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Giacomo SCARPELLI

Ricercatore Universitario presso: Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali


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Pubblicazioni

2020 - Episteme, Sophia e le Muse [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

EPISTEME, SOPHIA AND THE MUSES This article is an attempt to demonstrate how the scientist, rather than following certain deterministic prescriptions of epistemologists, achieves his goals with an empirical imagination of an almost artistic nature. Based on the suggestions and the studies of Paolo Rossi, Alexandre Koyré and Gerald Holton, we examine some stages of 20th century physics: the hypothesis of Heisenberg, according to which the same ultimate principles are geometric-mathematical forms similar to those described in the Timaeus; the confrontation between Ehrenhaft (Machian) and Millikan (Franklinian and equipped with eidetic imagination) on the existence of subelectronic charges; influences in Bohr’s thinking (Kierkegaard, Schopenhauer, James and Taoism). Einstein, then, was both a realist and a metaphysicist, leaning towards a speculative investigation of the universe. Furthermore, if in Einstein’s case we could speak of a sort of “artistic creativity”‘, the case of Fermi and his pupils in Via Panisperna represented a form of wisdom that we could call “creative craftsmanship”.


2020 - Filosofia selvatica. Una rivisitazione del pensiero wilderness [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

WILD PHILOSOPHY. REVISITING WILDERNESS THOUGHT The notion of nature has been changing during the last two centuries: from an antagonist that must be conquered, to the environment of which the Homo sapiens is part of. Perhaps this second notion of nature is subjective too. Thoreau considered nature a free creative force and a resource that can decrease but never grows. It is precious for manhood only if humanity understands it is independent and self-governing. Consequently, the man should preserve habitat and prevent its transformation in exclusively human world. But recreating a wild environment, isn’t it an artifice? Will nature be transformed in a mummified representation or pathetic caricature of itself? Does the preservation of wild nature really improve the quality of life? Probably yes, if preservation is not recreation, and if quality of life is quality of life of all species. Certainly, something good is coming for manhood because we will stop to think only of ourselves.


2020 - I RAMI D’ORO. DALLA MAGIA ALLA SCIENZA NUOVA: VICO E FRAZER [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

THE GOLDEN BOUGHS. VICO AND FRAZER FROM MAGIC TO NEW SCIENCE. The aim of this essay is to demonstrate some unexpected affinities between Giambattista Vico, author of The New Science (1744), and the Scottish anthropologist James G. Frazer, author of The Golden Bough (1890-1915). They were distant in time and different for culture, but we can assume that Frazer inherited from Vico — through Turgot and Comte — the idea of the cyclical three ages of History. Also the so called «ricorsi storici» (historical returns), set out in The New Science, perhaps had some influence into the frazerian idea about the presence of «survivals», or «relics of savage ignorance» in our modern society. Moreover, Vico and Frazer held in high esteem the poetic wisdom of the ancient world, and studied its extraordinary mythopoeic results. The philosophy of both thinkers remains perhaps an important tool to understand human creativity and, perhaps, to prevent dan-gerous drifts in History.


2020 - I copricapi di Monicelli [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Un ritratto di Mario Monicelli (della sua poetica, della sua arte e della sua personalità), scritto da Giacomo Scarpelli, che l'ha conosciuto, a lungo frequentato e con il quale ha lavorato.


2020 - Johann Friedrich Blumenbach, Contributi alla storia naturale [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Recensione al volume Contributi alla storia naturale di Blumenbach, un padre fondatore dell’antropologia tedesca, autore di trattati che furono riferimenti centrali anche per Kant. Un importante lavoro di sintesi scien- tifico-filosofica, un testo ancor oggi sorprendente sotto il profilo metodologico.


2020 - Nel bosco di Psiche. Filosofie della natura umana [Curatela]
Rasini, Vallori; Scarpelli, Giacomo
abstract

I volti di Psiche sono assai più numerosi dei nomi che le sono stati attribuiti. Anima, spirito, coscienza, oppure mente, pensiero, ragione, tutti calzanti, e tutti parziali. Forse “soffio vitale” è quello che radicandosi nella culla etimologica del fiato, del respiro quale segno primigenio del vivente, ne raccoglie insieme le possibili metamorfosi e le molte figure. Non per questo però le delinea realmente. Anzi, la sua identità rimane inevitabilmente molteplice. I saggi raccolti in questo volume, a firma, oltre che dei due curatori, Vallori Rasini e Giacomo Scarpelli, di Agnese M. Fortuna, Claudia Baracchi, Roberto Brigati, Alessandro Mecarocci, Francesca De Simone, Fabio Grigenti, cercano di cogliere la gamma delle metamorfosi di Psiche, testimoniandone la ricchezza e anche la differenza di accezioni e di essenza. A ben guardare, Psiche non ha mai cessato di affannarsi per orientarsi tanto nel mondo dei sogni quanto nel mondo reale, un mondo reale che talvolta rimane o ritorna anch’esso bosco tenebroso e selvaggio.


2020 - Pneûma e Psiche. Cibernetica del mondo antico. [Capitolo/Saggio]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Il saggio analizza come per Greci il pneuma, o soffio vitale, fosse un’entità più sfumata rispetto alla psiche, cioè l’anima nel significato più pieno e prossimo al nostro. Fu forse questa dicotomia a consentire loro di cimentarsi nella progettazione di macchine e automi, letteralmente forniti di pneuma e ovviamente privi di psiche (benché, almeno un caso, quello del tempietto dionisiaco inventato da Erone, fosse precisamente espressione di culto dell’anima). La cibernetica non appartiene dunque esclusivamente alla nostra epoca, ma trova origine autentica, non solo etimologica, nella kybernetikès téchne, l’arte di pilotare le navi estesa alla scienza del vivificare le macchine; l’uomo ellenico, al di là del luogo comune secondo cui egli pensava ma non fabbricava, in realtà si dedicò con diletto a escogitare e realizzare.


2020 - Premessa: Psiche, il papilionide divino [Prefazione o Postfazione]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Nel mondo greco psiche era intesa quale soffio vitale che dimorava in ciascun umano e che ne lasciava il corpo nell’istante del trapasso. Riacquistava le sembianze di colui cui era appartenuta nei sogni degli altri indivi dui, o al cospetto di chi si fosse arrischiato a varcare la soglia dell’oltretomba; il mito annoverava tra gli eroi Orfeo, Polluce, Teseo, Ercole e Odisseo. Lo status di anima vera e propria la psiche l’avrebbe raggiunto per iniziativa delle scuole di pensiero orfiche, pitagoriche, platoniche, e con la dotazione di un destino ultraterreno contraddistinto da castighi e ricompense, eventuale trasmigrazione oppure ritorno al Mondo delle Idee. Psiche dunque come soffio vitale, rappresentazione dello spirito individuale, sostanza di natura divina in forma di papilionide, garanzia di immortalità, e poi psiche come cuore dell’elaborazione mentale consapevole e inconsapevole e dei moti pulsionali.


2020 - Storie di carta, storie di celluloide. La narrazione cinematografica [Monografia/Trattato scientifico]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Storie di carta, storie di celluloide affronta, in un costante confronto dialettico tra i capolavori del romanzo otto-novecentesco e quelli della storia del cinema, un’indagine e una riflessione sul lavoro creativo e sul metodo di scrittura del copione, ma soprattutto della storia che lo precede con quel che comporta d’immaginazione, costruzione dei personaggi e della trama, ambientazione, tono, timbro e, in una parola, ispirazione e disposizione artistica. Scopriamo inoltre anche aspetti inediti della personalità e della creatività di figure ormai leggendarie, che Scarpelli ha conosciuto personalmente, e che vanno da Monicelli a Hitchcock, da Sordi a Troisi.


2019 - Bolgheri. Storia di una passione dickensiana [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Genesi di un progetto di rivisitazione dickensiano. Considerazioni sulla filosofia della narrativa, e sulla critica del solipsismo, prendendo spunto da Italo Calvino, Carlo, Fruttero, Pietro Citati e dalla scultura di Fausto Melotti.


2019 - I PROGENITORI DI ADAMO. PALEOANTROPOLOGIA E SPIRITUALISMO NEL PRIMO NOVECENTO [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

The present article focuses on the scholars who in the first decades of 20th century investigated the origin of Mankind, but they did not admit the value of Darwinian theory and cultivated spiritualistic views. Among them, the central personality was Robert Broom, who discovered in Africa the remains of a large number of Australopithecinae. Broom was convinced of the existence of a Superior Plan in history of nature and that Man was the goal of Evolution. His conception was not far from Bergson’s Évolution créatrice and it was inspired by Alfred R. Wallace’s spiritualistic opinions. Paradoxically, the paleoanthropological results reached by Broom were denied by many colleagues, who had an undeclared timor simiae – that means they dislike and loathed the possibility that Man and Apes had a connected evolution. This attitude convinced many scholars, such as Keith, Osborn, Sollas, Leakey, to believe in the authenticity of the finding of Piltdown Man (1912). About the Piltdown Man, both Wallace and Broom did not join the general enthusiasm. They were right, because in the Fifties the Piltdown Man was demonstrated a gigantic forgery. Today, we know – as Darwin hypothesized – that a few million years ago the African savannah was populated by some species of hominids, and we evolved from one of them.


2019 - LA SCIMMIA DI PROMETEO. L'evoluzione umana e il cibo [Articolo su rivista]
SCARPELLI, Giacomo
abstract


2019 - La Diana Efesia di Goethe [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Goethe wrote Groß ist die Diana der Epheser (1812), after his journey in Italy and inspired by an episode of Acts of the Apostles, settled in the Lydian town, where Artemides-Diana was venerated. Both Frazer and Freud studied the history of the cult of the Goddess. Particularly, Freud speculated that the divine patroness during the succession of ages evolved and transformed herself, and finally became the imagine of Virgin Mary. The article includes the Italian translation of Groß ist die Diana der Epheser by Giacomo Scarpelli.


2019 - La Madame Bovary del Dipartimento di Allier [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

A proposito di una rivisitazione del capolavoro di Flaubert. I classici, amava ripetere Calvino, sono precisamente quei libri di cui a ogni rilettura si riscoprono nuovi significati, ed è questo che li rende intramontabili.


2019 - PROMETEO. FILOSOFIE DEL MITO (numero monografico della rivista Archivio di filosofia) [Curatela]
Castelli Gattinara Di Zubiena, Enrico; Rasini, Vallori; Scarpelli, Giacomo
abstract

Si tratta della cura di un numero della rivista con una serie di contributi sulla figura di Prometeo, trasformatasi profondamente dall'antichità a oggi. Contributi di G. Scarpelli, V. Rasini, G. Scarpellii e di: A. Cera (Università della Basilicata), I. Muñoz Gallarte (Universidad de Cordoba), A. Gatti (Università di Ferrara), R. Koch Piettre (École Pratique des Hautes Études, Paris), A. Linguiti (Università di Siena), P. Valenza (“Sapienza”, Università di Roma), Adil Bellafqih (Università di Modena e Reggio Emilia), Francesco Miano (Università di Roma “Tor Vergata”), Elena Nardelli (Università di Modena e Reggio Emilia), F. Polidori (Università di Trieste).


2019 - Prometeo e dintorni. Introduzione [Articolo su rivista]
Castelli Gattinara, E.; Scarpelli, G.; Rasini, V
abstract

Articolo introduttivo al fascicolo della rivista di classe A area 11, dedicato a un'analisi filosofica della figura di Prometeo. La parte specificamente scritta da Giacomo Scarpelli corrisponde alle pagine 10-13: Sophia e Techne. (La parte dell'introduzione scritta da Vallori Rasini corrisponde alle pagine 13-16, dal titolo: Téchne e Sophia, quella scritta da Enrico Castelli Gattinara corrisponde alle pagine 9-10, dal titol: Ritonare al mito?)


2018 - Darwin, Spencer e le varietà umane [Capitolo/Saggio]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Is it possible to individuate in Darwin and Spencer's evolutionistic thinking some form of racist ideology or ethnocentristic prevention? In our paper we will try to answer these questions, which are scarcely analysed by the History of Ideas. More specifically, our intent will be to verify whether the two thinkers — having already conceived decisive theories in biology and philosophy — succeeded in removing the legacy of prejudices, that are hard to die, about the varieties of human species. Furthermore, did Darwin, Spencer (and some other evolutionists) consider these varieties as pegs of a staircase, or as the geographically differentiated result of a same development process?


2018 - IL RAZIONALISTA PAGANO. FRAZER E LA FILOSOFIA DEL MITO [Monografia/Trattato scientifico]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Talvolta reputato il rappresentante di un’antropologia vittoriana ormai tramontata, Frazer, l’autore del celeberrimo Ramo d’Oro, era in realtà un umanista con una formazione darwiniana e un’intima tensione affine a quella del più giovane Freud nei confronti dell'universo del mito. Il mito inteso come strumento per l’investigazione filosofica del patrimonio psichico della nostra specie, laddove l’Ade appariva come tenebrosa trasfigurazione dell'inconscio. Freud reputava infatti Frazer un maestro: se l’uno fu un “razionalista romantico”, l’altro va piuttosto considerato un “razionalista pagano”, investigatore dello spirito del passato e delle pulsioni di fondo dell’uomo in nome del sapere, ma anche stimolato da un impreciso assillo, che muoveva da lontano e allungava la sua ombra sul presente e sul futuro della società occidentale. Nella ricostruzione frazeriana trapelava una visione drammatica dell’Homo sapiens, gettato da un fato insondabile nel cosmo e costretto a sopravvivere grazie al sostegno della propria fantasia. Il viaggio sulle orme di Frazer muove dalla Grecia micenea per poi inoltrarsi nel bosco sacro di Diana a Nemi, teatro di foschi duelli tra aspiranti sacerdoti, e alla scoperta di ulteriori culti ellenici, italici e mediorientali, contrassegnati dal sibilare della falce del sacrificio. Artemide, Giove, Pan, Dioniso, Tammuz, Adone, Attis, Cadmo, Odisseo, Teti, Medea, Edipo, sono soltanto alcuni dei numi e dei personaggi che rimangono impigliati nella rete gettata da Frazer e studiati come mirabile proiezione immaginifica della psiche. Frazer stesso appare al centro di una grande e fitta rete di pensiero che trova anticipazioni in Vico e corrispondenze non solamente nella psicoanalisi, ma anche nel pensiero di Ernest Renan, nella narrativa di Thomas Hardy e, inaspettatamente, nelle pieghe della speculazione di Nietzsche e del suo sodale Rohde, e crea modelli sia per la letteratura modernista sia per gli studi dei cosiddetti Ritualisti di Cambridge. L’autore del Ramo d’Oro nel corso della sua avventura intellettuale scavò e scovò più di quanto riuscì a studiare sotto il sole e la sua opera racchiude di per sé una quantità di sapere e un propellente creativo ancora utile per comprendere l'immaginifico dell'Homo sapiens. L’eredità di Frazer si presenta oggi come un invito a proseguire sulle sue tracce, per continuare a indagare sulle pulsioni che restano indomabili, su quelle che paiono sopite e riesplodono in particolari circostanze critiche, su quelle che invece possono essere utilmente deviate in nome della civiltà e diventano empiti artistici dell'immaginazione.


2018 - Il mio primo libro: L'Isola del Tesoro [Traduzione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Stevenson racconta la genesi del suo capolavoro, con una minuziosità autoanalitica che gli viene dalla responsabilità didattica che ogni vero narratore dovrebbe avere. L’ispirazione per il romanzo gli era venuta durante un soggiorno sulle Highlands scozzesi, nello schizzare per puro diletto la mappa di un’immaginaria isola dei pirati, mentre era intento a far compagnia ad un dodicenne aspirante pittore. Questi era Lloyd Osbourne, il figliastro di Stevenson stesso, e suo futuro collaboratore. L’Isola del tesoro (il cui primo titolo fu Il cuoco di bordo) verrà completato sulle Alpi svizzere, a Davos, dove lo scrittore sarà costretto a trasferirsi nella speranza di guarire dalla malattia di petto che lo perseguitava.


2018 - L.W. 1918. Wittgenstein prigioniero a Cassino [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Durante la Grande Guerra il giovane filosofo Ludwig Wittgenstein, ufficiale dell’artiglieria austroungarica, combatté dapprima sul fronte russo. Fu successivamente trasferito sul fronte italiano. Nel 1918 fu fatto prigioniero con il suo reparto sull’altopiano di Asiago. Venne tradotto e rinchiuso in un campo di prigionia presso Cassino. E qui, in una campagna all’epoca povera e mistica si lasciò coinvolgere e si addentrò in quello che potremmo definire il mistero del significato della parola. Fu un incontro tra la raffinatissima cultura mitteleuropea e la materialità ingenua della terra di mezzo tra Lazio e Campania.


2018 - Scienza, creatività e genio ludico [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

This essay analyzes play as a genuine expression of the spirit of childhood, characterized by curiosity and ability of thinking and creating: it links the boy to the scientist and to the artist. The thinking of Huizinga, author of Homo ludens, and of Freud, exegete of Schliemann, the playful disposition of Darwin and Fabre, the Einstein's desire to remain children all life long, are in relation with the art of Klee and Hergé and the poetry of Saba and Fellini, and finally with the philosophy of Nietzsche.


2017 - La continuità spezzata. Il riso secondo Bergson (e Freud) [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

The famous essay Le Rire (1900) by Henri Bergson should not be considered as a deviation in his thought or as an isolated work. In fact, he began to deal with the study of laughter when he was a young school teacher in the French province, and he continued to theorize on it also af- ter the publication of his famous book. In the present article we will try to give an overview of the interpretation of the laughter and humour by the French philosopher. We will put it in relation with the central idea of durée, and we will analyse what he meant by mécanisation de la vie along with the idea of the comic as an adult prosecution of children games. Further- more, is laughter the other face of crying? Probably it is, and certainly it reflects the human need to escape from the constraints, as stated by Freud, the other great explorer of the unconscious, who absorbed many suggestions from both Darwin’s and Bergson’s works.


2017 - La grande dea di Efeso. Una diacronia filosofica [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

This essay, moving from the Warburg Institute iconological collection of Artemis of Ephesus images (paintings and sculptures from 2nd century B.C. to 19th century A.C.), analyses the hypothesis on the origin of the cult of this popular goddess by some of the greatest minds of our age: from Goethe to Nietzsche, Frazer, Freud, Reinach and Sartiaux. All of them thought that Artemis, worshipped in the ancient Lydian town, is related with the archaic Great Mother divinities. According to Nietzsche, the image of Artemis is in some way connected with Egyptian Isis and Baubo of Eleusinian Mysteries and with the concept of «veiled» nature. Freud thought that Artemis of Ephesus influenced the image of the Christian Mother of Jesus. According to him, the Underworld of the mythology is the allegorical transfiguration of the unconscious. Frazer believed that Artemis of Ephesus is the «reflected image» of Diana of Nemi, the central figure of his Golden Bough. Studying some little known aspects of the thinking by Nietzsche, Freud and Frazer, like their opinion on the cult of the Ephesian goddess, will help us to better understand the thinking of each of them and to obtain a more appropriate image of the concatenation of the History of Culture.


2017 - Una nota per chiudere [Prefazione o Postfazione]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Ispirarsi esclusivamente al cinema non aiuta a fare del buon cinema, perché è un’arte composta di tutte le arti, narrativa e filosofia. E dunque resta ferma la verità secondo cui Dickens insegna ad osservare i nostri simili, le persone, come se fossero dei personaggi, e viceversa: è una perenne fonte di creatività.


2016 - Gould, Darwin e l'ombra dello Zeitgeist [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

The aim of this essay is, on one side, to explore the Stephen Jay Gould’s evolutionistic thought – from the theory of punctuated equilibria to the human neoteny – as a deep renovation of Darwinian theory of Natural Selection. On the other side, we will illustrate how Gould was able to find in Darwin's scientific doctrine the influence of his personal liberal views, especially about the idea of evolutionary gradualism. Furthermore, we will also individuate in Gould’s work the effect of the socio-political climate of his time on his radical renewal of Evolutionism. At last, we will discuss about the relationship between scientific imagination and creative spirit of childhood, as an expression of psychic neoteny of Homo sapiens.


2016 - Il segreto di quel cinema [Prefazione o Postfazione]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Quale fu il segreto creativo della stagione del grande cinema italiano? Una potente vena narrativa, impegno civile, spirito di collaborazione, sensibilità che potremmo definire esistenzialistica.


2016 - Sulle rive dell'Acheronte. Freud e Frazer [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

The purpose of this essay is to demonstrate the influence of Frazer's thinking on the genesis of Freudian psychoanalysis. The author of The Golden Bough, today often regarded as an example of a faded Victorian anthropology, was in fact a humanist with an intellectual foundation similar to that of the younger Viennese physician. Freud actually considered Frazer his immediate predecessor because he had chosen mythology as a cultural instrument with which explore the psyche of the human species: eventually the Underworld of the myth became the dark transfiguration of the sphere of the unconscious, and the treacherous river Acheron represented the obstacles to be overcome in order to penetrate in the world below. The philosopher Wittgenstein expressed his criticism for both Freud and Frazer and, in doing so, confirmed the existence of a deep affinity between the two authors. Hopefully, a study of the elements of Frazer's thinking with respect to the Freudian conception will help to us to better understand some aspects and implications of psychoanalysis, and perhaps, at the same time, also allow us to verify that the work of Frazer holds a wealth of knowledge and a creative catalyst still useful for understanding the human imagination.


2015 - Luciana Ceri, "Etica ed evoluzione. La filosofia di Spencer e le origini dell'eugenetica" [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Recensione al volume di Luciana Ceri sul pensiero di Spencer in rapporto all'eugenetica. L'autrice del volume chiarisce che Spencer, sebbene conoscesse personalmente Francis Galton, non condivise i principi dell'eugenetica. Anzi, concepì un'etica evoluzionistica che conteneva almeno un principio (la giustizia) che implicava un giudizio negativo su di essa.


2015 - Wilderness [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

The notion of Nature has been changing during the last two centuries: if initially it was an antagonist to be conquered, subsequently it became the environment the man is part of. Perhaps is this second meaning subjective too? Thoreau considered Nature a resource that can decrease but never grow. Consequently, could recreating a wild environment be an artifice? This essay deals with these topics, through an historical analysis of the culture and philosophy of wilderness: from the art of Cole and of the Brandywine School, to Jack London’s ‘call of the wild’ (and Theodore Roosevelt’s ‘strenuous life’ idea); from the nietzschean myth of primeval cruelty as a way to recover original innocence, to the tragic disappointments of today’s improvised ‘wild men’ (Darwin said that nature is not merciful); from Cronon’s criticism to wilderness as a supposed cultural invention, to the difficult compromise between protection of local heritage and social development of the Third World.


2014 - Darwin, Wallace e la natura della sofferenza [Prefazione o Postfazione]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Darwin, Wallace, la questione del dolore allo stato di natura e il presunto diritto di sperimentare sugli animali. Un tema scientifico e filosofico, affrontato inizialmente da Schopenhauer.


2014 - I racconti in bianco e nero di Quiroga [Prefazione o Postfazione]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Introduzione ai racconti dello scrittore Horacio Quiroga, corrispettivo brasiliano di Kipling e di London. La selva come wilderness, il cinema come nuovo veicolo per l'esplorazione della psiche.


2014 - Ingegno creativo e spirito dell'infanzia [Capitolo/Saggio]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Lo spirito dell'infanzia come straordinaria capacità di stupirsi, pensare e creare, che accomuna il ragazzo allo scienziato al filosofo. Tra gli autori trattati Nietzsche, Freud, Darwin, Einstein, Newton. Confronti e parallelli anche con i fumetti di Disney, Hergé, Jacobs e altri.


2014 - La morte di Pan. Frazer e il culto della natura [Capitolo/Saggio]
Scarpelli, Giacomo
abstract

La rivisitazione dell'opera di un autore, J.G. Frazer, spesso considerato soltanto uno dei padri dell'antropologia e che tuttavia si rivela anche studioso dei miti e delle religioni, nonché filosofo: seppe individuare gli elementi latenti e ricorrenti della crisi della civiltà. Oltre a ciò, il presente saggio intende dimostrare quanto ancora di mitico vi sia nelle immagini correnti della natura.


2014 - Scienza, mito, letteratura e fumetti. - Ingegno scientifico e spirito dell'infanzia (G.Scarpelli) [Capitolo/Saggio]
A., Becattini; M., Ciardi; Scarpelli, Giacomo
abstract

Il testo è un tentativo di riavvicinare cultura umanistica e cultura scientifica, richiamandosi a figure quali Galileo, Freud, Einstein, Leonardo. L'immaginazione del resto è ciò che accomuna entrambe. In particolare G. Scarpelli intende mostrare come l'ingegno scientifico e lo spirito dell'infanzia siano strettamente collegati fra loro.


2013 - Avventure e osservazioni sulle coste di Barberia di F. Pananti, II vol. [Curatela]
F., Scarpelli; Scarpelli, Giacomo
abstract

Il volume segue il primo delle "Avventure e osservazioni sulle coste di Barberia" a cura degli stessi F. e G. Scarpelli, pubblicato nel 2006 (l'opera del letterato, viaggiatore e studioso italiano Pananti risale al 1830). Pananti, in odore di giacobinismo aveva abbandonato il Granducato di Toscana e si era trasferito in Inghilterra. In seguito, deciso a rientrare in patria, la nave su cui era imbarcato era stata assalita dai corsari barbareschi ed egli era stato tradotto in schavitù ad Algeri. Dopo un tormentato periodo, Pananti aveva ottenuto la libertà: a questo punto aveva stabilito di dedicarsi, senza risentimenti, all'esplorazione della terra dei berberi. Questo secondo volume contiene infatti una ricca messe di osservazioni su usi, costumi e natura locali, proposte con scoppiettante ironia. E rappresenta una sorta di lavoro antropologico sul campo ante litteram, viene cioè a collocarsi tra le opere precorritrici di discipline per tradizione francesi e inglesi.


2013 - Mostri, giganti ed eroi. I fossili e le storie della storia del mondo [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Ancient Greece was the first civilisation that discovered fossils and perceived and explained them with its creative think. The present essay is an investigation on the way in which Hellenes read the documentation of the past of Nature and Heart with the instrument of Myth. Frazer (on the basis of the studies by Lyell) guessed that fossils had a function in Greek cults and identified in Typhon myth a telluric matrix, but also the consequence of the discovery of extinct mammals bones. In the same way, we can establish that legends regarding Titans, Cyclops, Gryphon, Cadmus, Jason and sea-monsters awaked by Poseidon and Apollo, were born in connection with the astonishment of Greek man in front of the relics of Mammuthus meridionalis, Protoceratops and Samotherium. Similarly, the myths of Satyrs, Sphinxes and the Marsyas’s skin were produced by a mental and cultural process inspired by the figures and remains of apes and monkeys. Such Greek poetical and philosophical creativity (“corpolentissima”, as said by Vico), was involved with the unconscious recognition of structural homology. Structural homology will become a fundamental instrument for Darwinian evolutionism. Later, it will be Freud’s duty to arrange the evolution (of psyche) with mythological representations.


2013 - PREMESSA a Avventure e osservazioni sulle coste di Barberia di F. Pananti (II volume) [Prefazione o Postfazione]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Il volume segue il primo delle "Avventure e osservazioni sulle coste di Barberia" a cura degli stessi F. e G. Scarpelli, pubblicato nel 2006 (l'opera del letterato, viaggiatore e studioso italiano Pananti risale al 1830). Pananti, in odore di giacobinismo aveva abbandonato il Granducato di Toscana e si era trasferito in Inghilterra. In seguito, deciso a rientrare in patria, la nave su cui era imbarcato era stata assalita dai corsari barbareschi ed egli era stato tradotto in schavitù ad Algeri. Dopo un tormentato periodo, Pananti aveva ottenuto la libertà: a questo punto aveva stabilito di dedicarsi, senza risentimenti, all'esplorazione della terra dei berberi. Questo secondo volume contiene infatti una ricca messe di osservazioni su usi, costumi e natura locali, proposte con scoppiettante ironia. E rappresenta una sorta di lavoro antropologico sul campo ante litteram, viene cioè a collocarsi tra le opere precorritrici di discipline per tradizione francesi e inglesi. Giacomo Scarpelli acclude alla premessa una aggiornata bibliografia su Pananti.


2012 - Darwin e i cunicoli dell'evoluzione [Prefazione o Postfazione]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Il saggio introduttivo evidenzia come il Darwin che si dedicò ad un trattato sui lombrichi non fosse preda di una qualche bizzarria senile, bensì avesse maturato una concezione piena e definitiva dell'Evoluzione. L'intento è di individuare il lascito di Darwin, che dette alle stampe il volume un anno prima della morte: la Selezione Naturale è come un verme, utile, nascosta e instancabile, e con la complicità del tempo è in grado di trasformare la faccia del pianeta. Inoltre, l’uomo non è l’unico detentore dell’intelletto: esiste nel regno animale una scala nella distribuzione di facoltà e disposizioni, ma nessun salto, poiché la nostra origine è comune. Anche se tocca alla specie umana il dovere di salvaguardare e preservare il mondo vivente.


2012 - Ingegni e congegni: intervista a Giacomo Scarpelli [Altro]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Giacomo Scarpelli has got the leading role in this interview by Marzia Caciolini, based on his book Ingegno e congegno. Sentieri incrociati di filosofia e scienza, published by Storia e Letteratura in 2011. The autor dialogues with several authorities in science, litterature and philosophy, but we are just going to delve into his cues about the idea of theatrum mundi, sign, and direct human operation on reality.


2012 - Ipnosi e fantasmi [Edizione critica]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Il volume consta di due saggi di Bergson. Il primo, "La simulazione inconscia negli stati d'ipnosi" risale al 1886, quando il filosofo era ancora lontano dal concepimento delle opere che gli avrebbero dato lustro. Tentò degli esperimenti di ipnosi su alcuni alunni di liceo. I risultati più significativi e sconcertanti li ottenne con un certo P…r. Bergson gli chiese di indovinare il numero della pagina del libro che teneva aperto dinanzi a sé. Il ragazzo rispose con precisione. Bergson ripeté l’esperimento cambiando pagina varie volte, sempre con successo. Si trattava di telepatia? Escogitate altre prove, Bergson alla fine scoprì che all’allievo perveniva un’immagine delle pagine del libro riflessa negli occhi dello sperimentatore stesso. Questa rivelazione anziché deluderlo, indusse il giovane filosofo ad affermare che il fenomeno della telepatia era assolutamente da escludere: l’ipnosi aveva invece prodotto nel ragazzo una condizione di iperestesia, cioè di straordinario accrescimento della sensibilità visiva, generato dalla pressione dell’inconscio proteso nel raggiungere comunque il risultato richiesto. I ragazzi addormentati, che non si rendevano conto di quanto avveniva, mettevano in atto quella che Bergson stesso definì “simulazione inconscia”: l’ipnotizzato “quando riceve l’ordine di eseguire uno sforzo come quello di leggere il pensiero, si comporterà, in buona fede, allo stesso modo del meno scrupoloso e abile ciarlatano e, inconsciamente, utilizzerà mezzi di cui noi sospettiamo appena l’esistenza: un’iperestesia visiva, per esempio, o di altro tipo illecito, ai quali altrettanto inconsciamente gli avremo noi stessi suggerito di ricorrere nel dargli un ordine che costui è incapace di eseguire altrimenti”. Il secondo saggio, "Fantasmi di viventi e ricerca psichica", risale al 1913: Bergson si avventura nel campo della metapsichica, investigandola al lume della ragione e senza mai abbassare il tono a livello della bizzarria esoterica, elevandolo piuttosto a quello della speculazione raffinata. Il pensatore francese costruisce, secondo un’architettura espositiva composita, l’immagine di un mondo incerto da sondare scientificamente, che in qualche modo viene quindi a cadere sotto la luce delle sue proprie convinzioni filosofiche.


2012 - L'audacia prudente dello schermidore. Bergson e la metapsichica [Prefazione o Postfazione]
Scarpelli, Giacomo
abstract

In questa introduzione, in cui viene documentata la formazione culturale di Bergson, si riferisce di come il giovane filosofo riuscisse ad attestare l’esistenza di determinati meccanismi reconditi della mente. E' allora possibile individuare una correlazione tra l’intento del Bergson che muoveva i suoi primi passi e quello che sarà proprio del suo pensiero maturo: le proprietà eccezionali dell’inconscio significavano l’annunciarsi di un insopprimibile flusso mentale, vale a dire di uno slancio vitale che cercava di aprirsi un varco e di aggirare gli ostacoli posti dalla materia.


2012 - L'azione dei vermi nella formazione del terriccio vegetale [Edizione critica]
Scarpelli, Giacomo
abstract

L’AZIONE DEI VERMI NELLA FORMAZIONE DEL TERRICCIO VEGETALE, al di là del titolo apparentemente specialistico e volutamente modesto, oltre ad essere l’opera ultima di Darwin è anche quella che conferisce definitiva convalida alle sue teorie dell’evoluzione. Dedicato appunto allo studio delle creature più ordinarie e umili, il testo del naturalista rivela come i lombrichi, nel loro inesausto impegno nel rivoltare e vagliare la terra, producano alla lunga vasti e inaspettati effetti, dalla formazione dell’humus al dissodamento del suolo, alla trasformazione del paesaggio stesso. I lombrichi delle pagine di Darwin, dalle quali trapela una poeticità profonda, dimostrano anche barlumi di quella che chiamiamo intelligenza. Il volume può considerarsi l'edizione critica aggiornata e definitiva in lingua italiana.


2012 - Ricerche di storia sociale e religiosa [Direzione o Responsabilità Riviste]
Scarpelli, Giacomo
abstract


2011 - Hippos e Homo. Filosofia naturale del cavallo [Capitolo/Saggio]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Riflessione attorno alle affinità tra l'uomo e il cavallo, al di là del rapporto di domesticazione, e a partire dalle origini della specie umana e di quella equina. Un'analisi che ripercorre il patrimonio mitologico, storico e culturale, e si sofferma in particolare sul pensiero di Darwin e sulla sua interpretazione della trasformazione biologica. Per Darwin il cavallo rapresenta una sorte di controparte ideale dell'uomo, ritorno armonico ad un'unità naturale di appartenenza.


2011 - INGEGNO E CONGEGNO. Sentieri incrociati di Filosofia e Scienza [Monografia/Trattato scientifico]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Un viaggio lungo i sentieri del sapere della specie umana, alla ricerca di facoltà nascoste e di imprese dimenticate, nel tentativo di comparare l’intelletto creativo naturale con l’applicazione scientifica e tecnologica. Si dice che l’ingegno greco non reputò necessaria la pratica della tecnica, imponendosi di continuare ad avvalersi soltanto dell’intelletto. Ma andò davvero così? Il viaggio muove dalle ipotesi di Bergson sul frazionamento del tempo e del movimento da parte del cervello - in modo più esatto di quello fotografico - e conduce alla riprova di tutto questo: il pensiero ottico della remota civiltà minoica che scompose dinamicamente l’immagine. E prosegue analizzando i processi mentali che portarono alla decodificazione dell’antica scrittura di Creta stessa. E ancora, dai precorritori autòmi greci alla tradizione ugualmente greca del panico a mezzogiorno, laddove convinzioni più scientifiche che istintuali indussero ad aver paura più della notte (buio) che del giorno (luce). E poi la storia e il significato dell’impresa di Prometeo, alle radici del pensiero razionale e tecnologico. E, nella seconda parte, dalla capacità dell’occhio “naturale” nel carpire i segreti del firmamento, in anticipo sul telescopio, al rapporto tra immagine percepita e immagine concepita. Dalla filosofia naturale del riso come espressione liberatoria senza premeditata ingegnosità, all’individuazione della componente di curiosità infantile necessaria per l’avanzamento scientifico, alla filosofia e alla narrativa come terapia psicologica. Dal meccanismo mentale della mnemotecnica costruito da Giordano Bruno all’avventurosa storia dello strumento per indagare l’inconscio che fu l’ipnosi. Dalle armonie matematiche dei cosiddetti “idioti sapienti” fino alle soglie delle sfere della musica.


2011 - La seconda natura. Mister Hyde e il nano di Zarathustra [Capitolo/Saggio]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Partendo dall'analisi del retroterra culturale della creazione stevensoniana "Dr Jekyll e Mr Hyde", viene svolta un'indagine su quanto vi sia dell'uomo nella bestia e di bestia nell'uomo, secondo le teorie di Darwin. E si perviene ad individuare due rilevanti antecedenti al Mr Hyde doppio scimmiesco del gentleman occidentale: il nano Quilp de "La bottega dell'antiquario" e, a suo modo, il nano ("spirito di gravità") con cui si accompagna lo Zarathustra nicciano.


2010 - Frazer, Hardy e la magia simpatica (con due lettere inedite) [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

"Il Ramo d'Oro" di Frazer è tutt'oggi un caposaldo della letteratura antropologica: contiene una concezione sostanzialmente drammatica del rapporto uomo-vegetazione scandito dalla ciclicità delle stagioni. Una analoga filosofia è rilevabile nelle opere di Thomas Hardy, in cui si rispecchia, come in Frazer, la teoria evoluzionistica darwiniana. In particolare da uno scambio epistolare del 1896 tra i due autori emerge il tema del sacrificio individuale come espressone ancestrale di sottomissione al fine di trovare una pace ed un accordo duraturi tra Homo sapiens e natura.


2009 - Introduzione [Storia universale della natura e teoria del cielo] [Prefazione o Postfazione]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Vetta emergente del periodo precritico di Kant, la "Storia universale della natura e teoria del cielo" lascia intravedere problemi e immagini che saranno peculiari del pensiero successivo: lo spazio, il tempo, il dispiegarsi fenomenico, i presupposti etici. L'ipotesi nebulare di Kant costituisce un'indagine scientifica e speculativa spigolosamente feconda sull'origine del sistema solare, dell'universo e delle responsabilità etiche della nostra specie.


2009 - Scrivere una storia [Capitolo/Saggio]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Indagine sui meccanismi e sulla filosofia della narrazione: il significato, come l'autore si cala nel personaggio, il percorso del personaggio, spirito di servizio, il logos evocatore di immagine.


2009 - Storia universale della natura e teoria del cielo [Edizione critica]
Scarpelli, Giacomo; S., Velotti
abstract

La "Storia unviersale della natura e toeria del cielo" (1755) costituisce il vertice del cosiddetto periodo "precritico" di Kant e contiene la celeberrima ipotesi sull'origine del sistema solare poi denominata di Kant-Laplace.In questo testo Kant, all'epoca poco più che trentenne, affaccia l'ipotesi dell'origine del sistema solare, inserita nel solco della grandiose costruzioni concettuali di Cartesio, Leibniz e Newton e che successivamente verrà riorganizzata da Laplace secondo principi strettamente matematici. Ma nell'opera del giovane Kant, oltre all'audace concezione del meccanismo generatore del Sole e dei suoi pianeti e satelliti, si trova anche un'immagine credibile della Via Lattea e delle altre nebulose, come il prodotto di leggi uniformi e identiche a quelle che operano nel modno che conosciamo. Infine, lo scenario di un cuore ancestrale del cosmo da cui tutto proviene e si dilata in una progressiva fuga e rarefazione della materia, sembrerebbe quasi anticipare la tesi del "big bang" dei giorni nostri.


2008 - L'eredità della scimmia [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Il saggio analizza gli studi di Charles Darwin sulla duplicità della natura umana (raziocinante e animale) quali "L'espressione delle emozioni nell'uomo e negli animali", i "Taccuini M e N" e "Profilo di un bambino". L'interesse di Darwin per l'indagine sulla mente e sul comportamento umano risalgono in effetti all'epoca in cui il naturalista, reduce dal viaggio intorno al mondo cominciava ad abbozzare il nocciolo della teoria della selezione naturale. Ne consegue che l'Homo sapiens probabilmente non è l'unico essere autocosciente, poiché anche in altri mammiferi superiori è possibile individuare barlumi di riflessione e immaginazione. Viceversa, l'uomo conserva "il segno indelebile della sua origine da una forma inferiore". In altre termini, Darwin ha coraggiosamente affrontato per primo la questione dell'uomo nella bestia e della bestia nell'uomo.


2008 - L'officina dei sogni di un ragazzo che non volle crescere [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

L'articolo fa parte del "paginone", che va sotto il titolo più generale "Stevenson e l'isola che non c'era", composto dal pezzo di Scarpelli "L'officina dei sogni di un ragazzo che non volle crescere" e dalla traduzione (dello stesso Scarpelli) di un testo (titolo originale "My First Book: Treasure Island", 1894) del romanziere Robert Louis Stevenson, in cui è raccontata la genesi del suo capolavoro, "L'Isola del Tesoro". Il pezzo di Scarpelli oltre a presentare quello di Stevenson contiene una interpretazione storica e psicologica dell'opera dello scrittore scozzese.


2008 - LA SCIMMIA, L'UOMO E IL SUPERUOMO. Nietzsche: evoluzioni e involuzioni [Monografia/Trattato scientifico]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Il volume va oltre il dibattito sul pensiero di Nietzsche e cerca di individuare quelli che furono del filosofo gli aspetti dialettici, talvolta suggestivamente contraddittori. Viene indagato cosa spinse coloro che, per accettazione entusiastica, elusero l'analisi del seducente irrazionalismo di Nietzsche e finirono per togliergli paradossale logica. La passione celebrativa di un tempo viene anatomizzata quanto lo stesso pensiero di Nietzsche. E' possibile chiarire le motivazioni di chi nel '68 mise Nietzsche a braccetto di Marx e Siddharta? E ancora, come accadde che l'opera di Nietzsche fosse posta in relazione con l'evoluzionismo darwiniano e il progenitore scimmiesco accostato al Superuomo e al suo vate Zarathustra? Altre scoperte del volume riguardano il profondo della psiche di Nietzsche, del quale viene anche rivelato l'inconsapevole processo identificativo con il personaggio platonico di Callicle. Altri squarci sono aperti sull'esplorazione nicciana delle tragedia e dell'evo selvaggio greci, e poi sulla strumentalizzazione del pensiero del filosofo che ne fece il nazismo.


2008 - La scimmia che ride - Der lachende Affe - The Laughing Monkey [Capitolo/Saggio]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Il riso come caratteristica - secondo Darwin - non solo della specie umana ma anche delle scimmie superiori, e la ricerca dei suoi significati - secondo le intepretazioni di Pirandello, di Bergson, di Freud e di Nietzsche.


2008 - Narrativa e cinema [Capitolo/Saggio]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Il capitolo contiene un'analisi del principio narrativo del "come andrà a finire?" di ogni storia narrata, inteso non soltanto come espediente per intrattenere il pubblico ma anche e soprattutto come riflesso della dinamica dell'esistere: il mistero, cioè il non sapere e il desiderio di sapere cosa accadrà, come parte della sostanza stessa della vita, anzi sua costante.


2008 - Stevenson e l'Isola che non c'era [Traduzione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Traduzione di un testo in cui Stevenson raccontata la genesi del proprio capolavoro: L''Isola del Tesoro.


2007 - Fabbriche dell'anima [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Prendendo spunto dalla pretesa del medico russo I. Smirnov di costruire una macchina in grado di configurare l'inconscio umano e di orientare il comportamento, l'autore svolge alcune considerazioni sulla difficoltà cui andrebbe incontro chi puntasse a ridurre la psicologia a mera fisiologia. Per avvalorare la tesi vengono prese in considerazione gli studi di H. Bergson, P. Janet e W. James


2007 - H.Plessner, "I gradi dell'organico e l'uomo. Introduzione all'antropologia filosofica" [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract


2007 - Prefazione [Taccuino metafisico] [Breve Introduzione]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Prefazione alla raccolta aforismatica di Riccardo De Gennaro, dalla quale emergono echi dell'arte del paradosso greca, del pensiero di Cioran e forse di Bergson.


2006 - Avventure e osservazioni sulle coste di Barberia [Curatela]
F., Scarpelli; Scarpelli, Giacomo
abstract

Pananti (1766-1837) può essere considerato uno dei capostipiti della letteratura di viaggio e una delle figure più singolari ed estrose della cultura italiana a cavallo tra Sette e Ottocento. Il volume contiene il resoconto di come Pananti venne rapito dai pirati barbareschi e condotto in schiavitù ad Algeri. Una volta liberato intraprenderà una sistematica esplorazione di quei paesi. Nella introduzione G. Scarpelli illustra la vita e l'opera di Pananti anche in rapporto alla cultura e alla filosofia del suo tempo.


2006 - Haldane. La natura bizzarra di un naturalista. [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Ritratto dello scienziato J.B.S. Haldane, uno dei più grandi evoluzionisti darwiniani del Novecento, nonché grande divulgatore scientifico.


2006 - Parsifal Superuomo nazista [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Nel quadro dello studio delle strumentalizzazioni culturali che alimentarono il mito ariano, una indagine sulla figura singolare e tragica di Otto Rahn, studioso tedesco emulo del Parsifal wagneriano, che si consacrò alla ricerca del Graal, come mito procreatore del nazionalsocialismo.


2006 - Premessa [Avventure e osservazioni sulle coste di Barberia] [Prefazione o Postfazione]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Pananti avrebbe certamente preferito che la sua fosse la quieta esistenza di un letterato e pensatore incanutito in poltrona, il destino invece lo trasformò in esule, quindi in schiavo ad Algeri, e in esploratore, precorritore della moderna etnologia. Nella prefazione al volume è inoltre riferito come egli fosse all'inizio delle sue disavventure raggirato da una coppia di lestofanti - i quali probabilmente serviranno un giorno da modello al Collodi per la creazione delle figure del Gatto e della Volpe.


2005 - Dalla Siberia [Curatela]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Nel 1890, il giovane Cechov lascia mosca alla volta dell'isola di Sachalin, con lo scopo di raccogliere dati sulla deportazione dei forzati. Per raggiugere la destinazione deve attraversare l'intera Siberia. Pagine poco conosciute dell'autore russo, intense e ricche di notazioni sulla condizione umana e alimento del suo apprendistato intellettuale.


2005 - Il viaggio di apprendistato di Anton Cechov [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Il viaggio del giovane Cechov verso l'Isola di Sachalin (dove compirà il suo famoso reportage sui condannati e i forzati) come percorso di formazione intellettuale ed artistico.


2005 - La solitudine della specie. L'uomo e i cambiamenti ambientali [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Tanto maggiori i trionfi della tecnologia, tanto più sparute le certezze della filosofia. Il rapporto tra l'uomo e il pianeta in cui vive. I mutamenti ambientali, fin dall'antichità, hanno indotto l'uomo a radicali cambiamenti culturali ed artistici (dalla cultura delle Teste Rotonde alla civiltà minoica, dalla pittura puntinista a quella divisionista etc.). La fisicità dell'uomo tuttavia non è a misura di quella del mondo: quest'ultimo è in grado di autoregolarsi sempre, la nostra specie può farlo soltanto fino ad un certo limite.


2004 - Corrispondenza di guerra. Dal taccuino di Robert Louis Stevenson [Curatela]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Robert Louis Stevenson crea un archetipo del wargame caratterizato daallegro e irriverente inquadramento militaresco e spensieratezza giovanile. Forse non c’è saggezza senza sapienza del giocare. Nel caso specifico non con la vita dei soldati ma dei soldatini. E i soldatini, si sa, ogni volta tornano in piedi.


2004 - Enrico Castelli Gattinara, "Strane alleanze. Storici, filosofi e scienziati a confronto nel Novecento" [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract


2004 - Scrittori e giochi di guerra [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Il gioco di guerra dai fratelli Bronte a Stevenson, al "Giornalino della Domenica" diretto da Vamba.


2003 - Annabel Robinson, "The Life and Work of Jane Ellen Harrison" [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract


2003 - IL DIO SOLO. Alle origini del monoteismo [Monografia/Trattato scientifico]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Un'indagine sulle origini del culto di un dio unico che, muovendo dai pionieristici studi di Freud su "L'uomo Mosè", si snoda a ritroso nel tempo, attraverso le più antiche civiltà mediterranee e del Vicino Oriente. L'uomo viene posto sul divano dello storico della psiche e la sua memoria è sospinta lungo ère a ritroso, fino all'alba dell'intelligenza della specie, quando questa, ritenendosi compiuta, fu sopraffatta dalla propria insufficienza ad affrontare l'esistere. Apparirà verosimile che quello fu il momento in cui l'uomo prese a cercare dapprima l'aiuto delle molteplici intelligenze degli dèi parziali, e poi un'intelligenza ulteriore che le unificasse tutte e fosse per lui guida definitiva: l'intelligenza nascosta, che vede il cielo dall'alto, del padre dio-unico. L'itinerario incrocia anche le epoche in cui lo sgomento incita l'uomo a sostituire l'introvabile con la proiezione di se stesso: il dio-io, nume adottivo più di ogni altro apocrifo.


2003 - L'enigma delle Baccanti [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Le "Baccanti" costituisce il vertice dell'arte euripidea e anche il caso più enigmatico della storia della tragedia greca. L'opera è un intreccio esemplare di senso drammaturgico e di significato filosofico, e di qualcos'altro definibile come oscuro dionisismo. L'articolo costituisce un nuovo tentativo di interpretazione delle "Baccanti", tenendo presente le ricerche di Dodds e cercando di verificare le opinioni che Nietzsche aveva di Euripide. Il significato ultimo della discussa tragedia è probabilmente il mistero, inteso come eroica accettazione dell'incomprensibilità delle leggi supreme della vita.


2003 - La biologia italiana del Novecento [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Questa breve storia della biologia novecentesca parte dalla constatazione che l'Italia, che pure aveva vantato alcuni precursori e validi sostenitori della teoria della trasmutazione delle specie (Giovambattista Brocchi, Federico Delpino, Filippo De Filippi, Michele Lessona), non riusciva a fare a meno di adeguarsi alla generale deviazione finalistica e, in definitiva, spiritualistica, che dalle discipline biologiche si insinuava in altri ambiti del sapere e della creatività intellettuale, dalla paleontologia, alla psicologia, fino nella letteratura. Tendenze antidarwiniane si possono individuare nelle concezioni di Giuseppe Sergi e di Daniele Rosa, i due evoluzionisti italiani di maggior spicco degli anni immediatamente precedenti e successivi alla Grande Guerra. Il siciliano Sergi, fondatore del Museo di antropologia di Roma (nonché padre del Sergio Sergi che rinverrà i resti del paleantropo di Saccopastore nel 1929), andò delineando il quadro di un'evoluzione della specie umana che avrebbe proceduto lungo linee filetiche diverse da quelle delle scimmie. Per parte sua, il piemontese Rosa tentò di mettere da parte il principio darwiniano della sopravvivenza del più adatto, sostituendolo con un altro da lui concepito: l'idioplasma. Esso sarebbe la sostanza essenziale insita negli esseri viventi, la cui energia presiederebbe al dispiegamento delle specie. Ciascun individuo dunque possiederebbe dentro di sé il patrimonio idioplasmatico atto a generare le variazioni stabili dei caratteri per la totalità della trasformazione filetica. A questa potenziale evoluzione completa di tutti gli organismi Rosa dava il nome di ologenesi. Tra gli studiosi e gli sperimentatori italiani che ebbero l'entusiasmo e le energie per tenere dietro ai progressi della scienza internazionale, vanno annoverati Livio Livi, Giuseppe Montalenti, Pietro Omodeo ed Emanuele Padoa. Trova spazio anche l'analisi del cosiddetto "caso Lysenko" e i riflessi da esso avuti in Italia. Infine, le figure di Luria, Dulbecco e Rita Levi-Montalcini, insigniti ciascuno del premio Nobel.


2002 - "B. Bensaude e C. Blondel (edd.), Des savants face à l'occulte" [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract


2002 - Ego divino, Ego selvaggio. Frazer e l’antropologia mitologica [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Nel 1893 Frazer si imbatte nell’articolo di A.E. Crawley, intitolato 'Achille a Skiros'. Si tratta di una breve indagine sul periodo mitico in cui l’eroe greco, ancora giovinetto, venne nascosto dai genitori nell'isola delle Sporadi, travestito da ragazza, con lo scopo di sottrarlo alla drammatica predizione di una morte in battaglia. Crawley, interpretava la leggenda come una forma di sublimazione dei riti iniziatici della pubertà, tipici di parecchie popolazioni cosiddette primitive. Da questo spunto Frazer prese le mosse per buttar giù il saggio 'La giovinezza di Achille', in cui spiegava l’usanza parentale di occultare un ragazzino sotto le spoglie di una ragazzina come un espediente per preservare la discendenza maschile dagli spiriti malvagi. E qui Frazer faceva una scoperta sulla madre di Achille. La nereide Teti prima di riuscire a rendere invulnerabile il piccolo Achille bagnandolo nelle acque dello Stige, aveva già tentato l’esperimento con i fratelli maggiori di costui, immergendoli invece nelle fiamme, e però provocandone la morte. La questione appare particolarmente significativa e attuale, perché pare cogliere un inatteso rapporto fra il mito ancestrale e il fenomeno patologica di talune madri assassine dei nostri tempi. Assassine vittime di un Ego allarmato, ma in qualche modo anche vestali di riti cruenti a scopo salvifico. La piscopatologia ha parlato infatti di “omicidio altruistico” nel caso di quelle donne che hanno ucciso i propri figli nell’intento di sottrarli ad un mondo che al loro sguardo deformante risultava ostile. La via del sacrificio per acqua, simile e opposta al battesimo, impiegata per Achille, sembra dalle infanticide preferita a quella ancora più antica del sacrificio per fuoco, forse perché, in definitiva, assume il senso di un’inversione della nascita e quindi di rigenerazione.


2002 - Il pozzo del sacrificio del Ritualisti di Cambridge [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Alla vigilia della Grande Guerra il gruppo dei cosiddetti “Ritualisti” di Cambridge (nel quale figuravano Jane E. Harrison, G. Murray e F.M. Cornford) individuarono le cause della crisi dell’Occidente in un sostrato arcaico irrazionale. Alle origini del mondo greco non vi sarebbe stato il lume guida dell’intelletto bensì il pozzo oscuro del sacrificio cruento. Lo spettro di una genesi “selvaggia” della nostra civiltà evocato dai ritualisti, che rinnovava il trauma dell’antenato scimmiesco suscitato da Darwin, può servire oggi a dar conto della delusione nei confronti dell’ineluttabiltà del progresso e a comprendere il perché il precetto baconiano di un dominio razionale della natura risulti al dunque disatteso e travisato.


2002 - La giovinezza di Achille [Traduzione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

"La giovinezza di Achille" (The Youth of Achilles) è un testo di Frazer, fondatore dell'antropologia moderna, che appare per la prima volta in traduzione italiana. Frazer spiegava l’usanza parentale di occultare un ragazzino sotto le spoglie di una ragazzina come un espediente per preservare la discendenza maschile dagli spiriti malvagi. E qui l'autore faceva una scoperta sulla madre di Achille. La nereide Teti prima di riuscire a rendere invulnerabile il piccolo Achille bagnandolo nelle acque dello Stige, aveva già tentato l’esperimento con i fratelli maggiori di costui, immergendoli invece nelle fiamme, e però provocandone la morte. La questione appare particolarmente significativa e attuale, perché pare cogliere un inatteso rapporto fra il mito ancestrale e il fenomeno patologica di talune madri assassine dei nostri tempi. Assassine vittime di un Ego allarmato, ma in qualche modo anche vestali di riti cruenti a scopo salvifico. La piscopatologia ha parlato infatti di “omicidio altruistico” nel caso di quelle donne che hanno ucciso i propri figli nell’intento di sottrarli ad un mondo che al loro sguardo deformante risultava ostile. La via del sacrificio per acqua, simile e opposta al battesimo, impiegata per Achille (il quale non ci guadagnò altro che la mortalità concentrata in un unico punto anatomico), sembra dalle infanticide preferita a quella ancora più antica del sacrificio per fuoco, forse perché, in definitiva, assume il senso di un’inversione della nascita e quindi di rigenerazione.


2001 - Frazer e il bosco sacro [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Frazer e la creazione del suo capolavoro, "Il ramo d'oro", fondamento dell'antropologia. A partire dalle pagine dedicate al santuario di Nemi, ciò che tiene insieme l'opera, e probabilmente ne costituisce il nocciolo significante, non è tanto la successione dei fili colorati della magia, della religione e della scienza, quanto l'individuazione del rapporto tra uomo e natura, scandito dal ritmo delle stagioni, dalla morte e dalla resurrezione della vegetazione. Il sacrificio come espressione della relazione primeva di sottomissione al mondo naturale e l'immolarsi del singolo per la sopravvivenza della specie.


2001 - Idioti di genio [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Uno studio sulle meravigliose armonie matematiche raggiunte dai cosiddetti "idioti sapienti" (frenastenici geniali): costoro in realtà perpetuano inconsapevolmente la lezione di Pitagora, secondo cui la qualità delle cose è passeggera e solo i rapporti numerici rimangono e fondamento costitutivo del mondo.


2001 - L'antenato del Superuomo. Imitazione come negazione in Nietzsche [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

L'individuazione dell'inconsapevole autoidentificazione di Nietzsche in Callicle, personaggio del dialogo platonico "Gorgia", negatore di ogni valore di virtù e giustizia correntemente intesi. Nietzsche sembra tuttavia divergere dal personaggio greco nel negare la legittimità dell'uomo superiore di dare libero sfogo ai propri aneliti. Il filosofo tedesco esalta semmai la massima serietà con se stessi.


2001 - L'autobiografia di un filosofo: Salomon Maimon [Relazione in Atti di Convegno]
Scarpelli, Giacomo
abstract

La ricostruzione della figura del filosofo tedesco di origine polacca Salomon Maimon attraverso la sua "Lebensgeschichte". Maimon prima di approdare alla filosofia fu talmudista, astronomo newtoniano, qabbalista e fisiologo meccanicista, asceta chassid e medico, speziale e divulgatore scientifico in lingua ebraica. Ma fu soprattutto uno dei più acuti critici del concetto kantiano di "cosa in sé" (e Kant stesso gliene riconobbe il merito). La vita irrequieta di Maimon è ripercorsa anche in chiave di "romanzo familiare" freudiano: la "Lebensgeschichte" in definitiva risulterebbe essere un'opera di maturità autoterapeutica.


2001 - La danza del Minotauro: Bergson e l'amico sconosciuto [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Un'analisi delle ipotesi di Bergson sul frazionamento del tempo e del movimento da parte del cervello, sino alla riprova di tutto questo: l'arte della remota civiltà minoica che scompose dinamicamente l'immagine. La teoria di Bergson posta a confronto con gli studi dell'archeologo John Pendlebury.


2000 - "Raccomando a tutti la Gestapo". I destini della famiglia F. [Freud] [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

L'esodo della famiglia Freud dall'Austria, cominciato con l'emigrazione del fratellastero di Sigmund, Emanuel, nel 1859, e proseguito all'avvento del nazismo da quasi tutti i componenti della famiglia stessa, in Inghilterra, in Canada, negli Stati Uniti, fino a diventare una vera e propria diaspora.


2000 - Esoterismo [Voce in Dizionario o Enciclopedia]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Il concetto di esoterismo, dalla sua accezione originaria di insegnamento filosofico non destinato alla divulgazione, alla sua trasformazione in pratica segreta dei pitagorici, alle religioni misteriche, ai credi orientali iniziatici, allo gnosticismo, sino alla teosofia ottocentesca, e alla ricerca psichica con "intenti razionalistici" del periodo a cavallo tra XIX e XX secolo (cui presero parte Bergson, William James, Lombroso e successivamente Dodds e Jung).


2000 - Gimnosofisti [Voce in Dizionario o Enciclopedia]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Gimnosofisti era il termine col quale i greci si riferivano agli asceti indiani digambara. Il mondo ellenico fu introdotto ai loro costumi da Onesicrito cinico e da Pirrone scettico (il quale avrebbe tratto spunto dal gimnosofismo per i concetti di acatalessia e di epoché).


2000 - Il fardello dello scarabeo sacro: diffusionismo e degenerazionismo [Capitolo/Saggio]
Scarpelli, Giacomo
abstract

L'avventura intellettuale del Diffusionismo, che nel periodo tra le due guerre mondiali ripropose l'immagine di un Egitto primo focolaio della civiltà, della spiritualità e della tecnica e approdò ad una concezione della cultura come non sempre progressiva, bensì sospinta da una sorta di evoluzione rovesciata, ossia degenerativa. Le attrattive di quest'impresa suggestionarono in qualche modo Freud quando pose mano alla sua ultima opera: il ritratto storico-psicoanalitico di Mosè, portatore della conquista egizia del monoteismo.


2000 - Il semplice gioco della scienza [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

All'interno della biografia di grandi scienziati e pensatori viene individuato il permanere di una dose essenziale di creatività infantile. In definitiva il vero genio non sarebbe il bambino-prodigio ma lo scienziato (e il filosofo)- bambino.


2000 - La lunga fuga di Oliver Freud [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Resoconto della fuga del secondogenito di Sigmund Freud, Oliver, assieme alla moglie e alla figlia attraverso l'Europa invasa dai nazisti, alla volta dell'America. Il testo si basa sugli appunti autobiografici di Oliver Freud stesso, riemersi dagli archivi della Sigmund Freud- Gesellschaft di Vienna (cui l'autore, G. Scarpelli, è associato).


1999 - D.C. Dennett, "L'idea pericolosa di Darwin" [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract


1999 - G. Messadié, "L'uomo che divenne Dio" [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
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1999 - Romanzo come terapia e terapia come romanzo [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

L'inidividuazione dei legami esistenti tra scienze della mente e narrativa. Legami che si possono far risalire al 1885, anno in cui il giovane Freud divenne allievo di Charcot a Parigi e la rotta della sua vocazione psichiatrica ebbe un colpo di barra decisivo: tra intuizione e immaginazione forse non vi era grande differenza. Da allora e per qualche tempo, creatività e indagine psicopatologica presero ad andare di pari passo nella descrizione della vita mentale dell'uomo (oltre Freud, da William James a Federigo Tozzi, da Pierre Janet a Italo Svevo).


1998 - Cacciatori di stelle [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Galileo costruì il primo cannocchiale per impiego astronomico il 25 agosto del l609. Un anno dopo, nell'opuscolo Sidereus nuncius darà riscontro delle straordinarie scoperte da lui compiute dietro l'oculare: dai monti della Luna alla "congerie di minutissime stelle" della Via Lattea, dalle luminescenze delle Pleiadi e di Orione ai quattro satelliti di Giove. L'esplorazione telescopica del cosmo era stata dischiusa da quel lungo apparecchio. È tuttavia innegabile che ancora oggi, per quanto si assista al trionfo dell'osservazione teleradioastronomica, l'uomo non ha rinunciato a scrutare con il naturale strumento dell'occhio nudo i corpi e le traiettorie siderali. Rimane un anelito mai acquietato, il bisogno ancestrale di comprendere l'universo senza la mediazione della tecnologia. Fu Aristotele ad affermare che i primi dèi dell'umanità furono gli astri. Nell'articolo si riferisce di alcune culture (come i Dogon del Mali) che hanno conseguito conoscenze astronomiche senza la tecnologia. Un altro sorprendente precorritore fu Jonathan Swift. Talvolta l'immaginazione creativa costituisce una temibile rivale dell'indagine scientifica. Una delle più convincenti spiegazioni della teoria eliocentrica e della luminosità riflessa dei pianeti fu Sopra il candore della Luna, una lettera indirizzata a Leopoldo di Toscana da Galileo quando, ormai quasi cieco, aveva messo via per sempre il telescopio.


1997 - Cleptomnesia: il reato di Nietzsche [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Il personaggio di Zarathustra nacque da un oscuro "peccato" di Nietzsche: un plagio involontario (definibile cleptomnesia oppure, secondo Jung, criptomnesia) ai danni di Justinus Kerner, psicopatologo autore di un trattato sulle visioni di pazienti sedicenti sensitivi.


1997 - Fantasmi a mezzogiorno [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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L'elemento comune alla narrazione del mistero e dell'orrore è la predilezione per la tenebra, con alcune eccezioni, come "Il giro di vito" di Henry James, in cui gli spettri irrompono a mezzodì. Nell'antica Greci in effetti, il momento del manifestarsi del soprannaturale era il meriggio. In seguito l'orrore si trasferì alla mezzanotte, e la trasformazione può essere messa in rapporto con l'avvento del Cristianesimo, ma anche con l'invenzione dell'oroolgio.


1997 - Il dio solo. Le misteriose origini del monoteismo. [Monografia/Trattato scientifico]
Scarpelli, Giacomo
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Nonostante l'olimpo della maggior parte di popoli antichi sia abitato da numerose divinità, il monoteismo caratterizza la vita dell'uomo da un'epoca immemorabile. Ma quando è nata l'idea di un unico dio? Si può riconoscere una stessa remota credenza all'origine delle diverse fedi monoteistiche? Per risalire agli albori di questo fenomeno spirituale l'autore traccia un percorso a ritroso nel tempo, attraverso le antiche civiltà del Mediterraneo e del Vicino Oriente. La prima tappa della ricerca è il XIV sec. a.C., in Egitto, dov'è ospite-prigioniero Mosè. L'uomo Mosè, così come e è stato definito da Freud, fece discendere l'idea di un solo dio dal culto di Aton, il disco solare, nume immaginato dal faraone Amenophis IV. Questa rivoluzione dal dio molteplice al singolo potrebbe essere scaturita dalla proiezione e dall'esibizione da parte di Amenophis IV (ribattezzatosi Ekhnaton) delle suo proprie prorompenti qualità spirituali, come conseguenza del forte complesso d'inferiorità nei confronti del padre Amenophis III. Un'analisi ulteriore rivela che l'io individuale di Ekhnaton, assurto a splendore divino, potrebbe essere stato a sua volta preceduto da un io molto più grande, quello appartenente alla specie umana nel suo insieme. Il dio unico, dunque, considerato come proiezione delle aspirazioni dello spirito generale dell'Homo sapiens. Tappa successiva di questo itinerario a ritroso è il Sahara: scavi effettuati negli ultimi decenni (ai quali anche l'autore ha partecipato, nel corso di una Missione paletnologica dell'Università di Roma "La Sapienza", guidata dal prof. F. Mori), hanno portato alla luce ulteriori segni di una precedente forma dell'uomo, paleo e neolitico, già sufficientemente scaltrito da sentire la necessità di entità superiori. Le divinità raffigurate nei ripari sahariani avevano aspetto antropomorfico, ingigantito dal desiderio. Nel compiere questo percorso nella memoria dell'uomo si è utilizzata la guida di quegli psicologi, filosofi e archeologi che hanno gettato sprazzi illuminanti, anche se talvolta lacunosi, sulla comparsa dell'idea di dio unico. E' il caso di Karl Abraham e del suo maestro Freud, che hanno indagato su Ekhnaton e Mosè. Ma perché il padre della psicoanalisi si rifiutò di prendere in considerazione il patriarca Abramo quale esplicito iniziatore del monoteismo? Forse perché - come Vico - aveva preferito non mescolare la storia sacra con quella profana, mettendo in guardia dal leggere la Bibbia come un manuale di storia. Toccò a Wolley, che riportò alla luce Ur dei Caldei, tentare di dimostrare che Abramo era realmente esistito. Il dilemma delle origini del monoteismo chiama anche in causa il pensiero diffusionista di Perry e Elliot Smith, convinti di una supremazia culturale e religiosa degli egizi. Dall'altro lato Bergson e Frazer continuarono ad ascrivere alla civiltà ellenica il primato, e l'immagine del dio che nasce, muore e risorge. E vi era anche chi affermava che la nuova arte realistica che Ekhnaton aveva inaugurato per affiancare la sua teologia, fosse in qualche modo ispirata a quella di Creta. E ancora, se Hegel aveva sotenuto che i greci avevano assimilato influssi egizi, ma per rielabolarli in modo originale, sotto forma di filosofia, fu del suo allievo Feuerbach l'intuizione geniale che Dio è l'uomo come vorrebbe essere.


1996 - Biologia [Capitolo/Saggio]
Scarpelli, Giacomo
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Il capitolo contiene un'analisi storica del cammino della biologia italiana novecentesca in rapporto alle correnti di pensiero che ne hanno guidato le scelte, dal positivismo al materialismo, e anche dall'idealismo allo spiritualismo.


1996 - F. Burckhardt, D.M. Porter, J. Browne, M. Richmond (eds.), "The Correspondence of C. Darwin". Vol. 8 [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Un volume fondamentale delle corrispondenza di Darwin, in quanto incentrato sul dibattito pubblico e privato, scientifico e filosofico, conseguente alla pubblicazione di On the Origin of Species (1859).


1996 - I nipotini melanesiani di Kant [Traduzione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Traduzione di un saggio dell'antropologo di formazione anglosassone Scoditti, in cui etnologia e filosofia si intrecciano in una comparazione tra l'estetica delle culture europee e quella di coloro che Malinowski definiva degli "Argonauti del Pacifico Occidentale".


1996 - M.P. Winsor, "Reading the Shape of Nature. Comparative Zoology at the Agassiz Museum" [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
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1996 - Whately [Voce in Dizionario o Enciclopedia]
Scarpelli, Giacomo
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Richard Whately fu il principale rappresentante del cosiddetto pensiero degenerazionista della prima metà dell'Ottocento. Arcivescovo anglicano di Dublino e docente di economia politica a Oxford, prospettò l'ipotesi che l'uomo primevo fosse vissuto in una condizione superiore a quella del selvaggio odierno e tali benefici andavano ascritti alla prodigalità della Provvidenza. La fase di aggregazione sociale era quindi determinante per il progresso, inteso come riscatto da uno stato degenerativo, sorta di evoluzione a rovescio.


1995 - G. Irwin, The Prehistoric Exploration and Colonisation of the Pacific [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Recensione di un importante testo di antropologia. Gli esploratori preistorici del Pacifico percorrevano fino a centocinquanta miglia marine in ventiquattrore. Ma il criterio nautico cruciale era quello dell’intervisibilità tra le nuove isole raggiunte e le isole ancora da raggiungere, per creare una sorta di corridoio dello sguardo, di fondamentale importanza sia per la localizzazione delle successive mète di popolamento, sia per garantire la sopravvivenza al navigante. Grazie a una serie di corridoi pelagici e alla congerie di artifici di navigazione alternativi, quegli “argonauti del Pacifico occidentale” - come li avrebbe chiamati Malinowski - riuscirono a spingersi, ormai nel 1500 a.C., sino alle più distanti longitudini polinesiane.


1995 - Il mistero del vino e della scrittura cretese [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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L'analisi dei processi mentali che portarono alla decifrazione dell'antica scrittura Lineare B cretese, in rapporto allo studio del mito di Kereniy e all'opera crittografica di Evans e di Chadwick.


1995 - Infantilismo e genio scientifico [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Come lo spirito del bambino possa restare ospite fisso del genio scientifico (e naturalmente anche di quello artistico, ma è cosa più nota), per fornirgli al dunque quella propulsione immaginativa di cui non potrebbe assolutamente fare a meno. Nell'articolo sono affrontati risvolti delle personalità di Newton, Darwin, Nietzsche, Einstein, Freud ed altri scienziati e filosofi.


1995 - The Zoology of the Voyage of H.M.S. Beagle, edited by C. Darwin [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
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1994 - Bergson e la techne. Le origini della precisione [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Bergson attribuiva ai greci la trasformazione del mondo visibile naturale in un mondo frazionato e manipolabile, grazie all'introduzione della matematica e della tecnica. Ma i greci erano realmente i creatori della scomposizione e della trasformazione razionale dello spazio e del tempo? Oppure erano i prosecutori di un'impresa iniziata da culture precedenti? Il saggio inquadra Bergson all'interno di un vivace dibattito, in cui figurano filosofi e storici del pensiero antico che vanno da Croce a Henri Berr, da Cumont ad Abel Rey, a Elliot Smith, a Gilbert Murray e a Sambursky, circa il dilemma delle origini e delle finalità della manipolazione del mondo visibile da parte della specie umana.


1994 - Il futuro dell'Occidente e la memoria della specie [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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E' possibile mettere a confronto due culmini storici come quello della demcorazia ellenica e quello della democrazia contemporanea? E sarebbe legittimo cercare un'analogia tra lo spegnersi del lume della ragione classica nel caos della frantumazione dell'Impero romano, del sorgere di nuovi culti pessimistici rinunciatari, e la minaccia di un disfarsi della civiltà moderna e della filosofia civile? I primi timori per il franare del nostro periodo storico si possono far risalire alla vigilia della Grande Guerra, nelle persone di Bergson, Whitehead, Murray, Dodds, Bréhier, Cumont, Jung. I quali si rivolsero, alla ricerca di una speranza, a Plotino, colui che nel mare di sconforto della disgregazione dell'Impero romano aveva saputo additare una rinascita razionale e spirituale. In un XXI secolo senza mète assolute la lezione degli uni e dell'altro appare ancora promettente e viva. Mentre le specie animali si salvaguardano con l'istinto atavico, l'Homo sapiens può cavarsela soltanto con l'acquisizione culturale, e rigenerare l'esperienza con la ragione attiva.


1994 - Il medico e la mummia. Storia dell'idea diffusionista [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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La teoria diffusionista fece parlare di sé negli anni Venti e Trenta, ipotizzando che alle origini della civiltà Vecchio Mondo, ma anche del Nuovo e del Nuovissimo Mondo dovessero le proprie origini a un'unica cultura, quella sviluppatasi nella valle del Nilo. Propugnatore dell'audace teoria fu Grafton Elliot Smith, scienziato, medico, pensatore e studioso del metodo egizio della mummificazione.L'ipotesi diffusionista colpì l'immaginazione di filosofi e archeologi inglesi e americani, tra cui A.N. Whitehead, Flinders Petrie e James Breasted.


1994 - La lanterna di Giordano Bruno [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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L’arte combinatoria e la mnemotecnica di Lullo andò a fondersi con la tradizione classica dell’arte della memoria iniziate da Cicerone e Quintiliano e raggiunse il vertice con Giordano Bruno. Nel presente saggio si riferisce di come il giovane filosofo, dopo aver abbandonato il saio di frate in seguito all’accusa di soggiacere ad idee riformistiche e “novatrici”, avesse peregrinato per le corti d’Europa nella speranza di trovare requie e protezione. Da Napoli aveva raggiunto Venezia, e poi Padova, Lione, Ginevra e quindi Parigi. Qui aveva intrapreso la carriera di docente, ingraziandosi il re Enrico III, al quale dedicava nel 1582 la sua Ars memoriae, che inaugurava il proficuo decennio di studi neoplatonici applicati alle discipline mnemotecniche. L’approccio di Bruno fu simile a quello di Lullo, ma forse più ardito: la memoria è la facoltà più nobile dell’intelletto, ciò che garantisce la continuità psichica dell’individuo. L’azione mentale sarebbe un vano navigare se non si potesse far affidamento sull’ormeggio del ricordo. Con Bruno l’artista della memoria non è più soltanto l’autore di una tecnica utile per oratori e avvocati, bensì, in quanto possessore di una “chiave universale”, si fa anche mago e in ultimo interprete della realtà e del destino. Bruno porta dunque a termine una serie di testi che nel loro insieme formano un compatto sistema filosofico, composto sia da commentari all’opera di Lullo, sia di apparati teoretico-categoriali, sia di bilanci sinottici generali, foggiati sull’idea che mediante i processi mnemonici la mente possa penetrare il mondo, componendolo e scomponendolo secondo un computo matematico-geometrico incrementabile all'infinito. Ciò che il filosofo nolano realizza è la fondazione dell’intelligenza artificiale, che non è quella della macchina ma quella che l’intelligenza stessa può autoapplicarsi per raggiungere le mète più elevate della comprensione.


1994 - P.V. Tobias, Olduvai Gorge. Volume 4. The Skulls, Endocastes and Teeth of Homo Habilis [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Recensione di un testo di uno dei maggiori paleoantropologi del Novecento, dedicato alle ricerche sulle origini africane della nostra specie, in particolare l'Homo Habilis.


1993 - IL CRANIO DI CRISTALLO. Evoluzione delle specie e spiritualismo [Monografia/Trattato scientifico]
Scarpelli, Giacomo
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Sul finire dell'800 numerosi studiosi tentarono d'individuare e quindi di aprire una porta che dalla conquista positivistica dell'evoluzionismo (cui pure avevano contribuito) conducesse ad una dimensione spirituale, che con la scienza naturale non fosse in contrasto, ma anzi ne svelasse l'essenza e ne indicasse l'ulteriore percorso. Che cosa spinse tante menti brillanti a intraprendere quest'esplorazione? Forse il panico che l'indagine scientifica si fosse isterilita? Rimorso perché era stata definitivamente accantonata l'investigazione sulla mèta spirituale dell'uomo? A William James, Henri Bergson e Alfred Wallace (coautore della teoria della selezione naturale) balenò l'ultima speranza che le conquiste della scienza potessero sposarsi con un disegno metafisico, ovvero con uno slancio creativo immanente all'edificazione materiale della vita. Si reputò strumento adatto a praticare un foro nel fisico per penetrare nel metafisico quella nuovissima scienza - prolungamento dello spiritualismo - chiamata spiritismo. Il libro assume a emblema di questa ricerca un cranio azteco di cristallo di rocca, datato tra il 1500 e il 1300 d.C.: rappresentò la presunta prova che le "degradate" popolazioni indigene delle Americhe discendessero da altre più progredite, esistite in epoca remota e provviste di sapienza spirituale suprema; esse avrebbero quindi compiuto un percorso evoluzionistico alternato, dal meglio al peggio, al meglio. I sostenitori di questa teoria detta "degenerazionista" furono gli stessi naturalisti e filosofi evoluzionisti che, mossi dall'intento sincero di esplorare ulteriormente il divenire della nostra specie, erano finiti spiritisti. Nei resti paleoantropolgici videro il mezzo adatto per sondare non soltanto il passato ma anche il futuro dell'Homo sapiens. Il cranio di cristallo è dunque visto come la sfera divinatoria di cui quei pensatori si servirono per indidivuare la porta che conduceva alla scoperta di un disegno superiore e anteriore dello sviluppo dell'uomo e della vita sulla Terra. Ritroveremo James, Bergson e Wallace partecipi di sedute medianiche alla Society for Psychical Research di Londra, in compagnia di Gladstone, Galton, M.me Curie, Lombroso, Conan Doyle e Jung. Darwin e Freud rimanevano i soli a considerare con scettica ironia i tentativi di quelle generosi menti di penetrare il fisico con la metafisica.


1993 - Il Sahara preistorico e le origini dell'antropomorfismo [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Il momento del passaggio da una economia di caccia-raccolta ad una basata sulla domesticazione e sulla coltivazione va collocato tra il Paleolitico superiore ed il Neolitico: furono queste età caratterizzate dall'avvento della pittura rupestre e le scene di caccia di Lascaux e Altamira ne sono testimonianza. Ma per poterci davvero riferire ad un'arte che esprima il dominio consapevole dell'uomo sulla natura bisogna rivolgersi a quella del Sahara preistorico ed in particolare a quella delle Teste Rotonde, di cui furono gli scopritori H. Lhote e F. Mori.


1993 - Introduzione [Lettera a Cristina di Lorena] [Prefazione o Postfazione]
Scarpelli, Giacomo
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La lettera a Cristina di Lorena è redatta da Galileo in nome della liberà della conoscenza scientifica e filosofica. Da coperinicano convinto, lo scienziato stabilisce il diritto della ragione umana di indagare sui meccanismi celesti e darne spiegazione razionale, sciolta da ogni dogmatismo religioso.


1993 - Introduzione alla Città del Sole [Prefazione o Postfazione]
Scarpelli, Giacomo
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Campanella scrive La Città del Sole durante gli anni di prigionia nella fortezza di Castel Nuovo, sospinto dall'idea di una sospirata nuova società. In quest'opera frate Tommaso armonizza sottigliezza filosofica, passione mistica e slancio idealistico, o meglio utopistico. La Città del Sole risulta essere al tempo stesso un monumento al Creatore, un appello ad agire in conformità con le leggi naturali e un'esortazione a concorrere solidarmente alla prosperità generale.


1993 - La Città del Sole [Curatela]
Scarpelli, Giacomo
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L'opera rientra nella tradizione utopistica, da Platone a Moro. Campanella propone la sua teoria ideale intorno alla migliore forma di governo. Il testo si presenta come narrazione di un viaggio nello stato dei Solari, governati da un re sacerdote. Nell'organizzazione di questo paese sono esclusi la proprietà privata e qualsiasi possesso individuale. In definitiva "La Città del Sole" è una sorta di monumento al Signore che muove la vita nell'universo e un incitamento ad agire in conformità con la natura.


1993 - Lettera a Cristina di Lorena [Curatela]
Scarpelli, Giacomo
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La lettera di Galileo a Cristina di Lorena, Granduchessa di Toscana, è testimonianza di una delle prime storiche battaglie per l'affrancamento del sapere scientifico e filosofico dal dogmatismo religioso. Nella sua arringa a favore del sistema copernicano, di cui ne prospetta una sintesi agile e ricca al tempo stesso, Galileo proclama il diritto della ragione umana ad investigare e interpretare i meccanismi del Creato, dal momento che "l'intenzione dello Spirito Santo" è limitata ad "insegnarci come si vadia al Cielo, e non come vadia il Cielo". In appendice altre tre celebri epistole: una a padre Benedetto Castelli e due a monsignor Piero Dini, in cui Galileo leva la sua voce contro l'oscurantismo religioso.


1992 - 'Nothing in Nature that Is not Useful'. The Anti-vaccination Crusade and the Idea of harmonia naturae in Alfred Russel Wallace [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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During the second half the nineteenth century, the conscience of Victorian society was troubled by the spreading of the movement against the smallpox vaccination, imposed by English Government. A preconceived fear of the artificial inoculation of the virus in the human body caused the reaction of both the common people and clergy, and the progressist politicians, which gave the priority to a general reform of the social health; pilosophers and naturalists, such as Spencer and Wallace, also objected the vaccination, to a certain extent following the opinion previousely expressed by Kant. Wallace himslef, who, together with Darwin, conceived the theory of Natural Selection, was one of the leaders of the anti-vaccination movement. Wallace deemed to be "more darwinian than Darwin himself", but, being actually a spiritualist, he gave to the action of Natural Selection an absolute value, and considered it as the manifestation of the perfect harmony of the whole living world. According to Wallace, Evolution followed a preestablished plan, and Man represented in that contest the final aim. The concordance of Man with the natural environment, including virus and bacteria, should have not been disturbed by vaccination; Wallace instead pointed out that a social and ethical advancement was needed: better healthy living conditions would have guaranteed an higher level of hygiene and a lower tendency to illness. Later on, smallpox was eradicated by using the same tool i.e. vaccination, but the vaccine was employed in doses which were very reduced and purified compared those used during the Wallace age.


1992 - A. Dini, Vita e organismo. Le origini delle fisiologia sperimentale in Italia [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
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1992 - F. Burkhardt, S. Smith (eds.) The Correspondence of C. Darwin, vol. 6 [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Questo volume dell'epistolario darwiniano, riguardante gli anni 1856-1857, è una continua scoperta di importanti osservazioni compiute da Darwin e dai suoi corrispondenti, in vista della creazione delle teoria della selezione naturale.


1992 - Il romanzo e i suoi progenitori greci [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Le radici del romanzo storico sono rintracciabili nell'antico romanzo greco. Era questo un genere di narrazione che sorprendentemente conteneva gli elementi di intreccio e talvolta anche di significato che poi, non consapevolmente, Scott e Manzoni faranno propri. Dove si dimostra, sulla scorta delle ricerche di studiosi e pensatori otto-novecenteschi (tra cui Erwin Rohde, amico e controparte dialogica di Nietzsche), che la creatività e il pensiero greci ancora una volta furono precorritori.


1991 - Calvino tra letteratura e scienza [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Un ritratto di Italo Calvino, narratore e saggista, e anche profondo conoscitore e teorico di filosofia e scienza.


1991 - Einstein e Besso: un lungo sodalizio [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Riflessioni sulla lunga e proficua amicizia tra A. Einstein e M. Besso, igegnere e matematico italo-svizzero. Un'amicizia che divenne proficuo sodalizio scientifico. Da confidente del geniale fisico teorico, ma anche da controparte dialettica, Besso si può affermare che dette il suo personale contributo al'elaborazione della teoria della Relatività ristretta. Un episodio di storia della scienza esemplare e alquanto raro.


1991 - G. Pareti, La tentazione dell'occulto. Scienza ed esoterismo nell'età vittoriana [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Un'analisi della "deviazione" spiritualistica e spiritistica del pensiero filosofico e scientifico ottocentesco. Deviazione che in realtà, secondo il recensore, può essere letta come una seconda faccia del positivismo e del determinismo.


1991 - Il diario di un pessimista: Schopenhauer in Italia [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Considerazioni sui taccuini del viaggio in Italia di Schopenhauer, che racchiudono folgoranti immagini più della mente che del paesaggio e costituiscono quasi una sintesi aforismatica del 'Mondo come volontà e rappresentazione'.


1991 - L'aquila e il serpente. Darwinismo, nietzscheanesimo e socialismo [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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"The Eagle and the Serpent" fu una rivista di ispirazione superomistico-nietzscheana e socioevoluzionistica, pubblicata in Inghilterra dal 1898 al 1903. Ne vengono analizzati la storia e il dibattito che la sua ambigua ideologia accese, coinvolgendo autori quali Papini, G.B. Shaw, Kropotkin, Wallace e inoltre Thomas Common e Ragnar Redbeard.


1991 - R. Ackerman, J.G. Frazer. His Life and Work [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Dalla lettura del volume emerge come Frazer avesse una formazione di letterato e filosofo piuttosto che di scienziato-etnologo – ma del resto l’antropologia era una disciplina che egli stesso avrebbe contribuito a creare.


1990 - Bufalini filosofo: da Condillac a Mill [Capitolo/Saggio]
Scarpelli, Giacomo
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La figura di Bufalini, filosofo, scienziato, protagonista di quasi tutto l'Ottocento della ricerca e della pratica clinica. Allo scadere del bicentenario della nascita il suo pensiero filosofico viene indagato a partire dall'influsso di San Tommaso e di Condillac, fino ad includervi un interlocutore quale Stuart Mill e ad intravedere la speculazione di Bergson.


1990 - Scimmie e fantasmi. Teorie dell'evoluzione tra positivismo, spiritualismo e spiritismo [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Un'indagine nella regione di confine in cui il Positivismo e lo Spiritualismo si divisero e taluni aspetti dell'uno presiedettero alla trasformazione di alcuni aspetti dell'altro. Esiste una sorta di inattesa continuità tra scienza evoluzionistica e filosofia spiritualistica, nella persona di autori quali Chambers, Lyell, Gray, Romanes, Wallace, Bergson, William James, Mivart.


1989 - Il gradualismo razziale nel pensiero evoluzionistico inglese [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Il saggio esplora ed analizza le concezioni antropologiche dei principali pensatori e scienziati evoluzionisti britannici dell'800, da Charles Lyell a Charles Darwin, da Alfred R. Wallace a John Lubbock a Thomas H. Huxley, individuandone le componenti di razzismo latente (l'esistenza di una scala del genere Homo che va dal nero o dall'aborigeno sino al bianco europeo, o addirittura l'idea che il nero possa essere una sorta di anello mancante tra l'europeo a l'antenato scimmiesco) e quelle invece liberali e democratiche. Le figure di Darwin e Wallace sono quelle che rivelano una più marcata impronta progressista.


1989 - Maimon, filosofo errante [Prefazione o Postfazione]
Scarpelli, Giacomo
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Salomon Maimon incarna in un certo senso la figura dell'ebreo errante dei suoi tempi, o meglio del filosofo ebreo errante, sulle cui spalle si carica il peso di un'intera tradizione religiosa, di pensiero e culturale. Il tentativo di svincolarsi da essa provoca in Maimon senso di colpa. La sua realizzazione esistenziale ed intellettuale verrà raggiunta soltanto grazie alla filosofia.


1989 - P.J. Bowler, Theories of Human Evolution. A Century of Debate, 1844-1944 [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Dallo studio di Bowler emerge come esistessero forti resistenze all'interno del pensiero scientifico anglosassone, anche di quello evoluzionistico, circa l'immagine darwiniana della scimmia ancestrale, antenata della nostra specie.


1989 - Storia della mia vita [Curatela]
Scarpelli, Giacomo
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Talmudista, astronomo newtoniano, kabbalista, asceta chassid, Salomon Maimon fu l'estroso filosofo ebreo lituano che nella seconda metà del '700 riuscì a costruire una delle confutazioni più sottili delle concezioni kantiane. Il volume è la sua autobiografia, resoconto di un'esistenza intensa e disordinata e quadro vivace di un'epoca.


1988 - J.L. Brooks, Just Before the 'Origin': A.R. Wallace's Theory of Evolution [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Recensione di una monografia su A.R. Wallace, colui che ideò contemporaneamente a Darwin la teoria della Selezione Naturale.


1988 - Storia della Biologia in Italia [Edizione critica]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Divisa in sette parti, ognuna debitamente introdotta, si tratta di una raccolta di testi di scienziati e biologi italiani dal Seicento ai nostri giorni, scelti, presentati e commentati annotati da Scarpelli, e offre al lettore una panoramica sugli sviluppi della scienze della vita nel nostro paese. Dall'embriologia e dalla questione della generazione spontanea alla disputa sull'elettricità animale, dal vitalismo all'evoluzione delle specie, dall'evoluzione umana alla genetica, dalla sintesi moderna alle nuove frontiere della biologia.


1987 - G.-C. Fagon, S. Ferenczi, F.G. Fontana, N.F. Gamaleya, P. Giovio, R.B. Goldschmidt, C. Guattani, D. Guglielmini, J.B.S. Haldane, O.W. Holmes, A.F. Huxley, J.S. Huxley, J. Ingenhousz, G.F. Ingrassia [Voce in Dizionario o Enciclopedia]
Scarpelli, Giacomo
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Le biografie, corredate di bibliografia, di una serie di illustri scienziati, scrittori, pensatori, psicologi, che hanno dato un contributo rilevante alla storia della medicina e delle scienze naturali.


1987 - L'immaginazione scientifica [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Ciò che accomuna l'arte, la filosofia e anche la scienza è l’immaginazione. La quale, al contrario della fantasia, parte dalla realtà ed è irrinunciabile elemento tanto dell'estro creativo, quanto dell'elaborazione di una teoria scientifica. Muovendo dalle riflessioni di Gerlad Holton, l'autore esplora la storia della fisica novecentesca, da Einstein alla Scuola di via Panisperna, in cui appunto l'immaginazione razionale ha avuto una funzione guida.


1986 - Alfred Russel Wallace: dall'evoluzione della specie all'evoluzione dello spirito [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
abstract

Il testo affronta la figura e l'opera di A.R. Wallace, coiedatore della teoria della selezione naturale con Darwin (1858). L'intento è altresì quello di riferire come Wallace, da darwiniano di stretta osservanaza, si sia successivamente trasformato in un teorico dello spiritualismo (lo sviluppo della specie umana è stato guidato da un'Intelligenza superiore) e della ricerca spiritica, in compagnia di altri filosofi e scienziati di matrice evoluzionistica. Dall'idea dell'esistenza di un'armonia della natura alla critica della teoria della selezione sessuale di Darwin stesso, alla convinzione che l'uomo possieda un "quid" di natura spirituale che lo allontana dalle altre specie animali. Le sue tesi suscitarono l'apprezzamento di numerosi evoluzionisti che nutrivano convinzioni finalistiche, per la verità accentuando l'isolamento di Darwin.


1985 - Il numero dei mondi possibili [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Recensione di un volume che contiene i contributi dei partecipanti al convegno internazionale "Livelli di realtà", tenuto a Firenze, e che riuniva filosofi, scrittori, storici della scienza, antropologi, biologi. Tra cui Italo Calvino, il quale scrive: "I vari livelli di realtà esistono anche in letteratura. (...) Un riflessione sull'opera letteraria può essere non inutile allo scienziato e al filosofo della scienza". Nel saggio dell'evoluzionista S.J. Gould, si afferma che le convinzioni scientifiche gradualiste di Darwin rispecchiassero le sue opinioni politiche di progressista cauto. Il recensore del volume solleva il dubbio che analogamente le convinzioni "punteggiste" di Gould (l'evoluzione procederebbe per balzi improvvisi) siano in qualche modo espressione delle sua formazione politica radical.


1985 - J. Abercrombie, J.F. Ackerman, F. Aglietti, J. Aikin, M.A. Alaimo, G.M. Albera, J.A. Albers, I.F. Albertini, T. Alderotti, G. Aldini, P. Alpino, A.D. d'Altomare, F.A. von Ammon, N. Andry, F. Antommarchi, G.C. Aranzio, G. Ercolano, P. Assalini, P. Bagellardo, S.J. Baker, D. Barduzzi, A. Besredka, A. von Bezold, H.F. Bidder, S. Biffi, A.P. Borodin, L. Botallo, T. "Z." Bovio, A.A. Brill, H. Brunschwig, M. Bufalini, A. Cagliostro, L.M. Caldani, P. Capparoni, C.-J.-F- Carron du Villards, A.P. Cechov, Céline, D. Cirillo, N. Cirillo, A.J. Cronin, J. Darcet, S. De Renzi, C.J.H. Dickens, Diocle di Caristo, G. Duhamel, J.-H. Dunant, Elena di Savoia, F. Engels. [Voce in Dizionario o Enciclopedia]
Scarpelli, Giacomo
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Le biografie, corredate di bibliografia, di una serie di illustri scienziati, scrittori, pensatori, psicologi, che hanno dato un contributo rilevante alla storia della medicina e delle scienze naturali.


1985 - Vaccinazione, che delusione! [Articolo su rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Nel 1796 Edward Jenner praticò la prima autentica vaccinazione antivaiolosa. La pratica si diffuse e divenne obbligatoria in molti paesi, ma a causa del pregiudizio divenne bersaglio di scherno da parte di taluni illustri scrittore, filosofi e scienziati.


1984 - C. Darwin, L'espressione delle emozioni [Recensione in Rivista]
Scarpelli, Giacomo
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Recensione di una delle principali opere di Darwin in traduzione italiana (Boringhieri), che getta le fondamenta dell'antropologia evoluzionistica, ma anche della psicologia comparata.