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ALESSANDRO AGRI'

CULTORE DELLA MATERIA
Dipartimento di Giurisprudenza


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Pubblicazioni

2024 - I SUDDITI AUSTRIACI DI GORIZIA E L’ELETTORATO AMMINISTRATIVO NEL REGNO D’ITALIA: IL CASO DEI CONTI ATTIMIS (1887). [Capitolo/Saggio]
Agri', Alessandro
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Pričujoča študija želi bralcu odkriti pomemben trenutek prehoda v zgodovini mesta Gorica, ki sega od leta 1848 (obdobje, ko se je Gorica še lahko ponašala z vzdevkom »vec mest v enem«) do leta 1887 (leto v katerem je bila razglašena zgodovinska sodba prizivnega sodišca v Benetkah v zadevi Martinuzzi proti Attimis). Sodba, ki z odlocitvijo o upravicenosti uvrstitve grofov Attimis na volilne sezname obcine Attimis, zaznamuje prehod iz obcutka velike kulturne odprtosti k izrazitejšemu nacionalisticnemu obcutku.


2024 - Il delirio di persecuzione e l’amore muto dei monomaniaci casti nel carteggio Vincenzo Ingo-Cesare Lombroso (1883-1895). [Articolo su rivista]
Agri', Alessandro
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This essay is the outcome of a cross-investigation regarding the late 18th Century trial of Giovanni Failla, held in Nicosia (Sicily). He sought, without success, to kill his uncle Giuseppe Maugeri in broad daylight inside the Town Hall of Vizzini in 1881. This case and the legal report carried out in Turin are worthy of remark as long as they represent a concrete example of the theory coined by Lombroso, the purported mute love of the chaste monomaniacs. Against this backdrop, during the inception of the modern psychiatry, jurist together with scientists were involved in a vibrant and lively debate as regard some of the core topics of the late 18th Century criminal law connected with the theme of the monomania, such as the moral liability, free will and determinism, irresistible force and the role of the newly established Asylum.


2023 - Due ‘oasi’ di criminalità a fine Ottocento. I casi di Artena e Livorno. [Articolo su rivista]
Agri', Alessandro
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The pursuit of the different categories of criminality and the study of the large variety of criminals represent a leit motiv of the legal science, statistics, and anthropological criminology of the 19th Century. In Central Italy, within the framework of a surge in the crime rate, two particularly violent criminal ‘oasis’ stood out around the end of the Century: Artena and Livorno. Scipio Sighele and Francesco Magri offer us a brief but complete portrait as regards the causes and the origins of the local types of criminality. In 1889, a huge trial involved 32 accused tied to the ‘paranza’ of Artena. These delinquents belonged to some native families, custodians of the so called ‘evil gene’.Therefore, Artena represents the ultimate bastion of the italian ‘atavistic criminality’. Meanwhile, in Livorno, Magri analysed a group of prisoners; he concluded his pursuit by asserting that the main causes of criminality lied in the connection of social, physical and biological factors, even though the city was located in a low crime rate region.


2023 - Gli italiani "sudditi di estero dominio" e l'elettorato amministrativo nel Regno d'Italia alla fine dell'Ottocento. [Articolo su rivista]
Agri', Alessandro
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At the dawn of the Kingdom of Italy, during the period of the National Codification, Law n. 2248, enacted in 1865, regulated the administrative unification of the territory. Within the Annex A, article 17 disciplined the right to vote in the matter of the local elections. Against this backdrop, italian jurists sparked a lively discussion concerning the meaning and the consequences of this article that granted the right to vote to the italian subjects of foreign domination. At first, the Turin Court of Appeal endorsed the restrictive interpretation, while, years later, it occurred a change of pattern: the Court of Cassation of Rome, in fact, supported the broad line by granting the right to vote even to the swiss citizens residing and working in Italy. This latter interpretation was hailed ad an authentic and concrete achievement of the Nationality Principle.


2023 - La Costituzione della Reggenza Italiana del Carnaro (1920) [Monografia/Trattato scientifico]
Agri', A
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Redatta dal “poeta-soldato” Gabriele d’Annunzio e dal “D’Artagnan della politica” Alceste De Ambris, la Costituzione della Reggenza italiana del Carnaro (1920) rappresenta la summa delle istanze sindacaliste rivoluzionarie, nonché una risposta all’ormai irreversibile crisi dello Stato liberale. La Carta del Carnaro, sorta nel contesto del vivace e contraddittorio “laboratorio fiumano”, costituisce una sorta di “cartina tornasole” dei fermenti sociali, politici e giuridici innescati dall’industrializzazione ed intensificati dalla “grande guerra” e dal “biennio rosso”. Seppur rimasta in vitro, e nonostante il “Natale di sangue” avesse fatto calare il sipario sull’esperienza fiumana, la Carta fu posta al centro del programma politico di diversi movimenti e gruppi sindacalisti, i quali videro in essa una preziosa Magna Charta delle libertà e dei diritti sociali per la “nuova Italia”. Un modo per far coesistere il sistema parlamentare con le rappresentanze dei lavoratori, per garantire l’uguaglianza formale e al contempo quella sostanziale, per tutelare i diritti civili, politici e sociali delle cittadine e dei cittadini, per proteggere la proprietà privata imponendo però al proprietario alcuni vincoli tra cui la funzione sociale. Sembrava così realizzarsi il proposito e l’auspicio di De Ambris: la Carta del Carnaro, lungi dal rimanere intrappolata nel “microcosmo fiumano”, avrebbe dovuto costituire una vera e propria “via aperta verso l’avvenire”.


2022 - Gabriele d’Annunzio e l’ora sociale: dalla Carta del Carnaro al Patto Marino (1920-1924) [Capitolo/Saggio]
Agri', A
abstract

Nel primo decennio di vita della nostra Costituzione repubblicana, diversi scrittori, come Alberto Gelpi e Umberto Foscanelli, si sono concentrati sulla figura del “d’Annunzio legislatore”, mettendo in luce gli aspetti più avveniristici della Carta del Carnaro, come il riconoscimento dei diritti sociali, la funzione sociale della proprietà e la rappresentanza degli interessi. La Costituzione di Fiume, per le audaci e moderne soluzioni offerte, rappresenta, nel panorama giuridico post-bellico, la “cartina tornasole” di una travagliata epoca di “transizione”. Sorta nel solco della crisi dello Stato liberale, essa risponde all’ansia rinnovatrice propria del diciannovismo e accoglie le ambizioni sindacaliste rivoluzionarie volte a “sostituire” il cittadino “astratto” con il produttore “concreto”, dando vita ad una repubblica sociale, federale e corporativa. La Carta del Carnaro fu spesso guardata con sospetto, sia per la sua mancata entrata in vigore, sia per essere stata vergata da un poeta e da un sindacalista rivoluzionario, Alceste De Ambris, costretto dal regime fascista ad un esilio perpetuo in Francia. Sin dall’anno successivo alla sua redazione, alcuni studiosi hanno tentato di arginare tali critiche, esaltando la concretezza, l’attualità ed il genio intuitivo del disegno costituzionale dannunziano, il quale non può ridursi ad un mero “orpello letterario”. La fine dell’esperienza fiumana non condannò all’oblio la Carta del Carnaro. Seppur rimasta “in vitro”, infatti, la Costituzione fiumana venne posta al centro dei programmi politici di diversi movimenti sindacalisti. Tra questi spicca la FILM, il sindacato dei lavoratori del mare che fisserà una sua succursale proprio al Vittoriale, presso la Maona. Come testimoniano diverse opere letterarie tra le quali Primo Vere, d’Annunzio fu da sempre legato alle tematiche del lavoro. Egli divenne capo spirituale marittimi e, sotto la sua egida, furono intavolate lunghe ed estenuanti trattative con i rappresentanti degli armatori italiani in difesa dei diritti della “gente di mare”. D’Annunzio intraprese, così, una nuova sfida, tra politici, industriali e marittimi, che culminò nella stesura del Patto Marino (1923-1924). Oggi, la sbiadita “colonna francescana” presente al Vittoriale è testimone silente di quest’ultima appassionante e intricata avventura.


2022 - La posizione giuridica internazionale di Fiume (1918-1924) [Articolo su rivista]
Agri', A
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In the wake of WW1, the delegates of the winning Powers redrew the international geopolitical balances in Paris. The dissolution of the multiethnic Austria-Hungary led to the birth of several National Councils, manifestation of the different ethnic components of the Empire and of the new States, established in the aftermath of the First World War. From an international legal perspective, one of the most intricate case was the ‘adriatic question’. The legal status concerning the territory of the corpus separatum of Fiume drew the attention of the Italian jurists. In between the end of WW1 and the Treaty of Rome (1924), Fiume lived a chaotic and uncertain situation, from a political, legal, administrative and economic standpoint. In 1918, a Croatian National Council, subject to the National Council of Zagreb proclaimed within the new Kingdom of the Serbs, Croats and Slovenes, arose beside the Italian National Council of Fiume. These were years of political and institutional tension. Formerly, Fiume was occupied by the Inter-Allied troops, thereafter d’Annunzio’s occupation would transformed into the Italian Regency of Carnaro (unrecognized State), and lastly the Treaty of Rapallo laid the foundations for the Free State of Fiume (1921). This latter appeared in a scenario of instability, on account of the fascist violence that forced Riccardo Zanella (the leader of the Autotomous Party) to the exile. As regards the international legal status of Fiume, the coeval Italian doctrine conceived several theories, mostly influenced by the compelling political tension and by the nationalist rhetoric, but in a few cases deprived of any ideality and prejudice.


2022 - La riparazione dei danni di guerra in Italia: dibattito dottrinale e provvedimenti legislativi tra la fine dell'Ottocento e la prima guerra mondiale [Articolo su rivista]
Agri', A
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The compensation for war damage was a heavily debated topic in It aly and Europe between the end of the 19th century and the beginning of the next one. It represents a sort of litmus test of the juridical and social ‘revolution’ within the ‘great war’. After winning the conflict, the King dom of Italy could not overlook such an alarming post war scenario. Ju rists and politicians started a vibrant debate concerning the complicated issue of war reparations, by developing and extending the theses elab orated since the 18th century. On behalf of the principles of ‘social soli darity’ and ‘equitable distribution’, the real leit motiv of those times, the doctrine considered inappropriate the simple tax breaks granted by the ‘benefactor State’, and claimed an act that would acknowledge the right of reimbursement to all Italian citizens. The Consolidation Act enacted in 1919 symbolizes not only a ‘legislative landing place’ but also a point of reference for the forthcoming laws issued in the aftermath of the Sec ond World War.


2022 - "Non è la morte il peggiore dei mali": il domicilio coatto nell'Italia liberale [Articolo su rivista]
Agri', A
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In the wake of the Unification, the Kingdom of Italy had to deal with the terrifying ‘plague’ of the ‘brigantaggio’. For the purpose of eradicating this social emergency, the deputy Giuseppe Pica proposed a wide array of legal instruments among which an important role was played by the forced residence. This practice of preventative policing in Liberal Italy would frequently employed for various objectives. It was applied to socialists, anarchists (by means of the Anti-anarchy laws) and to the suspects of connivence with the enemy (‘austriacantismo’). Against this backdrop, the voice of a socialist imprisoned within the colony of Lipari stood out. Ettore Croce, detained for the participation in the uprisings of the 1898, is the author of two essays about his terrible experience. This works condensed all the criticisms against the forced residence, by mentioning the positions of eminent jurists and politicians. They represent a real Manifesto of the abolition of this instrument. Although disapproved, this transient and temporary measure would become stable and permanent, throughout the First World War (internamento), the Fascist Epoch (confino) and even the Republican Era.


2022 - «Una grande epoca di transizione si avvicina»: autonomismo e associazionismo nella Carta del Carnaro e nel Manifesto di Macomer (1920) [Articolo su rivista]
Agri', A
abstract

Within the postwar period, marked by the so-called Red Biennium, in Sardinia and in the Italian Regency of Carnaro, two revolutionary movements stood out. The Charter of Carnaro and the Macomer Manifest represent a sort of litmus test of this irreversible crisis. They interpreted the authentic spirit of the time, with the purpose of offering a political and legal solution to the bourgeois parlamentarism. They animadverted on the values derived from the French Revo lutions (‘abstract citizen’, formal equality). The re-emergence of the associations led these movements to conceive a new pattern based on a Republic characterized by autonomism and associationism. Once the Fascism got a stable foothold, these groundbreaking blueprints were mystified or banished. In the aftermath of the fas cist decay, Lussu would renovate his purposes during the Constituent Assembly debates. After his retirement Lussu’s ideas would reemerge on the occasion of the italian regional reform.


2021 - "Ai fini di restaurare la ricchezza nazionale": assistenza, ricostruzione e risarcimenti durante e dopo la Grande guerra [Capitolo/Saggio]
Agri', A
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2021 - Lo Stato di Fiume e il suo diritto (1918-1924) [Articolo su rivista]
Agri', A
abstract

In the aftermath of d’Annunzio’s debacle (‘Bloody Christmas’), the Free State of Fiume takes its first steps, despite tensions and instability. Against this backdrop, after a coupe, several provisional governments rule the city in the midst of great difficulty. In order to run and supervise the administration of justice and economy, the governments enact a wide array of provisions (‘interim legislation’). The ‘State of Fiume’ will be annexed to the Kingdom of Italy in 1924. Since its legislation was marked by a particular variety of overlapped sources of law (hungarian, austrian, italian), the legislation of Fiume represents a peculiar case within the scenario of the so called italian ‘New Provinces’.


2020 - Dall’eccezionalità all’ordinarietà, ossia quando la legislazione d’emergenza si consolida. Il caso del domicilio coatto. [Capitolo/Saggio]
Davide, Rossi; Agri', Alessandro
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La necessità di affrontare l’emergenza con un assetto eccezionale può diventare opportunità per ridisegnare il sistema e occasione per introdurre novità giuridiche che possono assumere nel tempo quel carattere di stabilità capace di legittimare deroghe all’assetto, fino a quel momento ordinario, dei poteri e degli equilibri istituzionali. A conferma di questa interpretazione si è analizzata l’evoluzione dell’istituto del domicilio coatto, dall’Unità d’Italia ai nostri giorni.


2020 - La reviviscenza della Carta del Carnaro dopo il Natale di sangue [Capitolo/Saggio]
Agri', A
abstract

Nel dicembre del 1920, il Governo italiano decide di porre fine con la forza al “laboratorio fiumano” che D’Annunzio e De Ambris avevano costruito sulle sponde del Carnaro. Sub specie iuris, il momento più importante dell’esperienza fiumana è rappresentato dalla stesura della Costituzione. Essa appare ai nostri occhi come una sorta di “cartina tornasole” dei fermenti sociali, politici e giuridici avviati dall’industrializzazione, dall’avanzare della società di massa e intensificati dalla “grande guerra” e dal “biennio rosso”, così da presentarsi quale “unico vero conato rivoluzionario del dopoguerra”. Dopo il “Natale di sangue”, lungi dall’esaurire la sua funzione, la Carta del Carnaro sarà posta al centro del programma politico di diversi movimenti e gruppi sindacalisti, i quali vedranno in essa una preziosa Magna Charta delle libertà e dei diritti sociali per la “nuova Italia”. Si realizza così il proposito e l’auspicio di De Ambris: la Carta del Carnaro, compendio di “tutte le libertà e tutte le audacie del pensiero moderno”, non rimarrà intrappolata nel “microcosmo fiumano”, ma costituirà una vera e propria “via aperta verso l’avvenire”.


2020 - Tommaso Mirabella e la Carta del Carnaro (1920-1940) [Articolo su rivista]
Agri', A
abstract

A hundred years after the promulgation of the Charter of Carnaro, during the “Fiume Endeavor”, this essay aims to focus on the figure and the masterpiece of the sicilian jurist Tommaso Mirabella. Lawyer active in Palermo between the 1930s and the 1980s and lecturer at the Royal University of Palermo, Mirabella is the only scholar who has written a monograph entirely dedicated to the Constitution of Fiume. The document, a constitutional programme issued for the Italian Regency of the Carnaro, was drafted by the revolutionary trade unionist Alceste De Ambris (anti-fascist a few years later) with the assistance of the poet Gabriele d’Annunzio, who enriched the text by using his charming literary style. The Author analyses the Charter within the framework of the post-war constitutions, by emphasizing the most relevant innovations (such as corporations and social rights), and by connecting the Constitution of Fiume with the Italian labour Charter of 1927.


2019 - La giustizia criminale a Mantova in età asburgica: il Supremo Consiglio di Giustizia (1750-1786) [Monografia/Trattato scientifico]
Agri', A
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This research is pivot on the role of the most important Court in Mantova during Hapsburg Age, in the territory called ‘Lombardia Austriaca’. The Supremo Consiglio di Giustizia was established in 1750 by Maria Theresa, and abolished in 1786 (togheter with Senato di Milano) due to the legislation of Joseph II. Throughout Enlightenment, the Supremo Consiglio was the competent Court for crime subject to death penalty, jail, galley, for lawsuit of appeal, and settled the recurring claim of pardon (high political level). After a summary of the ‘ancestors’ of Supremo Consiglio (Rota e Senato di Mantova), this work is based on unreleased archive documents preserved in State’s Archive of Mantova. The first section is dedicated to the composition of the Court (designation to role, reforms, biographical sketch), the second one (‘static section’) concerns crimes and pertaining sanctions (statistics, type of offence, mitigating circumstances, aggravating factors; the third (‘dynamic section’) aspires to rebuild the criminal trial in Mantova from 1750 until 1786. The instruments of this work are criminal sentences delivered by inferior judges or Supreme Court (main source), ‘practicae criminales’ and ‘tractatus’ (composed by scholars of ius commune) and ‘collections of decisiones’ written by the most influential judges of European Supreme Court. Through the criminal procedure ‘labyrinth’, this research observes every step of the inquiry against the suspect, analysing process (‘inquisitive model’), and studying gather proof instruments, with a focus on the ‘queen of the proof’, the torture. The absence of a well-definite and codified criminal procedure was the challenge, that is trying to deduce the ‘plain’ (for crime in general) and the ‘special’ procedure (for ‘atrociora’) in criminal trial. The result is a new ‘tile’, part of the ‘mosaic’ of criminal legal history in ‘Lombardia Austriaca’ between Ancien Régime and Enlightenment.


2013 - La Carta del Carnaro: un disegno costituzionale incompiuto [Articolo su rivista]
Agrì, Alessandro
abstract