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Dipartimento di Giurisprudenza

M. Donini ( 2012 ) - Certezza della pena e certezza del diritto. Una riforma chirurgica per dissolvere il non-sistema - DIRITTO PENALE CONTEMPORANEO - n. volume 1/2012 (riv. trimestrale) - pp. da 221 a 226 ISSN: 2039-1676 [Articolo su rivista - Articolo su rivista]
Abstract

il nucleo duro dell’irreformabilità “costituzionale” del sistema penale, fonte della sua mutazione in non-sistema, è costituito, nel codice (per le leggi complementari il discorso è più complesso), da un piccolo complesso di norme su circostanze, imputazione degli eventi aggravanti, sospensione della pena, prescrizione, rapporti fra illecito civile e penale e reati contro la vita. Riaffermando il nesso tra certezza della pena e certezza del diritto, si propone di attuare poche riforme urgenti, capaci di ridare un disegno al sistema penale, oggi perduto: La prima riforma mira ad affermare il principio: “la definizione della responsabilità (il titolo del reato) governa la commisurazione della pena”, e non viceversa, come accade oggi.Si propone che tutti gli aggravamenti e tutte le attenuazioni di pena contemplati nell’ordinamento vigente, che siano superiori a un terzo della pena edittale prevista per il reato di base al quale si riferiscono, o determinati in modo autonomo, siano sottratti al bilanciamento ex art. 69 c.p., e dunque alla discrezionalità giudiziale. Con esclusione delle circostanze inerenti alla persona del colpevole. La riforma dell'art. 69 c.p., insieme a quella dell'art. 42, co. 3, c.p., e all'introduzione della colpa grave per l'imputazione degli eventi aggravanti non voluti (in assenza di colpa grave si applica il concorso di reati normale), segnerebbe (lavoro progressivo e indefinito nel tempo) l’avvio di una revisione delle cornici edittali, che rappresentano oggi uno scandalo nazionale (“σκάνδαλον”, impedimento, trappola, alla giustizia) di sproporzione retributiva, gestibile solo con forme di cinico pragmatismo, che esprimono la quintessenza del «non sistema» vigente (e sto misurando le parole). La seconda normativa proposta introduce una sorta di previsione “costituzionale”, per il sistema penale, del principio che “il delitto non paga”, e impone la confisca (anche per equivalente) del suo profitto-provento, ma non arricchendo lo Stato ai danni della vittima, bensì per restaurere, in primo luogo, la posizione di chi sia danneggiato-vittimaLa terza riforma mira ad attuare il principio: “la pena trova sempre applicazione in assenza di risarcimento del danno o di riparazione dell’offesa”. Essa concerne la sospensione condizionale della pena (art. 163 ss. c.p.). La quarta riforma, che riguarda la certezza del diritto, mira a estendere in sede penale il vincolo del precedente delle Sezioni Unite, o dell’Adunanza plenaria del C.d.S., rispetto alle decisioni in diritto delle Sezioni semplici, oggi previsto rispettivamente dagli artt. 374, co. 3, c.p.c. (dopo il d. lgs. n. 40/2006) e 99, co. 3, c. proc. ammin. (d. lgs. n. 104/2010), ma non presente nel codice di procedura penale

M. Donini ( 2012 ) - L'eredità di Bricola e il costituzionalismo penale come metodo. Radici nazionali, sviluppi sovranazionali - DIRITTO PENALE CONTEMPORANEO - n. volume 2012 (vol. III della edizione trimestrale) - pp. da 1 a 35 ISSN: 2039-1676 [Articolo su rivista - Articolo su rivista]
Abstract

SOMMARIO: 1. L’uomo e l’opera. Un brevissimo ritratto. - 2. Il volto costituzionale del reato e le sue apparenti basi giuslegalistiche. - 3. I momenti di frattura rispetto al tecnicismo giuridico. - 4. Aspetti non accademici del nuovo metodo. - 5. Il coinvolgimento istituzionale dell’orientamento costituzionalistico. Differenze rispetto alla dogmatica classica. - 6. Habent sua fata libelli: la fortuna dell’opera, e del suo metodo. - 7. Letture “forti” e letture “deboli” dell’approccio costituzionalistico in Italia. - 8. L’interesse che l’orientamento costituzionalistico italiano, oggi aggiornato in prospettiva europea, dovrebbe suscitare all’estero. - 9. Prove di costituzionalismo penale: i casi paradigmatici della “Bicamerale” italiana, del codice penale spagnolo e dell’input europeo a introdurre macrodelitti nel diritto penale dell’ambiente. - 10. Scenari europei di costituzionalizzazione di un diritto penale “dal volto protettivo”: dalla sussidiarietà alla proporzione, dalla necessità della tutela al bene giuridico. - 11. Le «dottrine non scritte», tra formanti dell’ermeneutica penale nazionale e dialogo internazionale.

M. Donini ( 2011 ) - El caso de la ignorancia invencible (Pablo Sánchez-Ostiz Gutierrez - Casos que hicieron doctrina en derecho penal - La Ley Madrid ESP) - pp. da 335 a 352 ISBN: 9788481268478 [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) - Capitolo/Saggio con ISBN]
Abstract

Exposición y balance (tembién político-criminal, hermenéutico y dogmático) de la sentencia n. 364/1988 del Tribunal constitucional italiano sobre la ignorantia legis y el principio nullum crimen, nulla poena sine culpa

M. DONINI ( 2011 ) - Europeismo giudiziario e scienza penale. Dalla dogmatica classica alla giurisprudenza-fonte - Giuffrè Milano ITA) [Monografia o trattato scientifico - Monografia/Trattato scient. con ISBN]
Abstract

Dal tecnicismo giuridico all'approccio costituzionalistico, all'europeismo giudiziario: questi tre passaggi storici del metodo e della cultura penale sono analizzati in prospettiva comparata attraverso il punto di vista del giudice-interprete (disposizione e norma), del professore-studioso del diritto (dogmatica e costruzione sistematica) e del legislatore (integrazione con le altre scienze). La giurisprudenza fa dottrina e fa diritto, mentre la legge penale è considerata dai Parlamenti e dalle forze politiche un puro mezzo di contrasto contro fenomeni generali. I tempi di una simbiosi felice tra dogmatica (accademica) e politica criminale (legislativa, accademicamente ispirata) sono finiti. I mutamenti epocali in atto nei rapporti tra studio teorico e politica criminale applicata, oltre che nell'evoluzione delle fonti europee e nazionali, impongono oggi di rivedere anche la gerarchia tra funzioni e scopi della pena al cospetto di un ruolo sempre più marcato della giurisprudenza-fonte e dell'input sovranazionale e massmediatico verso un uso del diritto come efficiente strumento di lotta, anziché mera forma di giustizia.INDICE Premessa ............... ........ ........... ....XIAvvertenza.............. ........ ........... ....XV Parte PrimaDESCRIZIONE DI UNA REALTÀCAPITOLO PRIMOIL PROBLEMA DEL METODO PENALISTICO: DA ARTURO ROCCO ALL’EUROPEISMO GIUDIZIARIO1. L’immagine consolidata del tecnicismo giuridico nella critica dei suoidetrattori.................................32.Se l’interpretazione del tecnicismo corrisponda al Manifesto (1910) e all’opera del suo più originale sostenitore, Arturo Rocco. . . . .63.L’orientamento costituzionalistico è una forma di positivismo giu- ridicoapplicatoallaCostituzione?....................124.L’età del connubio tra dogmatica e politica criminale: dal disincanto allaperditadiruolodelsapereaccademico.. . . . . . . . . . . . . .155. Dalla dogmatica classica a quella moderna, a quella post- costituzionale, mera componente, e non sinonimo, della scienza penale......................................206. La“crisi”delladogmatica,oggi......................40 7. L’età della democrazia penale massmediatica e dell’europeismogiudiziarioedellefonti...........................43 8.Mutamenti genetici del discorso penalistico: giurisprudenza-fonte evarietàdegliattorigiuridici........................49 9.Una scienza solo dei limiti dell’intervento punitivo? Punto di vistaesternoeinterno...............................56 10.Oltre l’eredità del giuspositivismo. Per una scienza penale discor-sivaecritica.................................59CAPITOLO SECONDODISPOSIZIONE E NORMA NELL’ERMENEUTICA PENALE CONTEMPORANEA1.La centralità del diritto penale per una verifica sull’interpretazione giuridica“ingenerale”............................63VIIIEuropeismo giudiziario e scienza penale2.La (pre)-supposta “diversità” del diritto penale. Verità e limiti della tesi.......................................643. La “normalizzazione” del diritto penale all’interno dell’universo giuridico....................................66 4.La tesi del “carattere necessariamente giudiziale del diritto penale”..675.Problemi di scarsa conoscibilità ex ante del diritto casistico. Inter- pretazioni analogiche dei ‘casi’ in civil law e in common law. Differenze...................................696. Casifaciliecasidifficili...........................72 7.La diversità del giudice penale e il problema del giudice “di scopo”.77 8.La legge penale come “diritto” e l’applicazione ai casi come corol-lariodelladivisionedeipoteri.......................80 9.La reinterpretazione della legge “generale e astratta” dopo l’appli- cazione ai casi. Dalla sottofattispecie (case, example, precedent) allanascitadiunanuovanormagenerale(rule) . . . . . . . . . . . . . .82 10. Disposizioneenormaindirittopenale.. . . . . . . . . . . . . . . . .87 11.L’accoglimento della distinzione tra disposizione e norma da partedelle Corti supreme europee (CGUE e Corte EDU) e nazionali (C.cost. e SS.UU. penali), e gli art. 374, co. 3, c.p.c., 99, co. 3, c. proc. amm.92 12. La fondamentale identità tra dottrina (Juristenrecht) e giurispru- denza (Richterrecht), se generalizzanti e non vincolanti. Dal prece- dente individualizzato, ma normativo (non mera quaestio facti, némero esempio) alla nascita della giurisprudenza-fonte . . . . . . . .99 13.Dalla norma ‘interna’ a quella ‘esterna’ alla disposizione: il divieto di analogia come problema della scoperta della criptoanalogia edellasuasanzione..............................103 14.Analogie vere, « analogie a rovescio », analogie false. In dubio proanalogia....................................109 15. Per una teoria prescrittiva dell’interpretazione. . . . . . . . . . . . .115Parte Seconda COSTRUZIONE DI UN METODOCAPITOLO TERZOSCIENZA PENALE INTEGRALE: IL RAPPORTO CON LE ALTRE SCIENZE1.Il problema dell’integrazione tra saperi empirici (conoscenza delle cause) e saperi normativi (scelte politiche, criteri di imputazione e statuti di garanzia) nel costruire o nel diminuire il penale. . . . . . .1212.Spazi per una « vera scienza giuridica » indipendente dalla politica, ovvero per opzioni di politica della scienza, costruite su saperi empiriciesuvincolicostituzionali....................1283.Utopia naturalistica e garantismo scientista ai confini estremi del discorso. Le “leggi” di Stella e la “legge di Hume”, al tempo dell’incertezzascientifica...........................132IndiceIX4.(Segue). I due postulati della scienza penale moderna: sapere spe- rimentale e principi di garanzia, e il problema del nesso (non deduttivo)trafattievalori.........................1375. Le obiezioni radicali (Karl Binding) al modello integrato (Franz von Liszt): la ratio di una pena post-factum, il garantismo della retribuzione contro la prevenzione generale, il dilettantismo interdisciplinare................................1416.La “crisi immanente” alla scienza penale integrale e la sua silente vitalità,daitempidivonLisztaoggi..................144 7. Contro il riflusso strisciante, nostalgico di un giudice avalutativo .1508.Quale spazio per l’uso di dati empirico-causali, di orientamento alle conseguenze, e per perseguire fini utilitaristici della pena in sede d’in- terpretazione degli illeciti e di applicazione di pene e misure di sicurezza....................................1559.L’impossibilità di dissolvere la dogmatica (diritto di garanzia) nella politica criminale (lotta mediante il diritto) e il rischio di ridurre l’interpretazione della legge a una casistica governata dall’idea delloscopo.LaparaboladiClausRoxin . . . . . . . . . . . . . . . .16110.La disuguaglianza di sistema nel rapporto tra fatto e autore. Dal messaggio di Zaffaroni sulla scienza penale integrale alla quotidia- na attuazione della sussidiarietà e dell’uguaglianza . . . . . . . . . .167CAPITOLO QUARTO OGGETTO, METODO, COMPITI DELLA SCIENZA PENALE1.Politica (del diritto) vs. scienza (giuridica), tra limiti e costanti del iuspositum..................................173 2. L’oggetto della scienza giuridico-penale oggi. . . . . . . . . . . . . .178 3. Ilmetododitalescienza..........................1824. Ulteriori conseguenze relative al metodo. La razionalità “delle leggi”......................................185 5. Lamotivazionedellalegge ........................187 6. Ilimitidelnormativismointegrale....................189 7. Il controllo costituzionale mediante giudizi di fatto. . . . . . . . . .1928. Retorica processuale vs. pluralismo dogmatico: dai δισσ���� λ��γ��ι alla dottrina comune, all’« opinione più scientifica ». . . . . . . . . .1949.La dogmatica giuridica (principi dottrinari oggetto di dimostrazione argomentata, e non solo di qualificato convincimento) come tertium genustra��πιστ��μηeδ����α.........................19710.L’umiliante raffronto tra sanzione civile e pena criminale, e l’esclu- sione della prevenzione generale come ‘fine della pena’ già dalla minacciaedittale...............................20011. Perché ogni discorso non rimanga astratto e sia collaudato sulla “questioneitaliana”.............................203 12. Lepremesseperunritornoall’Europa.................210

M. Donini ( 2011 ) - Il garantismo della condicio sine qua non e il prezzo del suo abbandono. Contributo all’analisi dei rapporti fra causalità e imputazione, in Riv. it. dir. proc. pen., 2011, pp. 494-535 - RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO E PROCEDURA PENALE - n. volume 2/2011 - pp. da 494 a 535 ISSN: 0557-1391 [Articolo su rivista - Articolo su rivista]
Abstract

Sommario: 1. Causalità vs. imputazione tra scienza e dogmatismo. 2. La causalità “che si imputa” e la valenza antidogmatica dell’accertamento eziologico. 3. Normativismo dell’imputazione… e della causalità. 4. Il certo vs. il probabile. Dal monismo al pluralismo epistemologico. 5. Il diverso valore probabilistico di leggi impiegate in spiegazioni causali ex post. 6. (Segue). Tre tipi di leggi statistiche con distinta rilevanza causale: a) Spiegazioni “a rete di causazione” ed eventi di comune pericolo. b) Leggi statistiche “causalmente costruite”, relative a fattori determinanti per eventi individuali e induzione per esclusione. c) Fattori ad altissima probabilità condizionante ed evento in concreto. 7. Il principio dell’asimmetria tra spiegazione e previsione su base statistica. 8. Caratteri qualificanti la c.s.q.n. 9. Causa-presupposto (premessa-conseguenza) e causa nomologica (causa-effetto). I limiti di una teoria solo nomologica (Engisch). 10. Diverso atteggiarsi della formula della condicio nei reati commissivi dolosi, in quelli colposi, omissivi e nel concorso di persone. 11. Equivalenza delle condizioni e responsabilità per fatto proprio. 12. Cause retrospettive e cause predittive. Lotta al dogma causale e tradizione giuridica italiana. 13. L’abbandono della c.s.q.n. in Italia dagli anni Cinquanta (concorso di persone) e Ottanta (omissione e colpa) ad oggi. Dal disvalore d’evento al disvalore di azione come perno dell’illecito.

M. Donini ( 2011 ) - Il "terrorismo urbano" e i fantasmi della legge Reale - DIRITTO PENALE E PROCESSO - n. volume 17 - pp. da 1433 a 1438 ISSN: 1591-5611 [Articolo su rivista - Articolo su rivista]
Abstract

I gravi episodi di cronaca dell'ottobre 2011 hanno fatto affiorare l’idea di una legge speciale comune a tutela dell’ordine pubblico urbano. La prospettiva, sebbene forse in questo momento accantonata, impone una vigile attenzione sul persistente rischio di derive illiberali e sulle contraddizioni di un diritto penale come tecnica “a duplice uso”, arma e garanzia.

M. Donini ( 2011 ) - La robusta tradizione del diritto penale della sicurezza: illustrazione con intento critico (orig. tedesco di Wolfgang NAUCKE, Die robuste Tradition des Sicherheitsstrafrechts: Darstellung in kritischer Absicht) (M. Donini, M. Pavarini, D. Pulitanò, C. Piergallini, G. Insolera, C.E. Paliero, W. Naucke, K, Luederssen, W. Hassemer, C. Prittwitz, L. Foffani, R. Orlandi, F. Caprioli, A. Caputo, G. Pighi - Sicurezza e diritto penale - Bononia University Press Bologna ITA) - pp. da 79 a 89 ISBN: 9788873956129 [Traduzione di contributo in volume - Traduzione in Volume]
Abstract

L'A. sostiene che il diritto penale della sicurezza (un diritto antiliberale e di continua estensione della pena e diminuzione delle garanzie processuali) è la chiave di lettura di tutto il diritto penale dall'illuminismo in poi. La scienza penale, se politivamente indipendente, può e deve esercitare una critica senza compromessi rispetto al diritto penale della sicurezza, che non è - secondo Naucke - addomesticabile ai principi dello stato di diritto. Riaffermarli è compito della scienza, ma non per riconciliarli con il bisogno permanente di sicurezza collettiva, bensì contro questo bisogno, in un'operazione di resistenza culturale e politica

M. Donini ( 2011 ) - Le logiche del pentimento e del perdono nel sistema penale vigente (AA.VV., a cura di David Brunelli - Scritti in onore di Franco Coppi - Jovene Napoli ITA) - n. volume vol. II - pp. da 889 a 955 ISBN: 9788834819661 [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) - Capitolo/Saggio con ISBN]
Abstract

Studio costituito da due parti, la prima riguardante le logiche del pentimento in generale, insieme a una ricostruzione della differenza tra fini e funzioni della pena, e delimitazione delle rispettive legittime applicazioni; la seconda contenente una rassegna analitica delle ipotesi di ravvedimento e perdono presenti nel sistema penale italiano vigente.Sommario: PRIMA PARTE. IL RAVVEDIMENTO TRA SCOPI E FUNZIONI DELLA PENA. 1. Premessa. Dal reato non si torna indietro? La risposta della “parte generale” del codice alle condotte di pentimento (desistenza e recesso, riparazione e risarcimento). 2. Il perché di pene diverse a seconda delle persone, a parità del ‘fatto’ commesso. Pena e sanzione civile. 3. Ruolo del passato e del futuro in un’impresa non scientifica, ma “equa”, di commisurazione. 4. La crisi del codice-decalogo, tra pena in astratto (contro fenomeni generali, e non solo per la giustizia individuale) e realtà punitiva applicata. 5. Pena giusta e meccanismi di non punibilità. 6. La prevenzione generale quale categoria della politica e della sociologia criminale, anziché dogmatico-giuridica: illegittimità della prevenzione generale come ‘fine’, sia in astratto (minaccia) e sia in concreto (commisurazione), della pena che si applica. 7. La funzione di prevenzione generale interna alla non punibilità. 8. Le ideologie punitive conflittuali oggi coesistenti (‘fini’ e ‘funzioni’ della pena). SECONDA PARTE. LE SINGOLE IPOTESI DI RAVVEDIMENTO. 9. Il risarcimento e la riparazione, tra ‘danno’ e ‘offesa’. Casi eccezionali di estinzione del reato per risarcimento del danno. 10. Ipotesi classiche e moderne di non punibilità (o estinzione del reato) in caso di recesso “riparatorio dell’offesa”, tra delitti e contravvenzioni. 11. Dall’offesa all’autore. I premi per la collaborazione. 12. (Segue). Le singole ipotesi. Un diritto di lotta che chiede all’autore “utili” fedeltà. 13. Illeciti di prevenzione vs. pene personali, non generalpreventive. 14. Concetto di “perdono” e clemenza. Clemenze incondizionate e condizionate: grazia, remissione di querela, patteggiamento, perdono giudiziale, amnistia, condoni, indulti, sanatorie e regolarizzazioni. 15. L’esecuzione penale come processo d’autore: la logica delle “verità relative e incontestabili” e dei pentimenti “coatti”. 16. L’umanesimo promesso per i “gironi” destinati agli autori meno pericolosi. 17. La “non punibilità” verso la giustizia riparativa e il perdono: un rechtsfreier Raum bisognoso di….tutela.

M. Donini ( 2011 ) - Per uno statuto costituzionale dei reati fallimentari. Le vie d’uscita da una condizione di perenne “specialità” - JUS - n. volume 58 - pp. da 35 a 69 ISSN: 0022-6955 [Articolo su rivista - Articolo su rivista]
Abstract

Sommario: 1. Premessa. 2. L’esigenza del ritorno ai principi generali quale ordine costituzionale, prima che europeo, della materia penale fallimentare. 3. La specialità e la gravità dei reati fallimentari, dal Cinquecento, alla legge del 1942, a oggi. 4. I soggetti attivi. Riserva di legge e limiti quantitativi definiti con decreto ministeriale. 5. Logiche da diritto speciale: A) Deroga all’art. 2 c.p. 6. (Segue). B) Deroga all’art. 2 c.p.p. in tema di sindacabilità penale delle questioni giuridiche extrapenali non pregiudiziali (imprenditore vs. fallito). 7. Altre soluzioni “da diritto speciale”: la “causazione del dissesto” nel passaggio dalla vecchia alla nuova (d. lgs. n. 61/2002) bancarotta da reati societari. 8. L’offensività della bancarotta: la ricerca (troppo lunga e disattesa) di un nesso di rischio e di lesività tra condotta ed evento, al riparo da interpretazioni conformi alla Costituzione. 9. Il nesso di rischio e il nesso causale tra condotte illecite e dissesto. La risposta ermeneutica, legislativa e de lege ferenda oggi. 10. Incongruenze “di sistema” nella disciplina vigente della bancarotta societaria (art. 223 l. fall.). 11. Reati fallimentari e “antigiuridicità”: operazioni compensative infragruppo e rapporto tra nuova revocatoria, nuovo concordato, e bancarotta. 12. La bancarotta semplice e l’esigenza di una griglia normativa che definisca il rischio consentito: principio di determinatezza e “soglie di rischio” ancora legittimamente affrontabili dall’imprenditore in crisi. 13. Dalla colpevolezza del nullum crimen sine culpa al rapporto fra elemento soggettivo fattuale accertato nella cognizione e colpa d’autore sondata nel processo di esecuzione. 14. Conclusioni.

M. Donini, M. Pavarini ( 2011 ) - Sicurezza e diritto penale (F. CAPRIOLI, A. CAPUTO, M. DONINI, L. FOFFANI, W. HASSEMER, G. INSOLERA, K. LÜDERSSEN, W. NAUCKE, R. ORLANDI, C.E. PALIERO, M. PAVARINI, L. PICOTTI, C. PIERGALLINI, G. PIGHI, C. PRITTWITZ, DOMENICO PULITANO' - Bononia University Press Bologna ITA) - pp. da 1 a 364 ISBN: 9788873956129 [Curatela - Curatela]
Abstract

Sezione prima:DOCUMENTI INTRODUTTIVI AL CONVEGNOMASSIMO DONINI, Sicurezza e diritto penale. La sicurezza come orizzonte totalizzante del discorso penalistico MASSIMO PAVARINI, Degrado, paure e insicurezza nello spazio urbanoSezione seconda:SICUREZZA, POLITICA CRIMINALE E DIRITTO PENALE MODERNO WINFRIED HASSEMER, Libertà e sicurezza alla luce della politica criminaleWOLFGANG NAUCKE, La robusta tradizione del diritto penale della sicurezza: illustrazione con intento critico RENZO ORLANDI, Sicurezza e diritto penale. Dialogo di un processualista italiano con la scuola di Francoforte CORNELIUS PRITTWITZ, La concorrenza diseguale tra sicurezza e libertà DOMENICO PULITANÒ, Sicurezza e diritto penale Sezione terza: DIMENSIONI POLITICHE DELLA SICUREZZA. IMMIGRAZIONE, ORDINE PUBBLICO, INFORMATICA, SICUREZZA URBANAFRANCESCO CAPRIOLI, Sicurezza dei cittadini e processo penaleANGELO CAPUTO, Dalla tolleranza zero al diritto speciale dell’immigrazioneGAETANO INSOLERA, Sicurezza e ordine pubblico LORENZO PICOTTI, Sicurezza, informatica e diritto penaleGIORGIO PIGHI, Diritto penale, azione amministrativa e bisogno di nuove risposte sulla sicurezza urbana Sezione quarta: SICUREZZA ED ECONOMIA AL TEMPO DELLA CRISI. IMPRESE E MERCATI NELLA SPIRALE DELL’INSICUREZZA LUIGI FOFFANI, Sicurezza dei mercati e del risparmio KLAUS LÜDERSSEN, Funzionalità dei mercati finanziari e diritto penale dell’economia. La “crisi finanziaria“ apre nuove prospettive di criminalizzazione? CARLO ENRICO PALIERO, Sicurezza dei mercati o mercato delle (in)sicurezze?- Prove libere di psicopolitica criminale CARLO PIERGALLINI, Attività produttive, decisioni in stato di incertezza e diritto penale

M. Donini ( 2011 ) - Strafrecht und Diskriminierung. Aus dem leben eines Juristen. Erinnerung an Marcello Finzi, Strafrechtlehrer zu Modena (T. Vormbaum, F. Muñoz Conde, G. De Francesco, M. Cattaneo, S. Vinciguerra, V. Fiorillo, E. Tavilla, M. Sancinetti, K. Luederssen, P. Kuon, J. Hoerisch, etc. - Jahrbuch 2011 - Walter de Gruyter Berlin DEU) - n. volume Bd. 12 - pp. da 242 a 253 ISBN: 9783110248869 [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) - Capitolo/Saggio con ISBN]
Abstract

Das Leben Finyis wird kurygefasst in den Zusammenhang der Dieskriminierung, der Freiheit der Wissenschaft und der reaktione des Juristen auf deren Gefährdung. Finzi erscheint als ein Gelehrter, der einerseits bereit war, sich auf das durch das Gesetybuch von 1930 gesschaffene Lage wissenschaftlich inzulassen, aber auch am Beispiel des grossen neapolitanischen Juirsten Mario Pagano das Opfer einer politischen Diskriminierung, wenn auch in den nüchteren Worten des Wissenschaftlers, verherrlicht. Es werden auch belege f. den Patriotismus des jüdischen Italieners Marcello Finzi

M. Donini ( 2011 ) - Tecnicismo giuridico e scienza penale cent'anni dopo. La Prolusione di Arturo Rocco (1910) nell'età dell'europeismo giudiziario (AA.VV. - Criminalia 2010 - ETS Firenze ITA) - n. volume n. 1/2010 - pp. da 127 a 178 ISBN: 9788846729835 [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) - Capitolo/Saggio con ISBN]
Abstract

Sommario: 1. L’immagine consolidata del tecnicismo giuridico nella critica dei suoi detrattori. 2. Se l’interpretazione del tecnicismo corrisponda al Manifesto (1910) e all’opera del suo più originale sostenitore, Arturo Rocco. 3. L’orientamento costituzionalistico è una forma di positivismo giuridico applicato alla Costituzione? 4. L’età del connubio tra dogmatica e politica criminale: dal disincanto alla perdita di ruolo del sapere accademico. 5. Dalla dogmatica classica a quella moderna, a quella post-costituzionale, mera componente, e non sinonimo, della scienza penale. 6. La “crisi” della dogmatica, oggi. 7. L’età della democrazia penale massmediatica e dell’europeismo giudiziario e delle fonti. 8. Mutamenti genetici del discorso penalistico: giurisprudenza-fonte e varietà degli attori giuridici. 9. Una scienza solo dei limiti dell’intervento punitivo? Punto di vista esterno e interno. 10. Oltre l’eredità del giuspositivismo. Per una scienza penale discorsiva e critica.

M. Donini ( 2010 ) - 'Danno' e 'offesa' nella c.d. tutela penale dei sentimentiNote su morale e sicurezza come beni giuridici, a margine della categoria dell’”offense” di Joel Feinberg (A. Cadoppi, cur., D. Husak, M Donini, R. Shafer-Landau, H. Malm, M. Romano, S. Canestrari-F.Faenza, G. Dworkin, G. Fiandaca - Laicità, valori e diritto penale. The Moral Limits of the Criminal Law. In ricordo di Joel Feinberg - Giuffrè Milano ITA) - n. volume 4 - pp. da 41 a 101 ISBN: 9788814153730 [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) - Capitolo/Saggio con ISBN]
Abstract

SOMMARIO: 0. Premessa sull’oggetto dell’indagine: una tutela penale dei sentimenti e dei tabù? 1. “Danno” e “offesa” nel linguaggio penalistico italiano. 2. Il reato come offesa di un bene giuridico quale vincolo costituzionale sulla ‘forma’ della tutela penale. 3. Il rispetto del principio di extrema ratio: offese penali eticamente pregnanti e concezioni ulteriormente sanzionatorie del reato. 4. Sulla possibilità di norme penali illiberali, ma non incostituzionali. 5. Premesse sul rapporto fra morale e diritto penale. 6. Il vero punto di partenza del dibattito attuale sulla dannosità sociale (“harm”) delle condotte immorali: tutti, anche i moralisti, usano argomenti orientati alle conseguenze. 7. Il danno criminale (l’offesa), tra harm e offense. La proposta di Feinberg. 8. L’offense principle come esigenza di differenziare l’oggetto giuridico del reato oltre il paradigma della tutela di beni (“la dannosità del fatto per i terzi”). 9. L’offense principle come conseguenza dell’imprecisione e della limitazione della categoria dell’harm. Rilievi critici sulle due categorie. 10. Per una legislazione penale non solo performativa. Perché il diritto penale non tutela i meri sentimenti. 10. 1. Esempi. Mero consumo (senza “acquisto”) di pornografia minorile. 10.2. Spettacoli o atti osceni in luogo pubblico. 10.3. Uso e cessione di droghe. 10.4. Tutela penale di tabù, dei sentimenti patriottici e religiosi, o della memoria storica? 10.5. Sicurezza urbana e pace sociale: mendicità, malgoverno di animali, disturbi e molestie “dans la rue”. 11. Modelli di illecito minore ed esigenza di un’antigiuridicità extrapenale previa con una scala di gravità ascendente amministrativa/penale nelle condotte relative alla sicurezza

M. Donini ( 2010 ) - Die strafrechtliche Behandlung des des Übergangs vom Faschismus zur Demokratie in Italien. Bemerkungen zur historischen Erinnerung und zur Aufarbeitung der Vergangenheit „durch Strafrecht“, in Jahrbuch der Juristischen Zeitgeschichte, 3/2008, pp. 81-98. (F. Muñoz Conde, T. Vormbaum - Transformation von Diktaturen in Demokratien und Aufarbeitung der Vergangenheit - Walter de Gruyter Berlin DEU) - n. volume 19 - pp. da 99 a 141 ISBN: 9783110247961 [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) - Capitolo/Saggio con ISBN]
Abstract

Übersicht: 0. Der Sinn der Diskussion.1. Historischer Abriss der politischen und legislativen Vorgänge vom 25. Juli 1943 bis zur Amnestie durch das Dekret vom 22. Juni 1946 Nr. 41 (sog. Togliatti-Amnestie).2. Die durch Faschismus und Krieg ausgelösten grundsätzlichen Strafrechtsprobleme und der aufgegebene Versuch, den Verfassungsbruch beim Übergang von der demokratischen Republik zum faschistischen Regime und Staat strafrechtlich zu ahnden.3. Die Verbrechen der Errichtung des Faschismus, der bedeutsamen Un-terstützung des Faschismus und der Kollaboration: neue und teilweise rückwirkende Strafnormen in der Zuständigkeit von Sondergerichten.4. Die Thesen von Calamandrei gegen Jemolo: Lieber rückwirkende Gesetze als Bürgerkrieg? 5. Das Gesetz der Zahlen (Abgeurteilte und Getötete) und die Anzahl der legalen Entscheidungen. 6. Die gerichtliche Reaktion „in action“. Von der vergeltenden Strenge zur allgemeinen Strafbefreiung. Die unausgesprochenen Gründe.7. Die “Togliatti-Amnestie (und Straferlass)”. Ursprünglicher Kompromiss und Aushöhlung in der Anwendung.8. Neue Bedürfnisse von “Strafgerechtigkeit” in der erwachsen gewordenen Republik: Der Schrank der Schande,dasBlut der Besiegten, die Verfahren “in articulo mortis”.

M. Donini ( 2010 ) - Dolo eventuale e formula di Frank nella ricettazione. Le Sezioni Unite riscoprono l’elemento psicologico, in Cass. Pen., 2010, p. 2555-2582 - CASSAZIONE PENALE - n. volume 50 - pp. da 2555 a 2582 ISSN: 1125-856X [Nota a sentenza - Nota a Sentenza]
Abstract

Sommario: 1. Sezioni Unite, 26 novembre 2009-30 marzo 2010, n. 12433. 2. La questione sollevata dalla Seconda Sezione della Suprema Corte: il dolo eventuale relativo non all’evento-conseguenza, ma ai presupposti della condotta. 3. La risposta delle Sezioni Unite. Dalla formula di Frank un contributo alla prova della volontà della condotta tipica: solo per la ricettazione o “in generale”? 4. Quale spazio per soluzioni differenziate tra presupposti e conseguenze della condotta? 5. Nel cuore della sentenza. Il dubbio è compatibile con la colpa, e non scioglie ancora il problema del dolo come volontà. 6. La ‘tenuta’ processuale della formula di Frank. 7. Uno sguardo all’evoluzione storica. 8. (Segue)...e agli esiti delle teorie contemporanee. 9. Il livello di rischio, tra Sezioni Unite e progetti di riforma. 10. Dalle figure criminose intermedie, che “sdrammatizzano” ma non chiariscono la scelta fra dolo e colpa, alla riscoperta dell’elemento psicologico.

M. Donini ( 2010 ) - El derecho penal frente al los desfíos de la modernidad - Ara Editores Lima PER) - pp. da 1 a 440 ISBN: 9789972238741 [Monografia o trattato scientifico - Monografia/Trattato scient. con ISBN]
Abstract

El libro reune una recopilación de los principales artículos que el Autor ha publicado en español. El primero, que trata de “Derecho penal clásico y derecho penal moderno”, es además inédito. Los demás textos han sido escritos a lo largo del último decenio, pero en conjunto configuran un contenido conceptualmente unitario. En ellos, muy marcados por esa orientación político-criminal, constitucionalista y global, el lector hallará un estudio de prácticamente todos los problemas que han marcado la agenda de la discusión internacional acerca del Derecho penal en la última década. Un análisis erudito, sosegado, que considera todas las perspectivas sin excluir ninguna de antemano. Las fuentes del derecho se han multiplicado. También la guerra o la lucha contra ciertas formas de criminalidad, realizada con medios jurídicos, son con seguridad transnacionales, así como lo son muchos fenómenos delictivos. Ello ha generado cambios profundos en el ámbito de las fuentes, del método, del modo mismo de pensar el rol, la función y los estilos de la ciencia penal.La imagen del derecho penal se ha diversificado, verdaderamente ya no es unitaria, si es que alguna vez lo fue. Muchos y muy distintos son sus posibles destinatarios, y no sólo sus intérpretes. Existen en la actualidad, a nivel de las relaciones científicas, menos ordenamientos-modelo, y también las grandes áreas de influencia cultural, los sistemas penales “de exportación”, aún preciándose de una historia cultural y una producción verdaderamente extraordinarias, viven hoy en su interior una crisis de identidad y una menor capacidad de atracción paradigmática.Era inevitable que, partiendo de estas premisas, también las categorías más generales, los estilos de pensamiento más consolidados, así como algunos dogmas milenarios, comenzaran a agrietarse, a convertirse en “modernos”, luego en “postmodernos”, y finalmente a ocultar o a perder los rasgos clásicos que en todo caso nadie ha logrado cancelar.No obstante, lo clásico, lo moderno y lo postmoderno conviven en los mismos ordenamientos, incrementando la necesidad de armonizar, coordinar, reducir las contradicciones. Por lo tanto, junto a los nuevos universalismos permanecen las formas duras y no superadas de aislamientos nacionales, pero también, para ser sinceros, de auténticas e incontestables identidades nacionales, o de tradiciones, que nadie puede pretender anular.Muchos de los temas que se afrontan en estos escritos están todavía “de moda”: del derecho penal del enemigo y “de lucha” a aquél de la gente de bien y de cuello blanco, del derecho penal europeo a la globalización, del derecho penal moderno al postmoderno, de los delitos de peligro abstracto a aquellos construidos sobre el principio de precaución, de las distintas velocidades de los tipos de intervención penal hasta el sistema piramidal o “reticular” de las fuentes jurídicas, de la relación entre el hecho y el autor a aquél entre la ciencia penal y la política criminal así como más en general entre el derecho y la política, desde el rol del juez al de la Corte Constitucional, del garantismo al uso preventivo e instrumental del derecho como mero “medio” de contraste.Sin embargo, el punto de observación sigue siendo siempre y constantemente aquel de los derechos fundamentales, de la Constitución o de las Cartas de derechos. De hecho, el rasgo distintivo fundamental del derecho penal postiluminista, es que ya no se trata de un derecho solamente de categorías o de delitos, sino también de principios. Y en esto queda involucrado el modo de ser juristas, de leer la ley ordinaria, de saberse inmanentes pero también trascendentes al sistema, de tener una función constructiva y no simplemente ejecutiva o de racionalización.La inspiración de fondo del cuadro que surgirá de ello es por lo demás siempre crítica. El derecho penal, aunque tutele derechos fundamentales, sigue siendo un instrumento autoritario, irracional e intolerante, necesitado de continuas revisiones críticas, verificaciones y controles. Sólo con estas condiciones éste puede llegar a ser aceptable, y la inmensa cultura política, técnica, dogmática y filosófica que está depositada en su historia podrá presentarse como algo más y mejor que un embellecimiento teórico para justificar la cruda necesidad de una lucha contra el crimen.

M. Donini, R. Orlandi ( 2010 ) - Il penale nella società dei diritti. Cause di giustificazione e mutamenti sociali (C. De Maglie, C. Fiore, F.M. Iacoviello, M. Mantovani, D. Negri, F. Palazzo, G. Vassalli, F. Viganò, T. Vormbaum - Bononia University Press Bologna ITA) - pp. da 1 a 349 ISBN: 9788873955191 [Curatela - Curatela]
Abstract

INDICE.Documento introduttivo di Massimo Donini e Renzo Orlandi PARTE PRIMA. LUOGHI PROBLEMATICIStoria e scriminanti, di Giuliano VassalliL'elaborazione del passato, di Thomas VormbaumSocietà multiculturali e scriminanti, di Cristina de MaglieLa dimensione internazionale. L’influenza delle norme sovranazionali nel giudizio di ‘antigiuridicità’ del fatto tipico, di Francesco ViganòL'autotutela nel privato domicilio (e luoghi equiparati). Dall’”archetipo” al “nuovo volto” della legittima difesa, di Vincenzo MilitelloAttività autorizzate di Marco MantovaniIl processo penale come scriminante, di Daniele NegriPARTE SECONDA. DALLA REALTA' AL SISTEMA Il “posto” delle scriminanti nel diritto penale moderno, di Massimo DoniniLa costruzione processuale delle scriminanti, di Francesco M. IacovielloCostituzione e scriminanti, di Francesco PalazzoI “nuovi orizzonti” della giustificazione e il ruolo della dommatica di Carlo Fiore

M. Donini ( 2010 ) - Il Progetto di riforma dei reati in materia di sicurezza alimentare - CASSAZIONE PENALE - n. volume 50 - pp. da 4457 a 4480 ISSN: 1125-856X [Articolo su rivista - Articolo su rivista]
Abstract

Si tratta del progetto di riforma del Titolo VI del libro II del codice penale. L’oggetto dell’incarico ministeriale è stato precisato in corso d’opera dalla stessa Commissione, tenuto conto della contestuale esistenza di una riforma in corso della materia alimentare nel suo complesso e della conseguente opportunità di circoscriverlo ai soli reati del codice penale. L’iniziativa ministeriale indicava fin dall’origine l’esigenza di individuare nella sicurezza degli alimenti un oggetto di tutela del quale lo stesso codice penale tenesse debito conto, insieme alla salute pubblica, contemperando le esigenze di una repressione anticipata di gravi forme di aggressione a tale sicurezza (reati di pericolo astratto-concreto) e di una maggiore precisione delle definizioni legislative. Nuove forme di criminalità anche organizzata (v. la previsione del delitto di commercio all’ingrosso di prodotti alimentari nocivi) ed esigenze di aggiornamento di una disciplina che risale agli anni ’30, sia sotto il profilo tecnico (v. la riformulazione del vigente art. 440, che comprende gli attuali art. 442 e 444 c.p.) sia per effetto della normativa comunitaria (v., ad esempio, l’ipotesi delittuosa di omesso ritiro), hanno di fatto portato ad estendere l’intervento a buona parte del capo II (ora definito: “Dei delitti di comune pericolo contro la salute pubblica e la sicurezza degli alimenti e dei medicinali”) del titolo VI del libro secondo del codice penale. I delitti contro l’incolumità pubblica in generale, sono ora definiti: «Dei delitti contro l’incolumità e la salute pubblica» e scompare la dicotomia “mediante frode/mediante violenza”, che non rende pienamente ragione del contenuto delle incriminazioni. Durante i lavori della Commissione un’attenzione non secondaria è stata dedicata all’aspetto comparato della legislazione, ma non si può dire che siano stati adottati “modelli” stranieri rilevanti nelle scelte operate.L’idea della Commissione è stata quella di colmare il ‘gap’ tra fattispecie contravvenzionali a carattere meramente trasgressivo e fattispecie delittuose necessariamente implicanti la realizzazione di macrodisastri. Non appare razionale, infatti, attendere eventi giganteschi quando esistono molte situazioni prodromiche che non producono quegli eventi solo per ragioni imponderabili. Del pari, anche nei reati di mero pericolo non sembra logico circoscrivere l’intervento penale a tipologie contravvenzionali oblazionabili quando esistono forme organizzate e imprenditoriali di violazione della sicurezza alimentare. Né ha senso compiuto che la responsabilità da reato degli enti, applicabile a moltissimi reati “comuni”, venga pretermessa proprio in relazione a questi tipici reati “di impresa”; così come non è razionale che l’omesso ritiro di un prodotto concretamente pericoloso possa costituire un illecito penale solo se (come accade oggi) non sia un prodotto alimentare. A queste e ad altre questioni la Commissione ha inteso dare risposta, ben al di là dei lavori scientifici nazionali che hanno costituito il ‘modello teorico’ originario che, su indicazione del Ministero stesso, è stato tenuto presente.

M. Donini ( 2010 ) - Rechtswidrigkeit und Rechtfertigung heute. (F. Herzog, U. Neumann (Hrsg.) - Festschrift für Winfried Hassemer zum 70. Geburtstag am 17. Februar 2010] / hrsg. von Felix Herzog und Ulfrid Neumann. - Heidelberg : Müller, 2010. - XX, 1335 S. - C.F. Müller Heidelberg DEU) - pp. da 681 a 711 ISBN: 9783811477278 [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) - Capitolo/Saggio con ISBN]
Abstract

Verzeichmis: 1.Aushöhlung der Rechtswidrigkeit und Bedeutung der Gesamtrechtsordnung für die Kon-struktion des strafrechtlichen Unrechtstypus 2.Die Ansicht der Praktiker-Kommentare 3.Von der verbrechenszentrierten Lehre zur Lehre von der Ergänzung des Strafrechts durch das übrige Recht 4. Die alte und die moderne “Zweiteilung” zwischen Sichtweise des Bürgers und Ausnahmeregeln 5. Der Primat der Rechtsordnung vor dem Strafrecht: Die Konvergenz von Subsidiarität und akzessorischer Natur des Strafrechts. 6. Was bleibt von der objektiven Rechtswidrigkeit ? 7. Der “Standort” der Rechte zwischen ex ante-Betrachtung und Normen-konflikt. 8. Rechtfertigungsgründe als Garantie des ethischen Pluralismus. Prozessuale Straf-ausschließungsgründe. 9. Die Rechtfertigungsgründe der Staatsräson als “strafrechtliche Rechtfertigungsgründe”. 10. Der Strafprozess als “Kampf”-Rechtfertigungsgrund. 11. Im zi-vilrechtlichen Bereich ein Recht, im strafrechtlichen Bereich ein Unrecht? Wenn das Straf-recht als primäres statt als akzessorisches Abwehrmittel die Rechte verschlingt.

M. DONINI ( 2010 ) - voce "Imputazione oggettiva dell'evento (dir. pen.)" (AA.VV. - Enciclopedia del diritto. Annali III. Abuso del processo - Tutela dell'ambiente - Giuffrè Milano ITA) - pp. da 635 a 713 ISBN: 9788814151330 [Voce (in dizionario o enciclopedia) - Voce in Dizionario o Enciclopedia]
Abstract

Lavoro di sintesi di oltre 25 anni di studi sul tema, in chiave comparata relativo alla categoria del "nesso di rischio", che traduce in lingua italiana quella più famosa in contesto internazionale dell'imputazione oggettiva dell'evento: studio generale sulle modalità di causazione tipiche, sia nei reati dolosi e sia in quelli colposi di evento. Preceduto da una monografia dell'A. del 2006, ne rappresenta un più compiuto e sintetico perfezionamento. E' la prima voce enciclopedica italiana sul tema, che costituisce forse il più dibattuto, nella penalistica di civil law, degli ultimi venti-trent'anni. E' prevista una traduzione in lingua spagnola

M. Donini ( 2009 ) - Il cittadino extracomunitario da oggetto materiale a tipo d'autore nel controllo penale dell'immigrazione - QUESTIONE GIUSTIZIA - n. volume 1 - pp. da 101 a 133 ISSN: 1720-4518 [Articolo su rivista - Articolo su rivista]
Abstract

Sommario: 1. Le politiche penali dell’immigrazione e il ruolo dello straniero “extracomunitario”, fra tipo d’autore e diritti fondamentali. 2. Premesse sulla gerarchia tra diritti fondamentali e diritti di cittadinanza. 3. L’immigrato come oggetto materiale, autore, o vittima, nel Testo unico sull’immigrazione. Le ipotesi del favoreggiamento della permanenza illegale (art. 12, co. 5 d. lgs. n. 286/1998) e della cessione a titolo oneroso di immobile a straniero irregolare al fine di ingiusto profitto (art. 12, co. 5-bis d. lgs. n. 286/1998). 4. I beni giuridici protetti dalle incriminazioni del T.U. sull’immigrazione. 5. Lo straniero come oggetto materiale con “doveri di status geopolitico”. 6. La presenza di un diritto penale d’autore per discriminazione geopolitica (o di cittadinanza) nella disciplina dell’immigrazione illegale. 7. L’ingiustificata inosservanza dell’ordine di allontanamento del questore (art. 14, co. 5-ter d. lgs. n. 286/1998): un delitto contravvenzionale d’autore a pericolo presunto e a offesa cumulativa, in violazione degli artt. 27, co. 1, 25 cpv., 2 e 3, co. 1, Cost. 8. Il progettato reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato (ddl n. 733/2008): delitto o contravvenzione? 9. L’aggravante comune (art. 61, co. 1, n. 11-bis, c.p.) della presenza illegale sul territorio nazionale. Profili di illegittimità costituzionale di una responsabilità “d’autore”. 10. Bilancio politico-criminale sul passaggio a uno Stato di prevenzione: dal diritto penale del nemico a un’illegalità estesa a tutti i cittadini.

M. Donini ( 2009 ) - Il terrorista-straniero come nemico e le contraddizioni di una giurisdizione penale di lotta (Autori Vari - I diritti dei nemici - Giuffrè Milano ITA) - n. volume 38, tomi II - pp. da 1699 a 1724 ISBN: 8814146446 [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) - Capitolo/Saggio con ISBN]
Abstract

SOMMARIO: 1. Guerra e giurisdizione come “armi” di lotta al terrorismo. 2. La soluzione americana, o la giurisdizione come ostacolo. 3. La soluzione europea di una lotta mediante il diritto penale. 4. La probabile complementarità pratica di due soluzioni incompatibili tra loro nello Stato di diritto. 5. Cosa si intende per diritto penale del nemico. 6. La sua origine da una radicalizzazione della “lotta” giuridica. 7. Sue espressioni recenti nel diritto penale italiano. 8. Peculiarità del fenomeno del terrorismo internazionale oggi. 9. Il ruolo delle giurisdizioni nella declinazione dei principi e delle regole di eccezione.

M. Donini ( 2009 ) - La gestión penal del paso del Fascismo a la Democracia en ItaliaApuntes sobre la memoria histórica y la elaboración del pasado “mediante el Derecho penal” - REVISTA PENAL - n. volume Anno XXXIX, n. 1/2009 - pp. da 13 a 32 ISSN: 1138-9168 [Contributo in Atti di convegno - Relazione in Rivista di Atti di Convegno]
Abstract

0. El sentido del tema. 1. Bosquejo histórico de los sucesos políticos y de legislación penal entre el 25 de julio de 1943 y la amnistía promulgada por el D.P. de 22 de junio de 1946, n. 41 (amnistía Togliatti).2. Los principales problemas penales surgidos del fascismo y de la guerra y la tentativa desistida de sancionar penalmente la fractura constitucional entre la República democrática y el Régimen o el Estado fascista. 3. Los delitos de creación del fascismo, de actos relevantes de apoyo al mismo y de colaboracionismo: normas penales en parte nuevas y retroactivas, confiadas a Tribunales especiales. 4. La tesis de Calamandrei contra Jemolo: ¿mejor las leyes retroactivas que la guerra civil?5. La ley de los números (juzgados y asesinados) y las cifras de las decisiones legales 6. La respuesta penal in action: del rigor vindicativo a la indulgencia generalizada. Las razones silenciadas.7. La «amnistía (y la condonación) Togliatti». Compromiso originario y vaciamiento aplicativo.8. Nuevas necesidades de justicia penal en la Republica madura: el armario de la vergüenza, la sangre de los vencidos, los procesos “in articulo mortis”. 9.Un balance provisional

M. Donini ( 2009 ) - La legislazione razziale nella Germania razzista, di Thomas VORMBAUM (Autori Vari - Il diritto penale di fronte all’infamia nel diritto, a 70 anni dalle leggi razziali - Giuffrè Milano ITA) - pp. da 177 a 194 ISBN: 8814146470 [Traduzione di contributo in volume - Traduzione in Volume]
Abstract

Descrizione sintetica, ma completa, della legislazione razziale tedesca al tempo del Nazionalsocialismo. Uno 'spaccato' impressionante delle logiche del razzismo legislativo e politico.

M. Donini ( 2009 ) - Les droits fondamentaux et la juridiction pénale comme garantie contre ou comme justification pour l’usage du droit comme arme? - REVUE DE SCIENCE CRIMINELLE ET DE DROIT PÉNAL COMPARÉ - n. volume 1/2009 - pp. da 31 a 42 ISSN: 0035-1733 [Articolo su rivista - Articolo su rivista]
Abstract

SOMMAIRE : 0. INTRODUCTION. 1. La solution américaine et la guerre extra ordinem contre les ennemis (la juridiction comme obstacle). 2. La solution européenne et la lutte « par le droit » contre les ennemis de l’État (juridiction de lutte vs. droit pénal de l’ennemi ?). 3. Les solutions américaine et européenne sont-elles incompatibles ou complémentaires ? 4. Les conditions pour se demander s’il existe un droit pénal de l’ennemi en Italie (ou en Europe). Définition préliminaire. 5. Phénomènes d’« inimicosité » du récent droit pénal italien. 6. Attitudes contrastantes face aux normes d’exception. Le rôle des juridictions dans la déclinaison des principes. 7. La vérité publique sur le terroriste comme figure borderline, entre criminel et ennemi.

M. Donini ( 2009 ) - Principi costituzionali e diritto penale. Modello e programma - IUS17@UNIBO.IT - n. volume 2/2009 - pp. da 417 a 430 [Articolo su rivista - Articolo su rivista]
Abstract

Senza il diritto penale gli stessi diritti fondamentali sarebbero oggetto di aggressioni troppo gravi. Ma la realtà del diritto penale è quella dello strumento giuridico più a rischio di intolleranza,, autoritarismo e irrazionalità. Di qui l’esigenza di un sapere normativo che ne limiti e controlli l’esercizio. La Costituzione come fondamento e limite, insieme, del diritto penale rappresenta il modello scientifico più evoluto della riflessione penalistica italiana. Esso ha ampio riconoscimento internazionale e vede ora, accanto alla fonte costituzionale, molti principi sovranazionali. Al «modello» qui tratteggiato manca però, oggi, un «programma». Controlli di legittimità e verifiche empiriche sono indispensabili a una democrazia discorsiva. Ogni legge, oggi, deve essere ormai motivata e controllabile già nel progetto legislativo. Perché solo la legge penale dovrebbe sottrarsi a ciò e a un vincolo verificabile dei suoi programmi?Sommario: 1. Premessa su che cosa è il diritto penale. 2. Il compito della scienza giuridica di fronte a tale fenomeno. 3. La Costituzione, e i principi, come paradigma penalistico, anziché mero limite del diritto penale. Il “modello forte” da Bricola a oggi, e i “modelli deboli”. 4. Il codice (o la legge) penale come Costituzione attuata: il rapporto con l’ordinamento complessivo 5. Il modello e i suoi risultati, secondo l’esperienza italiana. 6. La ricerca dei limiti al dominio della politica sul diritto penale. Democrazia penale, motivazione della legge e controlli di legittimità in termini di: a) valori e norme; b) premesse e conseguenze empiriche. 7. Il programma di un diritto penale a base sovranazionale secondo un sistema di principi e di regole “di garanzia”.

M. Donini ( 2009 ) - 92) Bekämpfungsstrafrecht. Oder: Warum die Diskussion über das Feindstrafrecht sich nicht auf dessen Exorzierung beschränken darf (T. Vormbaum - Kritik des Feindstrafrechts - LIT Verlag Berlin DEU) - n. volume 9 - pp. da 979 a 313 ISBN: 978.3.643104380 [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) - Capitolo/Saggio con ISBN]
Abstract

1. Bekämpfungsstrafrecht zwischen rechtsstaatlichen Garantien und Feindlogik – 2. Der Kampf gegen die Kriminalität als europäischer normativer, nicht bloß politischer oder kritischer Begriff – 3. Die “Normalisierung” des Kampfes mit den Mitteln des Strafrechts: eine Radikalisierung der instrumentellen Verwendung des Rechts – 4. Jenseits der Erbschaft des Notstandes und des Ausnahmezustandes: die Tendenz zur Selbstzerstörung der Gesetzlichkeit – 5. Die Angleichung des Bekämpfungsstrafrechts an das Feindstrafrecht als Voraussetzung der Gedankenführung von Jakobs und als Tabu der herrschenden Rechtskultur – 6. Der “Feind ” zwischen der Theorie …. – 7. …..und der Wirklichkeit – 8. Die Gefahren einer populistischern Ausdehnung des Begriff und das Erfordernis seiner Begrenzung. Die Hermeneutik der Bekämpfung – 9. Vom “Feind” zur “Bekämpfung”, zur „Unterdrückung“. Wann verletzt das Bekämpfungsrecht die Unbefangenheit und Unparteilichkeit des Richters? – 10 “Wissenschaft” und “Politik” angesichts der Ausnahmezustände und der Ausschaltung gefährlicher Täter

M. Donini ( 2008 ) - Derecho penal de lucha. Lo que el debate sobre el Derecho penal del enemigo no debe limitarse a exorcizar. (M. Cancio Meliá/L. Pozuelo Pérez - Política criminal en Vanguardia. Inmigración clandestina, terrorismo, criminalidad organizada - Thomson Civitas - Editorial Aranzadi Cizur Menor (Navarra) ESP) - pp. da 29 a 75 ISBN: 9788447030620 [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) - Capitolo/Saggio con ISBN]
Abstract

Sumario: 1. El derecho penal de lucha entre garantismo clásico y lógica del enemigo. 2. La lucha contra la criminalidad como concepto normativo europeo, no meramente político o crítico. La “normalización” de la lucha por medio del Derecho penal: una radicalización del uso instrumental del Derecho. 4. Más allá de la herencia de la emergencia y de los estados de excepción: la tendencia a una ruptura de la legalidad misma. 5. La asimilación del Derecho penal de lucha al Derecho penal del enemigo como premisa de la elaboración de Günther Jakobs y como tabú de la cultura dominante. 6. El “enemigo” entre la teoría... 7. ... y la realidad. 8. Los riesgos de una vulgarización extensiva del concepto y la exigencia de una delimitación. La hermenéutica de la lucha. 9. Del “enemigo” a la “lucha”, al “contraste”. Cuando el Derecho de lucha lesiona la tercería y la imparcialidad del juez. 10. La “ciencia” y la “política” frente a la neutralización de los autores peligrosos y a los estados de excepción.

M. Donini ( 2008 ) - Sicurezza e diritto penale - CASSAZIONE PENALE - n. volume Anno XLVIII, n. 10/2008 - pp. da 3558 a 3572 ISSN: 1125-856X [Contributo in Atti di convegno - Relazione in Rivista di Atti di Convegno]
Abstract

Sommario: 1. Sicurezza e prevenzione “mediante il diritto penale”: un tema non più settoriale, ma generalissimo. 2. La sicurezza come “diritto fondamentale”. 3. Dallo Stato di diritto allo Stato di prevenzione. 4. Incidenze del bisogno di sicurezza e prevenzione nei settori più disparati, tra manifesti ed effettività. 5. Il ruolo decisivo del ‘rischio’ rispetto ai modelli classici. 6. Oltre le “broken windows”. Il tema della sicurezza urbana depurato dalla tentazione della tutela (penale) dei sentimenti. 7. Il prezzo della sicurezza mediante il diritto penale e i deficit di effettività di un intervento “a buon mercato”. 8. La ‘lezione’ della ”Scuola di Francoforte” sul c.d. diritto penale moderno e sulla “sicurezza mediante il diritto penale”.

M. DONINI ( 2007 ) - Das Strafrecht und der "Feind" - Lit Verlag Berlin DEU) - pp. da 1 a 99 ISBN: 9783825806095 [Monografia o trattato scientifico - Monografia/Trattato scient. con ISBN]
Abstract

Übersicht11. Kapitel: Die Wiederkehr des “Feindes” in der Kriminalpolitik der Gegenwart31. Vorbemerkung32. Binäre Logik und fuzzy-Logik bei der Definition des “Feindes”43. Die traurige Lektion des Carl Schmitt und die Grenzen des Diskurses in demokratischen Staaten74. Die erste Bedeutung des Feindstrafrechts als von Vergeltung und Schuld befreite “Täter”-Logik125. Typologie der ersten Gruppe155.1 Kurze Betrachtung der Typologie der ersten Gruppe. Die persönlichen Sicherungsmaßregeln (Der Täter mit innerer charakterlicher Gefährlichkeit).155.2 (Fortsetzung). Kriminelle Notstandsfälle infolge außerordentlicher Tätertypen: Terrorismus, Mafia und organisierte Kriminalität (kollektiver und organisierter Täter)195.3 (Fortsetzung). Die prozessualen Auswirkungen dieser „Notstandstypen“215.4 (Fortsetzung). Krieg als Straftat oder als Strafe (Staats-Täter und Täterschaft “in großem Umfang”).236. Zweite Bedeutung des Feindstrafrechts: Die instrumentelle Verwendung des Tatstrafrechts in symbolisch-expressiver Funktion oder in Funktion des “Kampfes” gegen das von einem “normalen” Täter begangene “Böse”. Das Beispiel der internationalen ad-hoc-Tribunale257. Die explosive Ambivalenz einer dritten Konzeption: der Feind als “Unperson” zwischen “Faktum” und “Recht” (Jakobs)298. (Fortsetzung): Überprüfung der Formen des Feind- bzw. „Unperson“-Strafrechts am „juristischen“ Beispiel der nationalsozialistischen Lager und am Beispiel Guantanamo359. Erste Folgerungen: Berechtigung des “Feindstrafrechts” als kritischer, nicht aber als dogmatischer Begriff412. Kapitel: Spielräume für die Berücksichtigung des Täters “innerhalb” des tatsächlichen Strafrechts441. Die unverzichtbaren Verdienste und die Mängel le carenze di rappresentatività della cultura espressiva eines reinen Tatstrafrechts442. Das Projekt einer Überwindung des Strafrechts als aliud: vom jus terribile et exceptum zur “Normalisierung des Strafrechts in der zweiten Hälfte des 20. Jahrhunderts.473. Unmöglichkeit einheitlicher Paradigmen: Differenziertes Strafrecht und Mehrgleisigkeit des strafrechtlichen Eingreifens533.Kapitel: Demokratische und wissenschaftliche Kontrolle über Ausnahmezustände und Notstandsgesetze561. Gründe und Grenzen für die Ablehnung besonderer Kategorien und Regelungen für den „Ausnahmezustand“562. Gesetzliche Regelung von Ausnahmezuständen zwischen zeitlicher Begrenzung und Grenzen. Das Unterscheidungsmerkmal des Notstandes gegenüber Straftaten ist nicht auf den Staat und seine Organe anzuwenden593. Die Grundrechte als Element eines demokratischen Strafrechts und als Grenze jedes “normalen“ Strafrechts als auch jedes „Kriegsstrafrechts63

M. DONINI; PAPA M ( 2007 ) - Diritto penale del nemico. Un dibattito internazionale (DONINI M.; PAPA M.; JAKOBS G.; AMBOS K.;CANCIO MELIA M.; HRNLE T.; MUOZ CONDE F.; PRITTWITZ C.; APONTE A.; PASTOR D.R.;COLE D.; DINH V.D.; DUBBER M.; FLETCHER G.P. - GIUFFRE' MILANO ITA) - pp. da 5 a 387 ISBN: 9788814134630 [Curatela - Curatela]
Abstract

Il volume raccoglie una serie di saggi stranieri particolarmente significativi (e tradotti in lingua italiana) sul diritto penale del nemico, un binario penale diverso e pensato ad hoc per i terroristi, considerati i nemici par excellence. L'approccio degli studiosi statunitensi, alcuni dei quali molto critici nei confronti della legislazione anti-terrore americana successiva al 2001, viene proposto accanto alla discussione maturata in Europa.

M. DONINI ( 2007 ) - Diritto penale di lotta. Ciò che il dibattito sul diritto penale del nemico non deve limitarsi a esorcizzare - Roma, Carocci editore Via Sardegna, 50 ) - STUDI SULLA QUESTIONE CRIMINALE - n. volume 2 - pp. da 55 a 87 ISSN: 1828-4973 [Articolo su rivista - Articolo su rivista]
Abstract

Sommario. 1. Il diritto penale di lotta tra garantismo classico e logica del nemico. – 2. La lotta alla criminalità come concetto normativo europeo, non meramente politico o critico. – 3. La “normalizzazione” della lotta mediante il diritto penale: una radicalizzazione dell’uso strumentale del diritto. – 4. Oltre l’eredità dell’emergenza e degli stati di eccezione: la tendenza a una rottura della stessa legalità. – 5. L’assimilazione del diritto penale di lot- ta al diritto penale del nemico quale premessa dell’elaborazione di Günther Jakobs e qua- le tabudella cultura dominante. – 6. Il “nemico” fra la teoria... – 7. ... e la realtà. – 8. I ri- schi di una volgarizzazione estensiva del concetto e l’esigenza di una sua delimitazione. L’ermeneutica di lotta. – 9. Dal “nemico” alla “lotta”, al “contrasto”. Quando il diritto di lotta lede la terzietà e l’imparzialità del giudice. – 10. La “scienza” e la “politica” di fronte agli stati di eccezione e alla neutralizzazione degli autori pericolosi.

M. Donini ( 2007 ) - Diritto penale di lotta vs. diritto penale del nemico (A. Gamberini, R. Orlandi - Delitto politico e diritto penale dle nemico - Monduzzi editore Bologna ITA) - pp. da 131 a 178 ISBN: 9788832361001 [Contributo in Atti di convegno - Relazione in Volume di Atti di Convegno]
Abstract

Sommario: 0. Avvertenza. 1. Lo sviluppo mondiale di un diritto penale di lotta: da ratio politica a concetto normativo. 2. Il diritto penale quale mezzo di lotta per un fine diverso dalla tutela di beni. 3. I modelli emergenziali classici: la dimensione processuale dell’emergenza e quella sostanziale dei reati associativi e dei delitti in campo anticipato. 4. La “normalizzazione” del diritto penale di lotta. 5. L’equiparazione del diritto penale di lotta e del diritto penale del nemico nell’elaborazione di Günther Jakobs. Critica. 6. Il diritto penale “normale” come diritto diverso, che riguarda autori e non solo fatti, e ne sancisce un’esclusione potenziale. 7. Modelli classici e contemporanei di diritto penale di lotta (parzialmente legittimo). 8. Diritto penale di lotta e cultura della giurisdizione. Illegittimità della legislazione di lotta nel momento processuale in senso stretto. 9. Modelli classici e contemporanei di diritto penale del nemico (illegittimo). 10. Il nemico come categoria “fuzzy”, interna al diritto penale ed esterna al “diritto”. Uso critico e non dogmatico del concetto di diritto penale del nemico. 11. Oltre Jakobs e Zaffaroni. Il momento della neutralizzazione, tra pena e misura di sicurezza. 12. Oltre Schmitt. Il processo come scriminante e l’importanza del controllo giurisdizionale. 13. Oltre Ferrajoli? La possibilità “giuridica” di un diritto penale di eccezione.

M. DONINI ( 2007 ) - Il caso Welby e le tentazioni pericolose di uno “spazio libero dal diritto" - Giuffrè ) - CASSAZIONE PENALE - n. volume 3 - pp. da 902 a 918 ISSN: 1125-856X [Articolo su rivista - Articolo su rivista]
Abstract

Sommario: 1. Descrizione sommaria del “caso Welby”. 2. Imbarazzanti non liquet e presunte regole di autodisciplina. 3. Che cos’è, in poche parole, lo “spazio libero dal diritto”. 4. Che cos’è una scriminante procedurale. 5. Azione od omissione? Scriminante medica o fatto lecito anche per il non sanitario? La disciplina del rifiuto di cure salvifiche da parte di un malato “non terminale” e quella dell’obiezione di coscienza rispetto a un comportamento attivo sanitario “immediatamente” letale. 6. Le condizioni di liceità (e quindi di giustificazione) dell’ottemperanza mortale al rifiuto di cure: a) un garante; b) un controllo imparziale sulla validità e l’attualità del consenso. 7. Gli scenari dei passi successivi.

M. DONINI ( 2007 ) - La condanna a morte di Saddam Hussein. Riflessioni sul divieto di pena capitale e sulla 'necessaria sproporzione' della pena nelle gross violations - Milano : Franco Angeli ) - DIRITTI UMANI E DIRITTO INTERNAZIONALE - n. volume 1, n. 2 - pp. da 343 a 367 ISSN: 1971-7105 [Articolo su rivista - Articolo su rivista]
Abstract

Sommario: 1. Singolari reazioni alla condanna a morte di Saddam Hussein. 2. L’impossibilità di una “vendetta” attraverso il processo a Saddam Hussein. 3. Il para- dosso retributivo dei crimini più gravi: la necessaria “sproporzione” di ogni pena irro- gata per crimini “su larga scala” e di particolare gravità. 4 (segue). L’impossibilità di commisurare il valore di una persona a un ‘fatto’commesso. 5. La difesa di Saddam, tra emergenza e diritto penale del nemico. Il realismo politico del diritto penale in contes- ti realmente “necessitati” e “di guerra”. 6. La posizione dell’Europa, tra multicultura- lismo e colpa collettiva.

M. Donini, D. Castronuovo ( 2007 ) - La riforma dei reati contro la salute pubblica. Sicurezza del lavoro, sicurezza alimentare, sicurezza dei prodotti (D. Castronuovo, M. Donini, L. Foffani, E. Fronza, Gius. Pighi, C. Pongiluppi, G. Sacchini, V. Valentini - CEDAM Padova ITA) [Curatela - Curatela]
Abstract

Si tratta del "quaderno" che raccoglie i risultati di un'indagine svolta dall'équipe modenese, guidata dal prof. M. Donini, nell'ambito di una ricerca PRIN-MIUR finanziata per il periodo 2003-2005 (avente come titolo generale "La riforma del codice penale" e svolta dalle Università di Modena e Reggio Emilia, sede del coordinamento nazionale, Milano-Bicocca, Trento, Verona Parma, Ferrara, Macerata, Foggia, Palermo). La ricerca sulla riforma dei reati contro la salute pubblica, e i contributi qui raccolti che ne costituiscono gli esiti, si caratterizzano per un approccio multidisciplinare, per l'attenzione al dato empirico e statistico, per l'impiego del metodo comparativo nella selezione dei possibili "modelli" da privilegiare in sede di riforma.

M. DONINI ( 2007 ) - Modelli di illecito penale minore. Un contributo alla riforma dei reati contro la salute pubblica, (DONINI M.; CASTRONUOVO D.; A CURA DI; - La riforma dei reati contro la salute pubblica. Sicurezza del lavoro, sicurezza alimentare, sicurezza dei prodotti - CEDAM PADOVA ITA) [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) - Capitolo/Saggio con ISBN]
Abstract

SOMMARIO: SEZIONE I. I REATI “DI COMUNE PERICOLO” CONTRO LA SALUTE PUBBLICA QUALE PARADIGMA DEL DIRITTO PENALE MODERNO: 1. La modernità dei reati “di comune pericolo” contro la salute e l’incolumità pubblica. – 2. La salute pubblica come bene collettivo e l’autonomia dei delitti che la pongono in pericolo rispetto alle tradizionali contravvenzioni. – 3. Salute pubblica e incolumità pubblica: differenze criminologiche e di tipizzazione. – 4. L’assenza di delitti codicistici contro la salute pubblica: valutazione dei sistemi francese e inglese, fra tutela di beni individuali e responsabilità degli enti. – 4.1. L’esperienza tedesca e la dissoluzione del pericolo comune nel pericolo individuale plurimo. – 4.2. Tecnica di rinvio o norme in bianco: l’interferenza tra soluzioni extracodicistiche e codicistiche nell’esempio delle codificazioni tedesca e spagnola a tutela della salute collettiva. – 5. Un primo bilancio sulle clausole di pericolosità aggiunte a violazioni richiamate in bianco o a inosservanze richiamate con tecnica di rinvio. – 6. Riflessioni dall’esperienza italiana (e spagnola). Lo scempio del principio di offensività (e di tipicità) nella contravvenzionalizzazione del bisogno di sicurezza. – SEZIONE II. L’ABBANDONO DELLE CONTRAVVENZIONI E I MODELLI DI ILLECITO PENALE MINORE: 1. Da Arturo Rocco ai modelli contravvenzionali vigenti. Linee evolutive. – 2. La difficoltà di inquadrare le fattispecie costruite come inosservanze di regole preventivo-cautelari nella categoria della tutela di mere funzioni. – 3. Dal reato con un bene-funzione autonomo (reato di lesione) al reato plurioffensivo con un bene collettivo o individuale, tutelato insieme al bene-funzione. – 4. Offensività e prevenzione insieme: le ragioni che sostengono l’idea di un illecito penale minore non più contravvenzionale. – 5. Le tre tipologie fondamentali di illecito penale “minore” non contravvenzionale. Delitti di prevenzione. – SEZIONE III. APPLICAZIONE DIFFERENZIATA DELLE PREMESSE ALLA SICUREZZA DEGLI ALIMENTI, DEL LAVORO E DEL PRODOTTO: 1. L’effettività e le lacune dei vigenti delitti codicistici in tema di salute e incolumità pubblica. Dati statistici. – 2. La prospettiva dell’abbandono dei reati contravvenzionali. La voce della prassi in tema di salute pubblica e gli orientamenti legislativi più recenti (Commissioni Nordio e Pisapia e l. 3 agosto 2007, n. 123). – 3. Reati di pericolo non contravvenzionali. L’uso delle categorie astratto/concreto, in relazione al pericolo, nel settore della salute pubblica. – 4. I vincoli europei e i vincoli della materia penale. L’esempio dei reati alimentari. – 5. Ipotesi di articolato in materia di reati alimentari. – 6. La tutela della sicurezza dei lavoratori nell’esecuzione del lavoro. Generalità. – 7. Ipotesi di articolato. – 8. La responsabilità penale per il prodotto pericoloso. Articolato. – 9. Perché solo la colpa grave. Rischio, pericolo a base parziale e colpa. Distinzioni. – 10. Tra “frode” e attentato indiretto. Il significato di un’incriminazione “delittuosa” con dolo di pericolo e colpa grave congiunti. – 11. Oltre il pericolo comune: “nesso di rischio” ed eventi lesivi aggravanti. – 12. Profili sanzionatori. Il rapporto tra il ventaglio dei fatti e quello delle pene e le tecniche di degradazione. – SEZIONE IV. ESITI SUL SISTEMA PENALE: 1. La ‘tenuta’ politico-criminale e il ruolo del giudice penale. – 2. Prova della causalità individuale e rapporto tra reati di pericolo e pregiudizio alla salute pubblica (il disastro sanitario). – 3. Lo scenario extra codicem: sistema punitivo amministrativo e ruolo della legislazione penale complementare. Beni, tecniche, concorso di reati. – 4. Per concludere.

M. DONINI ( 2006 ) - Diritto penale di lotta vs. diritto penale del nemico (KOSTORIS ROBERTO; ORLANDI RENZO - Contrasto al terrorismo interno e internazionale - GIAPPICHELLI TORINO ITA) - pp. da 19 a 73 ISBN: 9788834866740 [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) - Capitolo/Saggio con ISBN]
Abstract

Sommario: 0. Avvertenza. 1. Lo sviluppo mondiale di un diritto penale di lotta: da ratio politica a concetto normativo. 2. Il diritto penale quale mezzo di lotta per un fine diverso dalla tutela di beni. 3. I modelli emergenziali classici: la dimensione processuale dell’emergenza e quella sostanziale dei reati associativi e dei delitti in campo anticipato. 4. La “normalizzazione” del diritto penale di lotta. 5. L’equiparazione del diritto penale di lotta e del diritto penale del nemico nell’elaborazione di Günther Jakobs. Critica. 6. Il diritto penale “normale” come diritto diverso, che riguarda autori e non solo fatti, e ne sancisce un’esclusione potenziale. 7. Modelli classici e contemporanei di diritto penale di lotta (parzialmente legittimo). 8. Diritto penale di lotta e cultura della giurisdizione. Illegittimità della legislazione di lotta nel momento processuale in senso stretto. 9. Modelli classici e contemporanei di diritto penale del nemico (illegittimo). 10. Il nemico come categoria “fuzzy”, interna al diritto penale ed esterna al “diritto”. Uso critico e non dogmatico del concetto di diritto penale del nemico. 11. Oltre Jakobs e Zaffaroni. Il momento della neutralizzazione, tra pena e misura di sicurezza. 12. Oltre Schmitt. Il processo come scriminante e l’importanza del controllo giurisdizionale. 13. Oltre Ferrajoli? La possibilità “giuridica” di un diritto penale di eccezione.

M. DONINI ( 2006 ) - El derecho penal frente al “enemigo” (CANCIO MELIGMEZ-JARA DEZ COORDIN. - Derecho penal del enemigo. El discurso penal de la exclusión - Edisofer S.L., Euros Editores, B de F Ltda. MADRID, B AIRES, MONTEVIDEO ARG) - n. volume vol. I - pp. da 603 a 684 ISBN: 9788496261280 [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) - Capitolo/Saggio con ISBN]
Abstract

Il lavoro affronta in chiave critica il modello del "diritto penale del nemico" proposto da G. Jakobs: una giustizia penale che, diversa da (e parallela a) quella dedicata ai delinquenti normali, è destinata ai delinquenti "per convinzione" (come i terroristi). Dopo aver delegittimato il modello, l'A. sottolinea come esista un diritto penale che, pur essendo ispirato a logiche di neutralizzazione, non rinuncia a tutte le classiche garanzie liberali ed è, perciò, legittimo.

M. DONINI ( 2006 ) - Il diritto penale di fronte al "nemico" - Giuffrè ) - CASSAZIONE PENALE - n. volume 02 - pp. da 735 a 777 ISSN: 1125-856X [Articolo su rivista - Articolo su rivista]
Abstract

Sommario: PRIMA PARTE. 1.0. Il riemergere del «nemico» nelle politiche penali contemporanee. 1.1. Premessa. 1.2. Logiche binarie e logiche fuzzy nella definizione del nemico. 1.3. La lezione tragica di Carl Schmitt e la demarcazione del discorso nel contesto degli Stati democratici. 1.4. Il primo significato del diritto penale del nemico come logica “d’autore”, affrancata dalla retribuzione e dalla colpevolezza. Le tre ipotesi principali. 1.5.1. Breve disamina delle tipologie del primo gruppo. Le misure di sicurezza personali (l’autore con pericolosità caratteriale interna). 1.5.2. Le emergenze criminali dipendenti da eccezionali tipi d’autore: terrorismo, mafia e criminalità organizzata (l’autore collettivo e organizzato). 1.5.3 (segue). I riflessi processuali di questa tipologia “emergenziale”. 1.5.4. La guerra come reato o come pena (l’autore-Stato e l’autoria «su larga scala»). 1.6. Il secondo significato del diritto penale del nemico: l’uso strumentale del diritto penale del fatto in funzione simbolico-espressiva e di «lotta» contro il «male» commesso da un tipo normale d’autore. L’esempio dei Tribunali penali internazionali ad hoc. 1.7. L’ambiguità esplosiva della terza concezione del nemico come «non persona», tra ‘fatto’ e ‘diritto’ (Jakobs). 1.8. (segue). Un collaudo delle forme di nemico-«non persona» sul modello «giuridico» del lager nazionalsocialista, e sul modello-Guantanamo. 1.9. Prime conclusioni. Legittimazione del “diritto penale del nemico” come concetto critico, anziché dogmatico. Il ruolo prevalente del processo e delle cause di giustificazione (rinvio). SECONDA PARTE. 2.0. Quali spazi per l’autore «dentro» al diritto penale del fatto. 2.1. I meriti irrinunciabili e le carenze di rappresentatività della cultura espressiva di un diritto penale del solo fatto. 2.2. Il progetto di superare il diritto penale come aliud: dal jus terribile ed exceptum alla «normalizzazione» del diritto penale nel secondo Novecento. 2.3. L’impossibilità di paradigmi unitari: il diritto penale differenziato e la pluralità dei binari di intervento penale. 3.0. Il controllo democratico e scientifico sugli stati di eccezione e le leggi di emergenza. 3.1. Le buone ragioni e i limiti del rifiuto di elaborare categorie specifiche o discipline per lo «stato di eccezione». 3.2. La previsione legale di stati di eccezione, fra temporaneità e limiti: a) L’ipotesi dell’abbattimento di un aereo dirottato da terroristi contro obiettivi civili; b) l’inapplicabilità allo Stato e ai suoi organi della scriminante di diritto comune dello stato di necessità; c) l’esempio classico della tortura “necessitata”; d) gli spazi per un diritto costituzionale di eccezione, in materia penale e processuale penale. 3.3 (Segue). Il processo penale come causa di giustificazione (rispetto a fatti di reato commessi da organi pubblici) e le scriminanti come strumenti di “lotta”. 3.4. I diritti fondamentali come connotato della democrazia e come limite a ogni diritto penale “normale” e “di guerra”.

M. Donini ( 2006 ) - Il diritto penale differenziato. La coesistenza di classico e postmoderno nella penalità contemporanea - CRITICA DEL DIRITTO - n. volume 4 - pp. da 277 a 294 ISSN: 1824-4564 [Articolo su rivista - Articolo su rivista]
Abstract

Sommario: 1. Premessa. 2. L’immaginario penalistico fra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta. 3. L’esplosione del modello di riferimento. 4. I diversi tipi di diritto penale oggi coesistenti. 5. Una fede e una ragione per il diritto penale.

M. DONINI ( 2006 ) - Imputazione oggettiva dell'evento. "Nesso di rischio" e responsabilità per fatto proprio - Giappichelli Torino ITA) [Monografia o trattato scientifico - Monografia/Trattato scient. con ISBN]
Abstract

Lo studio è la prima monografia apparsa in Italia sul tema dell'imputazione oggettiva come categoria "generale", che ha rappresentato negli ultimi trent'anni l'argomento più discusso in area penalistica di matrice dogmatica, come quella di lingua tedesca, spagnola e italiana, ma con dibattiti internazionali in vari Paesi anche extraeuropei. Nella ricostruzione dell’imputazione oggettiva dell’evento e del connesso principio di responsabilità per fatto proprio, si presenta di queste nozioni un’interpretazione nuova e non solo un bilancio. A tutti coloro che già utilizzano la categoria dell’imputazione oggettiva vengono illustrati i principali argomenti a sostegno del suo valore generale, e dunque non solo rispetto ai reati colposi, ma anche in relazione al problema del nesso di rischio nei reati dolosi, cioè all’imputazione oggettiva nel dolo, in vista di uno specifico adattamento all’ordinamento italiano vigente delle sue principali tematiche (tranne quelle inaccoglibili). Ai suoi detrattori, invece, o agli scettici, viene illustrato come si possa agevolmente sostituire l’etichetta “imputazione oggettiva” con quella di rapporto di rischio, ma come non si possa rinunciare a quest’ultima, cioè alla sostanza della cosa. Esiste infatti davvero una nuova nozione nella teoria del reato, che presenta uno spazio rilevante nel sistema, e sicura valenza pratica, contrariamente a quanto è potuto sembrare in passato dall’osservazione dei dibattiti d’oltralpe. Sotto il profilo della riforma del codice penale, la norma di parte generale che ne risulta più direttamente coinvolta è quella che attualmente disciplina le concause (art. 41 c.p.), di cui si analizzano in profondità le ragioni della riforma, proponendo un nuovo articolato. Gli ulteriori aspetti pratici più immediati attengono soprattutto al tema della causalità omissiva e del comportamento alternativo lecito nella colpa e, quanto al dolo, ai reati con evento a distanza (per es. reati fallimentari, contro la salute o l’incolumità pubbliche) o a condotta vincolata, dove si tipizza un rapporto di rischio, oltre ai classici delitti contro la vita e l’incolumità individuale. Nei reati dolosi, a parte questioni generali comuni a dolo e colpa (rischio consentito, concause, etc.), il tema diventa di interesse applicativo in molte questioni di parte speciale, che attengono all’interpretazione delle fattispecie, la cui intelligenza può arricchirsi proficuamente da un’analisi condotta secondo il paradigma del rapporto di rischio.Tra gli effetti culturali e anche didattici non secondari del punto di vista esaltato dal tema dell’imputazione oggettiva, si segnala tra l’altro un diverso approccio alla c.d. costruzione separata delle fattispecie, che vede il risorgere di questioni unitarie e generali, e altresì un sorprendente recupero della componente soggettivistica di dolo e colpa: lungi dall’essere un prodotto dell’«oggettivismo», la dimensione del rischio (che è cosa diversa dal clima indistinto e confuso del c.d. diritto penale del rischio) conduce a valorizzare ciò che rischio non è, ma contenuto del volere.

M. DONINI ( 2006 ) - Strafrechtstheorie und Strafrechtsreform. Beiträge zum Strafrecht und zur Strafrechtsreform in Italien und Europa - Berliner Wissenschaftsverlag BERLIN DEU) - pp. da 1 a 268 ISBN: 9783830512264 [Monografia o trattato scientifico - Monografia/Trattato scient. con ISBN]
Abstract

Raccolta di saggi dell'A. in traduzione tedesca, a cura di Thomas Vormbaum, FernUniversität HagenInhaltsverzeichnisSTRAFRECHTSTHEORIEDemokratische und wissenschaftliche Methode einer Verbindung von Strafrecht und Politik5Gründe und Grenzen einer verfassungsrechtlichen Grundlegung des Strafrechts Lehren aus der italienischen Erfahrung39STRAFRECHTSREFORMFür ein Strafgesetzbuch mit 1000 Tatbeständen.Entwurf einer „systemimmanenten“ Entkriminalisierung73Die Reform des Nebenstrafrechts: Ihre „konstitutive“ Bedeutung für die Reform des Strafgesetzbuchs91STRAFRECHT IN EUROPASubsidiarität des Strafrechts und Subsidiarität des Gemeinschaftsrechts155Ein neues strafrechtliches Mittelalter?Altes und Neues in der Expansion des Wirtschaftsstrafrechts207STRAFRECHTSGESCHICHTEDogmatische Anatomie des Zweikampfes.Die Ehre vom Edelmann bis zum„Weißen Kragen“233

M. DONINI ( 2005 ) - Democrazia penale e ruolo della scienza (INSOLERA G. CUR. - Riserva di legge e democrazia penale: il ruolo della scienza penale - MONDUZZI BOLOGNA ITA) - pp. da 27 a 40 ISBN: 9788832360080 [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) - Capitolo/Saggio con ISBN]
Abstract

Sommario: 1. Il diritto penale fra costituzionalismo e democrazia. 2. Limiti dell’atteggiamento tradizionale della scienza penale verso il potere politico. 3. Prospettive di un nuovo ruolo per la scienza penale

M. DONINI ( 2005 ) - Demokratische und wissenschaftliche Methode einer Verbindung von Strafrecht und Politik (NEUMANN; PRITTWITZ CUR. - Kritik und Rechtfertigung des Strafrechts - P. LANG FRANKFURT A. M. DEU) - pp. da 13 a 56 ISBN: 9783631532041 [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) - Capitolo/Saggio con ISBN]
Abstract

Sommario. Vorbemerkung: Die Methode der Wissenschaft und ihre Geburtsfehler: Integraler Normativismus und Nationalismus. 1. Warum das Verhältnis der Strafrechtswissenschaft zur Politik gestört und ungesund ist. 2. Historische und philosophische Gründe für die wissenschaftliche Autonomie des (Straf-) Rechts des 20. Jahrhunderts gegenüber der Politik. Die „Krise“ ihrer Grundlagen. 3. Das Verhältnis der „wissenschaftlichen Methode“ und der „demokratischen Methode“ zu einer Strafrechtspolitik, die mit dem (traditionellen) Verständnis des Rechts als hermeneutische und „individualisierende“ Wissenschaft verbunden ist. Die unvermeidliche Gemeinschaft von neopositivistischen und hermeneutischen Wissenschaftsmodellen. 4. Die Ausdehnung des „aristokratischen Paradigmas“ auf die Justiz. Empirie und Werte in der Methode des Verfassungsgerichts. Strafrecht als zivile Theologie oder als Sozialwissenschaft?. 5. Die „Politik“ der Gelehrten: Idealismus der „funktionalistischen“ bzw. „kriminalpolitischen“ und „folgenorientierten“, aber nicht empirischen Wissenschaft. 6. Das Rollenspiel: Akademische Wissenschaft und Justiz (in Italien) im Verhältnis zum Gesetzgeber: „Die Reform sind wir“? 7. Die internationale Dimension der Grundsätze und die Notwendigkeit, Rechtsvergleichung nicht als selbständige Disziplin für bloße Kenntniserweiterung, sondern als „Methode der Dogmatik“ zu begreifen. Rechtsvergleichung und Teamarbeit. 8. Politische und „kritische“ Dimension von Grundsätzen; Notwendigkeit einer Demokratisierung der Wissenschaft. Von der auctoritas der institutionellen Führung zu einer auf verifizierbares Wissen gestützten Autorität. Empirie und strafrechtliche Methode.

M. DONINI ( 2005 ) - El papel de la magistratura y democracia penal. El uso judicial del derecho penal de los principios - Ministerio de Justicia Centro de Publicaciones:C San Bernardo 62 Pl Baja, E 28015 Madrid Spain:011 34 91 3902084, 011 34 91 3902083, EMAIL: m.munoz@sb.mju.es, Fax: 011 34 91 3902092 ) - ANUARIO DE DERECHO PENAL Y CIENCIAS PENALES - n. volume LVIII-2 - pp. da 403 a 419 ISSN: 0210-3001 [Articolo su rivista - Articolo su rivista]
Abstract

Sumario: 1. El fenómeno de la expansión mundial del poder judicial. 2. Espacios para una legítima política interpretativa del juez a la luz de los principios constitucionales. 3. La experiencia italiana de reinterpretación del Código penal de un modo conforme a la Constitución. 4. El principio de subsidiariedad entre competencia del poder político y el papel del juez. 5. Derecho penal y democracia: antinomias y convergencias de una relación difícil.

M. DONINI ( 2005 ) - Verbrechenslehre. Eine Betrachtung aus der Sicht des italienischen Strafrechts - Berliner Wissenschaftsverlag BERLIN DEU) - pp. da 1 a 237 ISBN: 9783830511144 [Monografia o trattato scientifico - Monografia/Trattato scient. con ISBN]
Abstract

Der vorliegende Text ist die Übersetzung des Beitrags ("voce") "Teoria del reato", der im Jahre 1999 im "Digesto delle Discipline penalistiche" des Verlages UTET, Turin, veröffentlicht und in der Zwischenzeit mittels einiger geringfügiger, durch Gesetzesänderungen bedingter Veränderungen auf den neuesten Stand gebracht worden ist. Die Darstellung bietet dem deutschen Leser die Möglichkeit, nicht nur die Gedanken des Autors zu der behandelten Thematik kennenzulernen, sondern auch von den Standpunkten der italienischen Literatur zu zahlreichen Problemen Kenntnis zu nehmen. Der Zweck dieses Werkes bestand ursprünglich - als Beitrag ("voce") zu einem strafrechtlichen Nachschlagewerk - auch in einer zusammenfassenden Synthese der Debatte bis zur Schwelle des neuen Jahrtausends; für den deutschen Juristen stellt es zugleich eine absolute Neuheit auf dem Buchmarkt dar, denn in Deutschland ist bislang noch nie ein grundsätzliches monografisches Werk veröffentlicht worden, das die bedeutendsten Themen der Strafrechtslehre aus der Sicht der italienischen Strafrechtswissenschaft im Überblick darstellen will.

M. DONINI ( 2004 ) - Escenarios del derecho penal en Europa a principios del siglo XXI (MIR PUIG S.; CORCOY BIDASOLO M. DIR. - La Politica criminal en Europa - ATELIER BARCELONA ESP) - pp. da 41 a 57 ISBN: 9788495458957 [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) - Capitolo/Saggio con ISBN]
Abstract

Sumario: 1. Novedades en el plano de las fuentes: “red” normativa, nacimiento de proyectos supranacionales de derecho penal y nueva pluralidad de los ordenamientos jurídicos. 2. (sigue). La antijuricidad europea. 3. La mutación de la función de método comparado. 4. Novedades en el plano político-cultural: el ingreso de la negociabilidad y del análisis económico del derecho. 5. (sigue). La transformación de la vieja dogmática deductiva (de las reglas, de las categorías y de los principios) en un almacén de argumentaciones (un topos) junto a nuevos argumentos y la apertura a la gradación o matización cuantitativa de la lógica fuzzy. 6. Mutaciones en el papel de la ciencia penal. De la comprensión “normativista” cerrada de los fenómenos (tecnicismo jurídico, autopoiesis normativa, teleologismo intrasistemático) a la ciencia de la posición de las normas: saber empírico y saber normativo en la declinación del «método científico» del penalista. 7. La complejidad del «método democrático» y la unificación mediante principios y controles de constitucionalidad, antes que mediante categorías dogmáticas.

M. DONINI ( 2004 ) - Il volto attuale dell'illecito penale. La democrazia penale tra differenziazione e sussidiarietà - Giuffrè MILANO ITA) [Monografia o trattato scientifico - Monografia/Trattato scient. con ISBN]
Abstract

CAPITOLO PRIMO.Il catalogo e la varietà dei reati1.1.Premessa. «Illecito penale» ed extrema ratio nella rete della complessità. 1.2. La povertà delle definizioni formali e sostanziali del reato (definizioni a dizionario) e la ricchezza delle sue forme (definizioni a enciclopedia). 1.3. La varietà del catalogo: gravità, molteplicità e tipologie dei reati. 1.4. Il diritto penale come protezione e come limite del pluralismo nell’etica.1.5.I rapporti del pluralismo «esterno» con quello «interno» al sistema penale.1.6.Il pluralismo attuato mediante «procedure»: bioetica e scriminanti procedurali.1.7. Il pluralismo già vietato, ora tutelato. La «neutralità» del diritto penale al riguardo.CAPITOLO SECONDO I soggetti dell’esclusione e lo ‘stigma’ penale2.1. Persone senz’anima. Il problema dell’illecito penale degli enti.2.2. Il nesso debole fra il reato e la perdita della libertà personale, da un lato, e il giudizio di rimprovero per il suo cattivo uso, dall’altro. 2.3. Il reato come aliud. Diritto penale del nemico e rapporto sociale di inclusione/esclusione, fra diritto e processo. CAPITOLO TERZO.Il modello costituzionale di illecito penale.3.1. Il passaggio dal diritto penale delle regole e delle categorie a quello dei principi come atto di nascita della scienza penale moderna. 3.2. Il modello costituzionale dell’illecito penale. Le ragioni del suo successo e della sua crisi attuale. 3.3. Costituzione aperta e illecito penale. CAPITOLO QUARTO.Politica criminale e fini della pena.4.1. Il primato della politica criminale sul diritto penale. 4.2. Dimensioni irrazionali dello strumento penale, fra vittime, autori e politiche. 4.3 La riserva di legge in senso sostanziale come garante della democrazia penale. 4.4. La scienza della sussidiarietà. 4.5. (segue)…e l’oggetto conseguente della scienza giuridico-penale.4.6. Il rapporto tra la «costruzione» dell’illecito e i fini della pena. CAPITOLO QUINTO.Diritto penale «classico» e diritto penale «moderno»5.1. «Classico» vs. «moderno»: limiti e realtà di due idealtipi. 5.2. Il c.d. diritto penale del rischio.5.3. Le domande fondamentali, tra «riduzione al minimo» del rischio e tutela di funzioni. 5.4 Rifiuto del modello punitivo fondato sul principio di precauzione e sulla trasformazione della causalità in aumento del rischio. 5.5. I beni funzionali, le regole di cautela e il modello di illecito penale minore. 5.6. I limiti costituzionali all’uso preventivo del diritto penale come strumento di progresso. 5.7. Lo spettro del retribuzionismo sotto le critiche al diritto penale «moderno» (rectius: empirista e preventivo).5.8.(segue)…e i rischi più concreti di un diritto penale di classe.CAPITOLO SESTO.Lo «Ius commune» di un sistema policentrico.6.1. Il primato dell’antigiuridicità sul fatto tipico e l’attualità delle concezioni ulteriormente sanzionatorie in chiave politico-criminale. 6.2. Una rivoluzione nelle fonti: crisi della piramide e della sistematica a gradini.6.3. Principi illuministici e antigiuridicità comunitaria come ius commune. 6.4. I «casi difficili» della dogmatica sistematizzante.6.5. La giurisprudenza-fonte e le seduzioni del common law e dello stare decisis come soluzione istituzionale ai conflitti interpretativi.6.6. Il potere giudiziario e la sovranità, nel contesto globale.6.7. (segue). Globalizzazione giuridica e Unione Europea. 6.8. Il valore epistemologico e democratico della comparazione per la scienza penale. CAPITOLO SETTIMO.Illecito umanistico e colpevolezza personale.7.1. Oggettivismo e soggettivismo nella cultura penale italiana. Disvalore d’azione e d’evento. 7.2. Generalità vere ed apparenti delle costruzioni “separate” dei reati. Il ruolo dell’imputazione oggettiva.7.3. Il rapporto tra il fatto tipico, le cause di giustificazione e la colpevolezza. 7.4. Impersonalità dell’illecito e umanesimo penale. 7.5. Una colpevolezza al di là del rimprovero. CAPITOLO OTTAVOLa selezione processuale dell’autore 8.1. La scarsità selettiva del fatto di reato e le esigenze di deflazione penale.8.2. Un nuovo immaginario penalistico: la «normalizzazione» dei tipi d’autore.8.3. Il modello a imbuto e la graduabilità dell’illecito e della colpevolezza. 8.4. Esiguità sostanziale ed opportunità processuale: perché non sono un binomio. 8.5. Verso un paradigma dialogico per la giurisdizione penale: le tecniche di degradazione. 8.6. Il dominio del processo sul diritto penale e la selezione punitiva reale degli autori.8.7. L’orizzonte «inclusivo» della non punibilità. 8.8. La penalità differenziata, le funzioni della pena e la giustificazione delle cornici edittali.CAPITOLO NONODemocrazia penale e ruolo della scienza.9.1.La rottura del cerchio idealistico.9.2.Excursus. Dall’eredità della retorica, del giusnaturalismo e delle scienze della cultura al «problema del metodo» coerente a un tipo di Stato democratico.9.3.Democrazia deliberativo-discorsiva e democrazia penale.9.4.La scienza penalistica come contropotere critico.

M. DONINI ( 2004 ) - La armonización del Derecho Penal europeo en el contexto global - Buenos Aires: Fabián Di Plácido Editor. ) - ¿MÁS DERECHO? - n. volume 4 - pp. da 17 a 42 ISSN: 1515-6753 [Articolo su rivista - Articolo su rivista]
Abstract

1.0. El contexto. 2.0. Armonización europea y derecho penal. 3.0. Unificación europea y derecho penal europeo. 4.0. El camino de la armonización.... a la unificación. 5.0. Loa proyectos de código europeos, entre el método democrático y el respeto a los principios garantistas.

M. DONINI ( 2004 ) - La riforma del codice penale fra politica e cultura giuridica - Franco Angeli Riviste SRL:viale Monza 106, I 20127 Milan Italy:011 39 02 2895762, 011 39 02 289562, EMAIL: riviste@francoangeli.it, INTERNET: http://www.francoangeli.it, Fax: 011 39 02 2891515 ) - QUESTIONE GIUSTIZIA - n. volume 2-3 - pp. da 487 a 533 ISSN: 1720-4518 [Articolo su rivista - Articolo su rivista]
Abstract

SOMMARIO: 0. Premessa. Il costituzionalismo come garanzia e come strumento di trasformazione del diritto penale. Il garantismo come modello aristocratico o discorsivo, ma non contrattualistico. 1. Dalla Costituzione-codice al codice-Costituzione. 2. La Costituzione come «fondamento» e non come mero «limite» del diritto penale. 3. Il modello-codice: dal codice-decalogo al codice-strumento della politica criminale. 4. Il diritto penale come extrema ratio, fra tirannia dei princìpi e realtà della pena carceraria in action. 5. Per una scienza della sussidiarietà. 6. Il profilo sostanziale della riserva di legge quale garanzia della democrazia penale. 7. Che cosa caratterizza il diritto penale rispetto ai sistemi punitivi o sanzionatori extrapenali, in particolare di matrice civilistica. 8. La differenza fra ‘penale’ e ‘amministrativo’ in un quadro di deflazione e razionalizzazione: il destino delle contravvenzioni e la riforma della legislazione penale complementare. 9. La c.d. riserva di codice. 10. Il nodo gordiano delle fattispecie costruite sul momento autorizzativo e sull’inosservanza di regole preventivo-cautelari. 11. La strategia sanzionatoria. Pene alternative, limitative della libertà, interdittive e pene pecuniarie. 12. Il ruolo della discrezionalità del giudice. 13. Il rapporto fatto/autore nel diritto penale in action e nelle prospettive di riforma.

M. DONINI ( 2004 ) - ¿Una nueva Edad Media penal? Lo viejo y lo nuevo en la expansión del derecho penal económico (M.TERRADILLOS BASOCOACALE SNCHEZ; COORD.; - TEMAS DE DERECHO PENAL ECONÓMICO - TROTTA MADRID ESP) - pp. da 197 a 217 ISBN: 9788481646924 [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) - Capitolo/Saggio con ISBN]
Abstract

Resumen: 1. Introducción. Noción “lata” de derecho penal económico y dificultad de determinar qué hay de viejo «dentro» de lo nuevo. 2. La globalización como contexto. La globalización y Europa. 3. La administrativización del derecho penal: entre categorías clásicas y novedades aparentes en la estructura de la imputación. La función liberal y garantista de las concepciones sancionadoras del derecho penal. 4. La expansión del derecho penal y la doble velocidad del sistema. 5. Las auténticas novedades del momento actual: a) la “red” normativa, el pluralismo de los sistemas de fuentes y de las culturas: b) el cambio en la función del método comparado; c) el nacimiento de proyectos supranacionales de derecho penal económico y la nueva Edad Media del derecho; d) la introducción de la negocialidad y el análisis económico del derecho; e) la transformación de la vieja dogmática deductiva (de reglas, categorías y principios) en un almacén de razonamientos (un topos) al que se unen otros nuevos argumentos. 6. Dos tipos de riesgos: a) el primado europeo, además de nacional, del proceso sobre el derecho sustancial; b) la permanencia de una doble vía criminológica de “tipos de autor” (los destinados a la cárcel y los destinados a estar fuera de ella) junto a un derecho penal de la estigmatización necesaria o de la prevención probada.7. El papel del jurista en este nuevo contexto. Metademocracia y derecho penal.

M. Donini ( 2004 ) - ¿Una nueva Edad Media penal? Lo viejo y lo nuevo en la expansión del derecho penal económico (TERRADILLOS BASOCO/ACALE SÁNCHEZ - Temas de Derecho Penal Económico. III Encuentro Hispano-Italiano de Derecho Penal Económico - Trotta Madrid ESP) - pp. da 197 a 217 ISBN: 9788481646924 [Contributo in Atti di convegno - Relazione in Volume di Atti di Convegno]
Abstract

Resumen: 1. Introducción. Noción “lata” de derecho penal económico y dificultad de determinar qué hay de viejo «dentro» de lo nuevo. 2. La globalización como contexto. La globalización y Europa. 3. La administrativización del derecho penal: entre categorías clásicas y novedades aparentes en la estructura de la imputación. La función liberal y garantista de las concepciones sancionadoras del derecho penal. 4. La expansión del derecho penal y la doble velocidad del sistema. 5. Las auténticas novedades del momento actual: a) la “red” normativa, el pluralismo de los sistemas de fuentes y de las culturas: b) el cambio en la función del método comparado; c) el nacimiento de proyectos supranacionales de derecho penal económico y la nueva Edad Media del derecho; d) la introducción de la negocialidad y el análisis económico del derecho; e) la transformación de la vieja dogmática deductiva (de reglas, categorías y principios) en un almacén de razonamientos (un topos) al que se unen otros nuevos argumentos. 6. Dos tipos de riesgos: a) el primado europeo, además de nacional, del proceso sobre el derecho sustancial; b) la permanencia de una doble vía criminológica de “tipos de autor” (los destinados a la cárcel y los destinados a estar fuera de ella) junto a un derecho penal de la estigmatización necesaria o de la prevención probada.7. El papel del jurista en este nuevo contexto. Metademocracia y derecho penal.

M. DONINI ( 2003 ) - Sussidiarietà penale e sussidiarietà comunitaria - Giuffre Editore Spa:via Busto Arsizio 40, I 20151 Milan Italy:011 39 02 38089200, EMAIL: distrib@giuffre.it, INTERNET: http://www.giuffre.it, Fax: 011 39 02 38009582 ) - RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO E PROCEDURA PENALE - n. volume 1-2/2003 - pp. da 141 a 183 ISSN: 0557-1391 [Articolo su rivista - Articolo su rivista]
Abstract

SOMMARIO: 0. La questione. 1. Premessa. Un punto di vista strettamente penalistico. 2. La distinzione culturale e tecnica fra proporzione e sussidiarietà. 3. Il problema della «forza di legge», ovvero della «giustiziabilità» del principio di sussidiarietà. 4. Il dubbio sulla funzione limitativa od espansiva della sussidiarietà comunitaria rispetto all’intervento penale. 5. Tre possibili modelli di intervento penale “europeo”. L’armonizzazione mediante codici-modello di carattere generale, progetti di settore a tutela di beni in senso lato economici come quello sugli “Eurodelitti”, ovvero normazioni a tutela di interessi strettamente comunitari, come il Corpus Juris e il più recente Libro verde della Commissione europea. 6. Sussidiarietà penale e sussidiarietà comunitaria rispetto al modello integrativo (Corpus Juris, Libro verde) e a quello sostitutivo (“Europa-Delikte”) della competenza penale nazionale. 7. Sussidiarietà penale e antigiuridicità generale. 8. La Costituzione europea e il processo penale come basi epistemologiche e momenti istituzionali e decisori del diritto: vero banco di prova della politica penale comunitaria.

M. DONINI ( 2000 ) - La riforma della legislazione penale complementare. Studi di diritto comparato (DONINI M.; INSOLERA G.; PAVARINI M.; DE SIMONE; FRONZA E.; TORRE G.; FOFFANI L.; PIFARR DE MONER M.J.; PAVISIC B.; BERTACCINI D. - Cedam PADOVA ITA) [Curatela - Curatela]
Abstract

Il volume raccoglie i contributi di un’indagine comparata realizzata nell’ambito della ricerca finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica su «La riforma della legislazione penale complementare», e condotta nel suo nucleo da un gruppo di penalisti che opera presso le università di Macerata (che ha il coordinamento nazionale), Bologna e Teramo, ma arricchita degli apporti di altri studiosi e ricercatori di diverse sedi.Il costante oblio del rapporto che unisce la riforma del codice a quella della legislazione penale complementare emergeva dalla persuasione implicita di poter solo aggiornare il codice Rocco (le sue ‘norme’), senza intaccare più di tanto le realtà extracodicistiche che lo hanno decostruito (il ruolo della giurisprudenza creatrice e la legislazione speciale: il diritto come ‘decisione’ e come ‘istituzione’): sia il progetto Pagliaro del 1992 e sia da ultimo (almeno sino ad allora) la Relazione della Commissione Grosso, hanno operato nel tentativo, peraltro in entrambi i casi encomiabile e meritevole di ogni appoggio critico-costruttivo, di redigere un nuovo codice penale pensato “a prescindere” da un «modello» di diritto penale complementare, la cui realtà caotica a antisistematica la si voleva solo contenere con norme di coordinamento peraltro di incerta gestione futura.Per sconfiggere la decodificazione (fenomeno delle istituzioni) basta dunque riformare il solo codice penale (come prodotto normativo)? O non è invece indispensabile ripensare dall’inizio il rapporto fra codice e leggi speciali, fra il modello codice e l’operatività concreta dell’ordinamento e dei suoi sottosistemi? Che senso ha, o come atteggiarsi a rivedere ciò che la storia ha messo in crisi – il modello ‘codice’ come stella e centro del sistema – quando non si sa neppure se nuovi soli continueranno a nascere anche dopo, come o più di prima?Ecco, da questi semplici interrogativi è sorta la radice politica della presente ricercaQuale primo risultato di tali indagini, viene qui presentata una raccolta di analisi di diritto comparato. La scelta dei Paesi non è stata casuale, perché si è deciso di approfondire l’esperienza del rapporto fra codice penale e leggi speciali in ordinamenti tanto vicini (culturalmente o geograficamente) quanto ben differenziati dal nostro su questo specifico problema. Germania, Francia, Spagna e Portogallo, oltre alla Croazia e ai modelli degli ordinamenti ex socialisti ora “in transizione”, offrono al riguardo esperienze tutte diversissime fra loro, di sorprendente interesse conoscitivo, come il lettore potrà cogliere leggendo i contributi qui raccolti, preceduti da due saggi introduttivi di sintesi e anche di valutazioni politico-criminali.Se ne desumono acquisizioni di scienza della legislazione in senso stretto, come si è cercato di evidenziare nel primo saggio introduttivo alla raccolta.

M. DONINI ( 1999 ) - voce «Teoria del reato» (Autori Vari - Digesto delle Discipline Penalistiche, IV edizione, UTET - Utet Torino ITA) - pp. da 221 a 298 ISBN: 9788802054452 [Voce (in dizionario o enciclopedia) - Voce in Dizionario o Enciclopedia]
Abstract