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Pagina personale di Ivano ANSALONI

Dipartimento di Scienze della Vita
Dipartimento di Scienze della Vita sede ex-Biologia

Aurora, Pederzoli; Luigi, Sala; Lucrezia, Mola; Ivano, Ansaloni ( 2017 ) - Archeozoologia di Mutina: due siti nelle odierne via Uccelliera e via Leonardo da Vinci. ( - Mutina splendidissima. La citta romana e la sua eredità ) (De Luca Editore Roma ITA ) - pp. da 259 a 260 ISBN: 978-88-6557-360-0 ISSN: - [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) (268) - Capitolo/Saggio]
Abstract

Vengono riportati i dati archeozoologici dei reperti faunistici rinvenuti in due contesti abitativi di età romana, ubicati in due zone di Modena. Tale analisi ha permeso di effettuare alcune considerazioni circa l’allevamento e l’utilizzo di animali domestici e non domestici e le preferenze alimentari delle comunità umane del territorio, fornendo inoltre iimportanti informazioni circa le attività economiche e rituali delle stesse comunità.

Boggero, Angela; Ruocco, Matteo; Shokri, Milad; Gjoni, Vojsava; Ansaloni, Ivano; Zaupa, Silvia; Montagna, Matteo; Rossaro, Bruno ( 2017 ) - CHIRONOMUS (CHIRONOMUS) APRILINUS MEIGEN, 1818 (DIPTERA CHIRONOMIDAE), FIRST RECORD FROM ITALY: CYTOTAXONOMY AND ECOLOGY - REDIA - n. volume 100 - pp. da 11 a 17 ISSN: 0370-4327 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

Larvae, pupae and adult males of two populations of Chironomus (Chironomus) aprilinus Meigen, 1818 from two saline habitats in North and South Italy (Poiano spring and Giammatteo channel respectively) are described. The species can be easily identified at the larval stage because of the unequal length of ventral tubuli. The examination of pupal exuviae, adult male and salivary gland chromosomes confirmed the species identification. The two habitats differ in location and in salinity, the former (Poiano) is an inland spring in Northern Apennines (Emilia) with high salinity (12000 mg L-1), the latter (Giammatteo) is a channel near Lecce (Puglia) with a relatively low salinity content (1720 mg L-1) feeding a coastal lagoon (Acquatina). On the basis of the present information no substantial differences except in some morphometric measures were apparent between the two populations, despite the different salinity of the two habitats.

Bosi, G.; Dallai, D.; Mazzanti, M.; Ansaloni, I.; Antonini, E. ( 2017 ) - Le piante, l’amore e la gloria: storia di due piccole mostre tra botanica e filosofia ( - “Contact Zone”: i ruoli dei musei scientifici nella società contemporanea ) (ANMS ITA ) - n. volume 16/2017 - pp. da 74 a 80 ISSN: 1972-6848 [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) (268) - Capitolo/Saggio]
Abstract

L’Orto Botanico di Modena collabora da anni con FestivalFilosofia Modena/Carpi/Sassuolo. L’Orto da sempre lavora con enti ed istituzioni del territorio per avvicinare il pubblico alla Botanica e trovare nuove occasioni per farsi conoscere. Negli anni 2013 e 2014 l’Orto ha partecipato al Festival presentando due piccole mostre che col- legavano i temi botanici a quelli filosofici, fornendo nozioni e curiosità scientifiche in modo corretto ma allet- tante per un ampio pubblico

Ansaloni, Ivano; Prevedelli, Daniela; Ruocco, Matteo; Simonini, Roberto ( 2016 ) - Checklist of benthic macroinvertebrates of the Lago Pratignano (northern Apennines, Italy): an extremely rich ecosystem - CHECK LIST - n. volume 12 - pp. da 1 a 8 ISSN: 1809-127X [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

A checklist of the macroinvertebrates fauna of the Lago Pratignano is presented here. The Lago Pratignano is a small, natural water body of the high (1,307 m above sea level) Northern Apennines, Italy. It represents an important site for the conservation of endangered flora and amphibians, and its importance for the conservation of the macroinvertebrate fauna is highlighted. The 82 taxa recorded make it an extremely rich habitat. The most represented group was Diptera, with 31 taxa, followed by Coleoptera, with nine, and Oligochaeta and Arachnida, each with eight taxa. Other groups are present in lower numbers. Despite the scant attention to theP study of the macroinvertebrates of small lentic habitats in the Northern Apennines, their importance for the conservation of the invertebrate fauna and the high contribution they give to the biodiversity is highlighted here.

Ruocco, Matteo; Bisanti, Matteo; Ansaloni, Ivano; Fabbri, Roberto ( 2016 ) - Progetto per una chiave interattiva per l’identificazione delle libellule italiane ( 9° Convegno “Le Libellule in Italia” - Bergamo - Aprile 2016) ( - 9° Convegno “Le Libellule in Italia” ) [Abstract in Atti di convegno (274) - Abstract in Atti di Convegno]
Abstract

La Società Italiana per lo Studio e la Conservazione delle Libellule (ODONATA.IT) ha tra i suoi scopi quello di promuovere lo studio odonatologico di base e applicativo, di promuovere la diffusione delle conoscenze sull'argomento e di adoperarsi alla loro divulgazione. Nel 2014 pubblica l’Atlante delle libellule italiane, volume che rappresenta la prima mappatura delle specie di libellule in Italia e che offre un quadro aggiornato e reale della conoscenza sulla composizione e la distribuzione degli odonati in Italia. Dall'ottobre dello stesso anno poi, aderisce alla piattaforma Ornitho.it per la raccolta dati sul territorio nazionale. Il processo di segnalazione prevede una fase di verifica e validazione dei dati da parte di esperti che, grazie alla possibilità da parte del segnalatore di poter allegare immagini, vengono facilitati nello svolgimento del loro compito. Infatti, con l'apertura a un pubblico anche di meno esperti alla raccolta dei dati, la possibilità di ricevere informazioni inesatte è sempre dietro l'angolo. Quindi se da un lato la piattaforma Ornitho.it apre enormi possibilità sul piano del monitoraggio, della raccolta di informazioni e della loro divulgazione, dall'altro diventa anche una possibile fonte di dati erronei. Per questo motivo si è resa da subito evidente la necessità di formare o poter fornire strumenti che aiutino un pubblico anche meno esperto, ma comunque estremamente appassionato, nella determinazione delle libellule osservate. Si è pensato perciò di creare una chiave dicotomica che aiuti e faciliti il grande pubblico nell'identificazione degli adulti di libellula italiani. La chiave sarà costruita attraverso la struttura del progetto KeyToNature, appongiandosi alla versione italiana Dryades. KeyToNature è un progetto europeo, coordinato dall'Università di Trieste e finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del Programma eContentplus, centrato sullo sviluppo di strumenti innovativi per l'identificazione degli organismi e sulla loro introduzione nel mondo della scuola, dalle elementari all'università. Il sito web di Dryades permette l'accesso a guide interattive per l'identificazione di piante funghi e animali, ad archivi iconografici e a diverse banche dati sulla biodiversità dell'Italia. Oltre a essere un perfetto strumento da affiancare alla piattaforma Ornitho.it sarà anche una grande opportunità di sensibilizzazione e diffusione delle conoscenze sul mondo delle Libellule. Per la realizzazione del progetto sarà chiesto il coinvolgimento di tutti i soci di ODONATA.IT per il reperimento della parte iconografica, fondamentale per lo sviluppo e la realizzazione della chiave e per la fase di test, che servirà ad affinare e a migliorare il prodotto in modo tale che sia di facile utilizzo e comprensione sin da subito.

Mari, Marisa; Ansaloni, Ivano ( 2016 ) - Reperti dal Sud America dei medici Luigi Bompani (1814-1879) e Giuseppe Casari (1852- ?) nei Musei modenesi. - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 147 - pp. da 351 a 370 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

South American finds preserved in the museums of Modena collected by physicians Luigi Bompani and Giuseppe Casari. The scientific collecting activities of Modena physicians Luigi Bompani and Giuseppe Casari are illustrated. The former emigrated to Rio de Janeiro, Brazil, and the latter to Bella Vista, Argentina. Between 1841 and 1852, Dr. Bompani, who can be considered one of the most important donors, sent a very rich collection of Mammals, Birds, Reptiles, Amphibians, Insects and Molluscs to the Zoology Museum of Modena, and fruits, seeds and plants to the Botanic Gardens of the same city. Dr. Casari also sent to Modena finds of Mammals, Birds, Reptiles, Amphibians and Insects coming from the area of Bella Vista, although in smaller amounts. In addition, they both donated several pieces to the Museum of Anatomy of Modena University. Their ethnological collections are now displayed in the Civic, Ethnological and Anthropological Museum of the Municipality of Modena.

Ruocco, Matteo; Ansaloni, Ivano; Prevedelli, Daniela; Zaupa, Silvia; Boggero, Angela ( 2016 ) - Status quo of knowledges on Italian high altitude lacustrine macroinvertebrates ( 33rd SIL Congress - Turin - Italy - August 2016) ( - 33rd SIL Congress ) [Abstract in Atti di convegno (274) - Abstract in Atti di Convegno]
Abstract

High altitude lakes and their fauna are one of the most threatened and less investigated ecosystems in Italy. Alpine lakes are highly influenced by climate harshness and by air pollution, and because of their small dimensions are extremely vulnerable to global climate warming. Italy, in addition to the Alps, hosts another mountain range: the Apennines, reaching in some cases comparable altitudes, and therefore subject to the same risks. Moreover, the gentler slope of the Apennines makes them extremely vulnerable even to direct human impacts. In the present work, for the first time, high altitude lakes belonging to the Alps and to the Apennines are compared to highlight which meteo-climatic or chemical characteristics could be considered key drivers for their macroinvertebrate structure. The study area was explicitly focused on natural lakes placed above 1300 m of altitude and above the 44° parallel, thus in the alpine area and subject to a continental climate. 25 lakes were chosen (19 in the central-western Alps and 6 in the Modenese Apennines) with surface areas lower than 1 km2 and with maximum depths lower than 15 m. Physico-chemical parameters and macroinvertebrates were studied and compared. Samples were taken through the use of a hand-net (250 μm mesh size) along the littorals on different substrates following standardised methodologies during the richer-fauna season to allow an easier identification of species. Parallel to that, water samples were collected and analysed. Species richness and the Taxonomic Distinctness Indices were applied to underline the different complexity of the community structure of the two areas. Results showed different macroinvertebrates communities with peculiar characteristics and highlighted a more structured and diverse composition on the Apennines. Predictive models on the future climate scenarios show how the peninsular portion of Italy will be even more affected by the increase in temperatures than the Alpine area. Thus, this work could be highly informative, mainly for central Italy, where proximity to towns encourage tourists to reach these type of lakes, even if placed in protected areas or parks. Therefore, protection and management plans, and conservation efforts of high altitudes cannot overlooked a thorough understanding of the biological diversity of these environments, which still appears fragmented and limited to some sector of the Alps. Furthermore, the fundamental role of high altitude lakes as water resource needs a specific management regime, as they are not included under the monitoring programs of the Water Framework Directive legislation.

Ruocco, Matteo; Ansaloni, Ivano; Prevedelli, Daniela; Zaupa, Silvia; Boggero, Angela ( 2016 ) - Which future for Italian high altitude lakes? ( 3rd International Conference “Water resources and wetlands” - Tulcea - Romania - September 2016) ( - 3rd International Conference “Water resources and wetlands” ) [Abstract in Atti di convegno (274) - Abstract in Atti di Convegno]
Abstract

Abstract: High altitude lakes and their fauna are one of the most threatened and less investigated ecosystems in Italy. Alpine lakes are highly influenced by climate harshness and by air pollution, and because of their small dimensions are extremely vulnerable to global climate warming. Italy, in addition to the Alps, hosts another mountain range: the Apennines, reaching in some cases comparable altitudes, and therefore subject to the same risks. Moreover, the gentler slope of the Apennines makes them extremely vulnerable even to direct human impacts. In the present work, for the first time, high altitude lakes belonging to the Alps and to the Apennines are compared to highlight which meteo-climatic or chemical characteristics could be considered key drivers for their macrinvertebrate structure. The study area was explicitly focused on natural lakes placed above 1300 m of altitude and above the 44° parallel, thus in the alpine area and subject to a continental climate. 25 lakes were chosen (19 in the central-western Alps and 6 in the Modenese Apennines) with surface areas lower than 1 km2 and with maximum depths lower than 15 m. Physico-chemical parameters and macroinvertebrates were studied and compared. Samples were taken through the use of an hand-net (250 μm mesh size) along the littorals on different substrates following standardised methodologies during the richerfauna season to allow an easier identification of species. Parallel to that, water samples were collected and analysed. Species richness and the Taxonomic Distinctness Indices were applied to underline the different complexity of the community structure of the two areas. Results showed different macroinvertebrates communities with peculiar characteristics and highlighted a more structured and diverse composition on the Apennines. Predictive models on the future climate scenarios show how the peninsular portion of Italy will be even more affected by the increase in temperatures than the Alpine area. Thus, this work could be highly informative, mainly for central Italy, where proximity to towns encourage tourists to reach these type of lakes, even if placed in protected areas or parks. Therefore, protection and management plans, and conservation efforts of high altitudes cannot overlooked a thorough understanding of the biological diversity of these environments, which still appears fragmented and limited to some sector of the Alps. Furthermore, the fundamental role of high altitude lakes as water resource needs a specific management regime, as they are not included under the monitoring programs of the Water Framework Directive legislation.

Guarnieri, C.; Cesaretti, G.; Bosi, G.; Dal Fiume, L.; Mazzanti, M.; Caselli, V.; Pederzoli, A.; Ansaloni, I. ( 2015 ) - Dimmi cosa butti e ti dirò chi sei: informazioni da materiali archeologici, botanici e zoologici in vasche di scarico a Ferrara tra Medioevo e Rinascimento ( VII Congresso AISU “Food and the city” - Padova - 2-5 Settembre 2015) ( - Lavori Food and the City ) (Università di Padova Padova ITA ) [Abstract in Atti di convegno (274) - Abstract in Atti di Convegno]
Abstract

Ferrara presenta caratteristiche peculiari di giacitura che ne fanno un caso di estremo interesse, prima tra tutte la perfetta conservazione dei resti organici tra cui gli oggetti in legno ed i resti di pasto. Lo studio che s’intende presentare in questa sede prende in considerazione dapprima i butti di età medievale che venivano gettati in semplici buche realizzate nel terreno passando poi ad una forma di smaltimento più “strutturato” e cioè le camere da butto; si tratta di vani sotterranei in muratura nei quali veniva smaltita la spazzatura, pertinenti a comunità religiose, case di ceto medio- alto o appartenenti ai palazzi estensi. Si cercherà così di analizzare la presenza di oggetti di produzione locale o d’importazione, che evidenziano in maniera talvolta macroscopica, il ceto d'origine di questi butti; attraverso lo studio dei resti botanici e zoologici, particolarmente numerosi, saranno indagate le abitudini alimentari. Butti e camere da butto saranno poi contestualizzate in un quadro più generale che ponga in rapporto queste strutture con le norme pertinenti allo smaltimento dei rifiuti.

Ansaloni, Ivano; Benassi, Andrea; Manzieri, Anna Maria; Ruocco, Matteo; Sala, Luigi; Tintorri, Alice ( 2015 ) - Il Lago della Ninfa (Appennino modenese): comunità macrozoobentonica, fauna vertebrata e considerazioni ecologiche - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 146 - pp. da 249 a 262 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

The biocoenoses of Lake Ninfa in the Northern Apennines (Province of Modena, Italy) have undergone heavy tampering since 1961 when this small impoundment was completely emptied in order to allow the dredging of the lake bottom. Consequently, the original vegetation was uprooted and the impervious sediments of the lake floor removed. This study has taken into account the present situation of the lake’s macrozoobenthos after previous investigations going back to some 30 years ago (Crema & Zunarelli Vandini, 1983). For this purpose, sampling was carried out in June, July and October 2011 and in the spring of 2014. At the same time, the main chemical and physical parameters were acquired and observations concerning the batrachofauna and ichthyofauna of this wetland were carried out.

Mareggini, Graziano; Ansaloni, Ivano; Baraldi, Pietro; Sala, Luigi ( 2015 ) - Indagine multidisciplinare sul codice “It. 1005 =α.R.9.24 – Raccolta di animali per lo più volatili miniati” della Biblioteca Estense Universitaria di Modena - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 146 - pp. da 375 a 393 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

This paper presents the results of multidisciplinary research carried out on the code “It.1005 = α.R.9.24 – Collection of illuminated animals mostly birds”, kept in the Estense Library of Modena (Italy). The study addressed both the codicological and the scientific aspects, with the identification of the animal species represented and the analysis of the pigments and materials used.

Ansaloni, Ivano; Imoeriale, Aldo ( 2015 ) - La raccolta di avifauna italiana del naturalista "Andrea Fiori" (1854-1933) ( "Cose di scienza" Le collezioni museali: tutela, ricerca ed educazione - Torino - 11-13 Nov 2015) ( - "Cose di scienza" Le collezioni museali: tutela, ricerca ed educazione ) [Poster (275) - Poster]
Abstract

Il Naturalista Andrea Fiori si interessò principalmente di ornitologia ed entomologia. La sua collezione di avifauna italiana è composta da 634 esemplari, raccolti per lo più nell’ultimo quarto del 1800, suddivisi in ben 271 specie ascrivibili a 151 generi, 61 famiglie e 20 ordini. Per molte di esse sono presenti i diversi abiti in relazione ad età, sesso, stagione e sottospecie. La maggior parte degli esemplari è stata preparata dallo stesso prof. Fiori. Oltre alla revisione tassonomica, sui singoli esemplari sono stati rilevati alcuni dati biometrici quali corda massima dell’ala e lunghezza del becco. Di sicuro interesse è anche il periodo storico in cui si colloca la collezione, particolarmente fecondo per l’ornitologia modenese; oltre a Fiori che tra il 1879 e il 1896 pubblica dieci lavori di ornitologia ricordiamo Antonio Carruccio e Paolo Bonizzi, Pietro Doderlein autore dell’opera “Avifauna del modenese e della Sicilia” (1879), Luigi Picaglia che pubblicò l’Elenco degli uccelli del modenese (1888-89) rimasto per oltre ottant’anni l’unico contributo organico e completo sull’argomento. Nel 1936, a pochi anni dalla morte dello studioso, la famiglia cedette la collezione al comune di Sassuolo (MO), attuale proprietario, che ha provveduto al restauro e ad una collocazione congrua che ne garantisce la fruizione. Fra i preparati più interessanti citiamo un chiurlottello Numenius tenuirostris, un’aquila del Bonelli Haliaaetus fasciatus e l'unica segnalazione per il modenese di venturone corso Carduelis corsicana. Fanno parte della collezione anche alcuni mammiferi tra cui una lontra Lutra lutra ed un lupo Canis lupus. La collezione entomologica Fiori è conservata in due sedi diverse: Dipartimento di Biologia Evoluzionistica Sperimentale (Università di Bologna) e Museum für naturkunde der Humboldt-Universität zu Berlin-zoologisches Museum.

Bosi, G.; Dallai, D.; Ansaloni, I.; Antonini, E.; Bandini Mazzanti, M. ( 2015 ) - Le Piante e la Gloria: una mostra tra Botanica e Filosofia - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 146 - pp. da 339 a 362 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

L’Orto Botanico di Modena collabora da quattro anni con il Festival-Filosofia Modena/Carpi/Sassuolo, ospitando nella sua suggestiva cornice diverse esposizioni e iniziative artistiche e organizzando laboratori per bambini attinenti al tema della manifestazione. Nel 2014 per il tema Gloria è stata proposta la mostra “Gloria in Cielo, Verde sulla Terra. Iconologia vegetale nelle immaginette sacre”, presentando oltre trecento “santini” (1800-1930), da collezioni private, con simboli vegetali caratterizzanti legati a figure sacre e momenti del rito cristiano. Sono così nate le varie sezioni della mostra: il giglio, la palma, la rosa, la vite e l’uva, l’erbario e il giardino mariano, le piante della Passione ecc. La collocazione nelle vetrine dell’Aula Storica dell’Orto ha permesso di affiancare a immaginette e poster i vegetali, freschi o essiccati, dando così materialità al legame tra botanica e gloria celeste. Ancora una volta l’associazione piante-arte si è dimostrata un grande catalizzatore d’interesse e curiosità, portando i visitatori a vivaci scambi tra loro e con il personale addetto all’esposizione.

Ruocco, Matteo; Ansaloni, Ivano ( 2015 ) - Notula: 103. Chara polyacantha A. Braun (Charophyceae) - INFORMATORE BOTANICO ITALIANO - n. volume 47 - pp. da 243 a 244 ISSN: 0020-0697 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

+EMR: Villa Sorra, loc. Gaggio di Piano (comune di Castelfranco Emilia, Modena). All’interno della peschiera artificiale presente nel giardino della villa. – Nuova segnalazione per l’Emilia-Romagna.

Ruocco, Matteo; Ansaloni, Ivano ( 2015 ) - Notula: 97. Chara canescens Desvauxet Loiseleur 1810 (Charophyceae) - INFORMATORE BOTANICO ITALIANO - n. volume 47 - pp. da 96 a 97 ISSN: 0020-0697 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

+EMR: Fonti di Poiano (Loc. Poiano, comune di Villa Minozzo, Reggio Emilia). All'interno dello stagno artificiale presente nei pressi delle fonti. - Nuova segnalazione per l'Emilia-Romagna.

Ansaloni, Ivano; Ruocco, Matteo; Sala, Luigi ( 2015 ) - Nuova stazione di Utricularia sp. (Lentibulariaceae) per il Modenese - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 146 - pp. da 199 a 205 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

The presence of Utricularia sp. was observed in a pond during a survey in some small water bodies in the Modena Apennines (Italy). This ecosystem was sampled and observed in order to apply the IBEM index, which allows judging the quality of these habitats on the basis of their biodiversity. A specific taxonomic determination was not possible because of the lack of the flower on the individuals; nevertheless, some features led to U. australis. However, it was decided to report the new finding since all species of the genus Utricularia have become quite rare in Italy.

Ruocco, Matteo; Ansaloni, Ivano ( 2015 ) - Primo contributo a una nuova checklist della fauna odonatologica del modenese ( VIII Convegno "Le Libellule in Italia" - Vernole (LE) - 11-12 Aprile 2015) ( - VIII Convegno Nazionale "Le libellule in Italia" ) [Poster (275) - Poster]
Abstract

Un primo inventario della fauna odontologica della Provincia di Modena risale al 1899 ad opera di Tito Bentivoglio. Egli mise insieme le memorie del Prof. Spagnolini (dal 1873 al 1877), una comunicazione del Dott. Vincenzo Ragazzi fatta alla Società Entomologica Italiana nel 1877 e dati da lui raccolti. Ne risultò un elenco di 44 specie con alcuni dati degni di nota come il primo ritrovamento di Coenagrion mercuriale in Italia e il ritrovamento di un esemplare di Platycnemis latipes ed altri per sua stessa ammissione dubbi ed incerti come il ritrovamento di Somatochlora metallica o quello di un esemplare di Aeshna grandis. Il presente studio si prefigge di raccogliere i dati disponibili per la Provincia di Modena a partire dagli anni 2000 per poter redigere un nuovo inventario a distanza di più di 100 anni da quello del Bentivoglio. I dati finora raccolti, che sono stati integrati con nuove osservazioni nel 2014, parlano di 35 specie censite. Molte sono le conferme sinora riscontrate con un confronto col Bentivoglio e alcune le novità come il ritrovamento di Sympetrum depressiusculum, specie considerata in pericolo dalla Lista Rossa delle Libellule Italiane. Ad ogni modo, le conoscenze sulla fauna odontologica della Provincia di Modena non possono considerarsi ad oggi esaustive. Per questo motivo e per riempire questa mancanza di dati, ulteriori indagini sono previste per la stagione 2015 per approfondire lo studio ed estenderlo anche alle zone non ancora censite, con particolare attenzione all’area montana scarsamente indagata dal Bentivoglio.

Mari, Marisa; Ansaloni, Ivano ( 2015 ) - Reperti delle colonie italiane nel Museo di Zoologia dell’Università di Modena - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 146 - pp. da 395 a 418 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

The link between the citizens of Modena and the Zoology Museum of the local University was particularly strong from the second half of the 19th century up to the first decades of the 20th century, as witnessed by numerous finds presented by travellers from Modena. Besides local specimens, there are several exotic collections that were put together during journeys and sojourns overseas. The finds coming from Italian Eastern Africa and Libya were mostly sent by military men. This study takes into account the collections of Vertebrates (Reptiles, Birds and Mammals) hunted in Eritrea in 1892-1894 by lieutenant of the Bersaglieri corps Ettore Martini and by Dr. Guido Corni when he was Governor of Italian Somaliland (1928-1931).

Mari Marisa; Ansaloni Ivano ( 2014 ) - Antonio Boccolari (1855-1931), Paolo Parenti (1863-?), Francesco Testi (1858-1948): tre militari modenesi e le loro collezioni nei musei cittadini - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 145 - pp. da 157 a 187 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

Vengono ricordati tre modenesi: Antonio Boccolari e Francesco Testi, medici militari, e Paolo Parenti ufficiale della Regia Marina Militare Italiana. Boccolari e Parenti si trovarono insieme sulla pirocorvetta “Vettor Pisani” nel viaggio di circumnavigazione dal 26 marzo 1882 al 21 aprile 1885 ed ebbero modo di raccogliere importanti reperti naturalistici ed etno-archeologici che donarono al Museo di Zoologia e Anatomia Comparata dell’Università e al Museo Civico di Modena. Nel 1891-92 Parenti e il medico militare modenese Vincenzo Ragazzi, imbarcati sulla nave Scilla impegnata in una campagna idrografica nel Mar Rosso, continuarono la raccolta di campioni. Testi prese parte alla campagna in Eritrea nel 1887-88 e per tre anni (1913-1916) fu direttore dei servizi sanitari militari in Cirenaica (Libia). Donò le sue collezioni naturalistiche raccolte nelle colonie (molti i reperti di erpetologia) al Museo di Zoologia e Anatomia Comparata dell’Università di Modena

Pascarella, L; Galassi, L; Fioravanti, M; Ansaloni, I; Ruocco, M; Simonini, R; Prevedelli, D ( 2014 ) - Application of the Shore Zone Functionality Index to the Mantua lakes (Italy) and its comparison with two biological quality indices. ( Lakes: The Mirrors of the Earth BALANCING ECOSYSTEM INTEGRITY AND HUMAN WELLBEING - Perugia (Italy) - September 1-5 2014) ( - Book of Abstracts of the 15th World Lake Conferences ) (Science4Press Perugia ITA ) - n. volume unico - pp. da 72 a 72 ISBN: 978-88-96504-05-5 ISSN: - [Abstract in Atti di convegno (274) - Abstract in Atti di Convegno]
Abstract

The Shore zone Functionality Index (SFI), proposed by the Italian Institute for Environmental Protection and Research (ISPRA) in 2009, assesses the quality of lake surrounding areas complying with the Water Framework Directive (WFD 2000/60/CE). The method evaluates the functionality of lake surrounding areas providing a useful instrument for land planning and management. In this study, the SFI has been applied to three lakes near the city of Mantua (Lombardia, North Italy) and compared with two other indices: a diatomic eutrophication/pollution index and a biological quality index based on macroinvertebrates. The comparison was carried out in order to verify the connection between the quality of lake surrounding areas and the biological quality of the lake’s water body. The application of the method showed very heterogeneous SFI index values along the shore zone of the three lakes: differences in type and abundance of vegetation and land use have led to judgments of functionality ranging from excellent to extremely poor. No correlations were found between the two indices and the SFI demonstrating that the quality of the shore zone of a lake is not necessary connected with the biological quality of the water body. The SFI index appears very promising to assess functional levels of the surrounding areas of lakes, however the method should be always associated with other indices that evaluate the biological quality of the water body in order to provide a wide knowledge to the land planners and managers.

Ansaloni, Ivano; Magnani, Jacopo; Manzieri, Anna Maria; Sala, Luigi ( 2014 ) - Il Sito Natura 2000 "Il Torrazzuolo" (Nonantola, Modena): comunità macrozoobentonica e considerazioni ecologiche - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 145 - pp. da 109 a 128 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

Vengono riportati i risultati di un’indagine riguardante la comunità macrozoobentonica e i principali parametri chimici e fisici rilevati nelle zone umide dell’area SIC-ZPS “Il Torrazzuolo”. I campionamenti, effettuati nel 2013 in due stazioni per ciascuno dei quattro invasi, hanno interessato anche l’ittiofauna e osservazioni su altri vertebrati acquatici, uccelli esclusi. Lo studio contribuisce alla conoscenza della biodiversità e delle condizioni ecologiche generali di questi biotopi al fine di migliorarne la gestione.

Bosi, G.; Dallai, D.; Ansaloni, I.; Antonini, E.; Bandini Mazzanti, M. ( 2014 ) - Le piante, l’amore e la gloria: Storia di due piccole mostre tra botanica e filosofia ( XXIV Congresso ANMS “Contact Zone: i ruoli dei Musei Scientifici nella società contemporanea” - Livorno - 11-13 Novembre 2014) ( - Quaderno degli Abstract ) (ANMS Livorno ITA ) - pp. da 56 a 56 ISSN: - [Abstract in Atti di convegno (274) - Abstract in Atti di Convegno]
Abstract

L’Orto Botanico di Modena collabora da quattro anni con FestivalFilosofia Modena/Carpi/Sassuolo, ospitando nella sua suggestiva cornice verde diverse esposizioni ed iniziative artistiche ed organizzando laboratori per bambini attinenti al tema della manifestazione, dal 2011 al 2014 Natura, Cose, Amare ed infine Gloria. La collaborazione con il Consorzio del Festival (che vede insieme le tre municipalità, Provincia di Modena e le Fondazioni del Collegio San Carlo e della Cassa di Risparmio di Modena), s’inserisce sulla scia delle molteplici attività che l’Orto ha portato avanti negli ultimi vent’anni in sinergia con il territorio, per aprire le sue porte ad un sempre maggiore numero di persone. Questo è finalizzato a due obiettivi, e cioè avvicinare il pubblico alla Botanica, oggi più che mai impresa difficile e non priva di ostacoli, e trovare sempre nuove occasioni ed opportunità per rinforzare il rapporto fra i modenesi (ma non solo) e l’Orto, un vero e proprio organismo vivente, con le sue precarietà (fondi al minimo, personale a ranghi ridottissimi, work in progress continui,…) ma anche con innumerevoli punti di forza (collocazione nel cuore della città, attività di ricerca universitaria nei suoi spazi, fascino del luogo,…). Negli ultimi due anni l’Orto ha partecipato all’evento in maniera ancora più attiva, presentando due piccole mostre homemade, con possibilità di visite guidate e libere, con l’intento di collegare i temi botanici a quelli filosofici e di far passare nozioni e curiosità scientifiche in modo corretto ma anche allettante per fruitori molto variegati. Per ogni edizione mediamente le mostre sono state visitate, su tre giorni di esposizione, da oltre duemila persone (con le donne in netta maggioranza), confermando come il Festival, evento importante a livello italiano ed europeo e con ampia esposizione mediatica nazionale, sia un canale privilegiato per dialogare con un pubblico vasto e vario, che difficilmente sarebbe possibile raggiungere. Nel 2013 per il tema Amare è stata allestita la mostra “Rose rosse per te. Simbologie amorose nel mondo vegetale”. Il tema proposto era di grande richiamo, ma racchiudeva anche il rischio di cadere in una stucchevole banalità. Per questo la parte scientifica ha avuto un grande rilievo e ci si è concentrati soprattutto sulle vere protagoniste, le piante: acanto, agave, alloro, caprifoglio, edera, fico, garofano, ginkgo, loto, melo, melograno, mirto, rosa e rosmarino, essenze che nei miti e racconti delle diverse culture sono state associate alle molte sfumature dei sentimenti del cuore. Negli spazi aperti dell’Orto Botanico sono state messe in mostra le piante vive, accompagnate da grandi poster con rimandi a mitologia, letteratura ed etnobotanica nell’ambito del verbo “amare”. Nel 2014 con Gloria si è pensato di proporre “Gloria in Cielo, Verde sulla Terra. Iconologia vegetale nelle immaginette sacre”, presentando oltre trecento “santini”, da collezioni private, con simboli vegetali caratterizzanti legati a figure sacre e momenti del rito cristiano, spesso con radici lontane in altre fedi e culture. Sono così nate le varie sezioni della mostra: il giglio, la palma, la rosa, la vite e l’uva, l’erbario e il giardino mariano, le piante della Passione, …. La collocazione nelle vetrine dell’Aula Storica dell’Orto ha permesso di affiancare a immaginette e poster i vegetali, freschi o essiccati, dando così materialità al legame tra botanica e gloria celeste. Come già notato l’anno precedente, l’associazione piante-arte è un grande catalizzatore d’interesse e curiosità, che porta i visitatori a vivaci scambi tra loro e con il personale addetto all’esposizione. Una delle sezioni più apprezzate è stata la dettagliata spiegazione della simbologia di Passiflora coerulea, che collega una pianta americana, arrivata nel Vecchio Continente nel XVI secolo, alla Passione del Cristo, avv

Ansaloni, Ivano; Sala, Luigi ( 2014 ) - Le zone umide del modenese: biotopi prioritari per la conservazione della biodiversità ( XII Giornata Mondiale dell'Acqua - Roma - 22 marzo 2012) ( - Accademia Nazionale dei Lincei - Atti dei Convegni Lincei ) - ATTI DEI CONVEGNI LINCEI - n. volume 279 - pp. da 279 a 286 ISSN: 0391-805X [Contributo in Atti di convegno (273) - Relazione in Atti di Convegno]
Abstract

Nell’arco degli ultimi 20 anni sono stati affrontati numerosi studi riguardanti ambienti umidi del territorio modenese, dalla pianura intensamente antropizzata fino alle quote più elevate dell’Appennino incluse nel Parco regionale del Frignano. Numerose informazioni riguardo l’ittiofauna risultavano già acquisite nel corso di varie collaborazioni fra Dipartimento di Biologia dell’ateneo modenese, la Regione Emilia-Romagna e la Provincia di Modena per la redazione delle “carte ittiche” (Ferri et al., 1986; Sala et al., 2001; Sala et al., 2004), tali studi sono stati mirati sia alla caratterizzazione ecologica e faunistica dei corpi idrici maggiori, sia al censimento di quelle zone umide che, per la ridotta estensione, sono definite "minori" (stagni, paludi, torbiere ecc.) benché rivestano importanza prioritaria per la conservazione della biodiversità a scala locale. L’interesse si è incentrato da un lato sui macroinvertebrati bentonici (organismi di dimensioni superiori al millimetro appartenenti a diversi gruppi tassonomici: Platelminti, Nematodi, Molluschi, Anellidi, Crostacei ed Insetti), in quanto componenti fondamentali delle reti trofiche e validi indicatori della qualità dell’ambiente, dall’altro sulla comunità di Anfibi, Vertebrati in forte declino sia a livello mondiale che locale.

Ruocco, Matteo; Sala, Luigi; Simonini, Roberto; Prevedelli, Daniela; Ansaloni, Ivano ( 2014 ) - Macroinvertebrates colonization and evolution in the WWF protected area “La Francesa" (Pianura Padana, Italy): a new man-made pond. ( International Conference Wetlands 2014 - Huesca - 14-18 September 2014) ( - Wetlands Biodiversity and Services: Tools for Socio-Ecological Development ) (Fundacion Huesca congresos Huesca ESP ) - n. volume 1 - pp. da 110 a 110 ISBN: 978-88-96504-03-1 ISSN: - [Abstract in Atti di convegno (274) - Abstract in Atti di Convegno]
Abstract

The WWF protected area “La Francesa”, established in 2005 in the province of Modena (Emilia-Romagna, Italy), is one of the few areas of natural interest in the low lands of the province. Originally, it was a land of 23 ha used for agricultural purposes, set aside because of its low productivity. From the beginnings of the ‘90s, it has been managed in order to recover its naturalness with the planting of native species and, at the end of 2005, a new man-made pond of 8 ha was created to increase its natural value and the variety of the ecosystem. The present study shows the result of two monitoring surveys carried out during summer 2006 and 2011 to assess the colonization status, and its variation along time, of the macrozoobenthic community of the pond. Samplings were performed with an Ekman bottom grab sampler and a standardized net in six different stations. Results showed a temporal shift in species composition due to changes in the habitat, specifically the development of hydrophytic vegetation along the shore favoured by the stabilization of the system, and the spread of the exotic plant Ludwigia peploides that covered the wet meadow of the pond.

Simonini, R.; Ruocco, M.; Ansaloni, I.; Sala, L.; Prevedelli, D. ( 2014 ) - Oasi WWF La Francesa (Carpi, Modena): quale ruolo per la salvaguardia della biodiversità? ( L’Ecologia oggi: Responsabilità e Governance - Ferrara - 15-17 settembre 2014) ( - Atti XXIV Congresso della Società Italiana di Ecologia S.It.E. ) (Università Ferrara Ferrara ITA ) - n. volume 1 - pp. da 152 a 152 ISBN: 978-88-96504-05-5 ISSN: - [Abstract in Atti di convegno (274) - Abstract in Atti di Convegno]
Abstract

L’Oasi WWF “La Francesa” si estende su circa 23 ettari nella ZPS “Valle di Gruppo” nella bassa pianura modenese. A partire dal 1993, è stata oggetto di interventi di rinaturalizzazione per creare un’area di interesse naturalistico con habitat adatti ad ospitare specie fortemente penalizzate da un ambiente circostante intensamente antropizzato. Nel 2005, per diversificare ulteriormente gli habitat presenti, e quindi migliorare il loro valore naturalistico, viene creata una zona umida di 8 ettari con differenti livelli di profondità. Vengono qui presentati i dati relativi alle analisi della fauna a macroinvertebrati della zona umida raccolti in due fasi temporali - estate 2006, a lavori appena ultimati, ed estate 2011 - al fine di caratterizzare la comunità pioniera e studiarne l’evoluzione nel tempo. I campionamenti sono stati effettuati in 6 stazioni nel 2006 e replicati solo in 3 nel 2011 a causa della carenza di acqua. I parametri chimico-fisici dell’acqua misurati nei due periodi risultano sostanzialmente invariati, mentre sono state osservate differenze significative nei taxa rilevati. Tali differenze sono probabilmente da imputare alla comparsa della pianta esotica Ludwigia peploides, la cui invasività ha impedito l’insediarsi di altre specie, sia elofite che idrofite, alterando l’evoluzione naturale del bacino idrico. Anche la massiccia presenza di specie animali alloctone osservata nell’area di studio evidenzia come la creazione di nuovi habitat in zone a forte impatto antropico debba essere affiancata da una gestione scientificamente orientata per garantire il riequilibrio ecologico complessivo che costituisce l’obiettivo fondamentale di ogni Oasi situata all’interno di siti della rete ecologica Natura 2000.

Ansaloni, Ivano; Pederzoli, Aurora ( 2013 ) - I reperti faunistici ( - Vivere a Forum Livi. Lo scavo di via Curte a Forlì ) (Ante Quem Bologna ITA ) - pp. da 243 a 254 ISBN: 978-88-7849-084-0 ISSN: - [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) (268) - Capitolo/Saggio]
Abstract

Lo studio archeozoologico del campione faunistico di via Curte n. 66, a Forlì, è di particolare importanza perchè di evidenziare lo sfruttamento della fauna da parte di una singola unità abitativa dal periodo Romano Repubblicano fino all'altomedioevo. E' stata evidenziata la presenza di animali domestici comuni come bovini, suini e caprovini, ma anche avifauna e malacofauna.

Mari, Marisa; Ansaloni, Ivano ( 2012 ) - Vincenzo Ragazzi (1856-1929) medico eslporatore. le sue collezioni naturalistiche nei musei modenesi - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 143 - pp. da 237 a 260 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

Viene ricordato il modenese Vincenzo Ragazzi, medico della R. Marina Miliatare Italiana. Si Imbarcò sulla pirocorvetta Archimede nel 1879-82 per un viaggio di esplorazione nel Sudamerica e successivamente sulla nave Cariddi, ospedale galleggiante ad Assab. In fine sulla nave Scilla adibita a studi idrografici nel mar Rosso. Per quattro anni (1884-1889) diresse per conto della Società Geografica Italiana la stazione di Let-Marefià nello Scioa (Etiopia). Appassionato naturalista ha raccolto nei suoi diversi viaggi importanti collezioni donate principalmente al Museo di Zoologia e Anatomia Comparata dell’Università di Modena e al Museo Civico di Storia Naturale di Genova (oggi Giacomo Doria).

Mari, Marisa; Ansaloni, Ivano ( 2011 ) - "Cioni" il cavallo di Garibaldi - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 142 - pp. da 251 a 259 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

Nel 1859 Garibaldi soggiornò a Modena allo scopo di organizzare le truppe della Lega dell'Italia Centrale. del suo cavallo vennero conservati alcuni "cimeli", di cui uno conservato al Museo del risorgimento di Modena.

Ansaloni, Ivano; Del, Villano Luigi; Iotti, Mirko; Pederzoli, Aurora ( 2011 ) - Iconografia zoologica a Ercolano. Pitture e mosaici dell'Insula V ( - DHER - Domus Herculanensis Rationes - Sito Archivio Museo ) (Ante Quem Bologna ITA ) - n. volume Studi e Scavi nuova serie 30 - pp. da 287 a 295 ISBN: 978-88-7849-047-5 ISSN: - [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) (268) - Capitolo/Saggio]
Abstract

Lo studio condotto sulle pitture e i mosaici dell’insula V ha permesso di mettere in luce la complessità degli apparati decorativi delle domus. Accanto ad animali ricorrenti, quali cigni, aquile, pavoni e leoni, carichi di simbologie, si incontrano presenze più discrete quali farfalle, sardine, anatre, frosoni, merli e ghepardi, per i quali prevale sicuramente l'aspetto decorativo. Nelle analisi delle raffigurazioni zoologiche si è evidenziato un elemento comune: l'importanza dell'ispirazione naturalistica nella realizzazione dei soggetti, anche di quelli prettamente ornamentali, sebbene liberamente interpretati e riproposti dal pictor. In sinergia con approcci analoghi inerenti la botanica, si vuole sottolineare quanto questo tipo di ricerca, basato su rigorosi criteri morfologici, sia utile ad allargare gli orizzonti delle conoscenze su temi decorativi dell'antichità, soprattutto dove le condizioni di leggibilità lo permettono o la necessità di revisione di identificazioni sommarie lo imponga.

P. Baraldi; C. Baraldi; G. Freguglia; M.C. Gamberini; I. Ansaloni ( 2010 ) - Color traces and their identification in paintings, cosmetics, writings ( PRIN07– COLORS AND BALMS IN ANTIQUITY: FROM THE CHEMICAL STUDY TO THE KNOWLEDGE OF TECHNOLOGIES IN COSMETICS, PAINTING AND MEDICINE - Aboca Azienda, Sansepolcro (Arezzo, Italy) - 2-3 December 2010) ( - PRIN07– COLORS AND BALMS IN ANTIQUITY: FROM THE CHEMICAL STUDY TO THE KNOWLEDGE OF TECHNOLOGIES IN COSMETICS, PAINTING AND MEDICINE-Book of Abstracts ) (University Network Pisa, Torino, Milano-Bicocca, Modena, Politecnico Milano Arezzo ITA ) - n. volume 0 - pp. da 53 a 54 ISBN: 9780000000002 ISSN: - [Abstract in Atti di convegno (274) - Abstract in Atti di Convegno]
Abstract

During the last years of research carried out on the basis of a financial support by MIUR, many samples have been encountered of different nature, colour, origin and physical state. In examining containers present in the Italian Archaeological depositories and Museums, we have found or we were adviced of interesting coloured materials and we were asked to identify them.The identification is sometimes rich of information about the ancient technology for preparing elaborated formulates, such as cosmetics, drugs, ointments, perfumes, pigments, lakes, dyes. Thereby, their analysis enables important passages of the production to be understood and some literary sourced to be interpreted. In examining some materials present on bones due to particular rituals of the first centuries after Christ in Aemilia, a particular identification of manganese based materials was encountered. The presence of manganese oxides can be related to the geology of the Aemilian territory. However, similar compounds are present in Etruscan tiles decorated with Egyptian blue and other pigments in Marzabotto. This fact supply information on the commerce of Egyptian blue far before Roman Empire times and the passage of manganese oxide treatment for painting to subsequent cicilizations.The necessity for ancient populations to paint testimonies of past religious or military chiefs lead to a search for materials coming from far centuries, such as Baltic amber, Egyptian blue, indigo… In places with an always more ancient chronology, such as Verucchio Aemilia, these materials are found in large amounts. It is not clear whether indigo was extracted from Isatis tinctoria or an Indigofera.Traces of saffron and indigotine on fictile antefissae in Cuma testifies the use of re-painting the artefacts every while, as a sign of respect for the temples. Ancient colored lipsticks contain pink ingredients, that may be purpurissum, but could be also the cheaper purpurissum puteolanum, as revealed by SERS analysis of Pompeiian samples.Residuals of precious materials are found also in small containers of the Roman ages. Smal traces of gold an a black preparation identify the knowledge of a gilding technique on alabaster, whit the black assisa applied on small spots. The ensemble of materials and their use enable an amount of knowledge to be supposed in ancient populations in order to make their life more comfortable and elegant.

J. Ori; I. Ansaloni; A. Pederzoli ( 2009 ) - Analisi del campione faunistico di alcuni butti di Faenza ( - Il Bello dei Butti. Rifiuti e ricerca archeologica a Faenza tra Medioevo ed Età Moderna ) (Edizioni all'Insegna del Giglio Firenze ITA ) - n. volume 24 - pp. da 163 a 174 ISBN: 9788878144040 ISSN: - [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) (268) - Capitolo/Saggio]
Abstract

Sono stati esaminati circa 2500 reperti scheletrici e circa 1000 gusci di molluschi provenienti da una serie di siti in particolare butti e fosse per rifiuti urbani della città di Faenza tra la fine del XIV e il XVIII secolo.

I. Ansaloni; M. Iotti; E. Lugli; R. Simonini ( 2009 ) - Caratterizzazione della comunità macrozoobentonica dei bacini lacustri dell’Alto Appennino Modenese: il lago Baccio. ( Acque interne in Italia: uomo e natura - Roma - 28 marzo 2008) ( - Atti dei Convegni Lincei ) (Scienze e Lettere Editore Commerciale Roma ITA ) - n. volume 250 - pp. da 89 a 97 ISBN: 9788821810091 ISSN: - [Contributo in Atti di convegno (273) - Relazione in Atti di Convegno]
Abstract

Sono state analizzate le comunità litorali a macroinvertebrati del lago Baccio, nel Parco Regionale dell’Alto Appennino Modenese. Il lago Baccio ha profondità massima di 4 m, abbondante vegetazione riparia ma lo specchio d’acqua è libero. I campionamenti, di tipo qualitativo, sono stati effettuati nell'estate 2000, 2001 e 2006. In ogni occasione sono stati misurati temperatura, conducibilità, ossigeno disciolto e pH. Complessivamente sono stati rinvenuti 50 taxa. L'elevata valenza ecologica del bacino suggerisce l'opportunità di innalzare il livello di protezione ambientale del Lago Baccio.

A.Pederzoli; G. Zanotti; C. Franceschi; I. Ansaloni ( 2009 ) - Forlì, ex Monte di Pietà: analisi del campione faunistico ( - Il Monte prima del Monte. Archeologia e storia di un quartiere medievale di Forlì ) (Ante Quem Bologna ITA ) - pp. da 221 a 231 ISBN: 9788878490468 ISSN: - [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) (268) - Capitolo/Saggio]
Abstract

Vengono riportati i risultati dell'analisi di reperti ossei e gusci di molluschi provenienti dall'isolato urbano che ospitava l'ex monte di Pietà di Forlì. Sono stati esaminati i resti di 32 us che hanno restituito più di 1500 repeti ossei e più di 300 resti di molluschi. I reperti appartengono in prevalenza a taxa di interesse economico.

I. Ansaloni; S. Battaglioli; L. Del Villano; M. Iotti; A. Pederzoli ( 2009 ) - Iconografia zoologica in pitture parietali e mosaici degli Scavi di Ercolano ( Vesuviana. Archeologia a confronto - Bologna - 14-16 Gennaio 2008) ( - Vesuviana. Archeologie a confronto ) (Ante Quem. Studi e Scavi Bologna ITA ) - n. volume 23 - pp. da 539 a 542 ISBN: 9788878490437 ISSN: - [Abstract in Atti di convegno (274) - Abstract in Atti di Convegno]
Abstract

Sono state effettuate indagini relative all'iconografia zoologica nelle pitture murali e nei mosaici di 13 case del sito archeologico di Ercolano finalizzate alla determinazione tassonomica specifica. Fra i soggetti utilizzati per la loro ricchezza di significato predominano nettamentegli uccelli ed in particolare Aquila chrysaetos, Pavo crystatus e Cygnus cygnus.

I. Ansaloni; L. Del Villano; M. Iotti; A. Pederzoli; G. Sala ( 2009 ) - Iconografia zoologica nelle pitture parietali e nei mosaici della Casa del Centenario a Pompei ( Vesuviana. Archeologia a confronto - Bologna - 14-16 Gennaio 2008) ( - Vesuviana. Archeologie a confronto ) (Ante Quem. Studi e Scavi Bologna ITA ) - n. volume 23 - pp. da 535 a 538 ISBN: 9788878490437 ISSN: - [Abstract in Atti di convegno (274) - Abstract in Atti di Convegno]
Abstract

E' stata effettuata una campagna di studio relativa all'iconografia zoologica delle pitture murali e dei mosaici dell'Insula del Centenario(Pompei) al fine di identificare tassonomicamente le specie animali rappresentate collegandole ad eventuali simbologie e significati.

R. Simonini; I. Ansaloni; V. Grandi; G. Massamba N’Siala; M. Iotti; M. Mauri; G. Montanari; M. Preti; N. De Nigris; D. Prevedelli ( 2008 ) - Effetti dell’estrazione di sabbie e dello sversamento di dragaggi portuali sul macrozoobenthos di fondi molli: due casi di studio in adriatico settentrionale - BIOLOGIA MARINA MEDITERRANEA - n. volume 15 (1) - pp. da 134 a 137 ISSN: 1123-4245 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

The main findings of two recent monitoring projects on the effects of dumping of harbour-dredged sediment and sand extraction on the macrozoobenthic communities of the Emilia-Romagna coastal area are discussed. In the first case, no significant effects were observed; in the second case, the recovery of benthic communities after defaunation was achieved 30 months after the operations. Biotic and abiotic environmental characteristics and precautionary measures contributed to reduce the medium-long term effects of dumping of dredged sediments and sand extraction on benthic ecosystems

I. Ansaloni; M. Iotti; C. Sammarini; R. Simonini ( 2008 ) - La comunità macrozoobentonica di alcune zone umide del Modenese: II - Oasi naturalistica “La Francesa” (Comune di Carpi) - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 139 - pp. da 89 a 99 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

The results of research on the macrozoobenthic community of “La Francesa” Nature Reserve (Carpi, Italy) are reported as a contribution to our understanding of biodiversity in this recently created protected area. Eight of its 23 hectares are marshy and have different kinds of environments, such as areas always covered by water and wet meadows. Samplings were carried out in July 2006 in six stations situated both in the middle and in the peripheral area, using a standard-sized bucket. The 31 taxa found are representative of a pioneer community that is subject to sudden changes. The main chemical and physical parameters were found using portable instruments. For further information concerning wetlands and their importance, see Ansaloni & Prevedelli in this volume.

I. Ansaloni; A. Pederzoli; R. Guidetti; L. Baraldi ( 2008 ) - Museo di Zoologia e Anatomia Comparata ( - Musei Universitari Modenesi ) (Editrice Moderna Bologna ITA ) - pp. da 149 a 177 ISBN: 9788888632148 ISSN: - [Contributo in volume (Capitolo o Saggio) (268) - Capitolo/Saggio]
Abstract

Vengono trattati diversi aspetti del Museo di Zoologia e Anatomia comaparata dell'Universotà di Modena: storia, attività dei conservatori, direttori, acquisizioni;attività didattica

I. Ansaloni; M. Iotti; M. Mauri; D. Prevedelli; R. Simonini ( 2007 ) - Comunità macrozoobentonica litorale di tre laghi dell’AppenninoModenese: lago Santo, lago Baccio, lago Pratignano ( Ecologia, limnologia e oceanografia: Quale futuro per l’ambiente? - Ancona - 17-20 settambre 2007) ( - Atti del Congresso congiunto AIOL SItE 2007 ) (Società Italiana di Ecologia, Associazione Italiana Oceanografia e Limnologia (2007) Parma ITA ) - n. volume 1 - pp. da 61 a 68 ISBN: 00000 ISSN: - [Contributo in Atti di convegno (273) - Relazione in Atti di Convegno]
Abstract

In questo studio sono state analizzate le comunità litorali a macroinvertebrati di tre laghi ad un diverso stadio di maturitàsituati nel Parco Regionale dell’Alto Appennino Modenese. Il lago Pratignano è poco profondo (2 m) e costituisce una dellepoche torbiere di grandi dimensioni rimaste nell’Appennino Settentrionale; il lago Santo è più profondo (11 m) ed ha scarsavegetazione lungo le rive, mentre il lago Baccio ha profondità intermedia (4 m), abbondante vegetazione riparia ma lospecchio d’acqua è libero. I campionamenti, di tipo qualitativo, sono stati effettuati a cadenza stagionale in tre stazioni perogni lago. In ogni occasione sono stati misurati temperatura, conducibilità, ossigeno disciolto e pH. Complessivamente sonostati rinvenuti 98 taxa, dei quali solo 7 sono comuni, 38 sono esclusivi del lago Pratignano, 12 del lago Baccio e 17 del lagoSanto. Le analisi multivariate sulle matrici di presenza/ assenza, integrate con i dati chimici e fisici e di produttività, hannoevidenziato l’esistenza di un sensibile differenziamento delle comunità. Le differenze maggiori riguardano il lago Pratignanoe potrebbero essere dovute al pH acido ed alla minore concentrazione di ossigeno disciolto, caratteristici di un bacino adavanzato grado di maturità.

I. Ansaloni; A. Pederzoli; M. Iotti; L. Del Villano ( 2007 ) - Identificazione zoologica della fenice rappresentata sulla facciata della Caupona di Euxinus (Editrice CLUEB ) - OCNUS - n. volume 15 - pp. da 23 a 25 ISSN: 1122-6315 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

L'IMMAGINE DELLA FENICE RITRATTA SULLA CAUPONA DI EUXINUS (POMPEI), IDENTIFICATA FORMALMENTE COME UN FAGIANO DORATO, VIENE ESAMINATA DA UN PUNTO DI VISTA ZOOLOGICO.SI RITIENE CHE LE CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE DELL'ANIMALE RITRATTO SIANO PIU' COMPATIBILI CON QUELLE DI UN LOFOFORO (Lophophorus impejanus)

I. ANSALONI; BALDELLI FORNASARI C; BREVINI F; PAPOTTI B ( 2007 ) - La Collezione di materiali dei nativi Americani del Centro Studi “Red Eagle Woman – American First Nations”: i Copricapi. (Assn Natl Musei Scientifica:Museo Trid, V Calepina 14, I 38100 Trento Italy:011 39 0461 270311, Fax: 011 39 0461 233830 ) - MUSEOLOGIA SCIENTIFICA - n. volume 22(2) - 2005 - pp. da 187 a 211 ISSN: 1123-265X [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

La Collezione di materiali dei Nativi Americani appartenenti al Centro Studi “Red Eagle Woman – American First Nations” è il frutto della passione, del costante lavoro e studio di Carla Baldelli Fornasari e consta di circa 1500 pezzi. Il catalogo inizia con la descrizione dei 52 copricapi appartenenti a 22 Tribù delle quali 5 Nordamericane e le restanti 17 dell’America latina. Viene qui proposta l’analisi, dal punto di vista zoologico, di questi importantissimi ornamenti in quanto molti di loro rappresentano l’espressione più maestosa dell’arte plumaria e sicuramente occupano un ruolo di primo piano sia all’interno della Collezione che nella vita dei Nativi americani. Essi, attraverso uno stile peculiare, trasmettano messaggi sul sesso, l’età, la posizione sociale, il grado di prestigio di chi li indossa. Si tratta di veri e propri simboli.

P. Baraldi; I. Ansaloni; C. Baraldi; M.C. Gamberini ( 2007 ) - L'approccio chimico alle tecnologie antiche nell'arte cosmetica, pittorica e medica. [Altro (298) - Partecipazione a progetti di ricerca]
Abstract

reperimento campioni storici, identificazione della composizione di farmaci, cosmetici e medicinali antichi. Ideazione di opportuni metodi analitici per organici e inorganici,

Ansaloni Ivano; Bertacchini Milena; Mari Marisa ( 2007 ) - Le origini delle collezioni del Museo di Storia Naturale dell'Università di Modena - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 138 - pp. da 209 a 244 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

Il ritrovamento degli inventari settecenteschi relativi alle prime collezioni presenti presso il Museo di Storia Naturale dell'Università di Modena, ha permesso una ricostruzione virtuale degli spazi e degli arredi ad esso adibitie del patrimonio naturale in esso contenuto. Gli inventari, in numero di sei, sono stati redatti fra il 1788 e il 1799. Il museo si costituì nel 1786 per volontà del Duca Francesco III d'Este . Attraverso lo studio di queste collezioni, formate da reperti fossili, minerali, animali e vegetali ed antichità, è possibile ripercorrere l'evoluzione del pensiero scintifico che ha accompagnato lo sviluppo della museologia scintifica in Italia.

D. PREVEDELLI; G. MASSAMBA N'SIALA; I. ANSALONI; R. SIMONINI ( 2007 ) - Life cycle of Marphysa sanguinea (Polychaeta: Eunicidae) in the Venice Lagoon (Italy). - MARINE ECOLOGY - n. volume 28 - pp. da 384 a 393 ISSN: 0173-9565 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

The life cycle of a brackish water population of Marphysa sanguinea(Polychaeta Eunicidae), from the Venice Lagoon (Italy), was investigated fromApril 1993 to August 1994. Marphysa sanguinea is a large-sized gonochoricspecies with annual iteroparous strategy and synchronous spawning at populationlevel. The sex-ratio was close to 1:1. There were no morphological differencesbetween males and females and spawning occurred without epitokalmetamorphosis. The gonadial activity was maximum during summer periodin both sexes. From May to September in the females, the greater number ofimmature oocytes could be observed; starting from November immatureoocytes decreased and progressively those with a wider diameter increased innumber. Spawning took place in April–May and generally not all eggs werespawned, a small proportion being kept as a reserve material for the followinggamete production. The pelagic phase (trochophore and metatrochophore stages)was short (2–3 days). The reduction in the dispersal phase, together withthe development of a strong anterior musculature, brought to an early acquisitionof the benthic habit, which was attained with the construction of themucous tube inside of which the larva lived. The results highlighted that colonizationof brackish environments took place thanks to morphological andphysiological features that allow this species to live in a sediment layer characterizedby the stability of the physical and chemical characteristics of thesubstratum.

D. Prevedelli; L.G. Bellucci; R. Simonini; I. Ansaloni; M. Frignani; A. Castelli; M. Ravaioli ( 2007 ) - Macrobenthos and environmental characteristics of the Venice lagoon - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 138 - pp. da 151 a 161 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

Composition, structure and distribution of macrozoobenthic communities in four areas of the Venice lagoon were investigated. Polychaetes and Oligochaetes were the most abundant groups, followed by crustaceans, dipterans and bivalve molluscs. Area differences turned out to be very significant with a maximum diversity index in the central-south part of the lagoon, where there is a maximum influence of water exchanged with the sea. However, no significant differences in organism densities were observed, due to the high variability within each area. The species and their zonation were typical of Mediterranean lagoons. The biotic pattern does not seem related to the concentration of heavy metals in sediments, but rather to the different hydrological regime of the areas closer to the sea compared with areas closed to the mainland, where the influence of river outflow is greater

SIMONINI R.; ANSALONI I. ; BONINI P. ; GRANDI V. ; GRAZIOSI F.; IOTTI M. ; MASSAMBA NSIALA G. ; MAURI M. ; MONTANARI G.; M. PRETI; DE NIGRIS N. ; PREVEDELLI D. ( 2007 ) - Recolonization and recovery dynamics of the macrozoobenthos after sand extraction in relict sand bottoms of the Northern Adriatic Sea - MARINE ENVIRONMENTAL RESEARCH - n. volume 64/5 - pp. da 574 a 589 ISSN: 0141-1136 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

The long-term effects of sand extraction on macrozoobenthic communities were investigated in an offshore area in theNorthern Adriatic Sea characterised by relict sands formed during the last Adriatic post-glacial transgression. Surveyswere carried out before, during and 1, 6, 12, 18, 24 and 30 months after extraction at three impacted and seven referencestations. The operations did not influence the physical characteristics of the sediment, but they caused almost completedefaunation at dredged sites. Univariate and multivariate analyses highlighted that the macrozoobenthic communityresponses to the dredging operations were (1) a rapid initial recolonisation phase by the dominant taxa present beforedredging, which took place 6–12 months after sand extraction; (2) a slower recovery phase, that ended 30 months afterthe operations, when the composition and structure of the communities were similar in the dredged and reference areas.This pattern of recolonisation–recovery fits well with the commonly encountered scenario where the substratum merelyremains unchanged after marine aggregate extraction.

A. Pederzoli; J. Ori; V. Caselli; I. Ansaloni ( 2007 ) - Reperti ossei recuperati nell'alveo del fiume Po e conservati presso il "Museo Archeologico" di Ostiglia (MN). Riconoscimento e determinazione tassonomica - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 138 - pp. da 245 a 253 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

Sono stati analizzati circa 200 reperti ossei raccolti dal gruppo Archeologico Ostigliense (G.A.O.) durante i periodi di secca del fiume Po, in una vasta area compresa tra Correggio Micheli e Isola Bianchi (Mn), dagli anni '90 al 2005. Il materiale osteologico informa sulla fauna della Pianura Padana, costituita da specie principalmente domestiche e in accordo con il panorama faunistico attuale, fatta eccezione per un reperto appartenebte alla specie Alces alces.

I. ANSALONI; MARI M; IOTTI M ( 2007 ) - Sul simbolismo dei Cervidi nel “Sigillo” della Società dei Naturalisti di Modena e nella Bibbia di Borso d’Este. (Società dei Naturalisti e Matematici di Modena, Modena ) - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 137 (2006). - pp. da 37 a 47 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

Nel 1948, dopo 86 anni di vita, la Società dei Naturalisti e Matematici di Modena decise di dotarsi di un sigillo, tratto da una miniatura della Bibbia di Borso d’Este (Vol. II, c. 80r), affidandone la realizzazione al Prof. Benedetto Boccolari, noto xilografo modenese. Non essendo noti i motivi di questa scelta viene suggerita una motivazione plausibile. Vengono forniti dati sulle miniature dei Cervidi nella Bibbia di Borso d’Este e sul loro significato simbolico.

Mari Marisa; Ansaloni Ivano ( 2007 ) - Un esperimento del Marchese carlo Ginori: il tentativo di "corallizzazione" di porcellane immerse nel mar tirreno. - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 138 - pp. da 163 a 177 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

Tra i documenti dell'università di Modena depositati all'Archivio di Stato cittadino, è stato trovato il più antico inventario del Museo di Storia Naturale, risalente al 1788, che da tempo si riteneva smarrito e non più esistente. In esse viene elncato un "piatto" immerso in mare dal marchese Carlo Ginori per gli esperimenti di "corallizzazione". Vengono forniti dati sulla pesca del corallo nel Mediterraneo, la lavorazione in Italia e l'esperimento di Carlo Ginori.

G. FERRARI; I. ANSALONI; M. MAURI; AM PAGLIAI; D. PREVEDELLI; R. SIMONINI; MA TODARO ( 2006 ) - La meiofauna delle sabbie “relitte” dell’Adriatico Settentrionale soggette ad operazioni di escavo - BIOLOGIA MARINA MEDITERRANEA - n. volume 13 - pp. da 574 a 578 ISSN: 1123-4245 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

The study falls within a larger research programme aimed at assessing the effect of dredging operations on benthic fauna associated with an off-shore sand bank to be used for beach nourishment. Meiofaunal samples in three replicates were collected in three periods: before, during and one month after the dredging operations, at 10 sites: 3 in the impacted area and 7 in adjacent areas not subject to dredging. A faunistic survey of sediment cores found the meiofaunal benthic community to be composed almost exclusively of epibenthic and infaunal forms. The community was dominated by Nematoda followed by Harpacticoida, with the highest density recorded before the beginning of the operations. The dredging had a strong, adverse effect on the fauna, causing near complete defaunation at the impacted sites. One month after completion of the operation, the fauna of the impoverished sites did not show significant evidence of recovery; a working hypothesis relates the slow recolonisation process to the large extension of the impacted area.

R. Bertolani; I. Ansaloni; A. Franchini; R. Guidetti; D. Malagoli; M. Mandrioli; M. Mauri; L. Mola; E. Ottaviani; A. Pederzoli; D. Prevedelli; L. Rebecchi; M. A. Sabatini; L. Sala; R. Simonini; D. Sonetti; V. Zappavigna ( 2006 ) - Risposte di cellule, organismi ed ecosistemi a stress dovuti a esotossici ambientali, mutamenti climatici e alla vita in ambienti estremi. [Altro (298) - Partecipazione a progetti di ricerca]
Abstract

Obiettivo generale: miglioramento del livello competitivo del Dipartimento e dell’Ateneo con l’organizzazione di un centro di eccellenza su particolari e importanti problematiche biologiche relative all’ambiente.Obiettivi particolari: allestimento di laboratori dedicati con attrezzature di ultima generazione; valutazione degli effetti dei cambiamenti ambientali a diversi livelli: cellula, organismo, comunità ed ecosistemi.Valutazione degli effetti a breve termine dell’induzione sperimentale di particolari e definite situazioni ambientali. Possibile utilizzo delle molecole individuate come responsabili della resistenza agli stress.

R. Simonini; I. Ansaloni; F. Cavallini; F. Graziosi; M. Iotti; G. Massamba N'Siala; M. Mauri; G. Montanari; M. Preti; D. Prevedelli ( 2005 ) - Effects of long-term dumping of harbor-dredged material on macrozoobenthos at four disposal sites along the Emilia-Romagna coast (Northern Adriatic Sea, Italy) - MARINE POLLUTION BULLETIN - n. volume 50 - pp. da 1595 a 1605 ISSN: 0025-326X [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

Sediment from harbors of the Emilia-Romagna (Northern Adriatic Sea) were dredged and dumped in four disposal areas characterized by muddy bottoms. The long-term effects of the dumping on macrozoobenthic communities were investigated before and after 6 month, 8 month, 2 years and 4 years. The disposal of dredged material did not influence the granulometry and %TOC in the sediment, and no alterations in the structure of the macrobenthic communities were observed in the four areas. The lack of impact could be ascribed to the environmental characteristics and precautionary measures taken to minimize the effects of the dumping. It appears that: (1) the communities of the dumping areas are well adapted to unstable environments; (2) the sediments were disposed gradually and homogeneously over relatively large areas; Other factors that help to reduce the impact of sediment disposal are the low concentrations of contaminants in dredged materials and the similarity of sediment in the dredged and disposal areas. Off-shore discharge appears a sustainable strategy for the management of uncontaminated dredged sediments from the Northern Adriatic Sea harbors.

I. ANSALONI; R. SIMONINI; M. IOTTI; MA BONASSINA ( 2005 ) - La comunità macrozoobentonica del Fontanile di Montale (Castelnuovo Rangone - Modena) ( Ambiente, risorse e sviluppo - Torino - 12-14 settembre 2005) ( - Atti del XV Congresso Nazionale della Società Italiana di Ecologia ) (Società Italiana di Ecologia Torino ITA ) [Contributo in Atti di convegno (273) - Relazione in Atti di Convegno]
Abstract

I fontanili o risorgive sono affioramenti naturali di acque sotterranee che incontrano strati di differente permeabilità. Negliultimi decenni questi importanti biotopi hanno subito un forte degrado, soprattutto a causa dell’abbassamento della faldaidrica e della forte antropizzazione del territorio. Una delle ultime realtà rimaste nella provincia di Modena è il fontanile diMontale Rangone che, grazie alla collaborazione nata tra il Comune di Castelnuovo Rangone e la Provincia di Modena, dal1992, è rientrato in un progetto di riqualificazione e valorizzazione che ha previsto la realizzazione di un’Area di RiequilibrioEcologico. Il campionamento del macrozoobentos è stato eseguito attraverso due metodiche distinte: un’indagine di tipoquantitativo e una di tipo semiquantitativo. I campioni sono stati raccolti stagionalmente in tre stazioni (Asta, Riva e Fondo)per la durata complessiva di un anno. Nel complesso dell’indagine sono stati esaminati 23.849 esemplari. La componente piùrappresentativa è quella degli Insetti con ben 67 taxa e 14.820 individui. Dalle analisi univariate e multivariate dei dati raccoltiè emerso che i popolamenti macrozoobentonici si differenziano in base all’habitat e alle stagioni. Il ritrovamento di ben 85taxa conferma l’importanza ecologica di questo biotopo quale hot-spot di biodiversità, giustificandone pertanto lasalvaguardia.

L SALA; M. GIANAROLI; M. IOTTI; I. ANSALONI ( 2005 ) - Pesci estinti nel Modenese: uno studio per il recupero del panzarolo (Knipowitschia punctatissima) e dello spinarello (Gasterosteus aculeatus). (Società dei Naturalisti e Matematici di Modena, Modena ) - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 136 - pp. da 127 a 151 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

lo studio fa parte delle indagini sviluppate a supporto del progetto comunitario Life "Econet- corridors for life". E' indagato lo status regionale di due specie ittiche d'interesse comunitario' il panzarolo (knipowitschia punctatissima) e lo spinarello (Gasterosteus aculeatus) e verificate le possibilità di ripristinare alcune popolazione delle stesse nel modenese. sono stati effettuati sopralluoghi in 29 siti sul territorio regionale in 16 dei quali è stata rilevata la comunità ittica e in 13 quella dei macroinvertebrati bentonici. Ambedue le specie ittiche si confermano come critically endangered a livello regionale e sostanzialmente estinte nel modenese dove si potrebbe tentare la reintroduzione in due sistemi idrici della zona della conoide del torrente Tiepido.

I. ANSALONI ( 2005 ) - Prima segnalazione di Reticulitermes sp. (Insecta, Isoptera – Rinotermidae) per il Modenese. (Società dei Naturalisti e Matematici di Modena, Modena ) - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 136 - pp. da 113 a 117 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

viene segnalata la presenza di una colonia di termiti (Reticulitermes sp.) in località Albareto (MO). Si tratta del primo ritrovamento di questi insetti nel Modenese.

I. ANSALONI; F. CAVALLINI; F. GRAZIOSI; M.IOTTI; G. MASSAMBA N'SIALA; M. MAURI; D.PREVEDELLI; R. SIMONINI; MONTANARI; M.PRETI ( 2005 ) - Recupero delle comunità macrozoobentoniche in seguito all'estrazione di sabbie relitte in un'area al largo delle coste dell'Emilia Romagna. In Ecologia. Atti del XV Congresso Nazionale della Società Italiana di Ecologia ( Ambiente, risorse e sviluppo - Torino - 12-14 settembre 2005) ( - Atti del XV Congresso Nazionale della Società Italiana di Ecologia. ) (Società Italiana di Ecologia Torino ITA ) [Contributo in Atti di convegno (273) - Relazione in Atti di Convegno]
Abstract

Il 'Programma pluriennale di monitoraggio dell'area a mare da cui sono state prelevate le sabbie per il ripascimento delle spiagge emiliano-romagnole', finanziato dalla regione Emilia-Romagna, ha permesso di valutare l'impatto delle operazioni di dragaggio mediante lo studio delle comunità macrozoobentoniche e di analizzare il processo di recupero dell'area dragata. I campionamenti sono stati effettuati prima (03/01), durante (04/02) e dopo circa 1, 6, 12, 18, 24 e 30 mesi dal dragaggio, in 3 stazioni nella zona di prelievo (impattate) ed in 7 stazioni adiacenti (controlli). Le attività di estrazione hanno determinato la quasi completa defaunazione delle zone soggette al dragaggio, ma non hanno alterato la granulometria e la % di TOC del sedimento. Il processo di ricolonizzazione, relativamente veloce (12-18 mesi dall'intervento), è avvenuto soprattutto tramite l'insediamento di specie tipiche delle sabbie relitte mentre il contributo delle specie oppurtuniste è stato trascurabile. Il recupero della struttura delle comunità, invece, è stato più lento e ha richiesto circa 30 mesi. Il limitato impatto delle operazioni di estrazione sulle caratteristiche fisiche del sedimento e le particolari caratteristiche idrologiche dell'area hanno permesso il rapido e completo recupero della comunità macrozoobentonica della zona soggetta al dragaggio.

A. Pederzoli; V. Caselli; J. Ori; I. Ansaloni ( 2005 ) - Revisione tassonomica della collezione osteologia del “Dott. Daniele Benfatti” (Società dei Naturalisti e Matematici di Modena, Modena ) - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 136 - pp. da 153 a 161 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

Sono stati presi in esame un centinaio di pezzi provenienti dalla collezione osteologica del dott. Daniele Benfatti, recentemente scomparso. I reperti ossei sono stati raccolti tra aprile e settembre 2003 durante il periodo di secca del fiume Po, nei territori di Quingentole, Ostiglia e Sermide (Mantova). Essi forniscono informazioni sulla fauna vertebrata della Pianura Padana di epoche passate. interessante la presenza dell'alce (Alces alces), del bisonte (Bison sp.) e del ghiottone (gulo gulo), caratteristici di un paleoambiente completamente diverso dall'attuale.

R. SIMONINI; I. ANSALONI; A.M. BONVICINI PAGLIAI; F. CAVALLINI; M. IOTTI; M. MAURI; G. MONTANARI; M. PRETI; A. RINALDI; D. PREVEDELLI ( 2005 ) - The effects of sand extraction on the macrobenthos of a relict sands area (Northern Adriatic Sea): results 12 months post-extraction. - MARINE POLLUTION BULLETIN - n. volume 50 - pp. da 768 a 777 ISSN: 0025-326X [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

Sands for the nourishment of beaches along the Emilia-Romagna coast (northern Adriatic Sea) were dredged from an offshore area characterised by relict sands formed during the last Adriatic post-glacial transgression. The short-term effects of the sand extraction on macrozoobenthic communities were investigated before, during and 1, 6 and 12 months after dredging at three impacted stations and seven control stations. Sand extraction activities did not significantly influence the granulometry and %TOC in the sediment but caused almost complete defaunation at dredging stations. Yet, just 12 months after the extraction, the recolonisation of communities at the impacted stations was at an advanced stage. Unlike other studies on the effects of extraction of marine sand, no significant settlement of opportunistic species was observed. The limited impact of the sand extraction operation on the physical characteristics of the sediment and hydrological-sedimentary characteristics in the relict sand area should aid its rapid recovery and the restoration of the original community in a short period of time (2-4 years after dredging).

D. Prevedelli; M. Mauri; I. Ansaloni; M.A. Todaro; A.M. Pagliai; R. Simonini ( 2004 ) - Anossie attuali nel Nord adriaticO, loro registrazione nei sedimenti in epoCa Storica, Influenza sulle risorse di pesca e sull'ecosistemA bentico. Modellizzazione e previsione [Altro (298) - Partecipazione a progetti di ricerca]
Abstract

Considerando l’impatto che gli eventi anossici dell’Adriatico centro-settentrionale possono avere sull’ecosistema marino e di conseguenza sulle risorse demersali, sui popolamenti ittici bentici e pelagici, sugli aspetti paesaggistico-ricreazionali (turismo) e, non ultimo, sulla salute umana (tossicità), ci è sembrato quindi opportuno affrontare il problema in maniera organica per razionalizzare meglio il quadro delle conoscenze attuali nell'ottica di giungere ad una: Creazione di un database sull'ubicazione, durata, frequenza ed estensione areale delle ipo/anossie conosciute sulla base dei dati storiciCaratterizzazione delle interazioni tra il sistema bentico e le anossie, relativamente ai rapporti causa-effetto, e loro tipologia nelle diverse areeRealizzazione, in sinergia con il programma di monitoraggio costiero della Regione Emilia-Romagna, di uno studio sperimentale per seguire il formarsi di processi degenerativi e l'evoluzione dell'ecosistema marino in due zone chiaveIdentificazione di marcatori in grado di ricostruire una cronistoria degli eventi nel sedimento e la relativa implementazione delle metodologie d'indagine strumentaleValutazione degli effetti delle anossie sulle risorse demersali e sull'ecosistema bentico in diversi contesti mariniRealizzazione di una modellistica descrittiva e previsionale a breve termine degli eventi anossici sulla piattaforma adriatica settentrionale.

I. Ansaloni; M. E. Costantini; M. Iotti ( 2004 ) - Breve nota sulle larve di Odonati (Insecta) presenti in alcune zone umide collinari del modenese (bacino del Torrente Fossa) - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 135 - pp. da 121 a 131 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

viene segnalata la presenza di diciannove specie di Odonati, di cui otto Anisoptera e undici Zygoptera, in alcune zone umide collinari modenesi.

R. SIMONINI; ANSALONI I.; BONVICINI PAGLIAI A.M.; PREVEDELLI D. ( 2004 ) - Organic enrichment and structure of the macrozoobenthic community at three sites in the northern Adriatic Sea (Elsevier Science Limited:Oxford Fulfillment Center, PO Box 800, Kidlington Oxford OX5 1DX United Kingdom:011 44 1865 843000, 011 44 1865 843699, EMAIL: asianfo@elsevier.com, tcb@elsevier.co.UK, INTERNET: http://www.elsevier.com, http://www.elsevier.com/locate/shpsa/, Fax: 011 44 1865 843010 ) - ICES JOURNAL OF MARINE SCIENCE - n. volume 61 - pp. da 871 a 881 ISSN: 1054-3139 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

The structure of the macrozoobenthic community and the vertical distribution of organisms in the sediment were studied in order to assess the effects of river outflows and organic enrichment on the benthic community of the North Adriatic Sea. Sampling was carried out at one offshore sandy station (S3) and at two coastal muddy stations (S1 and S2), near to river Po and Adige deltas. Samples were collected in four surveys covering one year fromApril 1995 to January 1996. In all surveys, the offshore sandy station showed a complex trophic structure, high species richness and diversity, with the occurrence of tubicolous or burrowing polychaetes like Nothria conchylega, Aponuphis bilineata, Maldane sarsi, Nematonereis unicornis and Eunice vittata, which also colonized the deeper sediment layers. On the other hand, the coastal muddy stations both exhibited similar species composition and a great abundance of dominant, opportunistic species such as the bivalve Corbula gibba, typical of unstable sea bottoms with a high rate of sedimentation, and some polychaetes typical of sublittoral muddy bottoms such as Levinsenia gracilis, Aricidea claudiae, Prionospio malmgreni, Sternaspis scutata and P. cirrifera. The high density of a few opportunistic species (mainly surface-deposit feeders) and the scant penetration oforganisms within sediments that characterized the stations S1 and S2 support other evidence of the eutrophication of the coastal areas of the north-western Adriatic Sea. However, the high biomass values, the species richness and diversity observed in S1 and S2 suggest the occurrence of less extreme conditions than at other highly-eutrophicated coastal areas. River outflows, eutrophication and, especially, the increasing frequency of acute dystrophic events may be recognized as the driving forces determining the structure and composition of the macrozoobenthic community at coastal areas of north-western Adriatic Sea.

I. ANSALONI; E. BARALDI; M. MAURI; G. MONTANARI; AM PAGLIAI; M. PRETI; D. PREVEDELLI; A. RINALDI; R. SIMONINI; MA TODARO ( 2003 ) - Effetti dell'estrazione di sabbie marine sulla comunità macrozoobentonica delle sabbie relitte dell'Adriatico settentrionale ( ECOLOGIA QUANTITATIVA, metodi sperimentali, modelli teorici, applicazioni - Como - 8-10 settembre 2003) ( - XIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Ecologia ) (Aracne Editrice Roma ITA ) [Contributo in Atti di convegno (273) - Relazione in Atti di Convegno]
Abstract

Il “Programma pluriennale di monitoraggio dell’area a mare da cui sono state prelevate le sabbieper il ripascimento delle spiagge emiliano-romagnole”, finanziato dalla regione Emilia-Romagna, ha previstolo studio delle comunità macrozoobentoniche per valutare l’impatto delle operazioni di dragaggio ed ilprocesso di ripopolamento. I campionamenti sono stati effettuati prima (03/01), durante (04/02) e dopo circa1, 6 e 12 mesi dal dragaggio, in 3 stazioni nella zona di prelievo (impattate) ed in 7 stazioni adiacenti(controlli). Le granulometrie delle stazioni impattate erano simili a quelle osservate nelle stazioni di controlloe non hanno presentato variazioni significative nel corso dei lavori. Durante le cinque campagne sono statirinvenuti 16510 individui, appartenenti a 148 unità sistematiche. La maggior parte delle specie rinvenute ècaratteristica di fondi misti sabbiosi e fangosi. Gli anellidi costituivano il phylum maggiormenterappresentato, seguito da molluschi e artropodi. Le stazioni impattate hanno subito una defaunazione quasicompleta, ma dopo 12 mesi dal dragaggio la comunità macrozoobentonica mostra significativi segnali direcupero e ricolonizzazione. Le aree di controllo non sembrano aver risentito delle operazioni di dragaggio.A differenza di altri interventi analoghi, non si è registrato l’insediamento di specie opportuniste nellestazioni impattate. Inoltre, confrontando i dati faunistici relativi alle diverse campagne, sono state osservatesignificative variazioni nei popolamenti, legate ai cicli biologici delle diverse specie ed alla elevatastagionalità dell’Adriatico settentrionale.

R. SIMONINI; F. MOLINARI; I. ANSALONI; AM PAGLIAI; D. PREVEDELLI ( 2003 ) - Karyotype and sex determination in Dinophilus gyrociliatus (Polychaeta: Dinophilidae) - MARINE BIOLOGY - n. volume 142 - pp. da 441 a 445 ISSN: 0025-3162 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

The study of the male and female karyotypes ofthe polychaete Dinophilus gyrociliatus was performedwith the aim of ascertaining the diploid number ofchromosomes and confirming the existence of karyologicaldifferences between the two sexes. Our resultsevidenced that the female karyotype of D. gyrociliatusconsists of 2n=24 chromosomes, while the male karyotypehas 2n=23 chromosomes. X chromosomes aresubtelocentric and much bigger than the autosomes. Thesize of the D. gyrociliatus chromosomes, which in thefemale embryos vary in length from little more than2.8 lm to less than 0.7 lm, are relatively small bycomparison with those of other polychaetes. The existenceof maternal and environmental factors able toinfluence the sex ratio of D. gyrociliatus and chromosomaldifferences between the sexes confirms that: (1) sexdetermination is chromosomal and syngamic of the XX–X0 type and (2) control of the sex ratio is progamic anddepends on genetic and environmental factors.

Ansaloni I.; Imperiale A. ( 2001 ) - La collezione ornitologica del Museo Universitario di Storia Naturale e della Strumentazione Scientifica dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia: VI - da Trogoniformes a Piciformes. - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 132 - pp. da 127 a 145 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

Catalogazione della collezione ornitologica del Museo di Storia Naturale e della strumentazione Scientifica dell'Università di Modena (museo di Zoologia). Vengono presi in considerazione gli Ordini: Trogoniformes, Coraciformes, Galbuliformes, e Piciformes. si tratta di 232 esemplari appartenenti a 109 specie, 53 generi, 13 famiglie. Per ognuno vengono fornite le pricipali misure morfometriche.

D. Prevedelli; R. Simonini; I. Ansaloni ( 2001 ) - Relationship of non-specific commensalism in the colonization of the deep layers of sediment - JOURNAL OF THE MARINE BIOLOGICAL ASSOCIATION OF THE UNITED KINGDOM - n. volume 81 - pp. da 897 a 901 ISSN: 0025-3154 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

The macrofauna of samples collected with a box-corer from northern Adriatic Sea muddy bottoms in five survey campaigns from 1985 to 1993 has been analysed separately in sediment strata of varying depth. Samples were collected before, during and after the dumping of large amounts of inert particulate material that covered the seabed and caused an almost total defaunation. After this disturbance the seabed was recolonized by a new community. This new community differed from the original one mainly on account of the abundance of Mysella bidentata, a small bivalve filter or surface deposit-feeder. In the original community If. bidentata was confined to the more superficial sediment layers (0-5 cm) at low population density. In the new community it was very abundant and evenly distributed even in the deep layers (5-20 cm). Analysis of species association performed on data from each of the 54 corer samples collected in the last sampling period, points to a marked association between M. bidentata and Nephtys incisa in deeper sediment layers. Deep layer colonization by Mysella in association with the burrowing polychaete N. incisa suggests a case of commensalism between these two species.

Ansaloni I. ( 2001 ) - Ricolonizzazione di un tratto del Torrente Scoltenna a valle della diga di Riolunato (Appennino Modenese) . - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 132 - pp. da 147 a 160 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

in seguito allo svuotamento del bacino idroelettrico costruito sil Torrente Scoltenna, nei pressi di Riolunato (Appennino Modenese), è stata effettuata una indagine sulla comunità a macroinvertebrati bentonici per evidenziare le conseguenze di queste operazioni ed i tempi necessari per una completa ricolonizzazione della zona immediatamente a valle della diga. A tale scopo sono state prese in considerazione tre componenti significative: Efemerotteri, Plecotteri e Tricotteri.

Ansaloni I.; Imperiale A. ( 2001 ) - Una recente segnalazione di Storno roseo (Sturnus roseus) nel Modenese . - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 132 - pp. da 141 a 145 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

Viene segnalato il rinvenimento di uno storno roseo (sturnus roseus) in località Casette di Nonantola (MO). Si tratta della prima segnalazione accertata di questa specie nel modenese dopo quelle storiche della seconda metà dell'Ottocento, l'ultima delle quali risale all'ottobre 1887.

Ansaloni I.; Imperiale A. ( 2000 ) - La collezione ornitologica del Museo Universitario di Storia Naturale e della Strumentazione Scientifica dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia: V - da Strigiformes a Coliiformes. - ATTI DELLA SOCIETÀ DEI NATURALISTI E MATEMATICI DI MODENA - n. volume 131 - pp. da 153 a 166 ISSN: 0365-7027 [Articolo in rivista (262) - Articolo su rivista]
Abstract

L acatalogazione della collezione ornitologica del Museo di Storia Naturale e della Strumentazione Scientifica (Museo di Zoologia) prosegue con la descrizione degli Ordini: Strigiformes, Caprimulgiformes, Apodiformes e Coliiformes. si tratta di 234 esemplari apparteneti a 98 specie, 65 generi, 8 famiglie. per ognuno vengono fornite le principali misure morfometriche