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Andrea ALLAMPRESE

Professore Associato presso: Dipartimento di Giurisprudenza


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Pubblicazioni

2020 - Alain Supiot. La sovranità del limite. Giustizia, lavoro e ambiente nell'orizzonte della mondializzazione [Curatela]
Allamprese, Andrea; d'Ambrosio, Luca
abstract

Nel volume sono tradotti e raccolti sette saggi del giurista francese Alain Supiot usciti tra il 2000 e il 2019, cui si aggiunge una introduzione di Supiot stesso, una presentazione dei curatori ed una postfazione di Ota de Leonardis. Il volume parte dal saggio "Diritto e poiesis della giustizia", dedicato alla tensione tra diritto e pensiero filosofico e letterario, con passaggi su Vico, Cicerone e il glossatore medievale Piacentino, con la sua rappresentazione poetica della giustizia, che da Supiot è intesa come condizione non statica bensì dinamica, che designa un fine che ci si deve sforzare di approssimare senza mai riuscire a raggiungere. La parte centrale del volume ruota intorno alla questione del lavoro e delle sue radicali mutazioni, tra I nuovi volti della subordinazione e Il diritto del lavoro nel XXI secolo; in questa parte risalta la continua ricerca da parte di Supiot di un diritto comune del lavoro che non può esaurirsi nell’estensione pura e semplice dell’ambito d’applicazione del lavoro subordinato. Nel saggio finale "La sovranità del limite: pensare la mondializzazione con Simone Weil", Supiot parte dalla consapevolezza che una seria politica di mondializzazione non potrà sottrarsi alla critica dei dogmi neoliberali della crescita illimitata, della flessibilizzazione del lavoro e dell’egemonismo culturale, per rivendicare l’urgenza di affermare il principio di solidarietà nei diversi contesti e livelli socio-istituzionali nei quali si agisce, perché è l’unico principio che consente di attribuire il giusto posto ai diritti economici, sociali, culturali ed ecologici e di chiudere il dibattito sulla loro giustiziabilità.


2020 - L'Autorité Européenne du Travail [Curatela]
Allamprese, Andrea
abstract

Il volume contiene un commento articolo per articolo del Regolamento (UE) n. 2019/1149 che istituisce l'Autorità Europea del Lavoro. Tale Agenzia è a gestione tripartita (Commissione e parti sociali) ed ha il compito di facilitare il contrasto al lavoro sommerso e alle irregolarità transnazionali. Il commentario, introdotto dal Presidente della Commissione europea Juncker, evidenzia anche le criticità della nuova disciplina. In particolare, il Regolamento n. 1149/2019 prevede la possibilità di svolgere ispezioni congiunte in due o più Stati membri. Tali ispezioni possono tuttavia svolgersi solo negli Stati che le accettano. E qualora uno Stato rifiuti l’ispezione congiunta senza un ragionevole motivo, non sono previste sanzioni per la violazione del dovere di leale collaborazione di cui all’art. 4 Trattato sull'Unione europea.


2020 - La décision du Comité de Strasbourg sur la Réclamation n°158/2017 CGIL c. Italie: la terre tremble! [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea; Dalmasso, Raphael
abstract

L'article est centré sur l’examen de la décision du Comité européen des droits sociaux du 11 septembre 2019 (mais rendue publique le 11 février 2020) sur la Réclamation collective n°158/2017 (CGIL c. Italie) en matière de droit des licenciements. Le Comité de Strasbourg estime que le régime de sanction du licenciement illégitime prévu par le Décret législatif n°23/2015, même après les modifications apportées par la double intervention du législateur (loi n°96/2018) et de la Cour constitutionnelle italienne (décision n°194/2018), est contraire à l’article 24 de la Charte sociale européenne révisée qui prévoit que tous le travailleurs ont «droit à la protection en cas de licenciement». L'article, avant d’analyser les argumentations des parties, la réponse du Comité et son incidence sur le droit français, tenter de présenter de manière intelligible le complexe droit italien ici remis en cause.


2020 - La lutte contre la Covids-19 entre les impératifs de santé, de sécurité et de vie privée des salariés italiens [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

Depuis le début de la crise créée par la pandémie de Covid-19, plusieurs normes d’origine gouvernementale et issue de la négociation collective ont été adoptées en Italie sur la base de la déclaration de l’état d’urgence Covid-19 1 . Ces règles peuvent être soit de caractère général, pour toutes les populations et les environnements, soit spécifiques pour les salariés et leurs lieux de travail. L'article est centré sur l’examen des règles et des problématiques nouvelles liées à la santé des travailleurs dans leurs lieux de travail et aux équilibres à trouver entre le droit à la santé et le droit au respect de la vie privée des salariés


2020 - L’effectivité de la lutte contre le travail non déclaré [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

Il saggio si colloca all'interno del commentario articolo per articolo del Regolamento (UE) n. 2019/1149, istitutivo dell'Autorità Europea del Lavoro. Esso approfondisce le competenze dell'Autorità con riferimento al contrasto al lavoro non dichiarato. L'Autore analizza, in primo luogo, l'evoluzione della legislazione dell'Unione europea in materia dai primi interventi tramite soft law fino ad arrivare alla Decisione n. 2016/344 che istituisce la Piattaforma europea volta a rafforzare la cooperazione nella lotta contro il lavoro non dichiarato. Con il Regolamento n. 2019/1149 si istituzionalizza infine la Piattaforma, costituendo un gruppo di lavoro ad hoc a composizione tripartita (rappresentanti degli Stati membri, della Commissione europea e delle parti sociali a livello dell'UE). Si passa poi ad esaminare le previsioni dell'art. 12 del Regolamento n. 2019/1149, che disciplina le competenze della Piattaforma per sostenere l'attività dell'Autorità Europea del Lavoro in materia di contrasto al lavoro non dichiarato e la sua composizione. L'ultima parte del saggio si focalizza sulle prospettive future dell'Autorità Europea del Lavoro e sulla campagna informativa intrapresa dalla Piattaforma nel 2020, la quale mira a combattere il lavoro non dichiarato con una serie di iniziative volte ad alzare il livello di conoscenza e sensibilizzazione dei lavoratori e delle imprese sui benefici del lavoro dichiarato rispetto a quello non dichiarato.


2020 - Presentazione del volume [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea; d'Ambrosio, Luca
abstract

L'articolo ha lo scopo di presentare ai lettori italiani il volume, che raccoglie sette saggi (tradotti in italiano) del giurista francese Alain Supiot pubblicati tra il 2000 e il 2018. Si da subito conto del significato del titolo del volume "La sovranità del limite", che anticipa quello di un saggio presente nella terza parte del volume stesso, ma si pone anche quale filo conduttore e griglia di lettura dei materiali presentati, in relazione a tematiche oggi cruciali. La questione della “armatura dogmatica della società”, che è al centro delle riflessioni e delle preoccupazioni di Supiot, concerne in primis la funzione del diritto (“a che cosa serve il diritto?”) e la sua metamorfosi (perdita di indipendenza), ma si estende poi a un quesito più generale relativo a dove si trasferisce la dogmatica. Da qui la messa a tema del nuovo ruolo della scienza e la sua funzione dogmatica, fino ad arrivare alla «governance dei numeri» (per riprendere il tiolo di un recente libro del giurista francese Supiot).


2020 - Propos introductifs [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea; Borelli, Silvia; Morsa, Marc; Muller, Fabienne; Rocca, Marco
abstract


2020 - Salute e sicurezza del lavoro nella logistica [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea; Bonardi, Olivia
abstract

Lo scritto esamina i profili della tutela della salute e sicurezza di coloro che lavorano nel comparto della logistica. In particolare focalizza l’attenzione su due principali categorie di lavoratori: gli addetti ai magazzini e i trasportatori: autotrasportatori, addetti alle consegne di merci che guidano i furgoni (c.d. drivers) e addetti alle consegne di beni a domicilio organizzate attraverso piattaforme digitali con l'ausilio di veicoli a due ruote (c.d. riders). Gli autori cercano di individuare soluzioni puntuali per alcuni degli specifici problemi che sono emersi nel settore; tuttavia segnalano la necessità di pensare a un intervento complessivo che sappia integrare il principio generale dell’adeguamento del lavoro all’essere umano all’interno della complessiva governance dei sistemi logistici.


2020 - Studio sulle condizioni di lavoro nella logistica: tempo e salute [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea; Bonardi, Olivia
abstract

Lo scritto esamina i profili della tutela della salute e sicurezza di coloro che lavorano nel comparto della logistica. In particolare focalizza l’attenzione su due principali categorie di lavoratori: gli addetti ai magazzini e i trasportatori: autotrasportatori, addetti alle consegne di merci che guidano i furgoni (c.d. drivers) e addetti alle consegne di beni a domicilio organizzate attraverso piattaforme digitali con l'ausilio di veicoli a due ruote (c.d. riders). Gli autori cercano di individuare soluzioni puntuali per alcuni degli specifici problemi che sono emersi nel settore; tuttavia segnalano la necessità di pensare a un intervento complessivo che sappia integrare il principio generale dell’adeguamento del lavoro all’essere umano all’interno della complessiva governance dei sistemi logistici.


2019 - I limiti della critica e della satira nei confronti del datore di lavoro [Nota a Sentenza]
Allamprese, Andrea
abstract

L'articolo contiene un commento critico della sentenza della Corte di Cassazione n. 14527 del 2018. La sentenza, tornando sul tema dei confini del diritto di critica nei confronti del datore di lavoro esercitato attraverso la satira, ha annullato la sentenza della Corte d'Appello di Napoli che aveva ritenuto esercizio legittimo del diritto di satira la condotta di alcuni lavoratori licenziati per giusta causa ex art. 2119 del Codice civile da Fca Italy Spa per avere messo in atto la rappresentazione scenica del finto suicidio dell’allora amministratore delegato della società Sergio Marchionne, attribuendogli la responsabilità della morte di alcuni dipendenti. L'Autore evidenzia come, specialmente quando il diritto di critica del lavoratore si esplica attraverso il mezzo della satira, per sua stessa natura paradossale ed eccessivo, cercare «la sottile linea rossa» che faccia da discrimine tra l’esercizio legittimo della stessa e l’esercizio illecito ha la stessa consistenza del cercare di tracciare un confine sulla sabbia del deserto. In tal caso - evidenzia ancora l'Autore - emerge in tutta la sua contraddittorietà il «peccato originale» della costruzione giurisprudenziale del diritto di critica, ossia l’aver voluto trapiantare di peso i criteri previsti per il diritto di cronaca del giornalista in un contesto differente.


2019 - Il lavoro nell'Unione europea. Stato dell'arte e proposte [Articolo su rivista]
ALLAMPRESE, Andrea
abstract

The short essay considers the recent legislative initiatives of the European Union on employment to demonstrate that, notwithstanding the solemn proclamation of the European Pillar of Social Right, the rules on single market and on the European economic governance are not modified.


2019 - La nuova Direttiva sul distacco transnazionale dei lavoratori, [Articolo su rivista]
ALLAMPRESE, Andrea; Borelli, Silvia; Orlandini, Giovanni
abstract

The article offers a critical comment on the changes made by the Directive no. 2018/957 to the Directive no. 96/71 on transnational postings of workers.


2019 - Les sanctions des licenciements illégitimes en France et en Italie: des droits sécurisés ou incitatifs aux licenciements? [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea; Dalmasso, Raphael
abstract

Cette contribution a pour objet d’étudier les récentes législations françaises et italiennes portant sur les licenciements, leur contrôle, et leur sanction en cas de motif illégitime. Les deux droits ont, entre 2012 et 2017, fait l’objet de profondes réformes qui commencent à produire leurs effets. Dans les deux droits, les législateurs ont justifié le changement par l’exigence d’une « sécurisation » des licenciements. L’étude prouve, outre le caractère ambivalent de ce terme, que l’objectif de sécurisation n’est pas atteint, pour aucune des parties.


2019 - Penalties for unlawfull dismissal in France and in Italy [Articolo su rivista]
ALLAMPRESE, Andrea; Dalmasso, Raphael
abstract

This contribution sets out to study recent French and Italian legislation on redundancies, their monitoring and sanctions in the event of an improper motive. Between 2012 and 2017, these two legal systems were subject to major reforms which are now beginning to show their effects. In both systems, the justification for this change made by legislators was that it would make redundancies more “secure”. This study proves, besides the ambivalent nature of this term, that the goal of security has not been achieved for either party.


2018 - Le invenzioni del lavoratore autonomo ( i paragrafi 1, 2, 3 e 5 sono da attribuire ad Andrea Allamprese; il paragrafo 4 è da attribuire a Federico Pascucci) [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

Il saggio contiene un commento dell'articolo 4 della legge 22 maggio 2017, n. 81. Nella prima parte si sofferma sul campo di applicazione dell’articolo 4 cit. e sulla natura meramente dispositiva della norma e sua funzione integrativa del contenuto contrattuale. La seconda parte è dedicata alla tutela delle invenzioni del lavoratore autonomo, alle sovrapposizioni e differenze tra la disciplina ex art. 64 del Codice della Proprietà Industriale per il lavoratore subordinato e la previsione dell’articolo 4 della legge n. 81/2017 per il lavoratore autonomo, all'attribuzione dei diritti di utilizzazione economica nei casi dell’invenzione di servizio, di azienda ed occasionale del lavoratore autonomo. La terza parte è dedicata alla tutela degli apporti originali del lavoratore autonomo; attribuzione dei diritti patrimoniali in caso di opera dell’ingegno commessa ed onere della prova; significato dell’espressione “apporti originali” e criterio dell’originalità dell’opera dell’ingegno. La quarta parte è dedicata alla tutela del software come opera dell’ingegno del lavoratore autonomo, all'estensione dei diritti trasferiti (cessione del solo codice oggetto oppure anche del codice sorgente?), ed alle possibili conseguenze dell’inquadramento del software come invenzione non brevettabile.


2018 - Strumenti di contrasto al dumping nei settori della logistica e del trasporto merci [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

Il contributo ha ad oggetto gli strumenti di contrasto al dumping sociale e retributivo nei settori della logistica e del trasporto merci. L'Autore parte da un dato di realtà: le imprese di autotrasporto in Italia utilizzano in percentuali elevate lavoro somministrato da agenzie con sede soprattutto nei paesi dell’Est Europa. Esse utilizzano altresì alte percentuali di attività di cabotaggio stradale, Viene poi esaminato il modo in cui la contrattazione collettiva (e in particolare il contratto collettivo nazionale dei settori logistica, trasporto merci e spedizioni) tenta di contrastare il dumping attuato dalle imprese con sede all'estero. Nell'ultima parte l'Autore offre alcuni spunti in merito alla possibilità di introdurre, nel prossimo futuro, ulteriori strumenti di lotta al dumping nella contrattazione collettiva del settore logistica, trasporto merci.


2017 - Il licenziamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni davanti alla Corte di Cassazione [Nota a Sentenza]
Allamprese, Andrea
abstract

L'Autore commenta una decisione della Cassazione che si esprime a favore della non applicabilità del nuovo regime sanzionatorio di cui all’art. 18 St. lav., come modificato dall’art. 1, c. 42, della l. n. 92/2012 (cd. “legge Fornero”), ai licenziamenti individuali del lavoro pubblico. L'autore esamina l'argomentazione della cassazione dando conto del dibattito dottrinale e giurisprudenziale formatosi dulla questione


2017 - La tutela della salute e della sicurezza del lavoratore « agile » (il paragrafo 1 è da attribuire ad Andrea Allamprese, il paragrafo 3 è da attribuire a Federico Pascucci) [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

L'articolo focalizza l'attenzione sui nuovi rischi per la salute e sicurezza di chi lavora nella economia digitale , con riferimento sia al lavoro svolto per il tramite di piattaforme informatiche, sia, soprattutto, al lavoro a distanza cd. “agile” (smart working) regolato in Italia dalla l. 22.5.2017, n. 81, al fine di contribuire al dibattito sulla definizione di uno statuto protettivo delle (vecchie e) nuove forme di lavoro digitale.


2017 - L’associazione in partecipazione con associato d’opera: un tipo contrattuale «sospetto» [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

L’art. 52 del decreto legislativo n. 81/2015, nel modificare l’art. 2549 del Codice Civile, ha vietato del tutto alle persone fisiche associate in partecipazione di effettuare un apporto d'opera. L’Autore, dopo aver ripercorso il processo di progressiva marginalizzazione dell’istituto da parte della legislazione e della giurisprudenza, individua l’area residuale di utilizzabilità del contratto di associazione con apporto d’opera; esamina i nodi irrisolti nel nuovo art. 2549 c.c., a partire dalle conseguenze della violazione del divieto legale; tenta di spiegare perché, all’indomani della novella del 2015, il conferimento di lavoro in società da parte di una persona fisica resti legittimo, mentre quello in associazione in partecipazione non lo sia più.


2016 - La protezione dei lavoratori in una Europa in crisi: le potenzialità della Carta Sociale Europea [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

Il contributo intende esplorare le potenzialità della Carta Sociale Europea approvata nel 1961 (e riveduta nel 1996) – e più in generale delle norme internazionali del lavoro – nella tutela dei diritti sociali. L’Autore evidenzia, innanzi tutto, come rispetto agli atti dell’Unione Europea (si pensi alle decisioni relative alla procedura di disavanzo eccessivo indirizzate dal Consiglio dell’UE ai singoli Stati membri) esista un problema di legittimazione del sindacato ad agire in giudizio. Nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell’UE è dato riscontrare alcuni precedenti sfavorevoli ai sindacati ricorrenti. Di qui la ricerca, da parte di questi ultimi, di percorsi alternativi, con il ricorso ad istituzioni internazionali diverse da quelle dell’UE (tra queste: il Comitato europeo dei diritti sociali o l’Ufficio Internazionale del Lavoro con riferimento all’art. 24 della Costituzione OIL). A livello nazionale, l’introduzione di riforme regressive in materia di diritto del lavoro, nei paesi destinatari di misure di sostegno alla stabilità (c.d. di austerity), produce frizioni con le norme costituzionali e sovranazionali. L’Autore evidenzia, in proposito, come la moltiplicazione delle sollecitazioni provenienti dalle fonti di diritto internazionale e da quelle dell’UE porti necessariamente il giudice nazionale a precisare i contorni del loro “statuto contenzioso”: così l’effetto diretto nell’ordinamento spagnolo della Carta Sociale Europea è stato affermato dai tribunali nazionali con riferimento alle controversie sul contratto a tempo indeterminato ”di sostegno all’imprenditoria” introdotto dalla legge spagnola n. 3/2012; l’efficacia diretta nell’ordinamento nazionale della Convenzione OIL n. 158 del 1982 è stata affermata dalla Corte di Cassazione francese con riferimento alle controversie sul contratto “nouvelle embouche“ introdotto in Francia con l’ordinanza n. 893/2005; nell’ambito della vicenda dei provvedimenti di austerity adottati dal governo portoghese durante la vigenza del programma di assistenza economica e finanziaria, si evidenzia l’attivismo giudiziario anche del tribunale costituzionale portoghese, che potrebbe aver avviato la formazione di un auspicabile diritto anticrisi di fonte extralegislativa. L’Autore, in conclusione, rileva come la Carte Sociale Europea rappresenti un corpus giuridico comune agli Stati membri dell’UE e non v’è ragione perché non le sia riconosciuto lo stesso statuto che la Corte di giustizia dell'UE riconosce alle altre Carte dei diritti (Cartra dei diritti fondamentali dell'UE e Convenzione EDU).


2016 - Tempo di viaggio domicilio-clienti e tempo di lavoro nella giurisprudenza della Corte di Giustizia UE [Nota a Sentenza]
Allamprese, Andrea
abstract

L’articolo esamina, innanzi tutto, la sentenza resa dalla Corte di Giustizia UE il 10 settembre 2015 nella causa Federación de Servicios Privados del sindicato Comisiones obreras (CC.OO.) c. Tyco Integrated Security SL, Tyco Integrated Fire & Security Corporation Servicios SA. I giudici UE proseguono nella loro costante opera di allargamento della definizione di “orario di lavoro” ai sensi dell’art. 2, punto 1, Direttiva n. 2003/88, facendo rientrare in essa anche il periodo di spostamento domicilio-clienti, ove il lavoratore non abbia un luogo di lavoro fisso o abituale. La Corte arriva a tale conclusione considerando che, in tale caso, il tempo di spostamento contiene in maniera contestuale tutti e tre gli elementi che caratterizzano la definizione di “orario di lavoro” di cui alla Direttiva sopra citata, ovvero la disponibilità del lavoratore, il fatto che egli è nell’esercizio delle sue attività o delle sue funzioni e l’essere al lavoro, ed affermando che una conclusione contraria avrebbe come effetto di “snaturare” la suddetta definizione di “orario di lavoro” e così compromettere l’obiettivo della tutela dalla sicurezza e della salute dei lavoratori da essa perseguito. L’Autore esamina quindi le ricadute della decisione della Corte di Giustizia UE in discorso sull’ordinamento italiano, previa analisi della giurisprudenza della Cassazione e dei giudici di merito in tema di tempo di viaggio che i lavoratori impiegano per gli spostamenti quotidiani dal domicilio al luogo di lavoro o da un luogo di lavoro a un altro.


2015 - Contratto a tempo determinato nel pubblico impiego e danno da violazione del diritto dell’Unione europea: parola alle Sezioni Unite [Nota a Sentenza]
Allamprese, Andrea
abstract

Il contributo esamina l’ordinanza della Cassazione n. 16363 del 2015, che interviene sulla questione dell’individuazione dei criteri di quantificazione del risarcimento del danno derivante dalla prestazione di lavoro in violazione di disposizioni imperative ex art. 36, c. 5, del d.lgs. n. 165/2001, onde assicurarne la conformità ai canoni di adeguatezza, effettività, proporzionalità e dissuasività rispetto al ricorso abusivo alla stipulazione di contratti a termine nel settore pubblico, secondo l’interpretazione che la Corte di giustizia dell’UE ha dato della clausola 5 dell’accordo quadro allegato alla Direttiva n. 1999/70. I giudici di legittimità, su ricorso di una Azienda Ospedaliera, vengono interrogati sulla legittimità del criterio prescelto dal giudice di merito per la liquidazione del danno suddetto: la Cassazione è chiamata a decidere se esso debba essere individuato nelle 20 mensilità (15+5) argomentando ex art. 18 della legge n. 300/1970, come ritenuto dal giudice di merito nella sentenza impugnata, o in altro, diverso, parametro. L’ordinanza esaminata si segnala per la decisione di rimettere gli atti alle Sezioni Unite Civili al fine di dirimere il contrasto giurisprudenziale in atto sulla quantificazione della sanzione risarcitoria in discorso. L’Autore, dapprima, ripercorre gli orientamenti giurisprudenziali formatisi - nella giurisprudenza della Cassazione e di merito - in materia di sanzioni contro l’abuso nell’utilizzo dei contratti a termine nella pubblica amministrazione, verificando che - esclusa, salvo rare eccezioni, la sanzione della trasformazione del rapporto di lavoro pubblico a termine in rapporto a tempo indeterminato – si giustappongono almeno tre indirizzi relativamente alla quantificazione del danno da risarcire: l’uno ritiene di poter liquidare il danno secondo il parametro offerto dall’art. 18 della legge n. 300/1970; l’altro ritiene di poter applicare in via analogica il sistema indennitario omnicomprensivo di cui all’art. 32, c. 5, della legge n. 183/2010; il terzo afferma che la nozione di danno applicabile debba essere quella di “danno comunitario”, ritenendo che esso possa essere quantificato secondo i criteri previsti dall’art. 8 della legge n. 604/1966. L’Autore condivide la conclusione di una parte della giurisprudenza che si fonda sulla figura del danno-sanzione “comunitario”, perché la non aleatorietà del risarcimento e, quindi, della sanzione, rendono quest’ultima effettiva: essa, dunque, risponde ad uno dei tre connotati che il risarcimento deve cumulare - secondo la Corte di giustizia dell’UE - in questa materia (il principio di effettività). L’Autore ritiene, tuttavia, che la tutela patrimoniale parametrata “tendenzialmente” sull’art. 8 della legge n. 604/1966 (per cui l’indennità deve essere di importo compreso tra 2,5 e 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto) non rispetti anche gli altri due connotati della nozione del danno a livello comunitario (principio di equivalenza ed effetto dissuasivo); essa, in particolare, non è in grado di determinare una tutela per equivalente della mancata stabilizzazione del rapporto di lavoro, riconoscendo ai precari, in linea con le indicazioni provenienti dalla Corte di giustizia in materia di risarcimento effettivo, una misura equivalente a quella riconosciuta a lavoratori che si trovano in situazioni analoghe nel settore privato.


2015 - Il danno nel diritto del lavoro. Funzione risarcitoria e dissuasiva [Curatela]
Allamprese, Andrea
abstract

Il volume raccoglie le relazioni e gli interventi, rielaborati ed aggiornati, alla Tavola rotonda svoltasi il 17 dicembre 2014 presso il Tribunale Civile di Roma. Capita sempre più di frequente che le categorie civilistiche del danno, incentrate sulle perdite subite e sui mancati guadagni, siano insufficienti a compensare voci di danno non patrimoniale e comunque inidonee a sopperire a casi di violazione del diritto dell’Unione Europea. Sempre più spesso emerge, inoltre, la necessità di affiancare alla funzione risarcitoria quella dissuasiva, al fine di conferire effettività alla normativa sostanziale. L’attualità dei temi trattati è, al momento della Tavola rotonda, confermata dalla decisione di rimettere alle Sezioni Unite della Cassazione la soluzione del contrasto giurisprudenziale sulla questione concernente l’individuazione del criterio di liquidazione del risarcimento del danno ai sensi dell’art. 36, comma 5, del D.Lgs. n. 165/2001, onde assicurarne la conformità ai canoni di adeguatezza, effettività, proporzionalità e dissuasività rispetto al ricorso abusivo alla stipulazione di contratti a termine da parte delle pubbliche amministrazioni, così come indicato dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Il volume offre un approfondimento teorico e pratico dei temi trattati, tenuto conto della loro rilevanza sociale e del massiccio contenzioso giudiziario.


2015 - Le cas italien du personnel A.T.A. de l'école publique: violation d'un droit humain ou d'un droit social? [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

There is a question pending since years in the Italian Courts: the cas of transferring administrative, technical and auxiliary (so called ATA) employed in Italian public schools, from local authorities to the State administration. This is a disputed question giving rise to several decisions by the Constitutional Court, by the European Court of Human Rights and by the European Court of Justice. The article aims at deepen analyzing this emblematic law-case (for the EU level) with a view to describe the relationships between the national Supreme Courts (Constitutional Court and Court of Cassation) on the one hand, and the Court of Strasbourg and the Court of Luxembourg on the other hand, as well as the critique related to the “multi-level” feature of the fundamental rights protection.


2015 - Sindacato e potere dispositivo [Monografia/Trattato scientifico]
Allamprese, Andrea
abstract

Lo studio è dedicato alla tematica del conflitto/ricomposizione delle possibili antinomie tra interesse collettivo e diritti individuali e si propone di ricostruire un dialogo tra dottrina e giurisprudenza entro un quadro di sistema. Nel primo capitolo, alla delimitazione della fattispecie «potere di disposizione» segue la verifica delle clausole collettive che possono considerarsi dispositive di diritti dei singoli: qui l’A., anticipando la linea di indagine che sviluppa nella trattazione, afferma che «l’accordo transattivo di interpretazione autentica non può incidere sui diritti quesiti, cioè su quelle situazioni giuridiche nate sotto l’impero della regola interpretata e già compiute, senza il consenso (preventivo e formale, o anche successivo ed informale) del titolare» e che «quello della retroattività dell’accordo di interpretazione autentica nei confronti dei diritti dei lavoratori si rivela essere un falso problema, semplicemente perché tali accordi, nei confronti delle posizioni giuridiche dei singoli, non potrebbero avere natura retroattiva». Il secondo capitolo dello studio si concentra sulla questione dell’esistenza o meno del potere dispositivo sindacale. Il tema in esame è direttamente mirato alla verifica dell’efficacia/validità dell’atto di disposizione dal punto di vista della legittimazione all’atto. L’A. esamina la relazione tra la rappresentanza negoziale del sindacato e il suo potere dispositivo soffermandosi sulle teorie del «potere originario» e del «sindacato maggiormente rappresentativo» e sul potere dispositivo «derivato» del sindacato nel sistema di diritto comune. Nel terzo ed ultimo capitolo, il focus dell’analisi si sposta sul trinomio legislatore delegante/autonomia collettiva/autonomia individuale. L’A. intende ricostruire una fenomenologia delle clausole collettive dispositive nell’ambito delle fattispecie di rinvio legislativo.


2015 - Sul contratto collettivo ex art. 47, legge n. 428/1990, nel trasferimento di azienda in crisi [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

Il saggio analizza il ruolo e l’efficacia dell’accordo sindacale sul mantenimento dell’occupazione inserito nella procedura di trasferimento di azienda a seguito dell’ accertato stato di crisi o di procedura fallimentare. Ricostruita la vicenda che ha portato l’Italia alla condanna della Corte di Giustizia , per aver mantenuto in vigore le deroghe delle garanzie della Direttiva n. 2001/23, l’attenzione si focalizza sui nuovi commi 4-bis e 5 dell’art. 47 della legge n. 428/1990, modificato dall’art. 19-quater, comma 1, legge n. 166/2009. Queste modifiche hanno separato le ipotesi di trasferimento di azienda operato nelle procedure di crisi, concordato preventivo con finalità liquidatorie e amministrazione straordinaria (ove sia stata disposta la continuazione dell’esercizio dell’impresa) dalle ipotesi di trasferimento di azienda sottoposta a procedura fallimentare (o ad altra procedura con analoghe finalità liquidatorie). Oggi le due diverse tipologie di ipotesi non provocano più gli stessi effetti sulla traslazione dei rapporti di lavoro, ma differiscono anche sotto il profilo del ruolo e dell’efficacia dell’accordo sindacale raggiunto con la consultazione ex commi 1 e 2 dell’art. 47. L’Autore distingue pertanto tra l’ipotesi ex comma 4-bis cit., in cui l’accordo sindacale dispone dei diritti ex art. 2112 cod. civ., e quella ex comma 5, in cui, invece, l’ accordo sul mantenimento dell’occupazione diventa una delle condizioni che permettono una eccezione all’applicazione delle garanzie di cui all’art. 2112 cod. civ.


2014 - Contratto collettivo ex art. 47, legge n. 428/1990, nel trasferimento di azienda in crisi [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

Il saggio analizza il ruolo e l’efficacia dell’accordo sindacale sul mantenimento dell’occupazione inserito nella procedura di trasferimento di azienda a seguito dell’ accertato stato di crisi o di procedura fallimentare. Ricostruita la vicenda che ha portato l’Italia alla condanna della Corte di Giustizia , per aver mantenuto in vigore le deroghe delle garanzie della Direttiva n. 2001/23, l’attenzione si focalizza sui nuovi commi 4-bis e 5 dell’art. 47 della legge n. 428/1990, modificato dall’art. 19-quater, comma 1, legge n. 166/2009. Queste modifiche hanno separato le ipotesi di trasferimento di azienda operato nelle procedure di crisi, concordato preventivo con finalità liquidatorie e amministrazione straordinaria (ove sia stata disposta la continuazione dell’esercizio dell’impresa) dalle ipotesi di trasferimento di azienda sottoposta a procedura fallimentare (o ad altra procedura con analoghe finalità liquidatorie). Oggi le due diverse tipologie di ipotesi non provocano più gli stessi effetti sulla traslazione dei rapporti di lavoro, ma differiscono anche sotto il profilo del ruolo e dell’efficacia dell’accordo sindacale raggiunto con la consultazione ex commi 1 e 2 dell’art. 47. L’Autore distingue pertanto tra l’ipotesi ex comma 4-bis cit., in cui l’accordo sindacale dispone dei diritti ex art. 2112 cod. civ., e quella ex comma 5, in cui, invece, l’ accordo sul mantenimento dell’occupazione diventa una delle condizioni che permettono una eccezione all’applicazione delle garanzie di cui all’art. 2112 cod. civ.


2014 - Natura delle somministrazioni per i «pensionati» e intangibilità dei diritti «quesiti» [Nota a Sentenza]
Allamprese, Andrea
abstract

L’Autore commenta una decisione della Corte di Cassazione, in cui i giudici di legittimità tornano ad occuparsi del tema dell’efficacia nei confronti dei lavoratori cessati dal servizio degli accordi aziendali aventi ad oggetto la soppressione delle somministrazioni in natura, e quindi della problematica dell’intangibilità dei «diritti quesiti». L’A. esamina innanzitutto le argomentazioni della Cassazione a favore della natura retributiva del beneficio previsto per gli ex dipendenti (l'erogazione del gas a tariffa ridotta) e sulla qualificazione di questo come diritto «quesito». L’A. condivide la conclusione a cui pervengono i giudici di legittimità nella parte in cui concludono nel senso dell’esistenza in capo ai resistenti ex dipendenti di un diritto alla conservazione della somministrazione in natura, pur dopo la sopravvenuta abolizione di un siffatto beneficio da parte della contrattazione supravvenuta. Tuttavia l’A. si discosta dalla soluzione data dalla sentenza nella parte in cui sembra distinguere tra diritto soggettivo e diritto soggettivo «quesito».


2013 - Il lavoro ripartito [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

Il saggio esamina gli aspetti più importanti della disciplina legislativa del contratto di lavoro ripartito (artt. 41-45, d.lgs. n. 276/2003). Esso si sofferma in primis sul concetto di "specialità" del contratto di lavoro in questione (art. 41, d.lgs. n. 276). L'Autore concorda con la maggior parte della dottrina sull’origine della specialità del lavoro ripartito: la specialità deriva dalla responsabilità solidale dei due lavoratori coobbligati nei confronti del datore di lavoro di modo che "ogni lavoratore resta personalmente e direttamente responsabile dell’adempimento dell’intera obbligazione lavorativa" (art. 41, 2° co., d.lgs. n. 276).Poi il saggio si sofferma sulla qualficazione giuridica dell'obbligazione di lavoro. Secondo l'Autore, il legislatore ha voluto configurare l’obbligazione di lavoro ripartito come obbligazione (soggettivamente complessa) con prestazione divisibile e ad attuazione solidale, o più semplicemente come obbligazione solidale passiva ad interesse comune; figura, questa, che si contrappone – a parte il carattere della divisibilità della prestazione – a quella dell’obbligazione (ad attuazione) parziaria di cui all’art. 1314 c.c., ai sensi del quale "ciascuno dei debitori non è tenuto a pagare il debito che per la sua parte". Un'attenzione particolare è dedicata infine dal saggio ai due principi fondamentali che sovraintendono alla disciplina di tutela del lavoratore ripartito: il principio di non discriminazione del lavoratore ripartito rispetto al lavoratore di pari livello, a parità di mansioni svolte; la prescrizione generale di assimilazione del lavoratore ripartito al lavoratore a tempo parziale per quanto attiene a una serie di istituti di previdenza sociale.


2012 - Potere di controllo "informatico" del datore di lavoro e tutela della privacy del lavoratore [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

L’articolo affronta le specifiche e delicate questioni sollevate dall’accesso alla navigazione web ed alla posta elettronica da parte del lavoratore durante l’orario di lavoro; questioni che hanno polarizzato il dibattito dottrinale e giurisprudenziale sull’art. 4 dello Statuto dei lavoratori sul divieto di controllo a distanza. L’analisi delle suddette questioni offrono lo spunto anche per un esame della giurisprudenza dell’Unione europea in tema di diritto alla riservatezza ed alla protezione dei dati personali (sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea). Si passa quindi ad esaminare come vive il Codice della privacy la normale impresa italiana (industriale, di grande distribuzione, di servizi) che svolge la sua attività in un mondo di concorrenza. I punti nevralgici esaminati sono due. Il primo riguarda la sicurezza del sistema informatico aziendale rispetto all’esterno. Il secondo è quello di garantire un controllo sull’attività dei lavoratori che sia adeguato alle esigenze di tutela dell’attività che si prefigge l’impresa, ma al contempo non intrusivo nei confronti della sfera personale del lavoratore. La tesi espressa dall’Autore è quella della persistenze attualità dell’art. 4 della legge n. 300/1970.


2011 - I precari della scuola tra diritto interno e diritto dell’Unione europea [Nota a Sentenza]
Allamprese, Andrea
abstract

Il contributo esamina la sentenza del Tribunale di Genova del 24 maggio 2011, che interviene sulla problematica del divieto di conversione dei rapporti a termine stipulati dai precari della scuola pubblica con il Miur e dell’individuazione dei criteri di quantificazione del risarcimento del danno derivante dalla prestazione di lavoro in violazione di disposizioni imperative ex art. 36, c. 5, del d.lgs. n. 165/2001, onde assicurarne la conformità ai canoni di adeguatezza, effettività, proporzionalità e dissuasività rispetto al ricorso abusivo alla stipulazione di contratti a termine nel settore pubblico, secondo l’interpretazione che la Corte di giustizia dell’UE ha finora dato della clausola 5 dell’accordo quadro allegato alla Direttiva n. 1999/70. L’Autore ripercorre, dapprima, gli orientamenti giurisprudenziali formatisi in materia di sanzioni contro l’abuso nell’utilizzo dei contratti a termine nella pubblica amministrazione. L'Autore, quindi, si interroga sulla congruità e adeguatezza delle soluzioni sanzionatorie prospettate, e giunge a giustificare la prevalenza della soluzione sanzionatoria rispetto a quella della stabilizzazione, anche in considerazione dei principi normativi dell'Unione europea e nazionali. E ciò, con la precisazione che il risarcimento del danno deve essere basato su parametri certi, in quanto il lavoratore (nella specie appartenente al personale Ata della scuola pubblica) – che non può essere reintegrato per i limiti normativi speciali che nel pubblico impiego impediscono la stabilizzazione – avrà diritto al risarcimento del danno determinato sulla base dei criteri fissati in maniera certa dall’art. 18 della legge n. 300/1970 (norma che garantisce la tutela reale) e mediante la corresponsione delle 15 mensilità, che rappresentano, appunto, il “valore” (ovviamente indicativo e convenzionale) del "posto di lavoro", ovvero le mensilità che il dipendente può chiedere in alternativa alla reintegrazione.


2011 - La legislazione del lavoro degli anni '80. Una intensa stagione riformatrice [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

Il saggio vuole ripercorrere un periodo particolarmente fecondo dal punto di vista della produzione legislativa in materia lavoristica: la seconda metà degli anni ’80. Lo scopo è quello di rendere conto della storia «interna» di alcuni significativi interventi normativi che hanno segnato un epoca, ripercorrendo, da un lato, clima e ragioni politiche che hanno presieduto alla loro nascita; dall’altro, la dialettica di idee e l’apporto dei giuristi che cercarono di interpretare quel clima, contribuendo a dare gambe istituzionali a delle volontà politiche. Di fatto la tendenza cd."neogarantista" contribuisce alla gestazione delle ll. nn. 108/90, 146/90 e 223/91. In parte è riconducibile a questa linea di politica del diritto anche l’imponente attività legislativa di riforma dei rapporti di lavoro pubblico (sotto il profilo della sua «contrattualizzazione» e degli agenti negoziali) che venne a realizzarsi nel 1992-93 (d.lgs. n. 29 e successive modifiche e integrazioni), poco prima del protocollo del 23 luglio, sotto la spinta delle maggiori confederazioni sindacali e sulla base di un testo di legge predisposto da esperti sindacali .Questa stagione, nella quale fioriscono anche ulteriori interventi normativi, ad esempio in materia di parità uomo-donna (l. n. 125/91), s’interrompe in maniera alquanto brusca con il crollo della Prima Repubblica, che segna la fine di un quindicennio nel quale il rapporto – o se si vuole – la «cinghia di trasmissione» tra rappresentanza politica e sindacato confederale ha pienamente funzionato, e lo ha fatto nei due sensi. Con l’apporto determinante e innegabile di una dottrina ben disposta a collaborare alle riforme legislative e ordinamentali.


2010 - Commento all'art. 7 [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

Il saggio esamina l’art. 7, Sez. IV, Tit. VII, del Ccnl dei metalmeccanici. Dopo brevi accenni sulla tipologia delle controversie (individuali e collettive, giuridiche ed economiche), il commento esamina la struttura della norma del Ccnl. Questa si articola in due parti: nel comma 1 dell’art. 7 viene predisposta una procedura meramente conciliativa per le controversie collettive e individuali in genere; l’A. si sofferma sull’efficacia delle conciliazioni in sede sindacale e sui limiti al potere collettivo dispositivo (sottolineando l’impossibilità di assimilare le transazioni o le rinunzie collettive agli atti dispositivi di diritti individuali compiuti con l’assistenza del sindacato). Nel comma 2 dell’art. 7 viene predisposta una procedura conciliativa per le controversie collettive sull’interpretazione e sull’applicazione del testo contrattuale; l’A. si sofferma sull’elaborazione dottrinale in tema di “amministrazione” del contratto collettivo e sul negozio di accertamento, che ha sempre costituito «croce e delizia» della dottrina civilistica italiana


2010 - Commento all'art. 8 [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

Il saggio esamina l’art. 8, Sez. IV, Tit. VII, del Ccnl dei metalmeccanici 2008. Dopo un’analisi comparata delle fonti legali di regolazione del potere disciplinare e delle disposizioni negoziali in materia, il commento si sofferma sull’elenco delle sanzioni e sulla procedura di contestazione delle infrazioni come disciplinata dal Ccnl. L’A. evidenzia le analogie (molte) e le differenze con la disciplina dettata dall’art. 7 dello Statuto dei lavoratori. Infine l’A. si sofferma sulle procedure sindacali di impugnazione della sanzione, distinguendo tra sanzioni conservative e licenziamento disciplinare.


2010 - Commento all'art. 9 [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

Il saggio esamina l’art. 9, Sez. IV, Tit. VII, del Ccnl dei metalmeccanici. Dopo aver passato in rassegna le diverse infrazioni tipizzate dal Ccnl cui si ricollegano le sanzioni conservative (trattasi di infrazioni riconducibili alla violazione del dovere di obbedienza, dell’obbligo di diligenza, dell’obbligo di fedeltà e degli obblighi di sicurezza in capo al lavoratore), il saggio evoca le diverse letture critiche formatesi sulla norma contrattuale collettiva, in quanto non perfettamente sintonica con il tenore letterale dell’art. 7 dello Statuto dei lavoratori. L’art. 9 del Ccnl non risponderebbe ai requisiti minimi dell’individuazione preventiva delle infrazioni disciplinari e delle sanzioni corrispondenti e darebbe rilievo all’elemento soggettivo della colpa ai fini della valutazione della gravità dell’infrazione e della proporzionalità della sanzione.


2010 - La condotta antisindacale plurioffensiva [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

L’articolo si propone di fare una rassegna delle più recenti decisioni della Corte di Cassazione e dei Giudici di merito che affrontano la questione dei rapporti tra l’azione ex art. 28 dello Statuto dei lavoratori avverso i comportamenti antisindacali c.d. plurioffensivi e l’azione promossa dal singolo, soprattutto nei casi in cui tali azioni abbiano lo stesso oggetto (in particolare viene affrontato il caso in cui il singolo lavoratore al pari dell’associazione sindacale di appartenenza impugni il licenziamento perché antisindacale)


2010 - La legislazione del lavoro degli anni '80. Dal "diritto della crisi" alle politiche per la flessibilità [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

Il saggio vuole ripercorrere un periodo particolarmente fecondo dal punto di vista della produzione legislativa in materia lavoristica: la prima metà degli anni ’80. Lo scopo è quello di rendere conto della storia interna di alcuni significativi interventi normativi che hanno segnato un epoca, ripercorrendo, da un lato, clima e ragioni politiche che hanno presieduto alla loro nascita; dall’altro, la dialettica di idee e l’apporto dei giuristi che cercarono di interpretare quel clima, contribuendo a dare gambe istituzionali a delle volontà politiche. Il punto di partenza è dato dall’esordio delle tecniche del «garantismo flessibile», applicato al clima politico, sul principio, del «compromesso storico» e, subito dopo, della «modernizzazione» nell’emergenza. Nel periodo preso in considerazione dal saggio, sono notevoli soprattutto le elaborazioni e innovazioni normative in tema di retribuzione, che costituiscono i primi banchi di prova del rapporto tra legge e contrattazione collettiva, nonché in materia di forme flessibili di impiego quali i contratti di formazione-lavoro (l. n. 863/84) e i contratti a termine «contrattualizzati» (l. n. 56/87). La valorizzazione del ruolo del sindacato nel governo delle difficoltà di gestione delle crisi e dei problemi dell’occupazione si manifesta, in questo periodo, sia nel rafforzamento e nella formalizzazione delle prassi di concertazione e di «negoziazione legislativa» già apparse sul finire degli anni ‘70, sia nello sviluppo della politica legislativa di attenuazione di talune «rigidità» normative ritenute non più sostenibili.


2009 - Direttiva n. 2003/88 e disciplina italiana su orario e riposi del personale del Ssn [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea; V., Leccese
abstract

Alcuni recenti provvedimenti legislativi hanno escluso il personale medico dirigente del SSN dalle tutele di cui agli 4 e 7, d.lgs. 66/03 (concernenti, rispettivamente, la durata massima dell’orario settimanale medio di 48 ore e il periodo minimo di riposo giornaliero continuativo di 11 ore ogni 24) e il personale non dirigente del ruolo sanitario soltanto dalla tutela del riposo minimo di 11 ore. Le menzionate ipotesi di esclusione dalla tutela si espongono a talune osservazioni critiche per contrasto con la direttiva 2003/88


2009 - Il lavoro ripartito [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

Il saggio esamina gli aspetti più importanti della disciplina legislativa del contratto di lavoro ripartito (artt. 41-45, d.lgs. n. 276/2003). Esso si sofferma in primis sul concetto di "specialità" del contratto di lavoro in questione (art. 41, d.lgs. n. 276). L'Autore concorda con la maggior parte della dottrina sull’origine della specialità del lavoro ripartito: la specialità deriva dalla responsabilità solidale dei due lavoratori coobbligati nei confronti del datore di lavoro di modo che "ogni lavoratore resta personalmente e direttamente responsabile dell’adempimento dell’intera obbligazione lavorativa" (art. 41, 2° co., d.lgs. n. 276).Poi il saggio si sofferma sulla qualficazione giuridica dell'obbligazione di lavoro. Secondo l'Autore, il legislatore ha voluto configurare l’obbligazione di lavoro ripartito come obbligazione (soggettivamente complessa) con prestazione divisibile e ad attuazione solidale, o più semplicemente come obbligazione solidale passiva ad interesse comune; figura, questa, che si contrappone – a parte il carattere della divisibilità della prestazione – a quella dell’obbligazione (ad attuazione) parziaria di cui all’art. 1314 c.c., ai sensi del quale "ciascuno dei debitori non è tenuto a pagare il debito che per la sua parte". Un'attenzione particolare è dedicata infine dal saggio ai due principi fondamentali che sovraintendono alla disciplina di tutela del lavoratore ripartito: il principio di non discriminazione del lavoratore ripartito rispetto al lavoratore di pari livello, a parità di mansioni svolte; la prescrizione generale di assimilazione del lavoratore ripartito al lavoratore a tempo parziale per quanto attiene a una serie di istituti di previdenza sociale.


2009 - Organizzazione dei tempi di lavoro e contrattazione collettiva. I contratti collettivi nazionali di categoria [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

Il saggio si propone di prendere in considerazione la regolazione giuridica del potere organizzativo del datore sul tempo di lavoro e sul tempo di riposo, cioè sul tempo del soggetto. All’interno del tema più ampio, l’attenzione dell’Autore si concentra su condizioni e limiti apposti all’esercizio di questo potere, desumibili sia dalla regolazione legislativa, secondo l’interpretazione della giurisprudenza, sia dalla disciplina contrattuale collettiva. In particolare sono presi in considerazione alcuni significativi contratti collettivi nazionali nei settori alimentare, chimico, metalmeccanico, telecomunicazioni e terziario. A questo scopo, il lavoro è stato orientato ad analizzare unitariamente le principali forme giuridiche (derivanti dalla disciplina dell’orario di lavoro ex d.lgs. 8 aprile 2003, n. 66, e successive modifiche), attraverso le quali si estrinseca il potere organizzativo imprenditoriale di “flessibilizzare” il tempo di lavoro e il tempo di riposo.


2007 - Distacco di lavoratori stranieri in Italia nell’ambito di una prestazione di servizi transnazionale: profili previdenziali [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

Il saggio analizza i problemi che sorgono dal coordinamento tra la disciplina legislativa, di derivazione comunitaria, che regola il distacco dei lavoratori stranieri in Italia nell’ambito di una prestazione di servizi transanazionale (d.lgs. n. 72/2000) e il Testo Unico sull’immigrazione approvato con il d.lgs. n. 286/1998 (e successive modificazioni). Una delle conclusioni a cui giunge l’Autore è che, ai sensi del combinato disposto delle due suddette discipline legislative, i lavoratori stranieri (non comunitari) alle dipendenze di datori di lavoro residenti in uno Stato non membro dell’Unione europea, distaccati in Italia nell’ambito di una prestazione transanazionale di servizi, sono inclusi durante il periodo di distacco, oltre che nella normativa lavoristica, anche nel regime previdenziale nazionale. E ciò anche qualora esistano convenzioni in materia di sicurezza sociale tra l'Italia e il paese straniero da cui provengono i prestatori di servizi, nonché i relativi lavoratori dipendenti operanti sul territorio italiano.


2007 - Il contratto collettivo nel trasferimento d’azienda [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

L’articolo si propone di fare una rassegna delle più recenti decisioni della Corte di Cassazione e dei Giudici di merito che affrontano la questione dei trattamenti collettivi applicabili ai lavoratori addetti all’azienda, ovvero a quella sua parte, che costituisca oggetto di un trasferimento.


2007 - Il lavoro ripartito [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

Il saggio analizza gli aspetti più importanti della disciplina legislativa del contratto di lavoro ripartito (artt. 41-45, d.lgs. n. 276/2003). Esso si sofferma in primis sul concetto di "specialità" del contratto di lavoro in questione (art. 41, d.lgs. n. 276). L'Autore concorda con la maggior parte della dottrina sull’origine della specialità del lavoro ripartito: la specialità deriva dalla responsabilità solidale dei due lavoratori coobbligati nei confronti del datore di lavoro di modo che "ogni lavoratore resta personalmente e direttamente responsabile dell’adempimento dell’intera obbligazione lavorativa" (art. 41, 2° co., d.lgs. n. 276).Poi il saggio si sofferma sulla qualficazione giuridica dell'obbligazione di lavoro. Secondo l'Autore, il legislatore ha voluto configurare l’obbligazione di lavoro ripartito come obbligazione (soggettivamente complessa) con prestazione divisibile e ad attuazione solidale, o più semplicemente come obbligazione solidale passiva ad interesse comune; figura, questa, che si contrappone – a parte il carattere della divisibilità della prestazione – a quella dell’obbligazione (ad attuazione) parziaria di cui all’art. 1314 c.c., ai sensi del quale "ciascuno dei debitori non è tenuto a pagare il debito che per la sua parte". Un'attenzione particolare è dedicata infine dal saggio ai due principi fondamentali che sovraintendono alla disciplina di tutela del lavoratore ripartito: il principio di non discriminazione del lavoratore ripartito rispetto al lavoratore di pari livello, a parità di mansioni svolte; la prescrizione generale di assimilazione del lavoratore ripartito al lavoratore a tempo parziale per quanto attiene a una serie di istituti di previdenza sociale.


2007 - Subordinazione e doppia alienità: la Cassazione batte un colpo [Nota a Sentenza]
Allamprese, Andrea
abstract

La nota esamina la sentenza n. 820 del 2007 della Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha mosso un ulteriore passo nella direzione di ritenere l’elemento della “dipendenza” di cui all’art. 2094 c.c. come rilevante ai fini della qualificazione del rapporto di lavoro subordinato. In tal senso, la Corte richiama espressamente la decisione della Corte Costituzionale n. 30 del 1996, ove la nozione di «subordinazione in senso stretto» viene fatta coincidere con la condizione di doppia alienità del lavoratore rispetto all’organizzazione e al risultato produttivo


2007 - Tempo della prestazione e poteri del datore di lavoro [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

Il saggio ha per oggetto la regolazione giuridica del potere di organizzazione sul tempo di lavoro. In particolare vengono analizzate alcune forme giuridiche (derivanti non soltanto dalla disciplina dell’orario di lavoro ex d.lgs. n. 66/03) attraverso le quali si estrinseca il potere organizzativo imprenditoriale di flessibilizzare il tempo di lavoro.Il tema in questione esige ovviamente una indagine accurata dei limiti e condizioni apposti all’esercizio di questo potere, desumibili sia dalla regolazione legislativa, secondo l’interpretazione della giurisprudenza, sia dalla contrattazione collettiva. Con il d.lgs. n. 66/03 vi è un consolidamento dell’orario multiperiodale, per cui la variazione della sua regolamentazione è affidata per intero alla contrattazione collettiva; di qui il quesito se il prestatore di lavoro possa, nel caso in cui la clausola collettiva attribuisca al datore di lavoro la facoltà di variare la collocazione temporale della prestazione, opporsi a tale modifica della disciplina contrattuale originaria dell’orario, derivante dall’applicazione della nuova disposizione collettiva. La tesi sostenuta nel saggio è quella dell’applicazione analogica dell’art. 10, co. 1, l. n. 300/1970 in tutti i casi in cui il prestatore di lavoro possa far valere esigenze personali o familiari di non minore rilevanza sociale e costituzionale di quelle proprie del lavoratore studente; e ciò non solo in materia di collocazione temporale della prestazione, ma anche in materia di orario multiperiodale, la cui regolamentazione è espressamente affidata dal legislatore all’autonomia privata di tipo collettivo.


2006 - Ancora sul diritto di astensione dal lavoro nei riposi festivi infrasettimanali [Nota a Sentenza]
Allamprese, Andrea
abstract

La nota esamina la sentenza n. 16634 del 2005 della Corte di Cassazione. La Suprema Corte affronta la problematica relativa alla garanzia del godimento effettivo delle festività infrasettimanali. Si sofferma sull’interpretazione data dalla giurisprudenza e dalla dottrina alla legislazione in tema di festività (art. 5, L. n. 260 del 1949, modificato dall’art. 1, L. 31 marzo 1954, n. 90 e dagli artt. 2, 3 e 4 di quest’ultima legge) per arrivare alla conclusione che non sussiste un obbligo “generale” a carico dei lavoratori di effettuare la prestazione nei giorni destinati ex lege alla celebrazione di ricorrenze civili e religiose. Infine la Cassazione si pone il quesito se una regola contrattuale collettiva (nella specie, la clausola di cui all’art. 110 c.c.n.l. enti lirici, invocata dalla Fondazione resistente) possa legittimamente prevedere un siffatto obbligo. La conclusione è in linea con un consolidato orientamento giurisprudenziale per il quale un contratto collettivo non può comportare il venir meno di un diritto già acquisito dal singolo lavoratore (come il diritto ad astenersi dal lavoro nelle festività infrasettimanali), non trattandosi di diritto disponibile per le organizzazioni sindacali, se non nel caso in cui il titolare del diritto stesso abbia conferito mandato ad hoc


2006 - Condotta antisindacale e modificazione unilaterale della distribuzione dell’orario di lavoro [Nota a Sentenza]
Allamprese, Andrea
abstract

La nota esamina il decreto del Tribunale di Casale Monferrato 14 aprile 2006. Il provvedimento giudiziale solleva tre questioni giuridiche distinte, ancorché connesse: anzitutto il Tribunale è stato adito dalla Fiom-Cgil per decidere se l’impresa citata in giudizio abbia posto in essere un comportamento antisindacale avendo deciso di attuare l’orario plurisettimanale previsto dall’art. 5 del c.c.n.l. vigente nel settore metalmeccanico senza aver sottoscritto un contratto aziendale. La questione giuridica, sebbene non ne presupponga la soluzione interpretativa, si è sviluppata sulla dubbia interpretazione della clausola di rinvio alla contrattazione aziendale presente nella norma contrattuale sull’orario plurisettimanale (art. 5 cit.) ed è per questa ragione che la questione della condotta antisindacale s’intreccia con quella sulla clausola di rinvio. Le questioni che emergono dal decreto del Tribunale sono, quindi, almeno tre: oltre alla condotta antisindacale realizzata nell’esercizio dell’attività negoziale e all’interpretazione della clausola di rinvio, l’articolo analizza la disciplina giuridica del potere di organizzazione multiperiodale dell’orario di lavoro.


2006 - Distacco di lavoratori stranieri in Italia nel quadro di una prestazione transnazionale di serivizi: profili previdenziali [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

Il saggio analizza i problemi che sorgono dal coordinamento tra la disciplina legislativa, di derivazione comunitaria, che regola il distacco dei lavoratori stranieri in Italia nell’ambito di una prestazione di servizi transanazionale (d.lgs. n. 72/2000) e il Testo Unico sull’immigrazione approvato con il d.lgs. n. 286/1998 (e successive modificazioni). Una delle conclusioni a cui giunge l’Autore è che, ai sensi del combinato disposto delle due suddette discipline legislative, i lavoratori stranieri (non comunitari) alle dipendenze di datori di lavoro residenti in uno Stato non membro dell’Unione europea, distaccati in Italia nell’ambito di una prestazione transanazionale di servizi, sono inclusi durante il periodo di distacco, oltre che nella normativa lavoristica, anche nel regime previdenziale nazionale. E ciò anche qualora esistano convenzioni in materia di sicurezza sociale tra l'Italia e il paese straniero da cui provengono i prestatori di servizi, nonché i relativi lavoratori dipendenti operanti sul territorio italiano.


2006 - Note sul sistema contrattuale di duplice livello nel settore artigiano [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

Come confermato dall’accordo stipulato il 14 febbraio 2006 tra Confederazioni artigiane e sindacati confederali, quello dell’artigianato è un sistema contrattuale sui generis, in quanto prevede due soggetti e due livelli negoziali: la titolarità della contrattazione appartiene, per le rispettive competenze, al soggetto confederale ed a quello di categoria, articolati, a loro volta, a livello nazionale e regionale. Con queste note, l’Autore intende - attraverso l'esame del suddetto accordo – mettere in evidenza la tendenza in atto verso una progressiva integrazione tra i due livelli negoziali nazionale e regionale. L’ampiezza del rinvio al livello territoriale, che viene così prefigurata, non è priva di riflessi teorici e pone il problema di come garantire l’effettività del sistema contrattuale di duplice livello nel settore artigiano


2005 - Una riflessione sulla recente riforma dell'orario di lavoro [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

Il saggio concentra l'attenzione sui contenuti dell'intervento di riforma (in due tempi) che ha interessato la materia dell’orario di lavoro e, più in generale, della durata della prestazione e dei riposi (d.lgs. n. 66/2003, come modificato nel 2004), al fine di verificare – a conclusione dello scritto – se fra la vecchia regolamentazione del 1923 e la normativa più recente cambi qualcosa di sostanziale, diciamo l’anima della legge o, se si vuole, l’intenzione del legislatore. Prima di passare ad esaminare la disciplina del 2003, ed in vista dello scopo perseguito, il saggio si sofferma sull’evoluzione storica delle relazioni tra la fonte legale e quella contrattuale collettiva nella disciplina della materia dell'orario di lavoro


2004 - Commento agli artt. 41-45 [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

L'articolo contiene il commento degli artt. 41, 42, 43, 44 e 45 del d.lgs. n. 276/2003 in materia di contratto di lavoro ripartito. Esso si sofferma sugli aspetti principali della disciplina legale: definizione e vincolo di solidarietà, da cui la specialità del contratto in esame; la forma del contratto e gli obblighi di comunicazione; il rapporto tra disciplina legislativa e disciplina contrattuale collettiva; il principio di non discriminazione e il riproporzionamento dei trattamenti a favore dei coobbligati; la disicplina previdenziale basata sulla prescrizione generale di assimilazione del lavoratore ripartito al lavoratore a tempo parziale.


2004 - Diritti e ammortizzatori sociali per i lavoratori delle imprese sopra e sotto la soglia dei 15 dipendenti: omogeneità e differenze di trattamento [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea; G., Naccari
abstract

Oltre alla natura e qualità del datore, nel diritto del lavoro hanno rilievo anche profili quantitativi dell'impresa. La legislazione speciale lavoristica costruisce regimi giuridici differenziati a seconda della dimensione aziendale. Il saggio evidenzia come la tematica degli ammortizzatori sociali e della mobilità extra-aziendale contenga le più grandi differenze di trattamento. L'Autore assume, dunque, che il parametro quantitativo si traduce in una diversa qualità del trattamento normativo delle varie fattispecie. Al riguardo vengono esaminati, in particolare, la tutela contro i licenziamenti illegittimi e gli ammortizzatori sociali (la cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria, i contratti di solidarietà, il collocamento nelle liste di mobilità sotto i profili dell'indennità di mobilità e del ricollocamento facilitato)


2004 - Il lavoro ripartito [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

Il commento analizza gli aspetti più importanti della disciplina legislativa del contratto di lavoro ripartito (artt. 41-45, d.lgs. n. 276/2003). Esso si sofferma in primis sul concetto di "specialità" del contratto di lavoro in questione (art. 41, d.lgs. n. 276). L'Autore concorda con la maggior parte della dottrina sull’origine della specialità del lavoro ripartito: la specialità deriva dalla responsabilità solidale dei due lavoratori coobbligati nei confronti del datore di lavoro di modo che "ogni lavoratore resta personalmente e direttamente responsabile dell’adempimento dell’intera obbligazione lavorativa" (art. 41, 2° co., d.lgs. n. 276).Poi il saggio si sofferma sulla qualficazione giuridica dell'obbligazione di lavoro. Secondo l'Autore, il legislatore ha voluto configurare l’obbligazione di lavoro ripartito come obbligazione (soggettivamente complessa) con prestazione divisibile e ad attuazione solidale, o più semplicemente come obbligazione solidale passiva ad interesse comune; figura, questa, che si contrappone – a parte il carattere della divisibilità della prestazione – a quella dell’obbligazione (ad attuazione) parziaria di cui all’art. 1314 c.c., ai sensi del quale "ciascuno dei debitori non è tenuto a pagare il debito che per la sua parte". Un'attenzione particolare è dedicata infine dal saggio ai due principi fondamentali che sovraintendono alla disciplina di tutela del lavoratore ripartito: il principio di non discriminazione del lavoratore ripartito rispetto al lavoratore di pari livello, a parità di mansioni svolte; la prescrizione generale di assimilazione del lavoratore ripartito al lavoratore a tempo parziale per quanto attiene a una serie di istituti di previdenza sociale.


2004 - Il lavoro straordinario [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

L’articolo contiene il commento dell’art. 5 del d.lgs. n. 66/2008 in materia di lavoro straordinario. Esso si sofferma inizialmente sull’evoluzione storica della disciplina limitativa dell’istituto, in particolare concentrandosi sull’evoluzione del rapporto tra legge e contrattazione collettiva nella determinazione della soglia normale dell’orario, al cui spirare decorre lo straordinario. In seguito, lo sguardo si concentra sulla disciplina generale dello straordinario attualmente in vigore. Vengono esaminate le norme in tema di: limiti quantitativi e volontarietà dello straordinario; limiti tipologici; obblighi procedurali; le esclusione soggettive e oggettive dal regime del lavoro straordinario; la disciplina previdenziale disincentivante; il trattamento retributivo dello straordinario; l’istituto della banca delle ore.


2004 - Les politiques des temps urbains: l'expérience italienne [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea; M., Merelli
abstract

Il saggio analizza l’esperienza italiana delle “politiche temporali urbane”, cioè quegli interventi di policy - sostenuti in primis dal governo locale della città - volti a ridefinire il funzionamento temporale dei servizi per una "città-amica-di-chi-ci-vive", che risponda alle nuove e diversificate esigenze dei cittadini, a cominciare dalle donne. Queste ne hanno fatto, tra la fine degli anni '80 e l'inizio del decennio successivo, proposte progettuali e pratiche politiche tese ad ampliare la qualità della vita agendo per un miglioramento della qualità dei servizi a cominciare da quelli pubblici, o di interesse pubblico, e per la qualità (in molti casi) dei luoghi fisici, degli aspetti urbanistici e dell'ambiente.Alla prospettiva delle “politiche temporali urbane” ha rivolto il suo sguardo anche il legislatore statale. L’ultima parte della legge n. 53 del 2000 (e successive modifiche ed integrazioni) apre infatti il suo raggio d’azione ai «tempi delle città», giusta la rubrica di cui al Capo VII.


2003 - Riduzione e flessibilità del tempo di lavoro. Quadro normativo e poteri individuali [Monografia/Trattato scientifico]
Allamprese, Andrea
abstract

La disciplina positiva del tempo di lavoro è stata modificata più volte, negli ultimi anni, con diversi fini non sempre palesi e talvolta diversi rispetto a quelli dichiarati. Si è voluta incentivare la riduzione dell’orario di lavoro e, in una logica di scambio, sono stati introdotti strumenti di riorganizzazione e “flessibilizzazione” temporale idonei a soddisfare le esigenze della produzione; si è continuato a rincorrere il "mito" di limitare il lavoro straordinario nel lavoro a tempo pieno; si è rivalutata, almeno formalmente, la libertà del singolo nella “scelta” dei propri tempi di lavoro, che sono anche di vita. Un ruolo non secondario nelle modifiche alla disciplina positiva è stato svolto dal diritto dell'Unione europea, e in particolare dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia, di cui l’Autore evidenzia gli effetti più rilevanti sulla disciplina nazionale.


2003 - Sciopero nei servizi essenziali: procedimento sanzionatorio e ambito di cognizione del giudice del lavoro adito ex art. 20-bis, legge n. 146/1990 [Nota a Sentenza]
Allamprese, Andrea
abstract

L’Autore annota una sentenza del Tribunale di Roma avente a oggetto un fenomeno diffuso nella prassi applicativa della legge n. 146/1990 (prima e dopo la novella del 2000): lo sciopero è, in sé, legittimo ma diventa comportamento illecito non avendo i sindacati ricorrenti adempiuto all’invito (nel caso di specie, alla riduzione della sua durata) operato dalla Commissione di garanzia. Il Tribunale ritiene infondati i tre motivi di impegnativa delle organizzazioni sindacali. Con il terzo motivo, in particolare, i sindacati ricorrenti contestavano l’illegittimità sostanziale della delibera sanzionatoria della Commissione ; i motivi di doglianza attenevano al merito della delibera di invito della Commissione sulla base della quale i sindacati – inadempienti al detto invito – sono stati sanzionati con il provvedimento impugnato. Tuttavia riteneva il Tribunale che l’art. 20-bis della legge n. 146/1990 prevede sic et simpliciter la possibilità di adire il giudice del lavoro territorialmente competente al fine di ricorrere avverso le deliberazioni della Commissione in materia di sanzioni. Il richiamo a tali deliberazioni, senza ulteriori precisazioni, evidenzierebbe che l’unico provvedimento sul quale il giudice ordinario può delibare è quello sanzionatorio. Il giudice avrebbe il compito di verificare il rispetto delle modalità e dei tempi del procedimento sanzionatorio, nonché la legittimità sostanziale della sanzione, vale a dire la sussistenza della violazione. Rimarrebbe invece estraneo ogni motivo attinente la legittimità formale e sostanziale della delibera posta a fondamento del provvedimento sanzionatorio. L’Autore non condivide tale ultima soluzione, ritenendo – in linea con un’autorevole dottrina – che il giudice adito per l’impugnazione della delibera della Commissione di valutazione negativa - non diversamente da quello adito per l’impugnazione del decreto sanzionatorio della mancata osservanza dell’ordinanza di precettazione – possa conoscere anche, incidenter tantum, della legittimità dell’atto amministrativo presupposto, nel caso di specie della delibera presupposta della Commissione di invito a ridurre la durata dell’astensione collettiva


2002 - Abrogazioni e disciplina transitoria [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

L'Autore esamina la previsione dell'art. 11, commi 1-3, del d.lgs. n. 368/2001, che ha operato una riformulazione complessiva della disciplina del contratto a tempo determinato, dando attuazione alla Direttiva n. 1999/79/CE. L'Autore individua la normativa oggi in vigore all'esito delle abrogazioni di cui al d.lgs. n. 368/2001. Quindi esamina la disciplina transitoria con particolare riferimento alla vigenza transitoria delle clausole dei contratti collettivi nazionali di categoria, che stabiliscono le ipotesi di legittima apposizione del termine al contratto di lavoro; in proposito l'A. aderisce alla tesi secondo la quale le parti sociali possono mantenere in vita le clausole sul termine anche oltre la vigenza dei contratti collettivi nazionali di categoria. Queste clausole sul termine possono essere riporposte (o eventualmente protratte) dal nuovo contratto collettivo nazionale. Sono analizzati i problemi derivanti dall'efficacia soggettiva limitata del nuovo contratto collettivo nazionale e delle clausole sul termine in esso eventualmente contenute.


2002 - Art. 2019 - Periodo di riposo [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

L’analisi dell'art. 2019 del Codice Civile offre all’Autore lo spunto per un esame dettagliato dell’interna disciplina positiva in tema di riposo giornaliero, riposo settimanale, pause quotidiane e ferie. L’attenzione si concentra, in particolare, sul sui profili comunitari della disciplina e sul ruolo della contrattazione collettiva in materia.


2002 - Art. 2107 Orario di lavoro - Art. 2108 Lavoro straordinarioo e notturno [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

L’analisi degli artt. 2107 e 2018 del Codice Civile offre all’Autore lo spunto per un esame dettagliato dell’interna disciplina positiva in tema di orario di lavoro e suoi limiti, lavoro straordinario, lavoro notturno e lavoro a tempo parziale. L’attenzione si concentra, in particolare, sul sui profili comunitari della disciplina e sul ruolo della contrattazione collettiva.


2001 - Brevi osservazioni sul d.d.l. in materia di rapporti di collaborazione non occasionale [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

L'Autore esamina criticamente il testo del progetto di legge recante "Norme in materia di rapporti di collaborazione non occasionale" (anche detto d.d.l. "Smuraglia"), mettendo in evidenza come rispetto al testo originario del progetto, presentato al Senato il 29 gennaio 1997, ed a quello approvato dall'Aula di Palazzo Madama il 4 febbraio 1999, il testo licenziato dalla Commissione lavoro della Camera dei deputati presenti un arretramento visibile dal punto di vista dei contenuti di tutela dei collaboratori coordinati e continuativi.


2001 - Il lavoro straordinario dalle politiche di divieto al "realismo sociale" [Capitolo/Saggio]
Allamprese, Andrea
abstract

L’articolo contiene il commento dell’art. 5 del d.lgs. n. 66/2008 in materia di lavoro straordinario. Esso si sofferma inizialmente sull’evoluzione storica della disciplina limitativa dell’istituto, in particolare concentrandosi sull’evoluzione del rapporto tra legge e contrattazione collettiva nella determinazione della soglia normale dell’orario, al cui spirare decorre lo straordinario. In seguito, lo sguardo si concentra sulla disciplina generale dello straordinario attualmente in vigore. Vengono esaminate le norme in tema di: limiti quantitativi e volontarietà dello straordinario; limiti tipologici; obblighi procedurali; le esclusione soggettive e oggettive dal regime del lavoro straordinario; la disciplina previdenziale disincentivante; il trattamento retributivo dello straordinario; l’istituto della banca delle ore.


2001 - La nozione europea di orario di lavoro e il suo recepimento in Francia: spunti di riflessione per il legislatore italiano [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

Tra i primi interventi cui il legislatore italiano era chiamato nel 2001, nella prospettiva di adeguamento dell'Italia alla direttiva 93/104 sull'organizzazione dell'orario di lavoro, vi era quello volto a colmare la sfasatura fra il campo di applicazione della direttiva 93/104 e quello della legge nazionale del 1923. Al suddetto adeguamento era giunto il legislatore francese in occasione dell'approvazione delle due leggi c.d. "Aubry" sulle 35 ore, introducendo una definizione positiva di tempo effettivo di lavoro. Il risultato finale di tale ultima operazione di trasposizione è stato "compromissorio"; esso offriva nondimento alcuni insegnamenti utili in una prospettiva di intervento imminente anche da parte del legislatore italiano


2001 - Riduzione e flessibilità dell'orario di lavoro [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

Nel saggio, l’esame della disciplina ordinaria in materia di riduzione e riorganizzazione dell’orario di lavoro è preceduto da un’analisi della normativa comunitaria contenuta nella direttiva n. 93/104. Sulla scorta di questa analisi, l’A. procede all’esame della legislazione interna oggi vigente. Il fatto di dedicare attenzione, nella parte centrale del saggio, alle riforme legislative e contrattuali volte ad introdurre strumenti di riorganizzazione e flessibilizzazione temporale della prestazione idonei a soddisfare esigenze produttive, non implica la condivisione, da parte dell’A., di atteggiamenti diffusi tendenti a trascurare quello che è tuttora uno dei profili essenziali di qualsiasi regolamentazione legislativa della materia, il limite temporale (giornaliero) e conseguentemente la reale portata della “costituzionalizzazione” del principio stabilito dall’art. 36, co. 2, Cost. Al contrario, per il fatto stesso di invocare un contenimento della durata della giornata lavorativa, l’art. 36, co. 2, Cost. indica un percorso normativo al cui interno ben può collocarsi, oltre che un intervento volto a garantire la protezione dell’integrità psico-fisica del soggetto debole nel rapporto di lavoro subordinato (e quindi, anche ad assicurare a quel soggetto la cura dei propri interessi personali, familiari e sociali), una regolamentazione diretta a predisporre le condizioni per una diversa distribuzione del lavoro disponibile al fine di espandere i livelli occupazionali. Per altro verso, si evidenzia nel saggio come le stesse politiche comunitarie (prescrizioni della direttiva n. 93/104 comprese) confermino l’idoneità intrinseca delle discipline sull’orario di lavoro ad incidere, in via diretta o mediata, su esigenze diverse da quelle che si sostanziano nella tutela della salute e della sicurezza. L’ultima parte del saggio è dedicata alle riforme legislative e contrattuali volte a rivalutare la libertà del singolo nella “scelta” dei propri tempi di lavoro. E’ infatti comune convincimento che la tematica dell’orario di lavoro non si limiti alla riduzione e riorganizzazione dell’orario di lavoro nelle unità produttive, perché abbraccia, invece, il ben più ampio e complesso argomento dei rapporti fra tempi di vita e tempi di lavoro, comprensivo di problematiche quali il lavoro a tempo parziale, le cure parentali, la formazione permanente, il pensionamento progressivo


2000 - Sulla distinzione tra contratto di associazione in partecipazione con apporto di prestazione di lavoro e contratto di lavoro subordinato [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

Il saggio esamina la problematica della distinzione tra contratto di lavoro subordinato e contratto di associazione in partecipzione con apporto di lavoro. Analizza l'evoluzione giurisprudenziale in materia. Argomenta in termini critici nei confronti della tesi volta a considerare l'associazione in partecipazione comprensiva anche del conferimento del lavoro da parte dell'associato.


1999 - Aiuti di Stato e Corte di giustizia: osservazioni a partire dal caso Ente Poste Italiane [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

L’Autore analizza la sentenza della Corte di giustizia nel caso Viscido e al. contro Poste italiane. Mette in evidenza come la problematica della definizione di “aiuto di Stato” sia ancora aperta sia in dottrina che in giurisprudenza. Critica la decisione della Corte UE laddove questa esclude che costituisca aiuto di Stato ai sensi del Trattato una legge italiana del 1996 che esonerava le Poste Italiane per un periodo transitorio dall’applicazione della disciplina legale generale sul contratto a termine (l. n. 230/1962). Secondo i giudici UE infatti queste disposizioni di legge non prevedono il trasferimento diretto o indiretto di risorse statali verso le Poste Italiane ed esulano dunque dalla nozione di “aiuto di Stato”. L’Autore dedica attenzione anche ad un’altra decisione coeva della Corte di giustizia resa in una controversia che ha opposto lo Stato francese alla Commissione europea, sempre riguardante un caso di incerta qualificazione (in termini di aiuto di stato) di un contributo finanziario del Fondo nazionale per l’occupazione all’attuazione di un piano sociale di riduzione del personale da parte di una impresa.


1998 - Le prestazioni del fondo di solidarietà dei bancari [Articolo su rivista]
Allamprese, Andrea
abstract

L'artciolo commenta le clausole dell'accordo 28 febbraio 1998, istitutivo del Fondo di solidarietà del settore credito, relative alle prestazioni del Fondo stesso.