Nuova ricerca

Mariaelena FAVILLA

Professore Associato presso: Dipartimento Educazione e Scienze Umane


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Pubblicazioni

2019 - Scrivere a mano: un’abilità da sviluppare o un’abitudine fuori moda? [Capitolo/Saggio]
Bianchi, Valentina; Favilla, Mariaelena
abstract

Nel dialogo sesto della sua recente Lezione di italiano, Francesco Sabatini fa riferimento ai vantaggi della scrittura manuale su quella digitale rispetto alla produttività ideativa e linguistica e alle capacità di comprensione e apprendimento. La letteratura su questi temi contrappone coloro che sostengono l’uso delle tecnologie digitali fin dalle prime fasi dell’insegnamento della scrittura a coloro che sostengono l’importanza della scrittura manuale per lo sviluppo cognitivo. I primi evidenziano soprattutto le potenzialità di tablet e tastiere per velocizzare l’apprendimento della lettura e della scrittura e per facilitare gli studenti con DSA e BES. I secondi sottolineano le connessioni tra le abilità motorie coinvolte nella scrittura manuale e lo sviluppo di abilità cognitive quali i vari tipi di memoria, le funzioni esecutive e le altre abilità necessarie alla produzione di testi scritti, oltre che tra la scrittura a mano e una maggiore capacità di attenzione e di apprendimento. Il saggio mira ad approfondire e discutere questi tipi di connessioni nella prospettiva neurolinguistica e neuropsicologica. Dopo una breve presentazione dei processi coinvolti nella scrittura manuale e delle reti neurali implicate in questo tipo di elaborazione, viene discusso il ruolo dell’abilità di scrittura manuale nell’apprendimento della scrittura e delle abilità linguistiche e cognitive più complesse ad essa correlate, quali la conoscenza ortografica, la lettura e la composizione di testi. L’indagine fornisce indicazioni utili sia agli insegnanti interessati ad usare nuove strategie didattiche, sia agli studiosi interessati allo studio delle connessioni tra linguaggio e gesto.


2019 - “Going straight”: discussions and experience at primary school [Relazione in Atti di Convegno]
Favilla, Maria Elena; Luppi, Maria; Maschietto, Michela
abstract

Our research concerns the relationship between spatial and geometrical knowledge, assuming that it is essential to have information on the children’s stored linguistic and conceptual experience associated with the terms defining geometrical concepts. This paper presents the first phase of a design experiment in which 8-year-old pupils are involved in two discussions about going straight, before and after the experience of leaving footprints. The analysis provides some elements about pupils’ conceptualization when approaching geometrical concepts.


2018 - "Colui, colei o l'oggetto che compie un'azione". Caricature, semplificazioni e stereotipi nell'apprendimento di una nozione sfuggente [Capitolo/Saggio]
Favilla, Maria Elena
abstract

This paper discusses the definitions of subject provided in the GRASS project (Grammar Reflection on Syntactic Subject at School) by students of different ages, with the purpose of collecting information on the kind of notion underlying these definitions as well as on their role in the students' acquisition of this grammatical category. The analysis of the most common definition in the sample ("person, animal or thing accomplishing the action") and of the examples provided to illustrate it suggests that, in spite of its being widespread, this type of definition is not easily understood by the students and tends to be re-interpreted in a different, non-literal and more general sense, extended to a wider series of cases of grammatical subjects, also when no actions are accomplished and when the strategy used to identify the subject can only be morphosyntactic and certainly not semantic.


2018 - Dislessia e apprendimento di lingue seconde: problemi da considerare per la costruzione di un sillabo per l'insegnamento dell'italiano L2 ad apprendenti dislessici [Capitolo/Saggio]
Bianchi, Valentina; Favilla, Mariaelena
abstract

How do reading difficulties condition second language learning? Can dyslexic subjects learn foreign languages? What general strategies can be used in order to enhance these difficulties? And what specific strategies can be used when the foreign language is Italian? In the framework of a wider research aimed at preparing a syllabus for teaching Italian as a foreign language to young adult dyslexic students, the paper introduces and discusses in the linguistic perspective some preliminary answers to these questions, which have not as yet been sufficiently investigated. More generally, the paper underlines the importance of the linguistic perspective to the study of language disorders and their treatment and management.


2018 - Il recupero linguistico nell'afasia post-ictus: apprendimento di una lingua seconda? Possibili interazioni tra afasiologia e linguistica acquisizionale [Capitolo/Saggio]
Favilla, Maria Elena; Ferroni, Lucia
abstract

The study of post-stroke aphasia in adult subjects provides a model to understand normal language processing, in general and also in bilingual subjects. After a short discussion of this statement and a presentation of the main characters of aphasia and its treatment, the paper considers the analogies between the neural mechanisms underlying aphasia recovery and those underlying the acquisition of a second language. The paper's general purpose is to highlight and discuss the possible interactions between aphasiology and acquisitional linguistics, both in the perspective of exploiting theories and methods of acquisitional linguistics in order to define rehabilitation strategies for adult apahasic subjects, and of collecting information on the mechanisms involved in bilingual language processing and in second language learning.


2018 - La logoterapia conversazionale di gruppo nell’afasia post-ictus: un intervento mirato alla socializzazione e alle attività relazionali o anche al recupero delle funzioni linguistiche? [Abstract in Atti di Convegno]
Ferroni, Lucia; Chiorazzo, Marilena; Favilla, Mariaelena
abstract

Nella riabilitazione dell’afasia post-ictus, la terapia di gruppo è considerata utile per il recupero degli aspetti psicosociali o per il supporto familiare, mentre non ne sono stati ancora sufficientemente indagati gli effetti con specifico riferimento al recupero delle abilità comunicative e linguistiche in senso stretto (Elman & Bernstein-Ellis 1999, Lanyon et al. 2013, Simmons-Mackie et al. 2014, Nickels et al. 2016). Intendiamo presentare i risultati di uno studio pilota volto a verificare il miglioramento determinato dalla logoterapia di gruppo anche in termini strettamente linguistici. Nove soggetti con afasia cronica hanno partecipato ad un percorso di logoterapia conversazionale di gruppo, suddivisi in tre gruppi e guidati da una logopedista, per un periodo di 5 mesi, con un incontro settimanale di 90 minuti e un incontro mensile aggiuntivo nel quale venivano riuniti tutti i 9 partecipanti e loro familiari. All’inizio e alla fine del percorso sono state condotte valutazioni delle abilità linguistiche (Ciurli et al. 1996) oltre che della qualità della vita (Niemi et al. 1988). Sono stati riscontrati miglioramenti non solo rispetto alla qualità della vita, ma anche rispetto alle abilità linguistiche, nell’ambito lessicale e sintattico, in produzione e in comprensione. Nonostante il piccolo numero di soggetti inclusi, questi primi risultati mostrano che un trattamento incentrato su un dialogo tra pari, in un contesto volto a favorire la conversazione in contesti il più possibile autentici, può migliorare non solo gli aspetti psicologici e relativi alla socializzazione, ma anche quelli relativi all’elaborazione linguistica in senso stretto. Oltre a confermare l’importanza di studi mirati ad indagare le potenzialità della logoterapia di gruppo rispetto alle abilità linguistiche in senso stretto, saranno discussi alcuni aspetti da considerare in questi studi ulteriori, tra cui l’importanza di valutare gli effetti della logoterapia anche nella comunicazione funzionale e non solo nell’interazione con il logopedista e nei test.


2017 - Colori, linguaggio e cervello [Articolo su rivista]
Favilla, Mariaelena
abstract

Questo articolo discute alcuni dati sull'elaborazione neurale dei colori e dei termini di colore con l'obiettivo di contribuire alla riflessione sull'interazione fra colori e linguaggio e sul ruolo di questa interazione nella discussione sul rapporto tra natura, cultura e linguaggio, assumendo come oggetto di osservazione il cervello e l'elaborazione neurale dei colori e dei termini di colore. Dopo una presentazione delle principali componenti coinvolte nell'elaborazione visiva e linguistica dei colori, sono discussi due fenomeni che evidenziano particolari interferenze tra l'elaborazione linguistica e l'elaborazione visiva dei colori: l'effetto Stroop, un interessante effetto di interferenza cognitiva tra lettura di parole e denominazione dei colori, e la sinestesia "grafema-colore", un fenomeno che porta alcune persone ad associare in modo sistematico ciascuna lettera ad un determinato colore. Anche se i metodi di indagine della neuropsicologia cognitiva, le neuroimmagini e le altre tecniche utilizzate per lo studio delle attivazioni neurali forniscono molte indicazioni sulle componenti coinvolte nell'elaborazione visiva e linguistica dei colori, neppure questi dati consentono di dare una risposta definitiva alla questione sul ruolo di natura e cultura nella percezione e nell'elaborazione dei colori, dei termini di colore e del linguaggio in generale. Quello che questi dati confermano e mostrano più in dettaglio è che il linguaggio e la percezione interagiscono in modi complessi, ma neppure questi dati forniscono informazioni su quello che è effettivamente percepito ed elaborato nel cervello. La conclusione resta, dunque, che "sia la cultura sia la natura avanzano pretese legittime sui concetti di colore, e né l'una né l'altra si trova in posizione di completa egemonia" (Deutscher, 2010).


2017 - Sintassi dialogica e linguaggio afasico [Capitolo/Saggio]
Favilla, Mariaelena
abstract

Il capitolo mira a svolgere alcune prime riflessioni sul possibile contributo della prospettiva della sintassi dialogica nell'analisi delle produzioni di soggetti afasici, con il duplice obiettivo, da un lato, di valutare la possibilità di sfruttare i suoi meccanismi nella riabilitazione e, più in generale, nell'interazione con le persone afasiche, dall'altro, di raccogliere informazioni indirette sul funzionamento di questi meccanismi nei soggetti normodotati. Ci si sofferma in particolare sui meccanismi di risonanza. Si tratta di meccanismi presenti anche nelle produzioni linguistiche di persone afasiche? Possono costituire una risorsa per i trattamenti volti al recupero delle abilità linguistiche? O diventano, piuttosto, un elemento di disturbo per i soggetti con difficoltà nel controllo dei meccanismi di inibizione che bloccano l'attivazione di elementi e strutture precedentemente attivati? Una prima osservazione non sistematica su un piccolo campione di interazioni fra paziente afasico e terapista mostra vari casi di ripresa di parole ed espressioni dai turni precedenti che sembrano costituire una strategia volta a facilitare l'interazione e la produzione. I risultati incoraggiano a proseguire questo tipo di indagine su un campione più ampio e con interazioni più naturali. The paper proposes some first reflections on the possible contribution of dialogic syntax in the analysis of linguistic productions of aphasic subjects. The overall perspective is double: on the one side, it is aimed at assessing the possibility to exploit dialogic syntax and its mechanisms in language treatment and, more in general, in the interaction with aphasic subjects; on the other side, it is aimed at collecting indirect information on the processing of these mechanisms in non-aphasic speakers. The focus is in particular on resonance mechanisms. Are they present also in the productions of aphasic subjects? Can they be a resource in speech treatment? Or do they rather have disturbing effects in subjects with difficulties in the control of inhibition mechanisms that should block the activation of previously activated elements and structures? A first non-systematic survey on a small sample of interactions between aphasic patient and speech therapist shows various instances of reproduction of words and expressions from the previous utterances that seem to have a facilitating role in the interaction and production. These first results encourage to carry on with this kind of analysis on a larger sample and on more natural interactions.


2016 - Il regime linguistico delle amministrazioni nel processo di apertura europea e globale del sistema amministrativo italiano [Capitolo/Saggio]
Favilla, Mariaelena; Chiti, Edoardo
abstract

In un numero crescente di aree e materie, le amministrazioni nazionali stabiliscono relazioni sempre più articolate e fitte con le amministrazioni di organismi ultrastatali e con le amministrazioni e i cittadini di altri paesi. Queste relazioni implicano interazioni linguistiche tra soggetti che parlano e scrivono lingue diverse. Il saggio è dedicato ad indagare come l’ordinamento giuridico italiano modifica il regime linguistico delle amministrazioni nazionali per tenere conto della sempre maggiore rilevanza europea e globale delle loro attività e della nuova trama di interazioni, discutendo alcuni esempi e tentando una valutazione critica del quadro che ne emerge e dei problemi che si aprono.


2016 - Le storie nella didattica delle scienze: la struttura linguistica e l’importanza del dialogo [Capitolo/Saggio]
Favilla, Mariaelena
abstract

Le storie costituiscono un’importante risorsa per l’insegnamento delle scienze ai bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria. Il saggio presenta alcune riflessioni relative alla possibile forma linguistica delle storie per l’insegnamento delle scienze. In particolare, evidenzia l’importanza della prospettiva dialogica, sia all’interno delle storie che nelle discussioni condotte su di esse con i bambini. Dopo avere ricordato la presenza del dialogo come forma linguistica privilegiata nella tradizione didattica, così come in quella dell’argomentazione scientifica e nella teoria linguistica, si richiamano gli aspetti della teoria linguistica necessari per capire la rilevanza della prospettiva dialogica e il suo uso nell’insegnamento delle scienze attraverso le storie. Vengono presentati e discussi, in primo luogo, gli elementi di novità che caratterizzano la rinnovata attenzione al dialogo nei recenti studi sul linguaggio e, in secondo luogo, la teoria della sintassi dialogica e alcuni aspetti che collegano questa teoria ai meccanismi cognitivi coinvolti nell’elaborazione del linguaggio. Questo quadro, importante ma non ancora del tutto consolidato e condiviso nella comunità scientifica dei linguisti, offre la base teorica a nostro avviso più convincente e fruttuosa per la comprensione delle potenzialità del dialogo e per la sua valorizzazione nell’insegnamento delle scienze nei primi anni della scolarizzazione.


2016 - Riflettere sulla grammatica a scuola: una ricerca sul soggetto [Articolo su rivista]
Dal Negro, Silvia; Calaresu, Emilia Maria; Favilla, Mariaelena; Provenzano, Claudia; Rosi, Fabiana
abstract

The paper discusses some preliminary results of the research project GRASS - Grammar Reflection at School: Syntactic Subject, which involved 444 junior and senior students from lower to higher education grades and 16 teachers. Starting from some general remarks on the current state of grammar teaching in the Italian school system, particularly critical as far as real speech, discourse and metalinguistic awareness are concerned, the paper highlights and discusses three main critical issues: a)the confusion between (con)textual reference and grammatical function, well attested by thediverse and incongruous ways used by the respondents to identify and represent the subject of sentences from a text; b) the pupils’ and students’ grammaticality judgements on verb and subject agreement, especially in cases of semantic/syntactic mismatch; c) the relation between the respondents’ explicit definitions of grammatical subject and the emerging underlying notions that characterize the different stages of Italian education as far as primary vs. secondary schools are concerned. Finally, some conclusions are drawn on the possible outcomes that this type of research can have in terms of teachers’ training and teaching practices.


2015 - Grammatica applicata: apprendimento, patologie, insegnamento [Curatela]
Favilla, Mariaelena; Nuzzo, Elena
abstract

Che cosa si intende per grammatica applicata? Quali sono i temi e i problemi considerati più rilevanti per il suo studio? Quali sono le teorie e i metodi che meglio rendono conto di questi temi e problemi? Che tipo di dati e informazioni possono essere raccolti dall’analisi delle abilità di elaborazione di strutture grammaticali dei parlanti delle diverse lingue e varietà? I risultati della ricerca linguistica sulla grammatica possono essere utilizzati per rendere più efficace l’insegnamento esplicito della lingua nativa e di lingue seconde? Per rispondere a queste domande, il volume presenta un quadro generale delle più recenti ricerche riconducibili al tema della grammatica applicata.


2015 - Introduzione [Grammatica applicata: apprendimento, patologie, insegnamento] [Capitolo/Saggio]
Favilla, Mariaelena; Nuzzo, Elena
abstract

Secondo volume della nuova collana di STUDI AItLA, dal titolo “Grammatica applicata: apprendimento, patologie, insegnamento” (a cura di Maria Elena Favilla e Elena Nuzzo), che raccoglie una serie di contributi relativi al macrotema della grammatica applicata, con particolare attenzione alla lingua e/o ai parlanti italiani. Che cosa si intende per grammatica applicata? Quali sono i temi e i problemi considerati più rilevanti per il suo studio? Quali sono le teorie e i metodi che meglio rendono conto di questi temi e problemi? Che tipo di dati e informazioni possono essere raccolti dall’analisi delle abilità di elaborazione di strutture grammaticali dei parlanti delle diverse lingue e varietà? I risultati della ricerca linguistica sulla grammatica possono essere utilizzati per rendere più efficace l’insegnamento esplicito della lingua nativa e di lingue seconde? Per rispondere a queste domande, il volume presenta un quadro generale delle più recenti ricerche riconducibili al tema della grammatica applicata.


2014 - Le abilità linguistiche e comunicative negli anziani [Capitolo/Saggio]
Favilla, Mariaelena
abstract

Il contributo fornisce e discute un primo quadro generale su quella che può essere definita l’evoluzione del linguaggio nell’età senile. Dopo una presentazione delle principali modificazioni che condizionano l’elaborazione linguistica, distinguendo tra produzione e comprensione, evidenza le difficoltà che la persona anziana può incontrare nell’uso del linguaggio e nella comunicazione e tratteggia le possibili strategie volte a facilitare l’interazione, in particolare nei contesti formativi che sono oggetto di questo volume. Fornisce, inoltre, una brevissima presentazione delle abilità linguistiche e comunicative dei soggetti con demenza di Alzheimer e delle strategie di comunicazione utilizzate per interagire con questi soggetti.


2014 - QuALiCoMe Questionnaire: the Possible Role of Cognitive and Linguistic Reserve in the Recovery from Post-Stroke Aphasia [Abstract in Rivista]
G., Carlucci; FAVILLA, Mariaelena; S., Marini; M. E., Pugliese; B., Piccardi; F., Fedi; D., Inzitari
abstract

Introduction: By extending the concept of Cognitive Reserve (CR) to the domains of linguistic, communicative and metalinguistic competence, we suppose that the wide variability of recovery among post-stroke aphasic patients with similar initial clinical and demographic characteristics, as well as comparable therapeutic intervention, may be at least partly due to a sort of linguistic subset of CR, namely a “Linguistic Reserve”, which may influence a patient's brain plasticity and neural language networks implied in recovery processes.To investigate this hypothesis we developed an informant-based instrument, named QuALiCoMe (Questionario su Attitudine Linguistica, Comunicativa e Metalinguistica), aimed at providing an estimate of premorbid linguistic abilities in patients with post-stroke aphasia. Methods and Results: The QuALiCoMe was drafted in the framework of a wider research aimed at studying language recovery of post-stroke aphasic patients, assessed since acute phase of stroke. The initial pool of items was submitted to classical test theory and factorial analysis. The resulting questionnaire addresses educational attainment, major lifetime occupation, reading abilities and habits, writing abilities and use of widely available technology. It has been tested on a sample of healthy subjects in terms of applicability, internal consistency, reliability, external validity and informativeness. It has also been used in a pilot study on post-stroke aphasic patients to evaluate its applicability and possible prognostic implications. Conclusions: We report the final version of the questionnaire after a preliminary validity evaluation and application on post-stroke patients. It shows good properties and appears a promising tool to estimate premorbid linguistic reserve in post-stroke aphasic subjects. Disclosure: The present research is performed under a grant from the Ente Cassa di Risparmio di Firenze, a no-profit banking foundation pursuing social goals.


2014 - QuALiCoMe questionnaire: the possible role of cognitive and linguistic reserve in the recovery from post-stroke aphasia [Abstract in Rivista]
Carlucci, G.; Favilla, Mariaelena; Marini, S.; Pugliese, M. E.; Piccardi, B.; Fedi, F.; Inzitari, D.
abstract

Introduction: By extending the concept of Cognitive Reserve (CR) to the domains of linguistic, communicative and metalinguistic competence, we suppose that the wide variability of recovery among post-stroke aphasic patients with similar initial clinical and demographic characteristics, as well as comparable therapeutic intervention, may be at least partly due to a sort of linguistic subset of CR, namely a “Linguistic Reserve”, which may influence a patient's brain plasticity and neural language networks implied in recovery processes.To investigate this hypothesis we developed an informant-based instrument, named QuALiCoMe (Questionario su Attitudine Linguistica, Comunicativa e Metalinguistica), aimed at providing an estimate of premorbid linguistic abilities in patients with post-stroke aphasia. Methods and Results: The QuALiCoMe was drafted in the framework of a wider research aimed at studying language recovery of post-stroke aphasic patients, assessed since acute phase of stroke. The initial pool of items was submitted to classical test theory and factorial analysis. The resulting questionnaire addresses educational attainment, major lifetime occupation, reading abilities and habits, writing abilities and use of widely available technology. It has been tested on a sample of healthy subjects in terms of applicability, internal consistency, reliability, external validity and informativeness. It has also been used in a pilot study on post-stroke aphasic patients to evaluate its applicability and possible prognostic implications. Conclusions: We report the final version of the questionnaire after a preliminary validity evaluation and application on post-stroke patients. It shows good properties and appears a promising tool to estimate premorbid linguistic reserve in post-stroke aphasic subjects. Disclosure: The present research is performed under a grant from the Ente Cassa di Risparmio di Firenze, a no-profit banking foundation pursuing social goals.


2012 - Correlati neurali nei deficit dell’elaborazione pragmatica: emisfero destro o emisfero sinistro? [Relazione in Atti di Convegno]
Favilla, Mariaelena; L., Ferroni; M., Giannini
abstract

Le correlazioni tra elaborazione del linguaggio ed emisfero sinistro sono state ampiamente dimostrate dai vari studi condotti in ambito neuropsicologico e neurolinguistico e sono comunemente riconosciute ed accettate. Queste correlazioni, tuttavia, fanno riferimento alla competenza linguistica idealizzata e intesa in astratto, separata in modo netto dalla competenza comunicativa, così che dell’afasia, il disturbo del linguaggio conseguente appunto ad una lesione nell’emisfero sinistro, si precisa che “non compromette il globale processo di comunicazione ma solo la sua componente linguistica” e che “i pazienti afasici comunicano meglio di come parlano”, sia perché possono utilizzare sistemi di comunicazione alternativi sia perché gli errori che si manifestano nel linguaggio afasico non sono tali da impedire la comunicazione (Denes e Pizzamiglio, 1996, p. 240). Inoltre, vari studi condotti negli ultimi decenni sulle capacità linguistiche di soggetti con lesioni nell’emisfero destro hanno evidenziato che anche questo emisfero è coinvolto nell’elaborazione del linguaggio, soprattutto per quei compiti che richiedono che l’elaborazione delle strutture linguistiche sia integrata da informazioni ricavabili dal contesto e dalle conoscenze condivise dei parlanti. Ciò ha portato a correlare l’emisfero destro con la competenza pragmatica, ma, al di là di una generica correlazione, a seconda del tipo di studio, della metodologia utilizzata e dei singoli aspetti indagati emergono risultati molto contrastanti e talvolta contraddittori sul rapporto tra lesioni cerebrali e pragmatica. In particolare, non è chiaro quali aspetti della competenza pragmatica sono risparmiati o danneggiati negli afasici, né è del tutto chiaro quello che succede nei cerebrolesi destri.In una prospettiva più strettamente linguistica, poi, la difficoltà di correlare la competenza pragmatica a specifiche aree cerebrali richiama le discussioni sulla concezione stessa della pragmatica, come parte della semantica, come disciplina a sé, distinta dalla semantica e dalla sintassi, o come competenza dell’uso linguistico che riguarda tutti i livelli linguistici.Con l’obiettivo di raccogliere dati per contribuire a chiarire la questione e ricercare eventuali correlazioni tra la sede di una lesione cerebrale e specifici deficit della competenza pragmatica abbiamo strutturato un test volto a elicitare un campione di produzione orale sul quale fosse possibile condurre un’analisi dei principali fenomeni riconducibili alla competenza pragmatica. Il test è stato somministrato a 10 soggetti con lesione cerebrale a sinistra, 10 con lesione a destra e 10 soggetti di controllo. Al fine di neutralizzare il più possibile le difficoltà legate ai deficit specifici legati alla sede della lesione (come, ad esempio, le difficoltà legate all’elaborazione linguistica in senso stretto negli afasici e ai disturbi dell’attenzione nei cerebrolesi destri), sono stati selezionati pazienti che non presentavano disturbi gravi. Dall’analisi dei risultati emergono alcuni dati importanti.Il primo dato da considerare è che la complessità dei fenomeni indagati e la molteplicità di capacità coinvolte per svolgere il compito rende difficile ricondurre a singoli aspetti la prestazione complessiva. Ad esempio, nonostante i vari accorgimenti, la situazione sperimentale non può essere paragonata ad una naturale situazione di interazione. Oltre alle inevitabili maggiori difficoltà dei soggetti afasici a condurre una conversazione, è necessario considerare che l’atteggiamento psicologico dei soggetti normali è diverso da quello dei cerebrolesi che sanno di essere malati e che, in qualche modo, hanno un coinvolgimento emotivo e delle aspettative diversi rispetto ai soggetti di controllo. Nonostante queste difficoltà, i risultati lasciano intravedere l’utilità di un simile approccio e incoraggiano a condurre ulteri


2012 - Le conoscenze linguistiche richieste agli immigrati e i pregiudizi delle istituzioni pubbliche [Capitolo/Saggio]
Favilla, Mariaelena
abstract

Dal 9 dicembre 2010 in Italia per poter richiedere il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo è necessario superare un test di conoscenza della lingua italiana di livello A2 del Quadro comune di riferimento europeo per la conoscenza delle lingue. Accanto all’introduzione di questo requisito, vi sono state recentemente varie proposte sia in Parlamento che presso le Amministrazioni comunali di subordinare l’autorizzazione ad aprire un esercizio commerciale alla dimostrazione di una determinata competenza linguistica, specificata in vari modi e che quasi sempre include anche la conoscenza della lingua scritta. Nello stesso Paese, due diverse indagini relativamente recenti hanno evidenziato che cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra; trentotto riescono solo a leggere con difficoltà una scritta; trentatré hanno difficoltà a comprendere un testo scritto che riguardi fatti collettivi rilevanti nella vita quotidiana. Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20% della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea (De Mauro, 2008). E sono ormai ben note le difficoltà degli studenti universitari di comprensione e produzione della lingua scritta.I due tipi di dati appaiono in netto contrasto: se, da un lato, si ritiene che per vivere e lavorare in Italia sia necessario avere determinate competenze linguistiche e dimostrare queste competenze mediante il superamento di prove scritte e orali, dall’altro lato, i dati sulle competenze linguistiche dei parlanti nativi mostrano che si può vivere, lavorare ed essere perfino ammessi all’università senza possedere queste competenze e senza doverle dimostrare superando una prova scritta. A ciò si aggiunge che le istituzioni politiche italiane solo in casi eccezionali impongono barriere linguistiche a cittadini stranieri che abbiano lo status di cittadini dell’Unione europea, ai quali, in virtù del principio di non discriminazione sancito dal diritto dell’UE, si applica lo stesso trattamento previsto per i cittadini italiani.La scelta del Ministero dell’Interno di determinare le modalità di svolgimento del test di concerto con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca risulta solo in parte rassicurante, perché la valutazione delle competenze linguistiche implica una serie di problemi complessi, fra i quali il concetto stesso di competenza linguistica, l’individuazione della varietà linguistica di riferimento, le finalità della valutazione, il grado di scolarità dei soggetti da valutare e la stretta interazione tra competenza linguistica, competenza metalinguistica e abilità cognitive nello svolgimento di determinati tipi di prove linguistiche. Nel lavoro si cercherà di discutere questi problemi per evidenziare come la richiesta ai cittadini extracomunitari di dimostrare il possesso di determinate competenze linguistiche si fondi su alcuni pregiudizi, idealizzazioni e semplificazioni sulla competenza linguistica dei parlanti nativi, degli stranieri-cittadini dell’Unione europea e degli stranieri-extracomunitari.


2012 - Riabilitazione dell’afasia negli adulti e formazione: i possibili vantaggi del trattamento di gruppo [Capitolo/Saggio]
Favilla, Mariaelena; L., Ferroni; Rosi, Fabiana
abstract

L’afasia è un disturbo del linguaggio conseguente a lesione cerebrale che colpisce le capacità linguistiche di soggetti adulti, rendendoli incapaci di utilizzare il linguaggio nelle normali interazioni quotidiane. Per recuperare le abilità necessarie a condurre una vita sociale e lavorativa il più possibile normale è essenziale procedere quanto prima ad un trattamento riabilitativo logopedico, che può essere considerato una forma di educazione di soggetti adulti nel contesto della riabilitazione neuropsicologica dei disturbi del linguaggio. Allo scopo di indagare la possibile influenza di fattori psicologici e motivazionali nel miglioramento della prestazione linguistica di soggetti afasici, a due piccoli gruppi composti ciascuno da tre soggetti afasici in fase cronica di malattia e tre parenti sani è stato proposto un breve corso/trattamento collettivo della durata di tre sedute di un’ora e mezzo ciascuna. Il corso è stato preceduto e seguito da una valutazione iniziale e finale volta a valutare le capacità di produzione spontanea e guidata. Oltre ai generali riscontri positivi emersi dalle dichiarazioni e dagli atteggiamenti dei pazienti e dei familiari che hanno partecipato al corso, nei soggetti afasici, diversamente dai parenti sani, è stato rilevato un miglioramento nei tempi di svolgimento di alcune prove della valutazione iniziale e finale. La breve durata dei trattamenti non consente di interpretare i risultati in termini di miglioramento delle abilità linguistiche, quanto piuttosto in termini di aumento della motivazione. Questa interpretazione è confermata dalla mancanza di analoghi miglioramenti nei parenti sani e incoraggia ad approfondire la ricerca di nuove metodologie, ambienti e strumenti per la riabilitazione dei soggetti afasici adulti volti a potenziare la modalità del lavoro di gruppo e il coinvolgimento dei familiari nella riabilitazione logopedica.


2011 - Scimmie parlanti. Linguistiche e altre scienze naturali. [Altro]
Guardiano, Cristina; A., Carli; Favilla, Mariaelena
abstract

Lo studio del linguaggio verbale umano ha sviluppato negli ultimi anni tecniche, metodi e orientamenti teorici sempre più pesantemente condizionati dal contatto con altre discipline scientifiche: è innegabile infatti che lo studio della distribuzione, dell’evoluzione, della struttura interna del linguaggio verbale umano sia inscindibilmente legato alla comprensione della ‘natura umana’ nella sua interezza. L’iniziativa mira a fornire l’opportunità di un’interazione tra le varie discipline su due temi specifici.Il paradigma biolinguistico, orientato su due prospettive, la prospettiva evolutiva e la prospettiva storico-genealogica, trae le ragioni stesse della propria esistenza dalla collaborazione e interazione con le scienze biologiche, prime fra tutte la genetica evolutiva e l’antropologia delle popolazioni (Di Sciullo 2009). D’altra parte, la linguistica storica negli ultimi anni ha applicato tecniche di analisi matematico-computazionale dei dati, elaborate proprio a partire dai metodi costruiti dai biologi, per la ricostruzione delle relazioni storico-genealogiche fra le lingue e cioè per la tassonomia storico-comparativa (Bowern 2010, Fortunato/Jordan 2010, Grenhill et al 2010, Kitchen et al 2009, Gray et al2009, Novembre et al 2008, Hunley et al 2008, Pagel et al 2007, Gray e Atkinson 2003, Russell e Gray 2003, Mc Mahon e Mc Mahon 2005). La prospettiva storica sullo studio del linguaggio verbale umano ha beneficiato inoltre, negli ultimi anni, dei recenti sviluppi teorici prodotti nell’ambito degli orientamenti formali (Roberts e Roussou 2003). L’interazione, pertanto, fra l’applicazione dei metodi tassonomici computazionali elaborati nell’ambito delle scienze biologiche e l’adozione dei metodi formali per lo studio della variazione sintattica (teorie parametriche), promette di rinnovare una relazione, quella fra biologia evoluzionistica e linguistica storica, che almeno dalla metà del 19mo secolo ha seguito percorsi e obiettivi paralleli nella ricostruzione delle relazioni storiche fra popolazioni e lingue umane (Longobardi e Guardiano 2009). Fin dalla predizione di Darwin (1859, ch. 14) infatti, e soprattutto con i lavori di Cavalli Sforza e Sokal (Cavalli-Sforza et al.,1988, 1994, Sokal 1988, Barbujani e Sokal 1990, etc.), si è tentato di mostrare il parallelismo fra l’evoluzione biologica delle popolazioni umane e la trasmissione culturale delle loro lingue, mettendo a confronto le classificazioni delle popolazioni basate prima sui caratteri antropometrici e poi sui polimorfismi genetici con una serie di classificazioni linguistiche basate su caratteri lessicali, e in alcuni casi, peraltro, altamente discutibili. Una serie di ambiziosi progetti di ricerca attualmente in corso propongono adesso una nuova prospettiva su questa relazione, suggerendo un confronto sistematico fra i risultati della genetica e quelli della linguistica basato sull’individuazione di caratteri tassonomici originali.In un contesto così in evoluzione la costante interazione fra studiosi e la condivisione di metodi e risultati sono essenziali per l’avanzamento stesso della ricerca: questa iniziativa si propone proprio come occasione per la discussione informale e per lo scambio di risultati, progetti, obiettivi.Al congresso hanno partecipato studiosi di fama internazionale provenienti da atenei e organizzazioni prestigiose in Italia e in Europa (Ian Roberts, Cambridge; Giuseppe Longobardi, Trieste; Gianni Romeo, EGF Bologna; Davide Pettener, Bologna; Guido Barbujani, Ferrara; Andrea Sgarro, Trieste; Luca Bortolussi, Trieste; Alessio Boattini, Bologna)


2010 - Ipotesi per una valutazione dei deficit afasici all’interfaccia tra sintassi e scelte pragmatico-discorsive [Relazione in Atti di Convegno]
C., Bettoni; Favilla, Mariaelena; L., Ferroni
abstract

L’approccio cognitivo modulare usato dagli studi sull’afasia offre un modello neuropsicologico in grado di rendere conto dell’elaborazione semantico-lessicale di singole parole e di individuare le diverse componenti che vi contribuiscono. Questo permette di mettere a punto strumenti di valutazione volti ad individuare le componenti danneggiate e trattamenti riabilitativi specifici per ciascuna componente. L’utilità di questo approccio ha indotto ad estenderlo ai decifit morfo-sintattici e di interfaccia tra sintassi e pragmatica. Rispetto al modello semantico-lessicale, tuttavia, questa estensione oltre il livello della parola appare più controversa dal punto di vista scientifico e meno soddisfacente sul piano clinico. Diversi tentativi di usare varie teorie sintattiche per spiegare la grammatica degli afasici risultano di qualche utilità clinica per trattare singoli aspetti della produzione, ma non forniscono un modello generale per valutare i molteplici aspetti della competenza sintattica e individuare in modo sistematico le componenti da riabilitare. Il presente contributo propone come quadro teorico per contribuire alla soluzione di questo problema la Teoria della Processabilità (Pienemann 1998; Pienemann, Di Biase e Kawaguchi 2005), secondo la quale. gli stadi universali dello sviluppo linguistico si spiegano in base al costo dell’elaborazione cognitiva richiesta dalla produzione delle strutture grammaticali. L’individuazione di queste procedure di elaborazione che determinano gli stadi permette di predire le sequenze implicazionali in cui vengono apprese le varie strutture linguistiche. Nel contributo viene valutata l’applicabilità delle ipotesi di acquisizione dell’italiano alle condizioni di perdita afasica. Più in dettaglio, viene indagato se le implicazioni tra lo sviluppo morfo-sintattico e quello pragmatico-discorsivo riscontrate per gli apprendenti della L2 valgono anche per sei parlanti agrammatici della L1. I risultati mostrano che, così come nell’apprendimento, anche nell’afasia gioca un ruolo determinante la canonicità dell’allineamento tra le tre gerarchie della struttura argomentale, di quella funzionale e di quella per costituenti: mentre i pazienti producono frasi corrette quando le gerarchie sono allineate in modo canonico (per es. agente = soggetto, in prima posizione), essi presentano notevoli problemi di strutturazione e di accuratezza quando, per scelte pragmatico-discorsive, l’allineamento non è canonico.


2009 - Disturbi del linguaggio e neurolinguistica [Curatela]
Favilla, Mariaelena; Ferroni, L.
abstract

Il volume evidenzia la necessità e i vantaggi di una collaborazione tra la scienza medica e quella linguistica nello studio del linguaggio. Sono descritti alcuni deficit di elaborazione del linguaggio e vengono forniti esempi di ricerche sperimentali basate su un approccio congiunto tra la prospettiva linguistica e quella valutativa/riabilitativa.


2009 - I disturbi dell’elaborazione pragmatica [Capitolo/Saggio]
Favilla, Mariaelena; Ferroni, L. E. GIANNINI M.
abstract

Il lavoro è dedicato ad una discussione dei disturbi dell'elaborazione pragmatica, delle possibili sedi neurali coinvolte e della valutazione e riabilitazione di questi disturbi.


2009 - Il ruolo dell'AItLA nella ricerca in Linguistica Applicata in Italia [Articolo su rivista]
Favilla, Mariaelena
abstract

AbstractA picture of the research in Applied Linguistics in Italy can be derived from a survey of the activities carried out by the Italian Applied Linguistics Association (AItLA). To this purpose, the following pages present the activities of AItLA in the national, European and international framework, and provide information on the main research activities carried out within the context of AItLA, as well as on the means through which these activities are promoted and disseminated.


2009 - Introduzione [Disturbi del linguaggio e neurolinguistica] [Breve Introduzione]
Favilla, Mariaelena; L., Ferroni
abstract

L'introduzione è volta a presentare l'architettura complessiva della ricerca, chiarire gli obiettivi del volume ed evidenziare l'importanza e le potenzialità di un approccio interdisciplinare allo studio dei disturbi del linguaggio.


2009 - L’elaborazione morfologica e disturbi del linguaggio in pazienti italiani: un’introduzione e alcune prospettive di ricerca [Capitolo/Saggio]
Favilla, Mariaelena
abstract

Il lavoro è dedicato ai disturbi dell'elaborazione morfologica in pazienti afasici adulti italiani nella prospettiva di valutare in quale modo lo studio neurolinguistico della morfologia può contribuire, da un lato, a fare maggiore chiarezza sulle diverse manifestazioni dei disturbi del linguaggio e, dall'altro, a comprendere come sono organizzate le informazioni morfologiche e qual è il ruolo della morfologia nell'elaborazione del linguaggio.


2008 - Competenze linguistiche e cittadinanza: la situazione italiana a confronto con alcune realtà europee [Capitolo/Saggio]
Carli, Augusto; Favilla, Mariaelena
abstract

L'articolo discute il tema "lingua e migrazione" esaminando i principali testi normativi italiani che affrontano la questione delle conoscenze linguistiche collegate all'acquisto della cittadinanza. Tale esame è svolto anche attraverso un confronto con le esperienze dei paesi con una tradizione di immigrazione più consolidata. La discussione consente di evidenziare la complessità del legame fra integrazione e conoscenze linguistiche e la difficoltà di soluzioni istituzionali in materia di cittadinanza.


2008 - Il regime linguistico del sistema comune europeo per la sicurezza alimentare. Le pratiche comunicative [Capitolo/Saggio]
Favilla, Mariaelena; Felloni, Maria Chiara
abstract

Lo scritto, che rientra in una ricerca sul regime linguistico delle amministrazioni europee, esamina le pratiche comunicative dell'amministrazione europea per la sicurezza alimentare. Sono considerate in particolare, le pratiche comunicative intraistituzionali, quelle interistituzionali e quelle extraistituzionali.I risultati consentono di valutare criticamente l'effettivo assetto linguistico di un'amministrazione multinazionale, mettendone in evidenza luci ed ombre.Finanziamento Jean Monnet dell'Unione europea


2007 - Imparare una lingua: recenti sviluppi teorici e proposte applicative. Atti del VI Congresso Internazionale dell'Associazione di Linguistica Applicata [Curatela]
Chini, M; Desideri, P; Favilla, Mariaelena; Pallotti, Gabriele
abstract

Il volume raccoglie gli Atti del sesto congresso dell’Associazione Italiana di Linguistica Applicata (AItLA), svoltosi a Napoli il 9 e 10 febbraio 2006 e dedicato ai diversi ambiti di studio della linguistica acquisizionale. I contributi forniscono una panoramica ampia e variegata dei possibili aspetti rilevanti per la ricerca sull’acquisizione del linguaggio e spaziano attraverso i vari livelli linguistici e con riferimento all’acquisizione/apprendimento di varie lingue europee come L1, L2 e persino L3.


2007 - Introduzione [Atti del 6° Congresso Internazionale dell'Associazione Italiana di linguistica Applicata] [Breve Introduzione]
M. Chini, M.; P., Desideri; Favilla, Mariaelena; Pallotti, Gabriele
abstract

Presentazione del tema, dell'organizzazione del volume e dei singoli contributi.


2007 - Stereotypes about English as the language of science [Articolo su rivista]
Guardiano, Cristina; Favilla, Mariaelena; Calaresu, Emilia Maria
abstract

The progressive spread of English as the main language of the international scientific communication has been interpreted and justified in many different ways by several scholars. The paper suggests a brief review of the scientific debate on such topics, focusing on the main stereotypes which have been created in order to provide explanations for the development of English as the language of science, and on the perception of non-Anglophone scholars concerning the reasons for the predominance of English in scientific literature and their disadvantages with respect to native speakers.Frequently used stereotypes on English as the language of science are analyzed and discussed in reference to the motivations asserted by linguists and non-linguists. A double ideological evidence can be registered: 1. arguments essentially consist in a-posteriori justifications, 2. English – far away from representing a free choice for non-native scholars – is perceived as the repository of the linguistic power that is desired and worshipped. The overview closes with the results of a pilot investigation on the languages of scientific publications, conducted on a sample of Italian scholars belonging to various scientific fields.


2006 - Un linguaggio in comune. Giornata di studio su neurolinguistica e disturbi del linguaggio [WORKSHOP] [Altro]
Guardiano, Cristina; Favilla, Mariaelena
abstract

La giornata di studi ha visto partecipanti da vari amibiti dello studio del linguaggio, dalla logopedia, alla pragmatica, alla neurolinguistica alla sintassi. L'obiettivo era quello di proporre un confronto fra i diversi orientamenti sullo studio del linguaggio, con particolare attenzione ai disturbi del linguaggio e alla rappresentazione neurologica del linguaggio steso, e di individuare punti di contatto e lavoro comune. Fra gli ospiti Andrea Moro (San Raffaele, Milano), Cristina Cacciari (Modena), Paolo Nichelli (Modena).


2005 - Che cos'è oggi la linguistica applicata? Questionario sulla linguistica applicata in Italia. [Relazione in Atti di Convegno]
Carli, Augusto; Favilla, Mariaelena
abstract

Sulla base di dati raccolti attraverso questionario e riferiti a un campione di un centinaio di studiosi che si occupano di discipline linguistiche in Italia si analizzano le loro concezioni su come debbano o possano essere oggi gli statuti epistemologici della linguistica applicata


2003 - Afasia e tratto di sonorità: studio di un caso [Relazione in Atti di Convegno]
Favilla, Mariaelena
abstract

Lo studio analizza il disturbo relativo all'elaborazione del tratto di sonorità in un paziente afasico adulto, nella prospettiva di valutare se sia possibile ricondurlo ad un fenomeno di tipo articolatorio e darne un'interpretazione in termini di coarticolazione.


2003 - Il linguaggio afasico nell'adulto. La linguistica applicata alla valutazione e alla riabilitazione [Monografia/Trattato scientifico]
Favilla, Mariaelena
abstract

Il lavoro, nato da un'esperienza diretta di collaborazione di un linguista con una unità di neuroriabilitazione, collega in modo concreto linguistica e afasiologia, dedicando particolare attenzione al problema della valutazione del linguaggio afasico, come fase ineludibile per un inquadramento dei vari tipi di disturbo afasico e per l'impostazione di terapie riabilitative mirate ed efficaci, ed evidenziando il possibile contributo che lo studio dei disturbi del linguaggio in prospettiva linguistica può portare sia alla teoria linguistica, sia alla comprensione e cura delle afasie.


2003 - La questione dell'emisfero destro: una rassegna ed alcune ipotesi di ricerca [Articolo su rivista]
Favilla, Mariaelena
abstract

L'articolo mira a fornire una breve rassegna dei più recenti studi condotti sul ruolo dell’emisfero destro nell’elaborazione del linguaggio. Particolare attenzione viene dedicata al ruolo di questo emisfero nell'elaborazione pragmatica e nell'elaborazione semantico-lessicale, evidenziando alcune delle problematiche essenziali della materia e avanzando alcune prime ipotesi.


2002 - Comunicazione e sordità [Curatela]
Favilla, Mariaelena
abstract

Il volume ha per oggetto il tema della comunicazione dei sordi, con riferimento sia allo studio delle lingue dei segni come sistemi linguistici veri e propri e uniche lingue naturali per i non udenti, sia allo studio delle caratteristiche delle lingue vocali così come sono apprese ed utilizzate dai non udenti.


2002 - Interazione fra le principali vie di lettura: dati ricavati da test di correzione di bozze [Articolo su rivista]
Favilla, Mariaelena
abstract

Lo studio analizza la capacità di soggetti italiani adulti di individuare errori in parti diverse di parole inserite in testi in lingua italiana, nella prospettiva di ricavare informazioni sul funzionamento dei meccanismi di lettura con particolare riferimento alla lingua italiana.


2002 - Introduzione [Comunicazione e sordità] [Breve Introduzione]
Favilla, Mariaelena
abstract

Per introdurre i temi discussi nel volume, viene presentato, anzitutto, il tema dello studio delle lingue dei segni quali sistemi linguistici a tutti gli effetti, inquadrandolo nell'ambito degli studi sulla natura e sul funzionamento del linguaggio e sottolineando le possibili implicazioni ricavabili dall'esistenza di lingue naturali indipendenti dal canale acustico-fonatorio. Ci si sofferma, inoltre, sul contributo che lo studio delle lingue dei segni offre a supporto delle teorie sulle origini gestuali del linguaggio, soprattutto se combinato con i risultati di altre ricerche, fra cui, in particolare, quelle di Rizzolatti e Arbib sui neuroni specchio nell'area F5 del cervello delle scimmie e nell'omologa area di Brica del cervello umano. Infine, dopo una presentazione dei singoli contributi e dell'organizzazione del volume, vengono descritte e discusse le caratteristiche della poesia in lingua dei segni.


2002 - Neuroimmagini e compiti linguistici in soggetto sordi [Capitolo/Saggio]
Favilla, Mariaelena
abstract

Rassegna e discussione del contributo fornito dalle neuroimmagini sulle conoscenze relative all'attivazione delle aree cerebrali nello svolgimento di compiti linguistici da parte di soggetti sordi.


2001 - Analisi delle prove fonologiche della batteria B.A.D.A. per la valutazione dei deficit afasici e proposte per un suo perfezionamento [Relazione in Atti di Convegno]
Favilla, Mariaelena
abstract

Il lavoro analizza linguisticamente le prestazioni di un paziente afasico adulto nelle prove standardizzate per la valutazione delle capacità di elaborazione fonologica. Vengono combinate la prospettiva della neuropsicologia cognitiva con quella linguistica, nella duplice prospettiva, da un lato, di raccogliere indicazioni sul tipo di disturbo del paziente e fornire indicazioni per un trattamento riabilitativo mirato al recupero delle abilità danneggiate, dall'altro, di ricavare informazioni sul funzionamento dei meccanismi di elaborazione fonologica in condizioni di normalità.


1999 - Evidence of the Interaction between the Modules of the Lexical-Semantic System: The Rehabilitation of the Grapheme-Phoneme Conversion Mechanism [Relazione in Atti di Convegno]
L., Ferroni; C., Bacci; Favilla, Mariaelena; S., Chiocca; B., Rossi; M., Vista
abstract

The study presents the results of a treatment of Italian aphasic patients and shows how a treatment based on non word reading can improve the ability of naming nouns.