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Vincenzo PACILLO

Professore Ordinario
Dipartimento Educazione e Scienze Umane

Insegnamento: Scuola e istruzione religiosa in Europa

Scienze dell'educazione per il nido e le professioni socio-pedagogiche (D.M.270/04) (Offerta formativa 2022)

Obiettivi formativi

Il corso si propone di offrire una sintesi critica dei modelli europei di insegnamento del fatto religioso nelle scuole pubbliche e parificate d’Europa. Secondo i Toledo Guiding Principles on Teaching about Religions and Beliefs in Public Schools dell’OSCE, le religioni e le credenze sono forze importanti nella vita degli individui e delle comunità e quindi hanno un grande significato per la società nel suo insieme. L'apprendimento di elementi fondamentali delle religioni e delle credenze contribuisce a formare e sviluppare l'autocomprensione, apre le menti degli studenti a domande di significato e li porta a riflettere suquestioni etiche critiche affrontate dall'umanità nel corso della storia.
Inoltre diversi eventi storici, e parte della letteratura e della cultura sono incomprensibili senza la conoscenza delle religioni e delle credenze. Pertanto, lo studio delle religioni e delle credenze è una parte essenziale del processo educativo nel suo complesso: imparare a conoscere le religioni e le credenze allarga il proprio orizzonte e approfondisce la propria visione e la complessità del passato e del presente.

Prerequisiti

Nessuno

Programma del corso

I. Il contesto giuridico europeo
II. I Toledo Guiding Principles on Teaching about Religions and Beliefs in Public Schools.
III. I diversi modelli di insegnamento religioso:
1. Learning into religion: gli insegnamenti religiosi di tipo confessionale. Generalmente in Europa essi sono in linea con le finalità della scuola e aperti al dialogo interreligioso.
2. Learning about religion(s): gli insegnamenti volti alla mera conoscenza del fatto religioso in cui intervengono diverse scienze che si occupano della religione (storia, antropologia), ma non la teologia. Il punto di partenza di questi insegnamenti è quello di escludere elementi veritativi e dottrinali, per uno studio scientifico della religione come fatto umano.
3. Learning from religion(s): è insegnamenti basati sull’interazione tra più comunità religiose presenti su un territorio. La didattica di questo insegnamento viene condivisa e decisa non solo dalla scuola, ma anche dalle comunità religiose presenti sul territorio. Gli elementi religiosi sono mediati con altri saperi di natura antropologica (filosofia, storia,..) e afferenti alle scienze sociali.
4. Learning from religious studies: questo approccio intende unire la storia delle religioni alle esperienze religiose degli alunni, tenendo in considerazione anche aspetti legati alla morale e all’etica religiosa degli studenti.
5. Learning out of religions: una forma di insegnamento sul fatto religioso come ambito dell’agire umano autonomo. Tale insegnamento non avrebbe un modulo didattico proprio, bensì la religione verrebbe trattata come corollario di altri aspetti legati ad altre discipline.

Metodi didattici

Le attività didattiche prevedono:

- presentazioni di contenuti teorici da parte del docente
- lavori di gruppo sui contenuti presentati
- elaborazione di prodotti
Tale modalità di lavoro è orientata sia all’approfondimento dei contenuti teorici sia allo sviluppo di competenze applicative e trasversali

Testi di riferimento

Alberto Melloni (a cura di), Rapporto sull’analfabetismo religioso in Italia, Bologna, Il Mulino, 2014, pp. 1- 317.

Verifica dell'apprendimento

Per i frequentanti l’esame è costituito da due parti:
- una prova scritta sul materiale fornito a lezione, con domande a risposte aperte;
- una prova orale su materiali forniti a lezione e parte del testo di esame.

La prestazione all’esame viene valutata sulla base dei seguenti criteri: 1.correttezza nella definizione del concetto teorico richiesto da ogni domanda, 2. efficacia dell'elaborazione di un esempio applicativo inerente il suddetto concetto.

È prevista una prova intermedia scritta con domande a risposte aperte sulle prime unità di apprendimento del programma. Gli studenti che avranno un esito positivo a tale prova, dovranno affrontare, durante uno degli appelli previsti, l’orale sul materiale rimanente.

Per i non frequentanti: è previsto un colloquio orale sul testo di esame.

La prestazione all’esame viene valutata sulla base dei seguenti criteri: 1.correttezza nella definizione del concetto teorico richiesto da ogni domanda, 2. efficacia dell'elaborazione di un esempio applicativo inerente il suddetto concetto.

Risultati attesi

Conoscenza e capacità di comprensione
Il corso fornisce una conoscenza critica delle nozioni fondamentali relative all’insegnamento del fatto religioso in Europa, nel quadro del rispetto della libertà di coscienza e religione e della laicità delle istituzioni pubbliche.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione
Il corso fornisce la capacità di definire il contenuto educativo dell’insegnamento della religione, di individuare i principi guida per la preparazione dei curricula, di descrivere gli approcci pedagogici e i risultati di apprendimento attesi dll’insegnamento del fatto religioso.
Abilità comunicative
Il corso si propone di stimolare la capacità di esprimere le conoscenze acquisite in modo chiaro, consapevole, esaustivo, critico e convincente, dimostrando un’adeguata comprensione degli argomenti studiati, e altresì di individuare le relazioni tra i temi portanti della materia e quelli di altri insegnamenti, esponendo, esprimendo e argomentando in modo critico e chiaro i risultati del proprio studio.
Il corso si propone di stimolare l’abilità di utilizzare in modo consapevole la terminologia giuridica e pedagogica specialistica acquisita.