Nuova ricerca

Enrico GIOVANNETTI

CULTORE DELLA MATERIA presso: Dipartimento di Economia "Marco Biagi"


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Pubblicazioni

2020 - L’assetto strutturale e le performance dei caseifici del settore del Parmigiano Reggiano: una valutazione microeconomica [Working paper]
Bertolini, P.; Giovannetti, E.
abstract

The paper assesses the technical and economic efficiency of the dairy structures of the Parmigiano Reggiano cheese production chain, analysing microeconomic and technological data of firms. Two datasets are used: the first one is the AIDA archive, that collects the financial statements of enterprises; the second one is based on data of a direct investigation of a sample of companies and collects data on the technology of the firms. The paper shows that the economic performance of the enterprises is weakly affected by a presence of economies of scale. Instead, the economic success is influenced by the coordination and the integration of the agents in the supply chain. Crucial is the role of the cooperative enterprises and of the cooperation institutions which provide coordination, services, and common rules in the definition of the quality standards and in the distribution of the value added among the different agents. The last aspects pay a crucial role in the economic performance of the entire industry.


2020 - L’evoluzione del sistema locale del Parmigiano Reggiano [Working paper]
Bertolini, P.; Giovannetti, E.
abstract

The paper outlines the main changes that have occurred in the local system of the Filière Parmesan Cheese (FPR) in the last fifteen years, especially focusing on the dairy enterprises and their related networks. The paper stresses the complexity of the production system in its evolution, given the constraints arisen by the compliance of the common quality rules, combined with the research of effectiveness, both requiring a significant action of coordination. The role of the producers' coordination institutions is examined with regard production rules and quality control, underlining the crucial role in defining new common rules to assure clear quality standard along the food chain, where a growing division of labour engendered new activities of processing. New coordination tools are also examined with regard the implementation of an original allocation of right to produce able to respect the competition rules. The very relevant role of cooperation is highlighted, analysing the adaptation of cooperatives to the different markets but also the role of cooperation in supporting the activity in the most fragile areas of production such as those of the mountain


2020 - L’infrastruttura formativa come dispositivo di sviluppo locale: le politiche della Regione Emilia-Romagna e la risposta delle imprese [Articolo su rivista]
Costantini, Eleonora; Solinas, Giovanni; Giovannetti, Enrico
abstract

The authors investigate the role of public policies in the field of local development and vocational training, in Emilia-Romagna Region. In particular, the focus is on the way in which these policies affect the nature of relationships and the behavioral patterns between the local actors, like the institutions and the firms. The authors analyze the policy tools that aim to intensify the network of institutional relations and to increase the propensity to collective action, toward a new definition of training as a collective driver for development. The analysis includes the feedback from local entrepreneurs. The methodology is qualitative. The analysis is built on administrative documentation produced by the Emilia-Romagna Region, interviews with public officials, in-depth interviews with HRM or CEO of local manufacturing firms.


2017 - Degrado e fragilità: un tema interdisciplinare [Articolo su rivista]
Giovannetti, Enrico
abstract

Il punto focale di questo lavoro sono, non solo le conseguenze degli eventi estremi, ma soprattutto le cause che rendono “estremi” gli eventi naturali: tra queste, Il degrado dei luoghi, non considerato mai come possibile esito della “normale” evoluzione delle relazioni economiche tra agenti. In stretta correlazione alla dinamiche che conducono al degrado, emerge il tema della natura del bene “sicurezza collettiva”. Si discuteranno le implicazioni del considerare la sicurezza un bene common, della stessa natura della “salute pubblica” e saranno infine presentati i risultati di un esercizio di valutazione.


2017 - Natural disasters as stress-tests for housing systems. Vulnerability and local resistance to the 2012 earthquake in Italy [Articolo su rivista]
Giovannetti, Enrico; Pagliacci, Francesco
abstract

Earthquakes often occur in Italy: for built-up areas, they represent exogenous stress tests, acting as catalysts for long-term socio-economic processes and testing local resilience and resistance. This work considers damages to residential buildings after the 2012 earthquake in Emilia, at census tract level. First, cluster analysis points out which are the most vulnerable census tracts in the affected area, according to their socio-economic characteristics; second, quantitative data about reconstruction (released as open data) are adopted to compute a sensitivity index. It emerges that clusters with poorer socio-economic and building conditions have been damaged more than others.


2017 - Una formazione multidisciplinare e continua: l’esperienza del corso EMTASK [Capitolo/Saggio]
Lauriola, Paolo; Giovannetti, Enrico; Marchetti Dori, Simona; Soldati, Mauro
abstract

Uno degli assi prioritari del Sendai Framework riguarda la diffusione di conoscenze – attraverso la prevenzione e la preparazione degli individui, delle comunità e delle organizzazioni – che possono mitigare gli effetti dei disastri naturali e ridurre, dove possibile, il rischio che si verifichino. In Italia una simile formazione non è ancora disponibile in modo adeguato per rispondere a una domanda crescente, già attiva da parte delle amministrazioni pubbliche e del volontariato. A Modena, in seguito agli eventi calamitosi degli ultimi anni, l’Università, insieme al Comune, all’Esercito italiano e all’Agenzia regionale di prevenzione ambientale, ha organizzato un corso sulle emergenze territoriali, ambientali e sanitarie (emtask). Questa esperienza formativa fornisce spunti in merito a contenuti e metodi, all’organizzazione delle attività didattiche e al partenariato che si è mobilitato per definire obiettivi e modalità di realizzazione del corso: elementi rilevanti per avviare una progettazione modulare e “scalabile”.


2016 - Analisi degli effetti socio-economici del sisma [Capitolo/Saggio]
Bertolini, P.; Giovannetti, E.; Martinelli, E.; Palmirani, M.; Pattaro, F.; Russo, M.; Sartori, L.
abstract

Unim ore e il terremoto del 2012 in Emilia Romagna. Interventi e ricerche per fronteggiare l’emergenza e sostenere la ripresa


2016 - Sostenibilità vs. efficienza nella conciliazione vita-lavoro [Capitolo/Saggio]
Neri, Massimo; Rinaldini, Matteo; Perulli, Angela; Corsi, Giancarlo; Giovannetti, Enrico; Masino, Giovanni; Maggi, Bruno
abstract

Si discute il saggio di Neri e Rinadini, indicando le ragioni teoriche e metodologiche della critica al lavoro stesso. In particolare, si ritiene che il punto critico principale sia la mancata definizione di analisi, ovvero il contesto istituzionale, cui intende rivolgersi, e che la loro lettura di Elias non permetta di distinguere tempi organizzativi diversi. Il commento al saggio esprime un punto di vista economico orientato alla misura della responsabilità sociale dell’impresa, e del rapporto di questa con il più generale concetto di sostenibilità. L'utilizzo della sostenibilità come alternativa al concetto standard di efficienza viene indicato come alternativa sia sostantiva sia epistemologica


2015 - Il processo della ricostruzione dell’abitare in Emilia [Working paper]
Giovannetti, E.; Pagliacci, F.; Pergetti, S.
abstract

Il presente lavoro analizza il processo di ricostruzione successivo al sisma in Emilia (2012), con un particolare riferimento alla qualità dell’abitare nei centri storici più danneggiati. L’abitare, infatti, può essere considerato un bene comune (common), ovvero un processo sociale che garantisce la sostenibilità dell’uso (e della rigenerazione) degli spazi pubblici e del patrimonio edilizio nel suo complesso. In questo contesto, sono dapprima analizzati gli effetti che il sisma, come shock esogeno, ha prodotto sul sistema delle risorse, evidenziando le regolarità osservabili nei danni a patrimonio industriale, rurale e residenziale. La distribuzione dei danni a “macchia di leopardo”, infatti, non sembra essere legata, unicamente, alla casuale propagazione delle onde sismiche ma anche ad una precisa geografia dei “processi d’impoverimento” del territorio e del suo edificato (abbandono, mancata manutenzione e mancato adeguamento strutturale e sismico degli edifici), rispetto alla quale il terremoto ha agito come acceleratore (o catalizzatore) dei processi storici. Successivamente si prendono in esame i principali processi che stanno interessando le relazioni che governano il sistema, nella fase della ricostruzione, tentando di fornire una sorta di mid-term evaluation. L’analisi mette in evidenza le principali scelte fatte dal legislatore, in termini di priorità di intervento e di strumenti adottati. Emerge come la ricostruzione in Emilia sia rappresentata dal tentativo di individuare un punto di equilibrio tra: velocità dell’intervento di ricostruzione; prevenzione/mitigazione dell’emergere dei conflitti tra privati cittadini nelle decisioni legate alla ricostruzione; necessità di realizzare un intervento di ricostruzione unitario (specialmente nei centri storici). Il limitato utilizzo delle UMI (unità minime d’intervento) nei centri storici dei comuni d’Emilia colpiti dal sisma è esemplificativa, in tal senso.


2015 - La sostenibilità come benchmark dell'attività regolatoria [Capitolo/Saggio]
Giovannetti, Enrico
abstract

I temi proposti sono tre, logicamente distinti ma in relazione funzionale. Il primo è la determinazione dello spazio istituzionale delle Authority e l’opportunità/coerenza della loro azione, in relazione al modello economico di riferimento. Il secondo è l’interazione adattiva tra scelte del regolatore e azioni del soggetto regolato, quindi la responsabilità diretta dell’Authority, non solo come istituzione di controllo, ma anche in quanto agente economico in senso stretto. Il terzo è la ricerca di uno standard per la valutazione – e per un’eventuale azione sanzionatoria – fondato su un criterio di difesa del bene comune, quindi oltre i confini raggiungibili dell’azione privata e nell’ipotesi che questa non riesca da sola a raggiungere quegli obiettivi. Si discute come il cambio di prospettiva dall’efficienza alla sostenibilità non sia neutrale per l'azione dell'autority.


2014 - FAREMICROCREDITO.it - Lo sviluppo del potenziale del microcredito attraverso il social business in Italia [Curatela]
Brunori, Luisa; Giovannetti, Enrico; Guerzoni, Giovanna
abstract

Il volume nasce da una ricerca realizzata dalla Fondaz ione Grameen Italia , volta a valutare il potenziale di microcredito in Italia, a partire dalla Regione Emilia e Romagna. Tale lavoro ha individuato quattro popolazioni, per le quali l'applicazione del microcredito in forma di social business potrebbe costituire un vantaggio consistente. Si tratta di detenuti, giovani cosiddetti NEET, cittadini stranieri e persone con disagio psichico. Attraverso una simulazione si è cercato di comprendere in che modo e con quali benefici -economici e non solo -si possano immaginare nuovi scenari per gli individui e le comunità applicabili anche all'ambito delle politiche pubbliche.


2014 - Una valutazione ecologica che non c’è: quali danni ha causato l’uso flessibile del lavoro al sistema delle imprese? [Capitolo/Saggio]
Giovannetti, Enrico
abstract

Il punto in discussione, analizzato anche con dati empirici originali di tipo LEED (Linked Employer Employee Data), riguarda i danni prodotti al sistema delle imprese, causati dall’uso non sostenibile delle risorse umane. La sostenibilità sarà un concetto chiave nell’argomentazione che segue: proporremo una definizione precisa del concetto discutendo le sue implicazioni rispetto al significato corrente di “efficienza paretiana”. L’ipotesi guida è che l’uso non sostenibile delle risorse segna in modo negativo anche il sentiero di sviluppo dell’intero sistema delle imprese. Nello studio faremo particolare riferimento alle condizioni d’impiego del Lavoro. L’analisi dei dati cercherà di mostrare come i mutamenti istituzionali introdotti alla fine degli anni ’90 e all’inizio del millennio abbiano fortemente indebolito la struttura industriale. La proliferazione di contratti e forme di partecipazione atipiche – utilizzati principalmente per tagliare le retribuzioni e fluidificare il lavoro – da un lato, hanno causato un peggioramento nella qualità dell’occupazione e, dunque, nella qualità delle risorse utilizzate; dall’altro lato, hanno favorito la crescita di una nuova popolazione di imprese marginali.


2014 - Un’impresa sociale da valutare: fare microcredito in modalità Working Together [Capitolo/Saggio]
Giovannetti, Enrico
abstract

il microcredito è un processo sociale che identifica una filiera produttiva verticalmente integrata in cui i due soggetti principali (erogatore e prenditore), cooperando con tutti gli altri soggetti presenti nella filiera, sviluppano una relazione resiliente, di lungo periodo – basata sulla !ducia e in relazione stretta con la comunità di appartenenza – in grado di (ri)generare le risorse impiegate e nuovo capitale sociale. La ricerca ha seguito un percorso rigorosamente multidisciplinare indagando le potenzialita di un'eventuale filosofia microcreditizia in quattro filiere, esplorate in profondità: la disoccupazione giovanile nella quota dei disoccupati NEET (Not (engaged) in Education, Employment or Training); i bisogni finanziari dei migranti; Le potenziali del microcredito nelle attività di prevenzione della recidiva nelle popolazioni carcerarie; il microcredito come attività di cura del disagio mentale.


2013 - La cooperazione sociale in Toscana: un commento e alcune note al margine [Capitolo/Saggio]
Giovannetti, Enrico
abstract

Un commento critico al lavoro di ricerca empirico di Legacoop Toscana sul settore delle cooperative sociali e un confronto comparato con i dati della provincia di Modena nel comparto dei servizi alla persona. Il confronto conferma importanti similitudini nella morfologia e nel mutamento del comparto e il ruolo dell'impresa cooperativa.


2013 - La crisi della memoria come memoria della crisi [Capitolo/Saggio]
Giovannetti, Enrico
abstract

L'analisi dei dati decennali dell'occupazione per classi di dimensione delle imprese e forma contrattuale, provenienza geografica, età degli occupati, tratti dall'archivio INAIL relativamente ai principali comparti dell'economia in provincia di Modena, consentono un'analisi di periodo lungo sui mutamenti strutturali pre e post crisi. In particolare, è visibile la polverizzazione delle dimensioni d'impresa resa possibile da un crescente e peculiare utilizzo dei contratti atipici concentrati soprattutto nelle imprese di dimensione minore dei differenti cluster, dell'invecchiamento della forza lavoro nei settori manifatturieri, la concentrazione dei migranti nelle attività di servizio. Alla progressiva riduzione della capacità di riprodurre e trasmettere il sistema di competenze, sui cui si basano i sistemi di economia diffusa, è imputata la lunghezza e la profondità della crisi attuale.


2012 - Piccole imprese, grandi imprese e "più piccole imprese": mercati monopsonistici delle risorse e crisi del modello distrettuale [Capitolo/Saggio]
Giovannetti, Enrico
abstract

La progressiva e ampia diffusione dei contratti atipici sul mercato del lavoro italiano, in assenza di protezioni e assicurazioni contro la disoccupazione, hanno aumentato segmentato il mercato del lavoro aumentando il potere di monopsonio da parte delle imprese. Le previsioni della teoria sulle "minori dimensioni" attese sono confermate con effetti di indebolimento e polverizzazione della struttura delle filiere e dei sistemi di produzione locali (distretti industriali). I dati utilizzati sono le serie storiche decennali dell'occupazione per classe di dimensione delle imprese, nel comparto agroalimentare in provincia di Modena, estratti dagli archivi INAIL


2011 - Regional Patterns in the Achievement of the Lisbon Strategy: a Comparison Between Polycentric Regions and Monocentric Ones, [Working paper]
BERTOLINI, Paola; GIOVANNETTI, Enrico; PAGLIACCI, Francesco
abstract

Polycentrism is a common feature of European urban systems. Lately, the concept has assumed amore normative relevance and it has been often considered as a pre‐requisite for a more sustainableand balanced development across Europe. However, the effects of polycentrism on other mainEuropean Strategies (such as the Lisbon Strategy, aimed at increasing European competitivenessand social cohesion) are not so clear. Therefore, the paper tries to highlight the relationshipsbetween a regional polycentric development and the achievement of the Lisbon Strategy’s targets.Referring to a sample of 75 regions belonging to France, Germany, Italy and Spain, we have firstmeasured the extent of polycentrism, by estimating through OLS the slope of the rank-sizedistribution of cities within each region. Then, we have performed a principal component analysis(PCA) in order to highlight the main features characterising the performance of each regionaccording to Lisbon Strategy’s targets. Looking at the correlations between the extent ofpolycentrism and the achievement of the Lisbon Strategy’s targets, we have found that the former issignificantly correlated both with the spread of manufacture and with low investments in humancapital and innovation.


2010 - Industrial politics for sustainable develpment: the life cycle assessment (LCA) and life cycle management (LCM) approach [Relazione in Atti di Convegno]
Giovannetti, Enrico; V., Toscano; P., Neri
abstract

The principal aim of this paper is introduce a hypothesis of sustainable developing model within building sector that could be applied to a Developing or Transition Country. In this paper we discuss how these Countries might have an advantage in construction sustainable developing model, introducing an example applied to building: one of the high environmental impact sectors. Our hypothesis is based on the environmental and economic assessment of energy effic iency building in Ukraine, by LCA method, Sima PRO software and some indicators, such as EcoIndicator99, EPS2000, to make a comparative and critical analysis. Besides Eco-Indicator99 and EPS2000 allow giving monetary value to environmental damages, in this w~ is possible to make a cost-benefit analysis ofthe sustainable choices. Moreover we discuss a new approach - the Life Cycle Governance - that might represent a helpful instrument to support policy makers to assess and, then, introduce innovative ideas to improve economic, social, heath and environmental condition of the country.


2010 - Mobilità come possibilità di accesso, mobilità come capitale sociale [Capitolo/Saggio]
Giovannetti, Enrico
abstract

La domanda di mobilità in ambito urbano ha vissuto un profondo cambiamento in termini sia quantitativi sia qualitativi. Tali cambiamenti derivano sia dal mutare delle abitudini sia, in larga parte, dalla geografia della localizzazione delle attività; questa, a sua volta, è largamente determinata dalle politiche policentriche di pianificazione territoriale, dall’uso estensivo del territorio del modello di sviluppo “per distretti” e, infine, dalla dinamica delle rendite immobiliari. Nel capitolo si discute del concetto di mobilità considerata “risorsa comune”, utile per una lettura problematica dei dati della ricerca di campo. Il tentativo compiuto è di misurare i costi sociali della mobilità – in termini di capacità di lavoro – e l’analisi delle determinanti di tali costi. Risultati particolarmente interessanti derivano da un approccio di genere e dall'analisi delle forme di partecipazione al mercato del lavoro.


2008 - Il ruolo della cooperazione nella costruzione di una filiera di commercio equo e solidale: il caso della noci dell’Amazzonia [Working paper]
CASUCCIO, Matilde; GIOVANNETTI, Enrico
abstract

The institutions which support fair trade offer solutions capable of combining the benefits of international trade with socially, economically and environmentally sustainable enterprise. The case of the creation of the supply chain for the harvesting and sale of Brazil nuts and its evolution over time is an excellent example of a slow – yet dramatic – social and economic process which began about thirty years ago. Using Social-Economical System approach to the interpretation of social policies capable of using, managing and conserving the commons resources, the paper reveals that full compliance with the principles of cooperation throughout an entire supply chain has succeeded in providing benefits both in economic terms and with regard to the protection of the Amazon rain forest, astrategic natural resource. The supply chain evolved in three crucial phases. The first phase saw the emergence of a modern form of cooperative company – similar to the cooperative firms for the marketing of agricultural produce typical of Italy’s Emilia Region – which formed a network of local communities and individual gatherers. In the second phase, a second cooperative was formed, reinforcingthe harvesting, transport and wholesale distribution chain, and finally, the entire supply chain found a market outlet through the action of the retail chains, which on the one hand added the nuts totheir product range on a permanent basis, and on the other provided the final consumer with the necessary information about the exact nature of the process and product. Once the chain achieved a goodlevel of operational stability, the reduction in risk for the various segments of the supply chain – especially the final segment, distribution – generated additional benefits for all the stakeholders (reduction in retail prices and an increase in the share of revenues reaching producers).


2008 - La mobilità come common ambientale: uno schema per la valutazione delle politiche [Articolo su rivista]
Giovannetti, Enrico; Cecchi, Antonio
abstract

The debated issue of sustainable mobility, since the last thirty years, has become one of the main points on every decision-maker agenda. The idea proposed in this work is to redefine the resource "mobility" as a common good, which is produced by a collective action. In other words, the mobility of people and goods is both a structural aspect of the issue of the reconstruction of the environmental common and at the same time is a fundamental asset of social capital of a community of agents. In such way, the common good is socially constructed trough the system of rights related to its use, reproduction or destruction, generated by the relation-ship network between the agents. Analyzing the literature it seems that the debate is focused mainly on the regulation of concurrency under conditions of "external-ities" or market "failures", or the failure of the regulator, while seldom can be found a reflection over the strict linkage between structural generators (growing of the economic activities, demographic pressure, infrastructural weaknesses) and simultaneous failures both of the market and of the regulation policies.For this reasons, the aim of the work is the construction of fitted methodologies for the evaluation of policies of mobility, adopted by local level decision-maker, on a wide area scale. Trough an institutional framework capable to incorporate this social and iterated definition of the resource mobility, indicators capable of modelling a traffic jam in its subjective determinants are built, and several case studies are analyzed trough them to stress their reliability. The work is completed with an example of formalization of a mobility policy done with the proposed in-dicators.JEL Q01 D62 D85 L91 K23


2008 - “Spatial Mismatch and Mobility Issues in Welfare Policies, a Common Approach” [Articolo su rivista]
Giovannetti, Enrico; Cecchi, Antonio
abstract

An economic growth which is wide-area scattered is one of the most important indicator of social well-being and is such a strong factor that can induce long-range demographic dynamics. Incoming migration fluxes are scattered across the national territory following patterns that appear mostly relational rather than economically driven. The resulting effect can be the well known problem of Spatial Mismatch, SM. The institutionalist approaches permits to use different scaled units of analysis, with different levels of integration but coexistent under the very same historical-social pattern-determining context. This work will try to explain the relationship between SM and the more general Transaction Costs. With this hypothesis it will be possible to read from a (neo)institutionalist perspective the whole, empirical and theoretical, body of Spatial Mismatch.Trough the introduction of the temporal perspective the present work propose a theoretical framework that shows that the increasing degree of spatial mismatch discussed in the case study has appeared only when the redistributive action so important for the initial devel-opment, and operated mainly trough the increasing of social capital stock, has declined. Therefore upgrade policies of public goods are considered constantly needed in order to promote growth itself. Our work will try to relate SM effects and decreasing in Social Capital in a very interesting test bed, the Province of Modena, world known for its production districts.


2007 - La sostenibilità dello sviluppo in area vasta. Indicatori, scenari di medio periodo (2014) e politiche pubbliche [Capitolo/Saggio]
Giovannetti, Enrico
abstract

Il rapporto di ricerca comprende tre sezioni. La prima è una stima aggiornata di cinque classi di indicatori: cambiamenti climatici, territorio e natura, qualità dell'ambiente in area vasta, qualità dell'ambiente urbano, salute ed economia. La seconda sezione illustra scenari di evoluzione delle principali variabili di pressione. L'ultima sezione raccoglie quattro approfondimenti tematici: dinamica demografica e immigrazione, sostenibilità del welfare, mobilità e trasporti in area vasta, processi decisionali e partecipazione.Il tema della sostenibilità dello sviluppo è misurato su un'unità di analisi definita su area vasta, in grado di dare conto di fenomeni di sviluppo multipolare e del loro impatto sull'uso e la riproduzione delle risorse umane ed ambientali.


2007 - Rapporto 2006: La sostenibilità dello sviluppo in area vasta. Indicatori, scenari di medio periodo (2014) e politiche pubbliche [Curatela]
Cecchi, Antonio; Giovannetti, Enrico
abstract

Il rapporto di ricerca comprende tre sezioni. La prima è una stima aggiornata di cinque classi di indicatori: cambiamenti climatici, territorio e natura, qualità dell'ambiente in area vasta, qualità dell'ambiente urbano, salute ed economia. La seconda sezione illustra scenari di evoluzione delle principali variabili di pressione. L'ultima sezione raccoglie quattro approfondimenti tematici: dinamica demografica e immigrazione, sostenibilità del welfare, mobilità e trasporti in area vasta, processi decisionali e partecipazione. Il tema della sostenibilità dello sviluppo è misurato su un'unità di analisi definita su area vasta, in grado di dare conto di fenomeni di sviluppo multipolare e del loro impatto sull'uso e la riproduzione delle risorse umane ed ambientali.


2006 - Industrial districts and internationalization: the case of the agri-food industry in Modena, Italy [Articolo su rivista]
Bertolini, Paola; Giovannetti, Enrico
abstract

The paper explores the structural changes, in response to internationalization, in an important traditional activity ( food chain, meat processing) in a typical 'district area'. In the paper, attention is focused on the 'Institutional structure of production' (Coase, R. 1992) and the cluster is considered as a whole, as a complex economic player, capable of generating coherent action, regulated by institutional mechanisms, and founded on a set of 'public assets' which make up its 'social capital'. The paper is based on many empirical studies and surveys aimed at exploring the structure of SMEs and the role of the local institutions: the changes observed over time and in response to internationalization underline the reinforcement of the activity's cluster configuration. These features emphasize the existence of a specific unit of analysis, indivisible from the individuals which constitute it. The discussion touches on the classical themes of the efficiency of the net-economy based on SMEs, and their prospects in a context of growing globalization. The paper does not aim to enter into the debate on the origins and mechanism of innovation. However, the case study does illustrate the strength of the hypothesis of a unit of analysis different from the firm for discussion of a number of topics: some empirical examples of innovation, of significance for the economic consolidation of the ID, highlight the importance of district relationships in the production and spread of innovation.


2006 - Ökoprofit as a Public Good: SWOT Analysis of a Relationship Network [Capitolo/Saggio]
Bertolini, Paola; Cecchi, Antonio; Giovannetti, Enrico
abstract

The present work aims at carrying out an analysis of the strengths and weaknesses ofthe ÒKOPROFIT certificationthrough an institutionalist framework capable of incorporating the role of enterprises, institutions and relationshipnetworks.Through the analysis of casestudies on cooperation and on the food farming industry it is possibie to subdivide thepossible markets into 4 stages of maturity, according to the different degree of interaction among the agents, and toinvestigate the present and future role of environmental certifications seen as social capital increase vectors, thanksto their capability of recognizing and producing a culture of quality and, therefore, of sustainable development.


2005 - Condizioni di lavoro, retribuzioni e carriere nella cooperazione sociale. [Working paper]
Colombini, Sara; Giovannetti, Enrico; Solinas, Giovanni
abstract

La produzione di servizi sociali e di interesse collettivo è garantita da una molteplicità di soggetti istituzionali: pubblica amministrazione, organizzazioni no-profit e imprese for profit con ruoli almeno parzialmente sovrapposti. Alla pubblica amministrazione è demandato in misura crescente il ruolo di soggetto finanziatore e di detentore del controllo di ultima istanza sull’utilizzo delle risorse e sulla qualità dei servizi. Alle imprese private profit e no-profit fa capo l’erogazione diretta dei servizi. In questo contesto si è sviluppato in Italia il terzo settore e la cooperazione: in tutto il territorio si contano non meno di 5mila cooperative sociali. Nei soli settori dell’istruzione, della sanità e dell’assistenza sociale gli occupati nel terzo settore sono non meno di 45-50mila. Nelle pagine che seguono ci si occupa di una di queste imprese, una cooperativa sociale di tipo A, di dimensioni medio-grandi che opera nella provincia di Modena: Gulliver.Lo scopo del saggio è quello di fornire una prima descrizione della struttura dell’occupazione e del rapporto di lavoro in riferimento a un’impresa che, da molti punti di vista, può essere considerata rappresentativa del “terzo settore”. Gulliver è di particolare interesse perché è una cooperativa di produzione e lavoro, nella quale la maggioranza dei lavoratori sono anche soci, e che ha conosciuto uno sviluppo molto rapido. Un caso di successo in un settore, quello della cura alla persone, in forte espansione e in altrettanto rapida trasformazione.


2005 - La riforma MacSharry: distribuzione degli aiuti ed effetti regionali [Capitolo/Saggio]
Bertolini, Paola; Giovannetti, Enrico; M., Montanari
abstract

L'obiettivo del presente lavoro è quello di esaminare la distribuzione regionale dei sussidi che scaturiscono dagli aiuti diretti al reddito in agricoltura, che rappresentano una delle voci più importanti di spesa agricola dell'Unione Europea, e che interessano in modo particolare il comparto dei seminativi. L'elemento di novità del presente lavoro è quello di studiare la dimensione regionale del fenomeno, che allo stato attuale non è ancora stato indagato. Il lavoro è stato sollecitato dall’esigenza di cogliere questo aspetto, destinato a diventare sempre più importante nella misura in cui l'allargamento dell'UE pone a confronto regioni diverse con livelli di sviluppo e situazioni economico sociali profondamente difformi.L'intervento oggetto del nostro studio, come la politica dei prezzi, di cui rappresenta l'evoluzione, ha l'obiettivo principale di sostenere i redditi degli agricoltori; la sua motivazione, alle origini della storia comunitaria, aveva il proprio fondamento nell'esigenza di correggere le distorsioni di reddito tra agricoltura e resto dell'economia, al fine di mantenere e migliorare l'attività delle aziende agricole sul territorio. L'azione non ha lo scopo diretto di intervenire sugli squilibri regionali; non ha quindi una diretta finalità nei confronti delle strategie di coesione. Tuttavia, l'intervento esaminato esercita comunque un impatto regionale, data l'entità di risorse che essa movimenta e che distribuisce sul territorio comunitario; in quanto tale, finisce per lavorare per o contro la coesione, indipendentemente da un' esplicita finalità in tale direzione.Secondo la letteratura sviluppata su questo argomento, la politica dei prezzi ha esercitato effetti difformi tra aziende e territori, sfavorendo quelli economicamente meno avvantaggiati; senza entrare nel merito del dibattito sviluppatosi su tale tema a partire dagli anni '70, si ricorda che la linearità del sostegno, rispetto alla quantità prodotta, ha finito per premiare territori ed aziende più produttive. La conseguenza è stata quella di favorire le aree centro-settentrionali, con aziende più grandi e maggiormente produttive, con l'effetto di accrescere i divari all'interno dell'agricoltura europea, anziché ridurli.Con il presente lavoro si intende esaminare la destinazione regionale degli aiuti diretti al reddito per i cereali e per il periodo compreso tra il varo della riforma MacSharry ed il primo operare di Agenda 2000. La disaggregazione regionale degli aiuti, oltre a fornire informazioni sulla loro destinazione a tale livello, consente di verificare se il nuovo indirizzo nella loro assegnazione si sia distribuito sul territorio europeo in modo tale da favorire le strategie di coesione delle regioni. E' bene precisare che ci si aspetta che ciò non avvenga, dal momento che l'aiuto ha la principale finalità di mantenere il sostegno ai redditi dei produttori agricoli ed ha espressamente caratteristiche compensative nei confronti della perdita di benefici dovuti allo smantellamento della politica dei prezzi.


2005 - La riforma MacSharry: distribuzione degli aiuti per i cereali ed effetti regionali [Capitolo/Saggio]
Bertolini, Paola; Giovannetti, Enrico; Montanari, M.
abstract

Il lavoro esamina gli effetti della riforma Mc Sharry in Europa attraverso una stima della distribuzione degli aiuti e del loro possibile impatto nei diversi territori dell'Unione Europea


2005 - Qualità del lavoro, retribuzioni e carriere nella trasformazione alimentare [Capitolo/Saggio]
Bertolini, Paola; Giovannetti, Enrico
abstract

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2005 - Strategie di sostenibilità ambientale per il sistema cooperativo [Monografia/Trattato scientifico]
Giovannetti, Enrico
abstract

La ricerca nasce dallo stimolo prodotto da una ricerca specifica promossa da molte istituzioni locali, sulla sostenibilità del sentiero di sviluppo dell’economia modenese; dall’altro lato, un’esigenza interna a Legacoop di approfondire il tema della responsabilità sociale dell’impresa cooperativa. In questa prospettiva, debbono essere valutate le azioni e il livello di consapevolezza relative alle problematiche ambientali. Il lavoro investiga, i seguenti quesiti: si può mantenere l’economia di un territorio su una linea d’equilibrio, compatibile con il vincolo di risorse naturali (aria, acqua, energia, territorio e materie prime) fisicamente date e non riproducibili? Possono le imprese conciliare vincoli ambientali e efficienza? Se le risorse materiali debbono essere rispettate, si può mantenere la qualità della vita senza aumentare la produttività, quindi spingere più in profondità la divisione del lavoro e, dunque, provocare una continua crescita della popolazione e ciò che ne consegue? Di fronte a questi problemi, qual è il ruolo dell’impresa: quali sono le opportunità, quali sono le buone pratiche da seguire, quali sono i limiti alla sua azione?Ci si è chiesti quale sia la posizione della cooperazione – che assume tra i suoi principi fondativi la responsabilità sociale – quali siano le azioni spontanee, i codici di comportamento, le indicazioni ai partners, le relazioni industriali, la misurazione dei reali costi ambientali e gli investimenti sostenuti per economizzarli; inoltre, quale sia il rispetto della normativa e, quindi, lo sforzo di internalizzare i costi sociali dell’ambiente. Infine, nella prospettiva di selezionare buone pratiche, diventa indispensabile comprendere come i temi ambientali siano declinati nelle specifiche condizioni tecniche e organizzative di settori e comparti, dall’agricoltura ai servizi, nella piccola e nella grande impresa: per questo la cooperazione fornisce uno straordinario laboratorio analitico.Approfondire questi temi significa affrontare importanti questioni di metodo: tali questioni non possono essere risolte solo dalla disponibilità di dati o dalla ricchezza delle informazioni disponibili. Tre sono i problemi su cui si è concentrata la ricerca di campo: A) Gli effetti cumulativi dei processi: le azioni lasciano sempre una traccia e gli effetti cumulativi costruiscono una “memoria” che influenza progressivamente le azioni stesse, condizionandole via, via; si possono così determinare circoli viziosi o virtuosi non prevedibili in precedenza. La ricerca è riuscita ad evidenziare come molte azioni spontanee abbiano determinato circoli fortemente virtuosi nel risparmio delle risorse. B) Gli effetti di scala: è noto che il pensiero corrente è fortemente orientato dall’ipotesi di proporzionalità, sia quando confronta due grandezze, sia quando formula previsioni su fenomeni che hanno una dimensione temporale; ad esempio, due economie a differenti stadi di sviluppo. C) Le relazioni complesse tra il sistema e le parti che lo compongono: proprio a causa dei due punti precedenti non è possibile concepire un sistema come la somma semplice delle parti che lo compongono; si è visto come il ruolo svolto dai diversi agenti tenda a modificarsi attraverso un mutamento “qualitativo” delle relazioni con l’ambiente esterno.Il presente lavoro si è mosso seguendo il filone di pensiero che guarda all’ambiente come “risorsa” definita dello specifico contesto culturale e istituzionale di riferimento; di conseguenza, l’intervento sull’ambiente non ha possibilità di successo senza modificare quel contesto culturale ed istituzionale che ha provocato il danno che si vuole correggere. È importante notare come questa impostazione, la stessa delle indicazioni di Agenda 21, sia coerente con il filone di pensiero “istituzionalista”, e indichi come metodologia il dialogo continuo e serrato tra tutte le parti che costituisc


2004 - Capitale sociale e reti di relazioni [Capitolo/Saggio]
Giovannetti, Enrico
abstract

Il capitolo è diviso in due parti: il secondo paragrafo si occupa di «misurabilità» del capitale sociale; gli altri due paragrafi tentano invece una sua «misura» utilizzando i dati dell'Inchiesta sulle Condizioni Economiche e Sociali della provincia di Modena (ICESmo). La prima parte discute il concetto sul piano metodologico e cerca di superare il diffuso scetticismo – soprattutto da parte degli economisti – nel riconoscere al capitale sociale una valenza esplicativa forte, soprattutto nella relazione tra equità ed efficienza. La seconda parte è, invece, orientata empiricamente e riprende molte delle tematiche del libro; in particolare, si cerca di misurare l’azione della famiglia nella costruzione e nella difesa, sia del capitale umano, sia della rete allargata delle relazioni esterne ad essa. Oggetto di studio è stato anche il grado di partecipazione alle attività sociali, culturali e sportive, e le sue determinanti, con particolare attenzione all’impatto della governance sociale.Nel lavoro si è cercato di mostrare che la definizione e la misura del concetto di capitale sociale sono possibili solo grazie ad un mutamento nella prospettiva teorica. Il passaggio chiave, è la definizione del concetto di «risorsa» come struttura di diritti (nel senso lato di leggi, convenzioni, contratti privati, consuetudini, ecc.) e non come ammontare fisico già dato. Il mutamento di prospettiva è lo stesso su cui si appoggiano tutte le nuove teorie istituzionaliste dell’impresa, dello sviluppo endogeno, dei distretti, ecc.Sul piano teorico, il cambio di prospettiva ha consentito: di invertire la relazione di casualità, da risorsa → allocazione, a governance → formazione della risorsa → allocazione. Questo ha permesso di far emergere la centralità economica delle risorse relazionali quali l’informazione, la cultura, la reputazione e – relativamente ad unità economiche integrate – il capitale sociale. Affermare che la «risorse» non esistono in natura, implica affermare che la formazione dei diritti per svolgere dei processi produttivi hanno la medesima valenza economica anche nei processi di riproduzione: questa equivalenza è la radice principale del rapporto di casualità che equità → efficienza, escluso nell’approccio metodologico individualista, dove i processi di riproduzione sono di esclusiva e privata competenza del «proprietario delle risorse».Il cambio di prospettiva rende teoricamente misurabile il concetto di «capitale sociale» come bene-common costruito da precise azioni di governo e della possibilità di esercitare i diritti di uso (cittadinanza); quindi, una risorsa che viene prodotta e riprodotta come bene pubblico, sia attraverso l’interazione dei soggetti, sia grazie ad azioni di governance. Data la definizione generale, la sua «unità di misura» empirica, dipende dalla scala e/o dall’unità di osservazione.Il capitale sociale non è unicamente uno stock di risorse che si forma grazie alla «sedimentazione» dei comportamenti, ma è anche il risultato di specifiche azioni di policy nell’estendere i diritti di cittadinanza, quindi di partecipazione al bene-common. Si è infine cercato di misurare la partecipazione dei cittadini – quale indicatore di costruzione e utilizzo del capitale sociale – in tre diverse direzioni: attività sociali, culturali e sportive. La prima conclusione è la conferma dell’alto tasso di partecipazione – indipendente dalle variabili personali degli intervistati – come stock di capitale sociale disponibile, che si sovrappone alla fitta rete di relazioni famigliari. Si è poi mostrato che la principale fonte di variabilità è determinata dall’azione di alcuni items specifici e ricorrenti, tutti riconducibili al delicato equilibrio tra modalità di formazione del reddito e disponibilità di tempo «libero», tra produzione e riproduzione della vita. Tale rapporto si conferma come il punto cruciale, l’obiettivo da tenere semp


2003 - The Internationalisation of an Agri-food Cluster [Relazione in Atti di Convegno]
Bertolini, P.; Giovannetti, E.
abstract

Conference in honour of Professor Sebastiano Brusco, Modena, Italy - CAPP Publications, http://www. capp.unimo.it


2003 - The Internationalization of an Agri-Food Cluster: a Case Study [Abstract in Atti di Convegno]
Bertolini, Paola; Giovannetti, Enrico
abstract

Available in: http://www.economia.unimore.it/convegni_seminari/CG_sept03/naviga.html


2002 - Evoluzione delle imprese cooperative: un’analisi con i modelli di durata [Articolo su rivista]
Giovannetti, Enrico
abstract

An institutional perspective was used to identify a path from the traditional to the evolutionary-historical point of view and to define the economic efficiency of the cooperative enterprise. The key-concept was the transaction costs, as the costs of altering the division of labour. In such a theoretical perspective, the cooperative enterprise appeared as both an individual firm and as aggregate movement of firms, that is a network of firm relationships, which focused on economising on such costs. Moreover, that perspective made easier to define a newborn or a dead firm and, therefore, to ascertain the life or survival time of a firm. The data were from the files of the Ufficio Provinciale del Lavoro (Provincial Labour Agency), containing detailed information on 2760 cooperative enterprises (birth date, number of members, sector of activity, exit date, etc.). The population dynamics was analysed by the duration data models. The results suggested that all of the mentioned factors affected an evolutionar-ily, efficient path of development, and were the principal reasons for the greater lon-gevity of this enterprise form. The statistical analyses on firm mortality do not reject our basic hypotheses.


2002 - Le virtù dei commons: imprese cooperative e produzione di beni pubblici di filiera [Articolo su rivista]
Giovannetti, Enrico
abstract

The paper discusses the mechanisms involved in the establishment of cooperative institutions and their roles. These institutions are based on a pact of indivisibility, agreements regarding resources and employment —and their use, according to coherent distributive rules— in a long-term perspective. Such a pact allows for the establishment of a common-by-contract, corresponding to the creation of a "process fund" needed for the integration of the production processes, the division of the labour and the specialisation of the labour force. Several common types are defined, as separate forms of co-operative enterprises. Particularly, these different forms display their competitive advantages on high contestable markets (agriculture, building, transports, services, etc.). The cooperative commons are the establishment of “public goods” on the filiere which on the one hand, allow for economies of scale (and scope) and on the other hand, cut down transaction costs. The enterprise classification proposal, connected to the different types of commons, gives visibility to the different functional roles of the cooperatives. The empirical work is based on original data related to the 1948-2000 period.


2001 - Privatizzazione del Welfare e concorrenza: quasi-istituzioni o quasi-mercati? [Articolo su rivista]
Giovannetti, Enrico
abstract

Presenza pubblica e competitività, riforma del welfare e mercato , impresa e solidarietà: attorno a questi temi ruota da sempre il dibattito attorno alla crisi dello stato sociale a predominanza pubblica, e alle sue possibili soluzioni. Ovvero, attorno alla privatizzazione del welfare, alle sue modalità, ai sogetti con cui sostituire l'ente pubblico. In questo dibattito, e nel processo di privatizzazione già avviato, si inserisce la riflessione sul ruolo e le potenzialità dell'impresa cooperativa, sul suo rapporto con la più ampia sfera dell'economia sociale, sulla specifica natura e funzione delle cooperative sociali. Il lavoro affronta queste tematiche non dimenticando gli aspetti strutturali che segnano i vincoli organizzativi del settore dei servizi e, quindi, la dinamica dei costi (effetto Baumol)


2001 - Processi di vita delle imprese cooperative [Articolo su rivista]
Giovannetti, Enrico
abstract

The cooperative enterprises in the Province of Modena are ‘long life’ economic species. This characteristic is more marked, as their ability in developing a network interactions increases. These results are compatible with other studies — theoretical and empirical — which attribute to the cooperative enterprise the the highest probability of survival compared to other firms. Unfortunately, the longevity of the enterprises is not a unequivocal indicator of economic efficiency. On the contrary, the relationship between the concept (historical) of “longevity” and the standard concept (a-temporal) of efficiency in the economic theory, is not only ambiguous, but also contradictory on the epistemological level.This paper uses an institutional perspective in its attempts to identify a connecting path from the traditional to the evolutionary-historical point of view. It is in this framework that the implications of the definition of economic efficiency of the cooperative enterprise are discussed. The key-concept examined is that of transaction costs as the costs of altering the division of labour. In such a theoretical perspective, the cooperative enterprise appears as both a individual firm and as aggregate movement of firms, that is a network of firm relationships, which— focus on economising on such costs. In fact, during its history, particularly in case of the Modena experience, the cooperative movement has deeply reduced the number and the cost of many transactions in the economic system. It has done this by transferring information between firms and agents; creating a quality standard; reducing search costs in the goods and labour markets. It also generated new contractual relationships/institutions; contributed to developing a culture of the training and public administration. Overall cooperatives like enterprises profited from reduction of such costs, which are often present in other areas and economic contexts. The present paper finds that these all of these factors tend to indicate an evolutionarily, efficient path of development; and are the principal reasons for the greater longevity of this enterprise form.The data, appropriately updated and adjusted, used in the paper are from the files on cooperative enterprises of the Ufficio Provinciale del Lavoro (Provincial Labour Agency). These files contain detailed information on 2760 cooperative enterprises (birth date, number of members, sector of activity, exit date, ecc.). The multivariate and other statistical analysis on firm mortality do not reject our basic hypotheses.