/texte chorégraphique qui prend forme à travers le procès créatif, pour en explorer expression et contenus, narratifs ou bien plastiques, il s’agit de considérer une séries de problèmes qui sont liés à la dimension du sensible mais aussi du figural et qui vont s’ajouter à celle interprétative de la danse même, à travers ses acteurs principaux (danseurs, chorégraphes, spectateurs). Processualité, discours de la danse, analyse textuelle, notation, sont alors autant de mots-clés de ce numéro, sans oublier naturellement la notion de performance, pensée soit comme discours soit comme procès, dans les diverses possibilités sémantiques de ce terme dont les acceptions spectaculaires se superposent avec d’autres plus proprement sémiotiques mais toujours reliées aux modalités spécifiques d’exécution des arts vivants.


2010 - Bodies, Space-Time, Movement: Translating Dance in Film and Video Art [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

The essay by Nicola Dusi, "Bodies, Space-Time, Movement: translating Dance in Film and Video Art", considers different textual examples of early cinema, musical and video dance in order to think about theoretical problems found in those translation areas which extend among the fictional body, the virtual (digital) body and the dancing body. It also considers what happens when the body meets traditional media and new media. From Loïe Fuller's "Serpentine dance" to the video of a performance by the United Visual Artists (UVA) Dusi analyzes how repetitions, variations and figurative plasticity work in a close dialogue between live enactment and textual digital representations of movement. Motion capture or recent interactive 3D digital camera and other multimedia devices manage to translate the dancer's body in new substance systems, thanks to some common dimensions of rhythm and plastic contrasts (i.e. light, shapes, space and movement) that Deleuze would call "figural". The point is to look into representations of a dancer's body in cinema and video as a way to discover, and make it explicit, that "field of tensions and forces" (Deleuze) which lies underneath every human figure.


2010 - Cinema e boxe: filmare le forze. [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Il cinema come lo conosciamo nasce come esibizione delle possibilità del movimento umano e animale. Un gioco di abilità tra il nascondere, l'intravedere e il far vedere, di cui lo sport con le sue figure è fin da subito una possibilità esplorata, anzi abusata, per catturare e riproporre in movimento corpi e azioni, contrazioni e ripiegamenti. Tra salti, corse e rallentamenti, piroette e catastrofiche cadute, il film diventa un evidenziatore delle forze al lavoro nel mondo. Come ci ha insegnato Deleuze, sono forze che si imprimono sulle materie, non solo sui corpi in lotta, e producono nei film ritmi, distorsioni e tensioni, logiche della sensazione.


2010 - Datemi, dunque, un corpo. La semiotica contemporanea verso una teoria embodied della visione [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

l'articolo ripercorre le più recenti proposte della semiotica dei media, soffermandosi sulle logiche sensibili al lavoro nei film e nella video arte, sulla teoria e l'analisi semiotica dell'esperienza mediale, sui problemi legati alla corporeità, alla sensorialità e all'interattività (nel caso dei nuovi media digitali) dello spettatore.


2010 - El ingegnoso hidalgo Don Quijote de la Mancha [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Percorso tra innumerevoli trasposizioni e remake di Don Chisciotte, muovendo dall'analisi di una sequenza del romanzo per verificare le differenze nei film selezionati (tra cui gli incompiuti di Welles e di Gilliam) e porre qualche questione preliminare alle teorie dell'adattamento. Si apre al problema della "invenzione figurativa" del cinema.


2010 - Estasi e incanto nel cinema di fantascienza [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Il cinema di fantascienza ci mette di fronte a un futuro prossimo, basato su una logica del verosimile filmico e, al contempo, ci diverte e a volte stupisce con invenzioni, scenari e oggetti inaspettati. Mondi e oggetti impossibili nella nostra realtà, oppure invece non così improbabili, vicini a noi eppure alternativi, diversi. Se l'immaginazione del futuro ci mostra spesso un mondo il cui il passato è ancora molto attivo, è per creare un effetto di rilievo, che permette di dare maggiore visibilità all'invenzione del nuovo. L'incanto e il vedere oltre in questi film passano per lo straniamento e la curiosità, diventano meraviglia e possono portare all'estasi, nel senso etimologico di un "rapimento della mente e dei sensi". Un incantamento che è percettivo, affettivo e cognitivo, con diversi aiutanti narrativi e discorsivi. Analizzeremo tre tipi di figure che riempiono il "mondo possibile" di un film di fantascienza: gli oggetti, i paesaggi, i corpi.


2010 - Introduction. Dance research and transmedia practices [Articolo su rivista]
Righi, C.; Dusi, N.
abstract

Contemporary dance is a field full of interpretative possibilities for a Semiotics interested in dynamic and performance open texts connected to theatre practice and/or multimedia. If dance manifests itself as a choreographic discourse/text formed through a creative process then, in order to investigate expression and contents in their narrative or plastic nature, it will be appropriate to take into consideration a series of issues related to the dimension of the senses, but also the figurative and the interpretative dimensions, from the point of view of dance main semiotic actors (dancer, choreographer, audience). Dance as a process, dance as discourse, text analysis, notation, technology, translation, arts, body, are therefore only some of the key words used in this monographic issue, together with the notions of performance - intended both as discourse and process - in the multiple semantic possibilities of a word in which spectacular conceptions and more semiotic ones, although overlapping, are all predominantly considered in virtue of live execution.


2010 - Letteratura versus Cinema: Paranoid Park [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

analisi del film Paranoid Park di G. Van Sant come trasposizione del romanzo omonimo di B. Nelson.


2010 - Quel festival di affetti chiamato film: la semiologia del cinema secondo Barthes [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

analisi teorico-critica degli scritti di Roland Barthes dedicati al cinema e al visivo, dalle prime recensioni ai lavori postumi


2010 - Translating, Adapting, Transposing. [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

The debate around the issues of inter-semiotic translation, adaptation and re-interpretation in textual semiotics, with reference to the Italian debate from the Nineties to the present.


2009 - Cinema e semiotica oggi: lo stato dell'arte. Multimedia, corpo, sensorialità. [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

L'articolo ripercorre la teoria del cinema e dei media sub specie semiotica, a partire dagli anni Ottanta e le teorie dell'enunciazione, passando per le nuove proposte sulle testualità, la semiopragmatica francese e la sociosemiotica francesi e italiane, l'estetica del sensibile, la semiotica dell'esperienza mediale.


2009 - Lo sguardo dell'angelo nel cinema contemporaneo [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Analisi della visione angelica nel cinema contemporaneo: le riprese a volo d'uccello (sguardo "di Dio") sono modi dell'enunciazione visiva "in between", valida sia per angeli del cinema sia per i personaggi che stanno sulla soglia tra umano e sovrumano, tra mortale e immortale, tra vita e morte.


2008 - "Dr. House: l'ambizione di capire. Libido abduttiva, ritmi narrativi, visioni iperreali." [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Analisi semiotica della serialità televisiva, in particolare del serial Dr. House M.D: la prima stagione viene indagata analizzando le strutture narrative e discorsive e il gioco di riapertura delle interpretazioni legato al metodo indiziario e alla volontà di capire del protagonista, tra ricerca della "verità" e condivisione delle incertezze.


2008 - "Lo spettatore incompetente e la flagranza della performance: Cremaster 3 di Matthew Barney, tra cinema e videoarte" [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

analisi dell'opera di videoarte Cremaster dal punto di vista semiotico, in relazione al cinema e alle arti contemporanee performative


2008 - "Sentieri che si biforcano in Smoking-No Smoking. Caso, narratività ed effetto teatro" [Relazione in Atti di Convegno]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Il saggio analizza il doppio film di Alain Resnais Smoking-No Smoking da un punto di vista semiotico, soffermandosi sulla narratività potenziale, i mondi possibili e le logiche modali giocate esplicitamente. Viene poi considerato l'effetto-teatro del lavoro di Resnais in questi film, sia ripartendo dal testo teatrale, sia considerando gli effetti di senso della serialità ridondante del doppio film.


2008 - "Squarci di cinema nella videoarte : Cremaster 3 di Matthew Barney" [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

descrizione e analisi dell'episodio 3 del ciclo "Cremaster" di M. Barney, opera di videoarte in forma di ciclo cinematografico, dal punto di vista estetico e sociosemiotico. Problemi di intersezione tra performance, scultura, fotografia, cinema e videarte.


2008 - "Translation, Adaptation, Transposition: A Semiotic Challenge", [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Theoretical overview of the Italian semiotics on translation and film adaptation.


2008 - Beyond the Figurative: "The Desert of Tartars" between Literature and Film [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

analisi comparata delle relazioni interterstuali e intersemiotiche tra il romanzo di Buzzati e il film di Zurlini, passando attraverso la pittura simbolista come piattaforma di incontro tra i due testi. Analisi semiotica del romanzo e del film in termini passionali. Comparative analysis of the relations between Buzzati's novel and Zurlini's film, considering the symbolist painting as a meeting platform. Semiotic analysis of the novel and the film structures, in particular affects, perceptions, concepts (Deleuze) comparing interpretations.


2008 - Destini del sacro. Discorso religioso e semiotica della cultura [Curatela]
Dusi, Nicola Maria; G., Marrone
abstract

Il tema del sacro e del discorso religioso viene affrontanto attraverso diverse teorie, metodologie ed epistemologie. Il volume confronta e raccoglie studi biblici, sul discorso religioso, sulla semiotica del sacro, la sociologia dei consumi, la pittura sacra e contemporanea, la semiotica della fotografia, la semiotica del cinema e della televisione, l'etnosemiotica.


2008 - Il ritmo dell'attesa: Il deserto dei Tartari, tra film e romanzo [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

analisi della trasposizione cinematografica del romanzo di Buzzati "Il deserto dei Tartari" nell'omonimo film di Zurlini, attraverso i legami intertestuali legati alla pittura metafisica.


2008 - Introduzione [Riscrivere lo spazio: pratiche e performance urbane] [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria; E., Codeluppi; T., Granelli
abstract

L'introduzione al numero monografico muove dall'analisi dei film sugli skaters e sulle performance di strada per aprire allo studio semiotico della città, della sensorialità e corporeità, della spazialità.


2008 - La visione potenziata. Vedere dentro - sapere tutto nella nuova serialità televisiva americana. [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

L'uso del digitale nelle nuove serie made in USA sembra permettere una nuova visione "interna" di corpi e oggetti: una passione da anatomopatologi. Analisi delle serie Dr. House M.D. e C.S.I. (prima stagione).


2008 - Mystic Musical: Jesus Christ Superstar [Relazione in Atti di Convegno]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Il saggio analizza l'efficacia del discorso metateatrale del film musical "Jesus Christ Superstar", analizzando il contesto di ricezione dell'epoca e le strutture profonde del racconto. L'analisi si sofferma sulle sequenze di danza corale e su quelle in cui si cita esplicitamente la pittura sacra. La cornice metadiscorsiva del musical e della rock installa un sapere e un credere dello spettatore che possono restare ancorati al di là del racconto, nello spazio del disincanto o dello scetticismo, e della messa in scena teatrale marcata in Jesus Christ Superstar dall'inizio e dal finale del film. Ma lo spettatore può sempre "lasciarsi assorbire, senza tuttavia perdersi", e vibrare affettivamente al ritmo delle canzoni e della musica, delle immagini e dei movimenti di danza, entrando in un "mistero della memoria, del sogno e del tempo" e facendo così esperienza di una indiscernibilità tra reale e immaginario: una zona di transizione che sembra essere uno dei modi del discorso del sacro.


2008 - Reinterpretare, ricreare e sorprendere: per una semiotica del DVD [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

We would like to debate, from a semiotical and philosophical point of view, theories, practices and strategies of transmediality and remediation, through textual analysis of film and audiovisual case-studies. We will analyse Run Lola Run (by Tykwer), first of all as a DVD, an interesting multimodal object, then as a movie with internal variations and a videogame strucure, remade in some short audiovisual forms such as trailer and videoclip.


2008 - Riscrivere lo spazio: pratiche e performance urbane [Curatela]
Dusi, Nicola Maria; E., Codeluppi; T., Granelli
abstract

Ogni performance porta con sé il problema del punto di vista sull'azione: l'atto flagrante non si può negare, poiché è stato appena compiuto di fronte a testimoni, osservatori, giudici. Nella situazione in flagranza, allora, il punto di vista esterno autentifica l'azione, la referenzializza: ecco l'importanza della co-presenza dell'enunciatore e dell'enunciatario, del performer e del suo pubblico. Ma se lo filmo? Se filmo una performance, posso mantenere gli stessi (o simili) effetti di senso? Il numero parte da queste premesse e si confronta con la semiotica dello spazio e quella della corporeità, le teorie della performance, i cultural studies e i dance studies, mantendo i film studies di taglio semiotico e la teoria estetica sociosemiotica come basi del confronto.


2008 - Semisimbolismo, figuralità, tensione in stralci di cinema, tra pittura e musica [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

A partire da alcuni case studies nei musical e nei film di finzione contemporanei l'articolo analizza i modi della figuralità cinematografica, intesa come creazione ritmica e sensoriale, legata a contrasti plastici percettivi e affettivi.


2007 - Introduzione. L'epoca della visibilità ridotta [Lo sguardo negato] [Prefazione o Postfazione]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Riflettere sui passaggi dalla messa a fuoco alla sfocatura, dal nitido ai barbagli e ai riverberi che sfrangiano l’immagine audiovisiva, permette di comprendere più a fondo il processo di produzione interna del senso di un film, nel passaggio semiotico dalle materie e le sostanze dei linguaggi alle forme dell’espressione e alle forme del contenuto che regolano un testo.


2007 - N. Dusi, "Zorro: Ein transmedialer Held. Übertragung, Neudeutung und Remake einer Figur" [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

teoria semiotica del personaggio nella trasmigrazione tra i media e le arti: l'esempio di Zorro come figura di passaggio tra letteratura, cinema e televisione. Problemi di teoria del remake. Einige Probleme der Theorie des Remakes, mit das Beispiel von Zorro als Figur des Übergangs zwischen Literatur, Film und Fernsehen.


2007 - Narrazione ed esperienza. Intorno a una semiotica della vita quotidiana [Curatela]
G., Marrone; Dusi, Nicola Maria; G., Lo Feudo
abstract

Tra semiotica, filosofia estetica, linguistica, socio-semiotica, sociologia del discorso, narratologia, il volume raccoglie teorie e pratiche di analisi nel confronto sui temi della narrazione, dell'esperienza, della corporeità, dell'estetica quotidiana, della teoria della pittura.


2006 - "Le goût du trailer" [Relazione in Atti di Convegno]
Dusi, Nicola Maria
abstract

analisi del trailer da un punto di vista semiotico


2006 - "Replicabilità audiovisiva" [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Panoramica critica delle forme di replicabilità nel cinema, dal remake al sequel, dai film ipertestuali alle logiche di rifacimento e di legami intertestuali e intermediali.


2006 - Introduzione [Remix-Remake. Pratiche di replicabilità] [Prefazione o Postfazione]
Dusi, Nicola Maria; Spaziante, Lucio
abstract

Lunga introduzione alle teorie della replicabilità e della reinterpretazione considerando gli approcci di taglio filosofico, semiotico e sociolinguistico.


2006 - Mil y un contexto: las formas del remake [Relazione in Atti di Convegno]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Consideramos la práctica del remake semejante a la de la adaptaciòn y a la de la transposición de un texto filmico o literario en otro. Una forma de acción compleja, un evento transcultural, orientado hacia el texto y la cultura que lo recibe, con una aproximación dinámica y funcional.


2006 - Remix-Remake. Pratiche di replicabilità, Meltemi, Roma, pp. 9-430. [Curatela]
Dusi, Nicola Maria; Spaziante, L.
abstract

remake, cover, riprese, rimediazioni, traduzioni: analisi teorica e analisi testuale delle forme di serialità audiovisiva e di reinterpretazione musicale. Traduzioni intermediali dal cinema alla popular music, dai videoclip ai serial tv.


2005 - "L'ombra del sensibile. Fanny e Alexander tra pellicola e scrittura" [Relazione in Atti di Convegno]
Dusi, Nicola Maria
abstract

analisi della relazione tra il romanzo Fanny e Alexander di Bergman (tratto dalla sceneggiatura originale) e il film omonimo. Metodologia semiotica testuale di analisi comparativa e problemi traduttivi di relazione tra teatro, letteratura e cinema.


2005 - "La variante interna. Modularità e ripetizione nell'epitesto audiovisivo" [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

analisi delle relazioni tra incipit dei film, trailer, videoclip da un punto di vista semiotico, problemi di traduzione, intertestualità, paratestualità e interpretazione.


2005 - "Toxic cinema, toxic dream" [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

analisi delle forme cinematografiche di rappresentazione della tossicodipendenza; cinema e letteratura; analisi espressiva del film


2004 - Cinema portatile. Azioni e passioni [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Analisi sociosemiotica del ruolo delle nuove tecnologie nel racconto cinematografico contemporaneo. Rispetto al suo uso nel discorso del film, e ai suoi effetti nel racconto, il telefono cellulare usato dai personaggi diventa eroe narrativo, aiutante magico, destinante, quasi-soggetto empatico e passionale.


2004 - From Lolita to Lolita: Nabokov, Kubrick, Lyne [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Analyse of two adaptations or intersemiotic translations from the novel "Lolita" by Nabokov: Kubrick's film and Lyne's film. The author proposes a semiotic methodology of comparative analyses. The intersection between the two textual systems can produce different “equivalence strategies,” if we think of a tension between the two poles of similarity and difference, complicated by the possible choices among textual levels and among the forms and substances of expression and content.


2004 - L'adaptation cinématographique: questions de méthode, questions ésthétiques. Film Adaptation: Methodological Questions, Aesthetic Questions. [Curatela]
Dusi, Nicola Maria; F., Vanoye; M., Troehler
abstract

numero 30 di "IRIS – Revue de Théorie de l'Image et du Son – A Journal of Theory on Image and Sound". Contributi originali teorici e di analisi dedicati ad adattamento e trasposizione cinematografica, richiesti agli autori dai curatori del numero. The authors requested by the curators of the monographic number did produce original contributions as theoretical analysis on film adaptation.


2003 - "Les logiques du trailer" [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

analisi del trailer, dal punto di vista semiotico, con attenazione alla narrazione e al riassunto cinematografici e alle strategie di menzogna delle forme brevi audiovisive


2003 - Il cinema come traduzione. Da un medium all'altro: letteratura, cinema, pittura. [Monografia/Trattato scientifico]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Nel volume vengono discusse le posizioni teoriche più recenti riguardanti il problema dell'adattamento cinematografico, confrontandosi si con le teorie della traduzione linguistica e testuale, sia con le teorie prettamente cinematografiche. Il problema di base è quello della "traduzione intersemiotica", cioè la relazione di interpretazione e di traduzione tra sistemi di significazione diversi, come avviene nelle trasposizioni (totali o parziali) tra cinema, letteratura, poesia e pittura.Il punto di vista è quello della semiotica testuale, che trova nelle analisi dei testi specifici le linee guida per la costruzione di una teoria delle pratiche di trasformazione e traduzione dei testi letterari e visivi, in vista di nuovi contesti culturali e di nuovi destinatari.


2003 - La risonanza contagiosa [Relazione in Atti di Convegno]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Il saggio esplora l'idea di contagio e di risonanza intertestuale nei media (cinema e tv) per discutere della dimensione intertestuale non legata alle intenzioni dell'autore riguardante citazioni, allusioni, contaminazioni e ibridazioni varie nei testi audiovisivi. Una "intertestualità diffusa", data come “involontaria”, che lascia delle tracce incongrue che solo l'analisi testuale o il lavoro ermeneutico sanno far emergere.


2003 - Un’ipotesi semi-simbolica: il colore in Zazie dans le métro [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Il saggio analizza il colore, i cromatismi e l'illuminazione in un film di finzione, cercandole correlazioni semisimboliche tra espressione e contenuto. L'analisi del primo film a colori di L. Malle, "Zazie nel metrò", mette alla prova la teoria della semiotica plastica e semisimbolica della Scuola di Parigi (in particolare di J.M. Floch), poco usata nei riguardi del cinema, e si confronta con le teorie del montaggio e della composizione della tradizione cinematografica.


2002 - "Effacer la fiction, construire la sensation: le visible et l’invisible dans le cinéma moderne et contemporain” [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

A partir de la ‘transparence’ du montage dans le cinéma classique hollywoodien et de la rupture de cette règle imposée par le cinéma moderne (dans les films de la Nouvelle Vague française), on parle dans cet article de la rupture amplifiée par le cinéma post-moderne (dans « Prospero’s book » de Peter Greeneway) et on étudie sémiotiquement les ‘effets de réel’ comme des effets liés à un jeu de « référentialisation interne » de l’image et du son, ce qui est nécessaire pour comprendre le nouveau cinéma danois (les films signés par le groupe « Dogme ») ou un film américain comme “The blair witch project” , dans lequel on utilise une forme de reprise et de montage de type documentaire pour, en quelque sorte, effacer la fiction.


2002 - Il telefonino: avventure di un corpo tecnologico [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria; G., Marrone; Montanari, Federico
abstract

Analisi del telefonino cellulare nei discorsi mediali: letteratura e giornalismo (G. Marrone), design e analisi dell'oggetto (F. Montanari), cinema contemporaneo (N. Dusi).


2002 - Interfacce sociosemiotiche e pratiche inter-oggettuali. Qualche esempio dal mondo dei telefoni cellulari. [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria; Montanari, Federico
abstract

L'articolo interroga le pratiche di uso e di senso tra oggetti tecnologici, usando come esempio il mondo dei telefoni cellulari. Il cinema contemporaneo di fantascienza e del genere comedy, ma anche molti film d'azione, mettono in scena il telefono cellulare come "aiutante magico", che può intervenire anche in modo generale sugli scopi e le logiche della narrazione, fino al punto da trasformare le relazioni passionali e cognitive tra soggetti.


2002 - “Le forme del trailer come manipolazione intrasemiotica” [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

storia e analisi della forma breve promozionale del trailer cinematografico e del promo televisivo.


2002 - “Letteratura e cinema: tradurre le passioni”, [Capitolo/Saggio]
Dusi, Nicola Maria
abstract

analisi comparata con metodologia semiotica dell'adattamente nel film "Le Mépris" di Jean-Luc Godard del romanzo di Alberto Moravia "Il Disprezzo".


2001 - Micro-rites, paraboles et récits de l'univers portable [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria; G., Marrone; Montanari, Federico
abstract

Analisi del problema dello statuto degli oggetti tecnologici come i telefonini: oggetti "neo-magici" che renderebbero reversibile (e, dunque, reciproco) il rapporto magico tradizionale, con forme della delega che potremmo definire "percettiva", "cognitiva" e soprattutto "affettiva". Question du statut des nouveaux objets technologiques, qui sont des objets "néo-magiques". Ils s'engagent dans des formes magiques de totale délégation de la part du sujets.


2001 - Sulla traduzione intersemiotica. [Curatela]
Dusi, Nicola Maria; S., Nergaard
abstract

numero 85-86-87 di "VERSUS. Quaderni di studi semiotici", con saggi in italiano, inglese, francese. Dedicato alla traduzione intersemiotica o adattamento. Monographic number on the intersemiotic translation and the adaptation.


2000 - Introduzione. Per una ridefinizione della traduzione intersemiotica. [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Stato della teoria della traduzione e della semiotica del testo rispetto al problema dell'adattamento o traduzione intersemiotica. Problemi di equivalenza, indeterminatezza, traducibilità, intertestualità, risonanza.


2000 - Millennium blur: la visione imperfetta [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Strategia della visione e della visibilità nei film di fine millennio: sfocature, riflessi, sporcatura dell'immagine per produrre un effetto di presenza "testimoniale" e per giocare esplicitamente sulle sostanze espressive del film.


1999 - De l’adaptation comme traduction: Le Mépris de Godard et Il disprezzo de Moravia. [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Réflexion sur l’adaptation et sur les qualités sensibles du signifiant audiovisuel, ou mieux leurs relations avec le texte littéraire de départ. Nous essayons de saisir quelques possibilités de cohérence entre les deux sémiotiques en traduction, soit au niveau du contenu soit en considérant les effets de sens donnés à travers le plan de l'expression.


1998 - Le doublage et le ‘recyclage’: problèmes discursifs et culturels entre des textes syncrétiques [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria; S., Nergaard
abstract

Le doublage et le ‘recyclage’: problèmes discursifs et culturels entre des textes syncrétiques Dans cet article, nous nous proposons de tracer un parcours qui traverse les derniers développements de la théorie de la traduction pour aboutir dans le plus vaste territoire d'une sémiotique de la culture (cf. Lotman). Nous ne parlerons pas des problèmes liés au doublage au sens strict, mais des effets de sens liés au choix de doubler un film, ou bien de le "manipuler" différemment. Nous essayerons enfin de donner des conclusions générales, en donnant un exemple d'analyse spécifique dans la deuxième partie de cet article (le cas de Le Mépris de J.L. Godard).


1998 - Tra letteratura e cinema: ritmo e spazialità in Zazie dans le métro [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

L'articolo analizza la trasposizione del romanzo di R. Queneau nell'omonimo film di L. Malle, proponendo una metodologia semiotica di comparazione testuale e di analisi della traduzione intersemiotica.


1997 - Le mille facce del film di famiglia [Recensione in Rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

“Le mille facce del film di famiglia”, recensione al libro di Roger Odin (a cura di) Le film de famille. Usage privé, usage public (Paris, Klincksieck, 1995).


1997 - Semiotica della luce [Recensione in Rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Recensione al libro di Jacques Fontanille,Sémiotique du visible. Des mondes de lumière (Paris, Puf, 1995).


1997 - Visioni previste? [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

Analisi , da un punto di vista socio-semiotico delle relazioni tra press book e critica nei quotidiani nei giorni dell'uscita in sala di un nuovo film (case studies: "Trainspotting").


1995 - Il geloso a rotelle. Figure della gelosia, ovvero come soffrir d'amore in un film degli anni '80: Bianca di Nanni Moretti. [Articolo su rivista]
Dusi, Nicola Maria
abstract

L'articolo analizza la passione della gelosia in un film chiave degli anni Ottanta italiani: "Bianca" di Nanni Moretti. Il punto di vista semiotico tiene presente le strategie del contenuto (narrative e discorsive) e quelle del piano dell'espressione (montaggio e livello plastivo del testo filmico).